<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blog di Vino al Vino</title>
	<atom:link href="http://www.vinoalvino.org/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.vinoalvino.org</link>
	<description>Il Blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 May 2013 06:00:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Le degustazioni AIS Roma di maggio da non perdere: Gianni Gagliardo? Ma dai!</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/le-degustazioni-ais-roma-di-maggio-da-non-perdere-gianni-gagliardo-ma-dai.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-degustazioni-ais-roma-di-maggio-da-non-perdere-gianni-gagliardo-ma-dai</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/le-degustazioni-ais-roma-di-maggio-da-non-perdere-gianni-gagliardo-ma-dai.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Fra' che te serve?]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogativi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8781</guid>
		<description><![CDATA[Un produttore solo Gagliardo e non certo… gajardo… Come tanti altri ricevo periodicamente via mail comunicazioni dall’Associazione Italiana Sommelier Roma sulle attività in programma in quella città che a me milanese spiace terribilmente dirlo è la capitale del vino, il &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/le-degustazioni-ais-roma-di-maggio-da-non-perdere-gianni-gagliardo-ma-dai.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/12/franco-ricci-SordiMarchesegrillo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8121" alt="franco-ricci-SordiMarchesegrillo" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/12/franco-ricci-SordiMarchesegrillo.jpg" width="420" height="292" /></a></p>
<p><strong>Un produttore solo Gagliardo e non certo… gajardo… </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come tanti altri ricevo periodicamente via mail comunicazioni dall’<strong>Associazione Italiana Sommelier Roma</strong> sulle attività in programma in quella città che a me milanese spiace terribilmente dirlo è la capitale del vino, il cuore vitale del discorso sul vino in Italia. Giorni fa mi è arrivata una mail con questo titolo: “<strong>Le degustazioni di maggio da non perdere a Roma</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sono subito precipitato a leggere immaginandomi chissà quali eno-sfracelli, quali memorabili occasioni d’assaggio, ma sono subito rimasto a bocca spalancata. Perché l’Associazione che ha al proprio vertice Franco Ricci, detto <strong>Er marchese der Grillo der vino</strong>, proponeva qualcosa di stratosferico?<br />
Niente affatto, perché alla categoria dell’imperdibile vedevo essere iscritti, con tutto il rispetto che meritano, un produttore campano come Sclavia, che opera nell’ambito dell’Igt Terre del Volturno e della neonata Dop Casavecchia di Pontelatone, uno dei produttori simbolo dei Castelli Romani come Castel de Paolis e, tenetevi forte, nientemeno, non è una barzelletta AIS Roma fa sul serio, “Gianni Gagliardo con l’eccezionalità del Nebbiolo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bibenda.it/attivita_singola.php?id=1463">Come si legge nella presentazione dell’iniziativa</a>, massì facciamole pure un po’ di pubblicità gratuita, con i Poderi Gianni Gagliardo arrivano a Roma “<strong>seduzione ed eleganza del Barolo</strong>”. Che il Nebbiolo sia eccezionale, unico e inimitabile non si discute, che nelle sue migliori espressioni sia sinonimo di “eleganza” ça va sans dire, ma che c’azzeccano Gianni Gagliardo e i suoi vini con eccezionalità ed eleganza?</p>
<p style="text-align: justify;">E che senso compiuto avrà mai il “soffietto” di presentazione della degustazione, in programma dalle 16 alle 18.30 e proposta al prezzo super promozionale di euro 15, dove leggiamo, nientemeno, che “il cruccio della continua ricerca della qualità di Gianni Gagliardo ha contagiato la nuova generazione. Oggi anche Stefano, Alberto e Paolo puntano con decisione sulla valorizzazione del Nebbiolo, declinandone tutte le possibili sfumature che si possono ottenere dalle vigne in proprietà e nelle migliori posizioni nel cuore della Docg Barolo, a La Morra, Barolo, Serralunga e Monforte d’Alba, senza trascurare il vicino Roero.<br />
Un pacchetto di vigne il cui risultato è gestito egregiamente nella cantina in borgata Serra dei Turchi a La Morra, un punto panoramico sulle vigne del Barolo che mozza il fiato – per chi non ci fosse ancora stato – che scalda il cuore e apre definitivamente la mente alla comprensione dell’elegante austerità dei vini che qui, e solo qui, possono nascere per mano dei più sensibili interpreti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Eccezionali, unici i Barolo di Gianni Gagliardo? E quando mai? E se Ricci ed i suoi boys ricorrono ad iperboli così’ <em>flamboyant</em> per condire e rendere appetibile più di quanto realmente sia una degustazione di vini by Gagliardo, quale panoplia di aggettivi super elogiativi tireranno mai fuori quando capiterà di presentare una degustazione di Barolo davvero unici, imperdibili, straordinari, elegantemente austeri, tipo il Monprivato, il Villero o il Cà d’Morissio di Giuseppe Mascarello, il Rocche del Falletto di Bruno Giacosa, il Monfortino di Giacomo Conterno, il Vigna Rionda di Massolino, il Gran Bussia di Aldo Conterno?</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sorge un dubbio: non è che il romanesco abbia causato un brutto scherzo a Ricci e l’abbia indotto a considerare “<strong><em>gajardi</em></strong>” dei vini che sono solamente… by Gianni Gagliardo?<strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/le-degustazioni-ais-roma-di-maggio-da-non-perdere-gianni-gagliardo-ma-dai.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come è d’Uva l’avventuva! Venerdì 24 la presentazione di un prodotto innovativo a base d’uva</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/come-e-duva-lavventuva-venerdi-24-la-presentazione-di-un-prodotto-innovativo-a-base-duva.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-e-duva-lavventuva-venerdi-24-la-presentazione-di-un-prodotto-innovativo-a-base-duva</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/come-e-duva-lavventuva-venerdi-24-la-presentazione-di-un-prodotto-innovativo-a-base-duva.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[l'acquolina in bocca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8777</guid>
		<description><![CDATA[Ai lettori che vivono, beati loro nella splendida zona del Garda bresciano e dell’area intorno a quell’autentico gioiello che è Salò segnalo una presentazione che si svolgerà venerdì 24 Maggio dalle 19.30 alle 22.30 press il Cocktail bar &#8217;24&#8242;, rotonda &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/come-e-duva-lavventuva-venerdi-24-la-presentazione-di-un-prodotto-innovativo-a-base-duva.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/UVA-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8779" alt="UVA-3" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/UVA-3.jpg" width="600" height="352" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ai lettori che vivono, beati loro nella splendida zona del <strong>Garda bresciano</strong> e dell’area intorno a quell’autentico gioiello che è <strong>Salò</strong> segnalo una presentazione che si svolgerà <strong>venerdì 24 Maggio</strong> dalle 19.30 alle 22.30 press il Cocktail bar &#8217;24&#8242;, rotonda di Cunettone, Salò (BS).<br />
Ad opera dall’azienda vitivinicola <strong>Cascina Belmonte</strong> si svolgerà la presentazione della nuova produzione del progetto d’UVA, il nettare d’uva dalle elevate qualità organolettiche e nutrizionali ed esplorare la sua vocazione ai cocktails. A dare il ritmo alla serata quattro food performances dello Chef salodiano Roberto Abbadati, ben accompagnate da quattro cocktail creati ad hoc Mattia Merigo, art director del 24, realizzati sempre con una base d&#8217;UVA.<br />
Non un semplice happy hour, ma un rifugio felice, un’isola divertente e colorata, dove poter ascoltare buona musica e lasciarsi avvolgere da un’atmosfera fashion e rilassante. Intimità̀ e ricercatezza saranno sonorizzate dal jazz sound di Nutties.<br />
D&#8217;UVA è un progetto sviluppato a Cascina Belmonte, una piccola azienda vitivinicola sulle colline gardesane, nata quindici anni fa con un progetto chiaro e ambizioso, produrre in modo sostenibile vini di alta qualità̀. L’azienda, guidata da <strong>Enrico Di Martino</strong>, interessata a sviluppare le qualità̀ nutritive e organolettiche dell’uva non fermentata, ha maturato l’idea di applicare gli stessi principi di ricerca qualitativa anche ad un prodotto analcolico.<br />
Dopo anni di ricerca e sperimentazione durante la vendemmia 2011 si è concretizzata l’idea di d’UVA, la cui mission è produrre la miglior bevanda analcolica esistente a base d’uva. Il risultato è una bevanda semplicissima e rivoluzionaria, con un grande gusto ed un elevato potere nutrizionale, mantiene tutta la freschezza, l’integrità e le qualità dell’uva appena pressata.<br />
E&#8217; senza alcool, senza zuccheri aggiunti, senza conservanti e coloranti, è prodotta senza pastorizzazione a caldo, è puro succo di uve che provengono da vigneti coltivati secondo le regole dell’agricoltura biologica e applicando tecniche di gestione volte a favorire la biodiversità e a ridurre l’impatto ambientale.<br />
Il <strong>24 Cockail bar</strong> è il salotto creativo di Cunettone, da anni punto di ritrovo di tanti amici, luogo di passaggio dove poter sorseggiare favolosi drink e anche un magico stage per artisti, dj set, live band e realtà indipendenti Made in Italy risultato di selezionata ricerca e sempre viva passione! Sito Internet <a href="https://www.facebook.com/venti4">https://www.facebook.com/venti4</a><br />
<strong>Roberto Abbadati</strong> è un giovane chef che, dopo una classica formazione professionale accademica sia in Italia che all’estero, dal 2004 opera con un suo marchio. Un eclettico chef freelance che ha saputo interpretare il potere comunicativo e aggregativo esistente tra cibo e l’arte, professionista capace di realizzare momenti ricchi di gusto, ironia, emozione e cultura. Sito Internet <a href="http://www.robertoabbadati.it">www.robertoabbadati.it</a><br />
24 Cocktail Bar Rotonda di Cunettone Salò Pagina Facebook <a href="https://www.facebook.com/venti4/info">https://www.facebook.com/venti4/info</a><br />
La comunicazione di questa iniziativa è affidata alla vecchia amica gardesana fino al midollo <strong>Wilma Zanaglio</strong> già mia collaboratrice ai tempi eroici di <a href="http://www.winereport.com/">Wine Report</a> e oggi apprezzatissima collaboratrice di questo blog.<br />
d&#8217;UVA è in località Moniga del Bosco a Muscoline (BS), c/o Cascina Belmonte http://www.duva.<br />
Siti Internet <a href="http://www.cascinabelmonte.it">http://www.cascinabelmonte.it</a> e <a href="http://www.d-uva.com">www.d-uva.com</a> qui <a href="http://blog.d-uva.com/it/">il Blog </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/come-e-duva-lavventuva-venerdi-24-la-presentazione-di-un-prodotto-innovativo-a-base-duva.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Seconda edizione Concorso enologico Vini rosati d’Italia: un palmarès non esaltante</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/seconda-edizione-concorso-enologico-vini-rosati-ditalia-un-palmares-non-esaltante.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=seconda-edizione-concorso-enologico-vini-rosati-ditalia-un-palmares-non-esaltante</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/seconda-edizione-concorso-enologico-vini-rosati-ditalia-un-palmares-non-esaltante.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 May 2013 05:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogativi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8776</guid>
		<description><![CDATA[Devo confessare, da rosatista &#8220;antemarcia&#8221; convinto, e da semplice osservatore esterno dell’andamento del Concorso, delle cui giurie (ancora oggi con componenti che restano misteriosi sul sito Internet della manifestazione) avrei dovuto far parte, se, incredibile ma vero, non avessi perso &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/seconda-edizione-concorso-enologico-vini-rosati-ditalia-un-palmares-non-esaltante.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/04/ConcorsorosatiItalia2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8576" alt="ConcorsorosatiItalia2" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/04/ConcorsorosatiItalia2.jpg" width="600" height="186" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Devo confessare, da rosatista &#8220;<em>antemarcia</em>&#8221; convinto, e da semplice osservatore esterno dell’andamento del Concorso, delle cui giurie (ancora oggi con componenti che <a href="http://www.concorsorosatiditalia.it/?page_id=36">restano misteriosi sul sito Internet della manifestazione</a>) avrei dovuto far parte, se, incredibile ma vero, non avessi perso l’aereo che avrebbe dovuto portarmi a Bari e perso quindi la possibilità di partecipare <span style="text-decoration: underline;">a tutti i turni di degustazione</span>, di nutrire qualche perplessità circa i risultati della seconda edizione del <strong>Concorso rosati d’Italia</strong>.<br />
Qui di seguito pubblico l’elenco completo dei vini medagliati nelle 6 categorie, ma con tutto il doveroso rispetto per i premiati, a partire per il <a href="http://www.farnesevini.it/det_vino.php?id=51&amp;cc=11&amp;v=5&amp;el=58">Cerasuolo d’Abruzzo Fantini</a> 2012 della Farnese vini del vecchio amico <strong>Valentino Sciotti</strong>, non mi sembra di vedere tra i premiati nomi notissimi, né di aziende né di vini, né grandi tracce (forse dovrò rileggere l’elenco per l’ennesima volta con rinnovata attenzione) di quei rosati che formano, a mio modesto avviso, l’aristocrazia del rosato italiano.<br />
Non vedo il sommo Girofle di Azienda Monaci della famiglia Garofano, il Mjere di Michele Calò, <a href="http://www.cucchiaio.it/bere/igp-rosato-elatis-comm-g-b-burlotto-2012/">l’Elatis di Comm. G.B. Burlotto</a>, o altri vini che ho sinora inserito nella mia fortunata <a href="http://www.cucchiaio.it/author/franco-ziliani/">rubrica dei rosati</a> che conduco con grande soddisfazione su <a href="http://www.cucchiaio.it/">Il cucchiaio d’argento</a>.<br />
E mi chiedo se questi vini e molti altri che potrei citare, di cui ho scritto in passato e scriverò in futuro, tipo il Cirò rosato di Librandi, Le Pozzelle di Candido, il classico rosato di Rosa del Golfo, il <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2011/11/calabria-igp-gaglioppo-rose-2010-a-vita.html">rosato di Gaglioppo ‘A Vita</a> di Francesco De Franco, l’Eloro rosato <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2010/04/eloro-nero-davola-rosa-nera-2009-marabino.html">Rosa nera di Marabino</a>, i Montepulciano d’Abruzzo di Cataldi Madonna, Contesa, Pasetti, Masciarelli, Pientrantonj, il Castel del Monte Pungirosa di Rivera, il Brindisi Vigna Flaminio di Agricole Vallone, il Chiaretto del Garda Rosamara di Costaripa, e tanti tanti altri (da me <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2007/09/le-vin-en-rose-rosati-ditalia-in-degustazione-a-modena.html">inseriti in mie iniziative</a>), non siano stati premiati al Concorso perché le giurie non li hanno capiti o non li hanno trovati meritevoli.<br />
O se invece perché questi produttori non abbiano ritenuto opportuno presentarli al Concorso e parteciparvi. E se così fosse, mi chiedo per quali motivi non abbiano partecipato.<br />
Semplici domande che ovviamente rimarranno senza risposta, perché in base al ferreo regolamento del Concorso voluto dall’Associazione Enologi e dal suo “boss”, pardon, direttore, sarà più facile estorcere a Berlusconi il numero dei suoi conti correnti in qualche paradiso fiscale o la confessione del reale andamento dei bunga bunga parties che sapere da Martelli Giuseppe quali vini e quali aziende abbiano partecipato alla seconda edizione di questo concorso.<br />
Però sono domande che di fronte ai non entusiasmanti nomi dei vincitori di questo Concorso, che almeno quest’anno ha visto la Puglia, regione organizzatrice e grande capitale, con l’Abruzzo ed il Garda, degli italici rosati, andare meglio di come sia andata lo scorso anno, non potevo, da amante dei rosati, non fare…</p>
<p><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/04/ConcorsorosatiItalia2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8576" alt="ConcorsorosatiItalia2" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/04/ConcorsorosatiItalia2.jpg" width="600" height="186" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo concorso enologico nazionale vini rosati d’Italia Elenco completo dei vini medagliati nelle 6 categorie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.concorsorosatiditalia.it/">http://www.concorsorosatiditalia.it/</a></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><strong>Categoria 1 Vini rosati tranquilli Doc – Dop </strong></p>
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ORO</b></p>
</div>
<p><b>CERASUOLO D&#8217;ABRUZZO DOC &#8220;FANTINI&#8221; 2012<br />
</b>FARNESE VINI di ORTONA (CHIETI)<b><br />
</b></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ARGENTO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>IRPINIA DOC ROSATO 2012<br />
</b>BORGODANGELO SOCIETA’ AGRICOLA  di  SANT&#8217;ANGELO ALL&#8217;ESCA (AVELLINO)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA DI BRONZO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>BARDOLINO DOC CHIARETTO CLASSICO 2012<br />
</b>CANTINA CAORSA CONSORZIO AGRARIO LOMBARDO VENETO di AFFI (VERONA)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Categoria 2 Vini rosati tranquilli IGT – IGP</strong></p>
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ORO</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>SALENTO IGP ROSATO &#8220;MERULA ROSA&#8221; 2012<br />
</b>AZIENDA AGRICOLA CARVINEA di CAROVIGNO (BRINDISI)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ARGENTO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>SALENTO IGP NEGROAMARO ROSATO 2012<br />
</b>CANTINA SOCIETA’ COOPERATIVA VECCHIA TORRE di LEVERANO (LECCE)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA DI BRONZO</b><b></b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>SALENTO IGP NEGROAMARO ROSE’ ROSARO 2012<br />
</b>Feudi di Guagnano di  Guagnano (Lecce)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Categoria 3 Vini rosati frizzanti Doc – Dop </strong></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ORO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>LAMBRUSCO DI MODENA DOC ROSATO FRIZZANTE SEMISECCO &#8220;ROSA DI PRIMAVERA&#8221; 2012<br />
</b>CANTINA DI CARPI E DI SORBARA di CARPI (MODENA)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ARGENTO EX-AEQUO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>LAMBRUSCO DI SORBARA DOC ROSATO FRIZZANTE AMABILE &#8220;ALLEGRO&#8221; 2012<br />
</b>CANTINA DI CARPI E DI SORBARA di CARPI (MODENA)</p>
<p><b>LAMBRUSCO DI SORBARA DOP ROSATO FRIZZANTE SECCO &#8220;ROSA&#8217;&#8221; 2012<br />
</b>AZIENDA AGRICOLA GARUTI ELIO ED EREDI GARUTI ROMEO di SORBARA (MODENA)<b><br />
</b></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA DI BRONZO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>COLLI DI SCANDIANO E DI CANOSSA DOP LAMBRUSCO ROSATO FRIZZANTE &#8220;ROSSO SPINO&#8221; 2012<br />
</b>CANTINA SOCIALE D’ ARCETO SOCIETA’ COOPERATIVA di  ARCETO di SCANDIANO (REGGIO EMILIA)<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Puntodomanda.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8753" alt="Puntodomanda" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Puntodomanda.jpg" width="350" height="350" /></a></p>
<p><strong>Categoria 4 Vini rosati frizzanti IGT &#8211; IGP</strong></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ORO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>PROVINCIA DI PAVIA IGT ROSATO FRIZZANTE DOLCE &#8220;MOSCA ROSA&#8221; 2011<br />
</b>GIORGI FRATELLI &amp; C di CANNETO (PAVIA)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ARGENTO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>DELLE VENEZIE IGT ROSATO FRIZZANTE &#8220;TURA&#8217;&#8221;<br />
</b>GRUPPO ITALIANO VINI &#8211; LAMBERTI di PASTRENGO (VERONA)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA DI BRONZO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>VERONA IGP ROSATO FRIZZANTE &#8220;MONTE FIASCHETTO&#8221; 2012<br />
</b>AZIENDA AGRICOLA RIGHETTI ENZO di CAVAION VERONESE (VERONA)</p>
<p><strong>Categoria 5 Vini rosati Spumanti Doc &#8211; Dop<br />
</strong><br />
MEDAGLIA D&#8217;ORO</p>
<p style="text-align: justify;"><b>VENEZIA DOC VINO SPUMANTE DRY ROSE&#8217; &#8220;CANAL GRANDO&#8221;<br />
</b>CASA VINICOLA BOSCO MALERA di SALGAREDA (TREVISO)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ARGENTO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>LAMBRUSCO DI SORBARA DOP ROSATO VINO SPUMANTE DI QUALITA&#8217; EXTRA DRY &#8220;GIOIA&#8221; 2011<br />
</b>AZIENDA AGRICOLA GARUTI ELIO ED EREDI GARUTI ROMEO di SORBARA (MODENA)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA DI BRONZO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>BARDOLINO DOP CHIARETTO VINO SPUMANTE BRUT 2012<br />
</b>AZIENDA AGRICOLA BENAZZOLI FULVIO di PASTRENGO (VERONA)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Categoria 6 Vini rosati Spumanti IGT e VSQ </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><b>MEDAGLIA D&#8217;ORO</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>MANZONI MOSCATO VINO SPUMANTE DI QUALITA&#8217; AROMATICO DOLCE 2012<br />
</b>CANTINA COLLI EUGANEI  di VO&#8217; (PADOVA)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA D&#8217;ARGENTO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>VINO SPUMANTE DI QUALITA&#8217; EXTRA DRY ROSE&#8217; &#8220;JACARANDO&#8221; 2011<br />
</b>SAN PAOLO AZIENDA AGRARIA di TORRIONI (AVELLINO)</p>
<div style="text-align: justify;">
<p><b>MEDAGLIA DI BRONZO</b></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><b>PINOT NERO ROSATO VINO SPUMANTE DI QUALITA EXTRA DRY<br />
</b>AZIENDA VITIVINICOLA VANZINI DI ANTONIO, MICHELA E PIER PAOLO VANZINI di SAN DAMIANO AL COLLE (PAVIA)</p>
<p><strong>Premio Speciale della critica </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><b>PUGLIA IGT ROSATO ‘MONROSE’</b><br />
AZIENDA AGRICOLA PRIMIS DI STORNARELLA (FG)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/seconda-edizione-concorso-enologico-vini-rosati-ditalia-un-palmares-non-esaltante.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Incontro con Kevin Judd, mito del vino, a Marlborough</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/incontro-con-kevin-judd-mito-del-vino-a-marlborough.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=incontro-con-kevin-judd-mito-del-vino-a-marlborough</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/incontro-con-kevin-judd-mito-del-vino-a-marlborough.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 May 2013 06:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[New Zealand wine tour]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8766</guid>
		<description><![CDATA[Con questo splendido articolo Giuseppina Andreacchio (posso dirlo? sempre più brava e sempre più una rivelazione nel ruolo di wine writer) conclude, salvo sorprese (magari altri aneddoti, ricordi e divagazioni) i resoconti della sua esperienza neozelandese, del suo New Zealand &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/incontro-con-kevin-judd-mito-del-vino-a-marlborough.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Kevinecane.jpg"><img class="alignnone  wp-image-8767" alt="Kevinecane" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Kevinecane.jpg" width="440" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con questo splendido articolo <strong>Giuseppina Andreacchio</strong> (posso dirlo? sempre più brava e sempre più una rivelazione nel ruolo di wine writer) conclude, salvo sorprese (magari altri aneddoti, ricordi e divagazioni) i resoconti della sua esperienza neozelandese, del suo <strong>New Zealand wine tour</strong>. Ogni articolo è stato eccellente, ma di questo sono particolarmente orgoglioso perché Giusy è riuscita ad incontrare ed intervistare un personaggio celeberrimo, davvero un mito, <strong>Kevin Judd</strong>, che ho avuto il piacere di incontrare anni fa a Londra, e con il quale ricordo nitidamente di aver degustato nientemeno che una serie di <b>Pinot gris</b> dell’Oregon. Uno scambio di opinioni sulle differenze tra Pinot grigio italiano e Pinot gris del Nuovo Mondo che si concluse con la rivelazione di Kevin, grandissimo fotografo oltre che wine maker, di aver piantato proprio del Pinot gris in quella celeberrima azienda, <b>Cloudy Bay</b>, il cui Sauvignon ha creato una sorta di spartiacque, un’epoca pre Cloudy Bay, pre C.B. e post Cloudy Bay, post C.B. nella storia dei vini base Sauvignon.<br />
Ospitare oggi un articolo di Giuseppina, ora tornata in U.K., sui vini e sulla nuova azienda di Kevin Judd, <a href="http://www.greywacke.com/">Greywacke</a>, è per me una grande soddisfazione. E sono convinto anche un’autentica chicca per i lettori di Vino al vino. Buona lettura!</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Franco Ziliani mi chiese se potessi riuscire, essendo a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marlborough_region">Marlborough</a>, ad intervistare <b>Kevin Judd</b>, <a href="http://www.greywacke.com/docs/greywacke_about_2013.pdf">grande enologo</a> e fautore del successo del marchio <a href="http://www.cloudybay.co.nz/index.cfm?">Cloudy Bay</a> nel mondo, oltre che esperto fotografo, risposi che ci avrei provato. Era il 25 Marzo ed ero a Blenheim da qualche giorno. Cercai su Internet il numero e chiamai, in ufficio prima e al suo cellulare dopo. Dovetti spiegargli bene cosa facessi qui e perché avrei voluto incontrarlo. I suoi vini si possono assaggiare solo previo appuntamento ma non è detto che questo venga accordato. Ovviamente il nome di Franco (che aveva conosciuto Kevin a Londra alla <a href="http://2013.londonwinefair.com/content">London International Wine Fair</a>) fu il mio lasciapassare e ottenni da Kevin riscontro positivo, ma mi ci è voluto poi un mese per riuscire ad organizzare l&#8217;incontro.</p>
<p style="text-align: justify;">Una forse delle mie poche qualità è la determinazione. Se decido di fare una cosa mi butto a capofitto e le provo tutte, pur di ottenere il mio scopo e poi&#8230;non mi piace deludere Franco! Con in testa l&#8217;idea “devo incontrare quest&#8217;uomo e non lascerò Marlborough senza poterlo fare” e senza mai scoraggiarmi, l&#8217;ho corteggiato per email cercando di fissare l&#8217;appuntamento, rispettando i suoi impegni, e il 2 Maggio finalmente sono andata ad incontrarlo. La mia attesa ha avuto una magnifica ricompensa: non c&#8217;è stata degustazione più interessante e colma di emozioni come quella fatta con Kevin, un uomo con un eccezionale carisma, calmo, riservato, un cultore dell&#8217;enologia ma soprattutto un &#8216;gentleman&#8217;.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/KevinJudd.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8774" alt="KevinJudd" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/KevinJudd.jpg" width="460" height="288" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Io sono una persona abbastanza socievole e che tende a instaurare rapporti immediati con le persone ma non vi nego che con Judd è stato difficile all&#8217;inizio. Ero impacciata, nervosa e sono sicura che lui se n&#8217;è reso conto: mi sentivo molto agitata e non sapevo come approcciare questo &#8216;grande uomo che, devo confessare, mi incuteva un certo timore. La sua conoscenza del vino, la sua grande esperienza e la sua innata autorità mi facevano sentire a disagio ed ero in quello stato pre-esame universitario che vorresti passasse subito.</p>
<p style="text-align: justify;">Salita sulla sua jeep, con lui e il suo cane che è un suo accompagnatore quotidiano se ho ben capito, ci siamo recati a visitare <a href="http://www.dogpoint.co.nz/">Dog Point</a>, l&#8217;azienda localizzata nella parte meridionale della Brancott Valley, che processa le sue uve e che fa da ufficio amministrativo dell&#8217;attività personale di Kevin, the <a href="http://www.greywacke.com/">Greywacke</a> (pron. grey-wacky), nome che si riferisce ad una tipologia di pietra grigia, tipica solamente della regione di Marlborough. Essa indica sia il tipo di roccia in generale che la parte sabbiosa soltanto, provenendo da wacke che in tedesco indica un tipo di arenaria scoperta nel 18 secolo da Ernest Dieffenback. Singolari <a href="http://www.greywacke.com/docs/greywacke_hi-res_labels_2013.pdf">le etichette delle bottiglie</a> che sono state ricavate dalla collezione personale delle <a href="http://www.kevinjudd.co.nz/">foto scattate da Kevin</a> e rappresentano il marchio inconfondibile della sua gamma di vini, nati nel 2009.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/sistemaallevamento.jpg"><img class="alignnone  wp-image-8768" alt="sistemaallevamento" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/sistemaallevamento.jpg" width="495" height="372" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un veloce giro dell&#8217;azienda, ci siamo avviati verso alcuni dei suoi vigneti. Cominciavo a rilassarmi un po&#8217; e così a bruciapelo, ho rivolto quella domanda che mi ronzava in testa da giorni. &#8216;Kevin, perché hai lasciato Cloudy Bay dopo ben 25 vendemmie?&#8217; e la sua risposta, con un sorriso contenuto, è stata: &#8216;Vuoi la verità? e io: &#8216;Assolutamente sì.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;Dopo anni come capo enologo dell&#8217;azienda, mi proposero di fare da consulente esterno e il mio compito principale sarebbe stato di viaggiare in giro per il mondo promuovendo la loro azienda. Dissi di no, per qualche tempo ero arrabbiato, ma oggi sono contento e felice di come sono andate le cose. &#8216;Un proverbio inglese calza a pennello qui&#8230;<i>a blessing in disguise</i>&#8230;gli ho detto, e ho meditato tra me e me: quest&#8217;uomo il vino lo deve fare con le sue mani, non solamente farlo degustare.</p>
<p><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Vigneti.jpg"><img class="alignnone  wp-image-8769" alt="Vigneti" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Vigneti.jpg" width="495" height="372" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I sistemi di allevamento utilizzati da Kevin sono il VSP (vertical shoot positioning), qui il più diffuso, a due o tre capo a frutto per Pinot Noir e per gli altri vitigni, con la variante del sistema diviso Henry Scott, applicato alla maggior parte del vitigno Sauvignon Blanc, di cui solo una porzione vede VSP come sistema di allevamento principale. Mentre risaliamo in macchina, inizio con semplicità a raccontargli le mie impressioni su Marlborough e sul vino.<br />
Per esempio, l&#8217;idea che mi sono fatta riguardo al fatto che la maggior parte dei Pinot Noir prodotti in questa regione mi risultano leggeri, molto fruttati e con poca possibilità di evoluzione, tranne alcuni esempi e che ho notato che i consumatori neo-zelandesi non hanno pazienza ad aspettare che il vino maturi, al contrario di noi europei. Richiedono sempre le annate giovani a dispetto però della sorpresa nell&#8217;aspettare cosa potrebbe diventare un vino dopo un paio di anni. Kevin mi dice che lui &#8216;..ama i classici Sauvignon Blanc quando sono giovani, vibranti ma per quelli fermentati in botte bisogna aspettare, almeno un paio d&#8217;anni. Trova i Pinot Noir della zona ottimi vini, alcuni ben capaci di avere una buona evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli chiedo dove vende le sue 250.000 bottiglie e non mi sorprende che in Nuova Zelanda i vini siano distribuiti da <a href="http://www.negociantsnz.com/">Negociants New Zealand</a>, ottima azienda con la quale ho avuto a che fare nel passato e in UK, <a href="http://www.thewinesociety.com/">The Wine Society</a> e <a href="http://www.libertywine.co.uk/">Liberty wines</a>, due grandi nomi nel mercato inglese. Quando gli chiedo del futuro dei vini neo-zelandesi e della possibilità di cambiare il modo di bere dei suoi compatrioti, con un semplice sorriso, mi risponde &#8216;non so cosa succederà.. staremo a vedere. Se i vini di Malborough fossero tutti come i suoi, sono sicura che il futuro potrebbe solamente essere molto promettente, considerando i punteggi alti che ho assegnato ai suoi vini (vi ricordo la mia scala-valori che oscilla da *povero a*****eccellente).</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo vino che assaggiamo insieme è il <span style="text-decoration: underline;">Sauvignon Blanc 2012</span>, stile classico, dal colore giallo chiaro prodotto da vigneti dietro la sua casa e sulla strada di fronte, Renwick, Rapaura, Woodbourne e zone della Brancott Valley. Naso delicato di erba, peperone fresco, frutta tropicale matura, limone e drupacee. Il filo conduttore di tutta la sua produzione è quello di raccogliere la frutta quando essa è ben matura, evitando così l&#8217;inclusione di quella frutta acerba che diventa sinonimo di acidita&#8217; finale troppo alta. Un vino che non è invasivo al naso né troppo esplosivo come i Sauvignon Blanc che lasciano grandi scie di acidità in bocca, ma piuttosto un vino timido, composto, dal giusto finale speziato e con una bella freschezza finale *****</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo in seguito al <span style="text-decoration: underline;">Sauvignon Blanc 2011</span>: dal colore leggermente più intenso del primo, tendente al dorato, rivelava frutta tropicale matura come mango, frutto della passione, più strutturato del primo, morbido quasi vellutato e con un’acidità ancora viva.****</p>
<p style="text-align: justify;">Il seguente è stato <span style="text-decoration: underline;">Wild Sauvignon 2011</span>, cosi&#8217; chiamato perché fermentato solo con lieviti naturali in botte francese e il cui stile è lo stemma inconfondibile di Kevin. Quando creò il famoso Te Koko di Cloudy Bay nel lontano 1992 l&#8217;etichetta portava il nome di Sauvignon The Greywacke, poco dopo cambiato in Te Koko ossia il nome maori di Cloudy Bay, mitico esploratore di Tahiti. Il marchio venne registrato nel 1993 da Kevin con l&#8217;intenzione di utilizzarlo in futuro. Mi parla di questo periodo della sua attività con velata malinconia e partecipo intimamente e in modo commosso a questo suo momento interiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vino, prodotto da 7 diverse zone, fermentato in botte e maturato per 12 mesi in barriques vecchie principalmente e in nuove solo per una minore quantità, ha subito per 2/3 la fermentazione malolattica. Messo in successivo contatto con le fecce e per ulteriori 5 mesi, è stato imbottigliato ad Ottobre 2012 con alcool finale di 14%. Dal colore giallo intenso, con sentori di frutta matura tipo pesca, vanillina, erbe essiccate, mi colpì subito al naso per un certo aroma che definisco di &#8216;lanolina&#8217; e che trova consenso in Kevin. È lui che mi sottolinea che questo è il tipico aroma del lievito naturale che lui ama definire &#8216;lanoline o &#8216;linseed&#8217;, (semi di lino). Mi sento di essere finalmente entrata in sintonia con lui e mi compiaccio&#8230;Un vino succulento, anche con presenza di mineralità e molto complesso. ****<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/GreywacheWildSauv.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8775" alt="GreywacheWildSauv" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/GreywacheWildSauv.jpg" width="292" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma la complessità raggiunge l&#8217;apice nel <span style="text-decoration: underline;">Wild Sauvignon 2010</span> che ho trovato sublime. Una produzione limitata e per questa tipologia di vino solo il 20% della produzione viene realizzata. Kevin mi racconta che nel futuro vorrebbe che questo diventasse il vino distintivo della produzione e della sua azienda, al momento piccola, gestita da lui e dalla moglie ma che si prevede in crescita con l&#8217;aggiunta di un nuovo giovane enologo. Ritorna e ancor più forte la lanolina, la frutta rotonda e sviluppata, la vaniglia, il legno leggerissimo in un intreccio di complessità di aromi, profumi, che mi lascia senza parole e ormai quasi come in un legame di amicizia, dico a Kevin, &#8216;scusa, ma non posso smettere di berlo e ne faccio fuori un bicchiere mezzo pieno&#8230;&#8217; *****<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/PinotneroChardonnay-ridotto.jpg"><img class="alignnone  wp-image-8770" alt="PinotneroChardonnay-ridotto" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/PinotneroChardonnay-ridotto.jpg" width="360" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Arriviamo allo <span style="text-decoration: underline;">Chardonnay 2010</span> e mentre lo versa chiedo a Kevin quale sia il suo vitigno preferito e la sua risposta la trovo nel seguente bicchiere. È lo Chardonnay, che lui qui produce con vitigni con il caratteristico clone Mendoza, molto concentrato, e il clone 95. Le uve sono state raccolte a mano nelle zone meridionali della Brancott Valley, a Fairhall su terreni argillosi e Rapaura, ricca di pietre <i>greywacke</i>. Solo il 25% del succo, ottenuto dalle uve pressate a grappoli interi, è stato fermentato in botte nuova con lieviti naturali e contatto con solidi. Compie poi la seconda fermentazione e passa in botte il resto dei 15 mesi, di cui 4, dopo essere travasato, trascorrono a contatto con le fecce. Il colore è dorato, intenso, con evidenti gambe nel bicchiere e un naso avvolgente di vaniglia, mandorle tostate, agrumi, legno, spezie.<br />
Al palato agrumi, spezie di nuovo, e dopo la frutta matura un finale improvviso di limone e agrumi che lascia la bocca pulita. 2-3 anni in bottiglia non potranno far altro che dar beneficio al vino con un contenuto alcolico di quasi 15%. Ribadisco a Kevin che sono impressionata dalla concentrazione di frutta nei suoi vini. Certo questo Chardonnay a molti potrebbe risultare troppo legnoso al naso ma sono sicura che Kevin lo ha fatto deliberatamente, quasi per dare imponenza al suo vino che riecheggia molto lo stile francese****</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Pinot Gris 2011</span>: colore giallo intenso, aromi di uva matura, mele cotte, vaniglia, e fiori freschi e una dolcezza leggera in bocca bilanciata da un finale di limone, sorbetto di limone. Il 50% del vino è stato fermentato in barrique vecchie, spontaneamente con lieviti naturali e in seguito ha trascorso 5 mesi nel legno a contatto con le fecce, prima dell&#8217;imbottigliamento, lasciando un residuo zuccherino di 10g/l. Un blend di pere mature, drupacee in una cornice di leggerezza e morbidezza. Una parte di uve sono state prodotte utilizzando il clone Entav 52, cresciuto a Rapaura, una zona di Blenheim, e che è rinomato per la produzione di piccolissimi acini che Kevin mi ha mostrato in foto sul primo dei libri, &#8216;The colour of winè.****</p>
<p style="text-align: justify;">A questo segue il <span style="text-decoration: underline;">Riesling 2011</span>: colore giallo intenso, ritorna al naso la lanolina e i semi di lino, sentori inconfondibili dei vini di Kevin, insieme alla mineralità e alla delicatezza che lo rendono un vino lineare, serio e persistente sebbene ancora giovane con aromi e sentori di limone, pesca fresca, e un tocco di miele. Al palato da&#8217; quella sensazione che gli inglesi definiscono &#8216;wax&#8217;, cerata, che sa di cera, e spero di essere in grado di comunicarne l&#8217;idea! Le uve cresciute secondo il metodo organico, sono state pressate intere e processate lasciando il residuo zuccherino a circa 22g/l.****</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alla mia domanda di come sarebbe se fosse un&#8217;annata più vecchia, la risposta nel bicchiere e cioè un bel <span style="text-decoration: underline;">Riesling 2009</span>: grande vino dal colore oro, con la lanolina fa il suo ritorno, accentuata ancora di più accanto a note di petrolio ora sviluppate, insieme ad un residuo zuccherino di 20g/l ben dosato con l’acidità e chiuso in un finale croccante.*****</p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;Ancora giovane è il commento di Kevin, preso a versare nel bicchiere il <span style="text-decoration: underline;">Pinot Noir 2011</span> dal colore rubino acceso, e un naso potente di ciliegie mature, frutta rossa matura, bacche selvagge, spezie e cannella. I vigneti da cui nasce sono coltivati secondo il metodo VPS con una densità di 3,788 piante per ettaro. Il palato conferma ciò che avevo sentito al naso con in più la presenza dei tannini ancora chiusi, ma destinati con un paio d&#8217;anni di bottiglia, a svilupparsi e ammorbidirsi. Uno dei pochi ottimi Pinot Noir di Marlborough, rilasciato sul mercato dopo 15 mesi di legno francese di cui il 45% barrique nuove, che mi fa intravedere uno sviluppo positivo, significativo del vino, in un paio d&#8217;anni.*****<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/vendemmietardive-rid.jpg"><img class="alignnone  wp-image-8771" alt="vendemmietardive-rid" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/vendemmietardive-rid.jpg" width="540" height="405" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Volgo poi lo sguardo verso i tre bicchieri colmi di vini dolci e dico a Kevin che adoro i vini dolci e che quelli assaggiati in Nuova Zelanda sono diversissimi da quelli che sono abituata a bere. Il suo commento mi da&#8217; conferma della tendenza dei consumatori neo-zelandesi, i quali bevono pochi vini dolci e questi devono essere leggeri, quasi eterei. Le bottiglie, di stile alsaziano sono molto raffinate e belle, e ancora di più lo è il contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Riesling 2011 Late Harvest</span>: giallo oro leggero, naso di botrytis, petali di rose, marmellata, albicocche essiccate, e note di petrolio condite da un residuo zuccherino di 120 g/l che mi risulta leggero e delicato, perché accompagnato da note fresche di limone, pesca e agrumi sul finire, dettate da una sottile dose di mineralità (acidità finale pari a 7.7 g/l). Un vino serio e deciso come solo il Riesling riesce a produrre. Le uve, cresciute secondo il sistema organico, sono state raccolte a mano, dopo l&#8217;attacco della botrytis, in due diversi scaglioni e riunite durante la fermentazione.****</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Pinot Gris 2011 Late Harvest: </span>colore giallo oro, uguale al precedente, sentori di pesca, fiori essiccati, miele, albicocche mielate, 160 g/l di zucchero e un alcol pari a 15%, vivace, brioso, speziato e vellutato in bocca.*****</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Gewürztraminer 2009 Late Harvest</span>: colore giallo oro intenso, gambe lunghe nel bicchiere, nel colore il più intenso di tutti, aromi di nocciole, buccia di litchi, rose appassite, caramello, poi a metà palato un&#8217;esplosione di polpa di litchi maturi e in seguito un finale lungo e leggermente secco.****</p>
<p style="text-align: justify;">Tre vini dolci diversi, e se potessi utilizzare tre aggettivi per descriverli, essi sarebbero: serioso il primo, simpatico il secondo e sorprendente l&#8217;ultimo, ma fra tutti ho preferito la vivacità dello strano Pinot Gris che sembrava saltellare in bocca, quasi incontrollato e gradito di più al mio palato perché possiede il più alto livello zuccherino. Di questo vino Kevin ha prodotto solo 150 casse.</p>
<p style="text-align: justify;">Finita la degustazione, abbiamo scambiato qualche considerazione sul concetto di tappo a vite contro quello del tappo a sughero. Kevin è del parere che il tappo a vite riesce benissimo nel suo intento di conservare il vino, mentre non crede nell&#8217;ossigenazione che il tappo a sughero dovrebbe garantire. Egli sostiene che il tappo a sughero, per quanto eserciti un indiscutibile fascino in Europa, è sinonimo di contaminazione nel vino ed è un forte elemento di minaccia per lo spopolamento delle nostre foreste. Sono d&#8217;accordo con lui, ma non so se noi italiani potremmo mai essere disposti a cambiare le nostre abitudini vinarie per salvare il pianeta terra!</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo ciò gentilmente mi chiede se desidero portare con me alcuni vini per meditarci su e opto di portare 4 bottiglie, quelle che più ho preferito. Poi si avvia verso uno scaffale e mi offre una copia del suo libro, <a href="http://www.amazon.com/The-Landscape-New-Zealand-Wine/dp/1877333859">The Landscape of New Zealand Wine</a> pubblicato nel 2009: si tratta di una raccolta delle sue migliori fotografie delle regioni della Nuova Zelanda: l&#8217;isola del Nord, Gisborne, Hawkès Bay e Wairarapa nell&#8217;isola del Nord; Marlborough, Nelson, Canterbury e Otago Centrale nel Sud. Ogni regione è spiegata con commenti e note sul territorio e i relativi vini.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Colorofwine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8772" alt="Colorofwine" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Colorofwine.jpg" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mi sono sentita molto privilegiata in quel momento e gli chiedo timidamente se lo poteva anche autografare. Usciamo e mi accompagna in macchina fino in città, dove mi sono spostata a vivere per qualche giorno, mentre custodisco gelosamente tra le mani il suo libro, suggello di quell&#8217;incontro così speciale. Lo ringrazio per questo suo ulteriore atto di cordialità e ci salutiamo, con la speranza di incontrarci un giorno di nuovo, magari in Italia, dove lui non è ancora stato e dove vorrebbe presto andare. Prima di scendere dalla jeep, mi prendo di coraggio e mi faccio avanti con l&#8217;offerta di accompagnarlo in un tour insieme a Franco Ziliani, guida unica ed insostituibile per esplorare le multiformi e variegate regioni vinicole italiane.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppina Andreacchio</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/incontro-con-kevin-judd-mito-del-vino-a-marlborough.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sono 137 i produttori e 236 i vini partecipanti all’edizione 2013 di Radici del Sud!</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/sono-137-i-produttori-e-236-i-vini-partecipanti-alledizione-2013-di-radici-del-sud.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sono-137-i-produttori-e-236-i-vini-partecipanti-alledizione-2013-di-radici-del-sud</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/sono-137-i-produttori-e-236-i-vini-partecipanti-alledizione-2013-di-radici-del-sud.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 16:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8765</guid>
		<description><![CDATA[Con legittima soddisfazione, come co-organizzatore di Radici del Sud, festival dedicato ai vitigni autoctoni del Mezzogiorno per celebrare l’eccellenza del Sud Italia, pubblico il comunicato stampa relativo al numero record di produttori e vini partecipanti all’edizione che si svolgerà dal &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/sono-137-i-produttori-e-236-i-vini-partecipanti-alledizione-2013-di-radici-del-sud.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" alt="" src="http://farm6.staticflickr.com/5127/5247147613_486d7e70ef_o.jpg " width="420" height="259" /></p>
<p>Con legittima soddisfazione, come co-organizzatore di <strong>Radici del Sud</strong>, festival dedicato ai vitigni autoctoni del Mezzogiorno per celebrare l’eccellenza del Sud Italia, pubblico il comunicato stampa relativo al numero record di produttori e vini partecipanti all’edizione che si svolgerà dal 5 al 9 giugno a Carovigno (Brindisi) presso il <a href="http://www.masseriacaselli.it/">Relais Masseria Caselli</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiuse le iscrizioni per le cantine che parteciperanno a Radici del sud<b>,</b> il festival dedicato ai vitigni autoctoni del Mezzogiorno in programma a Carovigno (Brindisi) dal 5 al 10 giugno, ideato da <strong><i>Nicola Campanile</i></strong>, con la collaborazione di <strong><i>Luciano Pignataro</i></strong>, dei produttori pugliesi e di tutto il Sud, insieme al costante impegno degli assessorati regionali pugliesi all&#8217;Agricoltura e al Turismo<strong>.<br />
</strong>L’evento è riuscito a convogliare l’attenzione dell’entourage mondiale del vino sul fenomeno nostrano, come il gruppo degli <a href="http://www.ivinidiradici.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=505:ufficio-stampa-radici-wines&amp;catid=36:comunicati-stampa&amp;Itemid=56">ospiti internazionali</a>, voluto e selezionato da <strong><i>Franco Ziliani. </i></strong>A Radici del Sud saranno presenti i, infatti, i principali specialisti del settore che, con specifico interesse, oggi si rivolgono al mondo dei vini autoctoni pugliesi come ad un comparto sufficientemente affermato.</p>
<p style="text-align: justify;">137 aziende (<a href="http://www.ivinidiradici.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=515:chiuse-le-iscrizioni-a-radici-del-sud-ecco-le-136-cantine&amp;catid=36:comunicati-stampa&amp;Itemid=56">leggete qui l’elenco dettagliato</a>) di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia messo insieme anche con la collaborazione di  <b><i>Francesca Tamburello</i></b> (Sicilia) e <b><i>Giovanni Gagliardi</i></b> (Calabria) &#8211; per un totale di 236 vini in concorso &#8211; si sottoporranno al ricco wine-tasting composto da <strong>16 giudici internazionali e 14 nazionali. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La grande vetrina dei vini da vitigno autoctono del Sud Italia è pronta ad accogliere  addetti ai lavori e appassionati da tutto il mondo incoraggiando le relazioni commerciali fra le parti e fornendo un ritratto dettagliato del settore che negli anni ha saputo con consapevolezza, professionalità e competenza riscuotere ampi successi di critica e conquistarsi vaste quote di mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei sei giorni di incontri e scambio culturale che Radici del Sud promuove attraverso le numerose attività in programma, si delineano i tratti di grande pregio e fascino espressi dai vini da vitigno autoctono fortemente connotati dal carattere dei territori dove prendono vita, dalla loro storia, la loro cultura e tradizioni.<br />
Produttori,<strong> <a href="http://www.ivinidiradici.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=505:ufficio-stampa-radici-wines&amp;catid=36:comunicati-stampa&amp;Itemid=56">wine-buyer, wine-writer ed esperti di settore</a></strong> animeranno un confronto che si articolerà nelle attività di approfondimento a tema e nei laboratori previsti in occasione di Radici del Sud e soprattutto attraverso la disamina dei vini che parteciperanno al blind tasting che decreterà gli esemplari più convincenti al vaglio di qualificate giurie.</p>
<h5 style="text-align: justify;">La giornata di domenica 9 a partire dalle ore 11,00 fino alle 20,00 aprirà i battenti anche al pubblico, non necessariamente coinvolto a livello professionale ma comunque amante del buon bere, la fiera dei vini da vitigno autoctono delle<strong> tante cantine</strong> di Puglia, Campania  Basilicata, Sicilia, Calabria, a disposizione con la loro completa gamma di cantina negli appositi banchi d’assaggio.<br />
Alle ore 18,00 è in programma l’atteso convegno “I vitigni autoctoni Meridionali, la nuova economia del Sud Italia” dove interverranno, insieme agli organizzatori, gli ospiti nazionali, internazionali, produttori e istituzioni del settore. Mentre alle ore 19,30 saranno resi noti i nomi dei vini più apprezzati della manifestazione.<br />
Alle ore 21,00 chiuderà la giornata la <strong><a href="http://www.ivinidiradici.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=514:stelle-a-sud-radici-si-congeda-dal-grande-pubblico-con-ricercatezza-e-gusto-&amp;catid=36:comunicati-stampa&amp;Itemid=56">cena di gala &#8220;Stelle a Sud&#8221;</a></strong> apparecchiata da cinque tra i più affermati chef del Sud Italia durante la quale le loro raffinate elaborazioni culinarie saranno servite insieme alla selezione completa dei vini vincitori di Radici del Sud 2013.</h5>
<h5 style="text-align: justify;">Per partecipare alla cena Stelle a Sud è necessaria la prenotazione al numero 3886221847 oppure è possibile mandare una mail a <a href="mailto:info@ivinidiradici.com">info@ivinidiradici.com</a>; <a href="mailto:redazione@apuliamagazine.it">redazione@apuliamagazine.it</a>.</h5>
<p style="text-align: justify;">Per informazioni <a href="tel:%2B39.346.4076012" target="_blank">+39.346.4076012</a>  <a href="http://www.ivinidiradici.com/" target="_blank">www.ivinidiradici.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/sono-137-i-produttori-e-236-i-vini-partecipanti-alledizione-2013-di-radici-del-sud.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8216;Marlborough Wine Trail: un percorso di vini e cibo – parte prima</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/marlborough-wine-trail-un-percorso-di-vini-e-cibo-parte-prima.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=marlborough-wine-trail-un-percorso-di-vini-e-cibo-parte-prima</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/marlborough-wine-trail-un-percorso-di-vini-e-cibo-parte-prima.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 06:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[New Zealand wine tour]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8726</guid>
		<description><![CDATA[Nuova puntata del Giusy Andreacchio’s New Zealand wine tour: oggi prima parte di un itinerario nelle cantine della celebre zona di Marlborough. Incontri e vini molto interessanti: buona lettura! Dopo aver per 2 giorni messo a dura prova la mia &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/marlborough-wine-trail-un-percorso-di-vini-e-cibo-parte-prima.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/ArmeisNZ.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8727" alt="ArmeisNZ" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/ArmeisNZ.jpg" width="353" height="470" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nuova puntata del <i>Giusy Andreacchio’s New Zealand wine tour</i>: oggi prima parte di un itinerario nelle cantine della celebre zona di <b><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marlborough_region">Marlborough</a></b>. Incontri e vini molto interessanti: buona lettura!</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver per 2 giorni messo a dura prova la mia resistenza fisica girando in bici per le cantine, oggi finalmente sono riuscita ad affittare una macchina e continuare il giro secondo i miei progetti, potendo caricare le bottiglie preferite. Così alle 10 ero già davanti al famoso e coloratissimo giardino antistante l&#8217;entrata della cantina <strong><a href="http://www.hunters.co.nz/">Hunter&#8217;s</a></strong>. All&#8217;arrivo una giovane ragazza neo-zelandese mi invita a visitare il giardino con alberi di ulivo da cui ricavano l&#8217;olio extra-vergine. Per un attimo mi sono sentita in Umbria, e scopro subito dopo che proprio dall&#8217;Umbria trae ispirazione la creazione del giardino. La proprietaria, Jane Hunter che da parecchio tempo si è stabilita in Italia è un&#8217;amante del vino e della cucina italiana, tanto da scegliere il nostro Paese come luogo di residenza permanente.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia della signora Jane mi ha colpita particolarmente: insieme al marito di origine irlandese iniziarono l&#8217;attività ma lui all&#8217;età di 37 anni perse la vita in un incidente stradale a Christchurch e così Jane a 33 anni, prese in mano la direzione dell&#8217;azienda e ha contribuito molto allo sviluppo dell&#8217;industria del vino in Nuova Zelanda tanto da essere insignita di OBE dalla regina Elisabetta e altri riconoscimenti, tra cui nel 2012 il premio &#8216;Donna del vino’ e insignita della laurea in Scienze Honoris Causa da una università australiana di cui non ricordo il nome.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/OliveNZ.jpg"><img class="alignnone  wp-image-8728" alt="OliveNZ" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/OliveNZ.jpg" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mi colpisce dunque subito e mi affascina la personalità di questa donna: penso al suo coraggio e alla sua determinazione e così con in testa questa considerazione mi accingo ad assaggiare i vini. Il primo è l&#8217;iconico <span style="text-decoration: underline;">Sauvignon Blanc 2012</span>: un intenso naso di erba tagliata, peperone, frutti tropicali. Un finale fresco e lungo, un&#8217;acidità ben bilanciata lo rende gradevole al palato ancora di più. Un vino, penso, deciso ma delicato e collego la personalità del vino a quella della signora Jane nella foto. Una donna dal carattere deciso e forte ma pur sempre una donna&#8230; Passo dunque al secondo vino, un altro <span style="text-decoration: underline;">Sauvignon Blanc</span> ma udite udite del <span style="text-decoration: underline;">2005</span>. Si chiama <strong>Kaota Rao</strong> che in Maori vuol dire &#8216;fermentato in botte, mi suggerisce la simpatica signora che mi versa i vini, fra l&#8217;altro molto competente!<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Sauvignon2005.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8729" alt="Sauvignon2005" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Sauvignon2005.jpg" width="375" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il più vecchio dei <strong>Sauvignon Blanc</strong> che io abbia avuto modo di degustare da quando sono qui. Si tratta di un vino fermentato in botti di rovere francese, in parte nuove, che vengono usate per i bianchi e in seguito per i rossi. Il vino è stato messo sul mercato l&#8217;anno scorso: al naso sembra un bel Chardonnay stile francese dal colore oro molto intenso. Lo porto al palato e ho un&#8217;impressione completamente diversa: è sapido, secco e mi ricorda la brezza marina, la salsedine e lo iodio insieme alla vaniglia, al burro e al legno. Un vino da capire e particolare&#8230;alla fine un accenno di peperone rosso mi porta alla realtà ricordandomi che è un Sauvignon Blanc. Un vino che durerà ancora un paio d&#8217;anni&#8230;rimango sconvolta dalla sua freschezza che lo rende vibrante e giovane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo vino che assaggio è <span style="text-decoration: underline;">Chardonnay 2011</span>: 9 mesi in botti francesi che però non sono dominanti al naso che si presenta molto soffice e delicato. Limone e agrumi che riempiono la bocca in modo quasi etereo. La signora che mi ha guidato nella degustazione ha posto l&#8217;accento sul fatto che il loro enologo vuole fare dei vini che siano soffici, delicati quasi impercettibili e nell&#8217;intento penso ci sia riuscito. A seguire il <span style="text-decoration: underline;">Riesling 2012</span>: colore oro chiaro, frutta tropicale matura, note accentuate di limone sul finale e melone. Molto sapido. Dopo questo il <span style="text-decoration: underline;">Gewurztraminer 2011</span>: naso di miele. Frutta tropicale matura, petali di rose e forte acidità. Molto delicato ed etereo.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo infine ai vini rossi: <span style="text-decoration: underline;">Pinot Noir 2011</span> dal colore rosso, con frutta rossa intensa che è prerogativa dei Pinot Noir della zona, e quindi ciliegie, viole, ma anche chiodi di garofano e spezie. Ci vorranno ancora un paio d&#8217;anni per vedere i tannini ammorbidirsi. A seguire <span style="text-decoration: underline;">Pinot Noir The Chase 2010</span>: un blend di 60% Pinot Noir, 36% Merlot e 4% Cabernet Sauvignon. Un vino che sebbene abbia aromi forti di erbe, fiori, ciliegie e prugne rimane leggero sul palato e con un finale secco. Mi fermo per fare delle foto e sarà che alla signora ho fatto simpatia o sarà il fatto che sono italiana ma improvvisamente mi dice di aspettare perché vuole offrirmi delle &#8216;bollicine.</p>
<p><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Hunters-sparkling.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8735" alt="Hunters-sparkling" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Hunters-sparkling.jpg" width="440" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mi porta un ottimo “<em>Champagne blend</em>”, brut, NV, con una bella acidità e note di pane, lievito e frutti tropicali che mi lascia un palato fresco e pulito. Non mi è affatto dispiaciuto terminare la degustazione con il loro spumante. Devo ammettere che le bollicine metodo tradizionale in Nuova Zelanda sono un ottimo prodotto, con un buonissimo rapporto qualità-prezzo. Mi avvio ad uscire e la signora mi invita a passare dalla porta accanto dove si trova lo studio di un famoso artista. Rimango a chiacchierare con il pittore&#8230;&#8230;. che con uno squisito atteggiamento mi dà conferma di nuovo dell&#8217;ospitalità e cortesia della gente del luogo.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Herzog.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8734" alt="Herzog" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Herzog.jpg" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La seconda tappa è rappresentata da un&#8217;altra iconica cantina: <strong><a href="http://www.herzog.co.nz/">Hans Herzog Estate</a></strong>. Il proprietario è originario della Svizzera e la prima annata fu nel 1998 avendo egli acquistato la proprietà nel 1994. Mi viene chiesto di scegliere 5 vini dietro pagamento di $ 10 (6.50 Euro). È la prima cantina dove mi viene chiesto di pagare e questo mi pone in una strana condizione non perché non lo voglia fare&#8230;.Comunque, avendo l&#8217;azienda una vasta gamma di vini tra cui 3 vitigni italiani, chiedo di iniziare con <span style="text-decoration: underline;">Arneis 2012,</span> nella sua seconda annata: colore giallo paglierino, semplice come tale vitigno è ma più dolce rispetto alle nostre versioni.<br />
Lo segue <span style="text-decoration: underline;">Sauvignon Blanc 2010 &#8216;sur lie’</span> che mi incuriosisce, così come i vari Sauvignon fermentati in botte e maturati in botte che sembrano dei Chardonnay, o i Sauvignon organici o persino quelli con percentuali di altre varietà. Prodotto da vigneti di 15 anni, senza filtrazione, presentava un colore giallo intenso dovuto ai 120 giorni di contatto con le fecce. Purtroppo il vino non mi ha colpito favorevolmente, ho trovato solo un&#8217;altissima aciditàe mancanza di frutta. Magari sarebbe stato apprezzato se accompagnato da un giusto piatto di pesce. Mi è piaciuto molto invece il <span style="text-decoration: underline;">Viognier 2010</span>: al prezzo di $39 (25 euro) presentava un bel concentrato di frutta tropicale bilanciato da una buona acidità. La prima annata fu nel 2004.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vino successivo <span style="text-decoration: underline;">Sauvignon Blanc Grande Duchesse 2010</span> mi ha letteralmente spiazzato: un ottimo sauvignon con frutta tropicale, frutto della passione, ottima acidità e una grande complessità. Costo $ 58 (circa 38 euro).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Pinot Noir 2009</span>: vino non filtrato e senza chiarifica, ben fruttato, e buona integrazione del legno ma ancora molto giovane e prematuro.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/MontepulcianoHerzog.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8730" alt="MontepulcianoHerzog" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/MontepulcianoHerzog.jpg" width="338" height="450" /></a><br />
Non potevo non scegliere <span style="text-decoration: underline;">Montepulciano 2008</span> che mi ha sorpreso per i vari livelli di aromi/sapori; dai frutti rossi al cioccolato fondente, alla liquirizia e al cacao. Un vino con buona potenzialità di maturazione e sviluppo. 14 gradi, qui non inusuali fanno da cornice a questo vino molto &#8216;italianò. Tutta la gamma bisogna sottolineare è di impronta vecchio mondo, non si discute.<br />
Avrei voluto assaggiare anche il loro Nebbiolo 2010 a $ 109 (70 euro) ma ancora non è in bottiglia. Sebbene fosse l&#8217;ora di pranzo e fossi affamata i prezzi del loro <a href="http://www.herzog.co.nz/dining/">lussuoso ristorante</a> (nella cui <a href="http://www.herzog.co.nz/dining/pdf_files/wine_list.pdf">carta dei vini</a> sono presenti anche ottimi vini italiani: Gaja, Bruno Giacosa, Elio Grasso, Giuseppe Mascarello, Quintarelli, il Brunello di Franco Biondi Santi, nonché Sassicaia, Solaia, Tignanello, Ornellaia) nel curatissimo patio mi hanno fatto dimenticare la mia condizione e fatto proseguire nel mio percorso vinicolo!!<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Forrest.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8732" alt="Forrest" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Forrest.jpg" width="375" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La visita successiva è stata presso l&#8217;azienda <b><a href="http://forrest.co.nz/">Forrest</a></b>. Un bellissimo panorama, con un lago e una natura incontaminata che fa da cornice all&#8217;azienda in mano ad una coppia, &#8216;The Doctors&#8217;, <a href="http://forrest.co.nz/team.asp">John e Brigid Forrest</a>, entrambi due scienziati che amano sperimentare col vino. A presentare i vini un simpatico signore neo-zelandese molto preparato e cordiale. Mi dice che posso assaggiare solo 3 vini ma col mio savoir-faire e le belle parole riesco ad assaggiarne 5.<br />
Il primo, che porta la firma di John Forrest, mi viene versato nel bicchiere e dopo un breve assaggio il mio commento è: &#8216;Non riesco a definire la varietà e il signore di mezza età mi risponde: &#8216;Bene, brava infatti si tratta di <a href="http://forrest.co.nz/selectProduct.asp?RangeID=John%20Forrest%20Collection&amp;Product=The%20White">un blend, The White</a>, di ben 7 varietà bianche scelte dal Doctor&#8217; ogni anno diverse perché mette solo quelle che raggiungono un certo livello di maturazione. Mi compiaccio con me stessa e pian piano comincio a dipanare la matassa: Sauvignon Blanc, Chenin Blanc, Viognier sono i principali, tutti raccolti a un punto di maturazione avanzato e un misto di fiori, agrumi, limone e melone. A dire il vero non mi dispiace&#8230;<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Forrestvineyards.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8736" alt="Forrestvineyards" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Forrestvineyards.jpg" width="600" height="350" /></a></p>
<p>Chiedo poi di assaggiare <span style="text-decoration: underline;">Pinot Gris 2010</span> dell&#8217;Otago, dove i signori possiedono dei vigneti, e una volta nel bicchiere mi appare di colore oro intenso, con 17.3 g/l di zucchero e 14% di alcool. Un misto di erbe e limone e sebbene dolce compensato da una buona acidità. Vado su un rosso, costoso, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://forrest.co.nz/selectProduct.asp?RangeID=Newton%20Forrest&amp;Product=Cornerstone%20Cabernet%20Merlot%20Malbec">Newton Forrest Cornerstone 2007</a>,</span> vini di stampo bordolese prodotti su terreni di ghiaia a Hawkès Bay, nel vigneto chiamato Gimblett Gravels. Il blend è composto da 56% Cabernet Sauv., 23 % Merlot e 21% Malbec. Un vino dal colore rosso intenso, passato per il 90% in botti francesi e il rimanente 10% in botti americane, possente, sentori e aromi di frutti a bacca nera, erbe essiccate, spezie, bocca piena e un finale lungo. Un vino ottimo ma troppo di stampo francese!<br />
L&#8217;azienda è abbastanza grande in quanto produce 67,000 casse all&#8217;anno ed ha nel suo portfolio circa 50 vini. Il mio tasting sarebbe dovuto finire ufficialmente ma riesco ad assaggiare <span style="text-decoration: underline;">Sauvignon Blanc Late Harvest 2009</span>: timo, erbe aromatiche, ma anche peperone bollito, buona acidità che accompagna un residuo zuccherino di 96 g/l e 9.5 % di alcool. Non avevo mai assaggiato la versione dolce del Sauvignon e penso che è molto particolare e difficile da abbinare ai desserts.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine il <span style="text-decoration: underline;">Riesling Botrytised 2011</span>: un ottimo dessert wine con 220 g/l ma per niente stucchevole. Anzi piacevole con le sue note di marmellata, pesca, mele cotogne, buccia d&#8217;arancia essiccata. Solo 800 casse sono prodotte di questo vino, prodotto da vitigni posti su terreni argillosi, che ho trovato molto interessante e nello stile europeo, essendo qui i vini dolci molto leggeri e poco strutturati per il nostro palato. Sono arrivata alla conclusione che i neozelandesi non amano molto i vini dolci sebbene la varietà dei dolci prodotti qui è estremamente ricca.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azienda produce anche un Sémillon raccolta tardiva con 300 g/l di zucchero ma non potevo fare troppo l&#8217;insistente e così presa dalla fame vera mi sono diretta da <b><a href="http://www.giesen.co.nz/">Giesen</a>, </b>famoso, oltre che per i vini, per i taglieri di antipasti di carne e pesce e dove prima di assaggiare mi sono fatta deliziare da un buon e rinfrancante pasto essendo state le 3 e passa del pomeriggio Vi racconterò della mia visita nella prossima puntata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppina Andreacchio</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/marlborough-wine-trail-un-percorso-di-vini-e-cibo-parte-prima.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sigrid Verbert, food blogger, ci insegna a crescere dei piccoli gourmet</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/sigrid-verbert-food-blogger-ci-insegna-a-crescere-dei-piccoli-gourmet.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sigrid-verbert-food-blogger-ci-insegna-a-crescere-dei-piccoli-gourmet</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/sigrid-verbert-food-blogger-ci-insegna-a-crescere-dei-piccoli-gourmet.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 06:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[l'acquolina in bocca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8741</guid>
		<description><![CDATA[Il nuovo libro della curatrice del blog Il Cavoletto di Bruxelles E chi l’ha detto che con i blog, facendo i blogger, curando un blog, ovviamente di successo, non si possono fare i “dané”? Anche senza ricorrere alla furbata degli &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/sigrid-verbert-food-blogger-ci-insegna-a-crescere-dei-piccoli-gourmet.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Piccoli-gourmet-crescono-AME-300.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8745" alt="Piccoli gourmet crescono AME 300" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Piccoli-gourmet-crescono-AME-300.jpg" width="369" height="520" /></a></p>
<p><strong>Il nuovo libro della curatrice del blog Il Cavoletto di Bruxelles</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E chi l’ha detto che con i <strong>blog</strong>, facendo i <strong>blogger</strong>, curando un blog, ovviamente di successo, non si possono fare i “dané”? Anche senza ricorrere alla furbata degli “sponsor post” che comunque non ti fanno ricco, e a qualche altra scorciatoia, più o meno furbetta, che qualche blog prende, venendo in genere rapidamente “sgamato”, con il blog non dico che si diventi ricchi, ma ci si può anche provare a vivere. Questo, va precisato, e restringendo il discorso alla categoria dei food &amp; wine blog, accade molto di più frequente con i blog di argomento gastronomico culinario che enoico.<br />
La migliore dimostrazione di questa evidenza si ha con una food blogger belga di nascita ma ormai romana d’adozione,<strong> Sigrid Verbert</strong>, talmente brava e nota, grazie al suo blog, geniale già dal nome, <a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/">Cavoletto di Bruxelles</a>, da essere stata selezionata <a href="http://www.grazia.it/itblogs">nel pool di blogger del settimanale Grazia</a> e da diventare autrice di qualcosa come sette libri, pubblicati in italiano ed in francese.<br />
Mi correggo, otto libri, perché per Mondadori editore è appena uscito <a href="http://www.amazon.it/crescono-consigli-insegnare-mangiare-svezzamento/dp/883709180X">Piccoli gourmet crescono</a> (215 pagine 24,50 euro), sottotitolo “ricette e consigli per insegnare ai bambini a mangiare di tutto fin dallo svezzamento”. Il libro non è solo un’originale e divertente, le foto di Sigrid sono come sempre bellissime e le illustrazioni di Chiara Buccheri sono spiritose e agevolano la lettura raccolta di ricette innovative dedicate ai bambini. L’autrice, diventata mamma da qualche tempo, ha pensato di scrivere qualcosa di utile per “tutte le mamme, neo e future, sperando possa guidarle nel favoloso mondo dei primi cibi e ispirare la loro creatività”. Ovviamente preferendo “la via del “cucinato in casa” a quella dei cibi pronti”.<br />
Il libro, che vuole proporre un’alternativa al tran tran triste delle solite pappe, degli omogeneizzati, delle pastine che rischiano di rendere inappetenti e annoiati nei confronti del cibo e non invece curiosi e disponibili i bambini. Questo libro, suddiviso in capitoli che segnano altrettante tappe della crescita, anche alimentare, di un bambino, “prime pappe” da 6 a 8 mesi, “piccoli gourmet crescono” da 8 a 2 mesi, “io mangio da solo”, da 12 a 24 mesi e “mangiare insieme”, da 24 mesi a 99 anni, accompagna passo dopo passo le neomamme in cucina, con deliziose ricette adatte a tutti i bambini dai sei mesi ai tre anni di età.<br />
Come si legge nella presentazione “Sigrid Vebert scopre la curiosità e il divertimento in cucina; non solo per i più piccoli, che potranno provare nuovi sapori, ma anche per le mamme, che sperimenteranno nuove pappe, scoprendone perfino la vicinanza ad alcuni piatti classici dei repertori regionali o tradizionali”. Vediamo qualche esempio, per intenderci.<br />
Nella prima sezione piatti come pappa di zucca, carote e patate, crema di zucchine, spinaci e pere, crema di cavolfiore, ma con pollo e dragoncello e la crema di carote (che non amo particolarmente) ma con coniglio e scalogno, fanno venire anche a me, che pure ho superato da illo tempore l’epoca dello svezzamento, voglia di provarli. L’acquolina cresce, nel capitolo dei piccoli gourmet in crescita, con lo stufatino di zucca e lenticchie rosse, lo squisito orzotto con verdurine colorata (ovvero peperone giallo e rosso, zucchina e cipollotto), la pastina, ma risottata con merluzzo e spinacini, i “baby pizzoccheri” (al quale noi grandicelli abbineremo un bel bicchiere di Valtellina Superiore Sassella) e la pastina e ceci.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Sigrid.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8744" alt="Sigrid" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Sigrid.jpg" width="300" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Giunti alla fase tra il primo ed il secondo anno di età, quando si può “mangiare di tutto o quasi”, Sigrid può cominciare a sbizzarrirsi, inventandosi polpette di spinaci e ricotta al sesamo, baby canederli, che si possono anche mangiare con le mani, dice, ovvero gnocchi di pane con biete e prosciutto, raviolini di farro ripieni di prosciutto e piselli. Un piatto che l’autrice definisce un “cavallo di Troia”, iniziato a cucinare “allo scopo di metterci dentro tutto ciò che da solo non era ben accetto”.<br />
E come non dire, li mangio anch’io!, di fronte alle lasagne con ragù di verdure, a polpette di pollo e verdure, baby couscous con zuppa di pesce, pizzette di farina di ceci e verdure, crespelle ripiene di pere grattugiate? Quando poi, cresciuta ormai la creatura mangiare diventa “un atto conviviale”, ecco che tutta la creatività della food blogger si può finalmente scatenare e tradursi in bastoncini di pesce spada e pistacchi, una variante della “galette bretonne”, ovvero crespelle di grano saraceno ripiene di cavoletti e fontina, tortine di salmone porri e patate, risotto con broccoli gamberi e zafferano, penne con pesto di pistacchi, spaghetti con quello che ci troviamo in dispensa (tonno, filetti di sgombro, olive nere, basilico, prezzemolo, origano, parmigiano e pomodoro) e per la gioia dei piccoli cheeseburger, ma maison, polpettone (l’amato polpettone!) con ricotta cannella e limone, ecc. ecc.<br />
Non è forse questo un modo di divertirsi mangiando, come mi sono divertito leggendo (non dico tentando di eseguire, sono un pessimo cuoco e solo un goloso mangiatore) questo libro? Vi dirò una cosa, consigliando caldamente questo libro a tutte le neo mamme, aspiranti mamme, o mamme stanche di cucinare le solite cose (non dico poi i bambini pronti allo sciopero da pappa): con tutta la simpatia possibile per la mia povera mamma, sarebbe piaciuto anche a me, qualche decennio orsono, avere in cucina una mamma come <strong>Sigrid “Cavoletto” Verbert!</strong></p>
<p>______________________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><i>Attenzione!: </i></strong><em>non dimenticate di leggere anche </em><strong><i>Lemillebolleblog</i></strong><i><br />
<em><a href="http://www.lemillebolleblog.it/">http://www.lemillebolleblog.it/</a></em></i></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/sigrid-verbert-food-blogger-ci-insegna-a-crescere-dei-piccoli-gourmet.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Bursôn, l’autoctono testimone di una Romagna da scoprire</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/il-burson-lautoctono-testimone-di-una-romagna-da-scoprire.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-burson-lautoctono-testimone-di-una-romagna-da-scoprire</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/il-burson-lautoctono-testimone-di-una-romagna-da-scoprire.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 06:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8757</guid>
		<description><![CDATA[Si rimane un po’ sorpresi nell’entrare a Bagnacavallo, comune della pianura ravennate, e accorgersi che qui il “Benvenuto in città” non è dato dalle classiche scritte multilingue che tipicamente accolgono un visitatore prima di entrare nel centro abitato. A Bagnacavallo &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/il-burson-lautoctono-testimone-di-una-romagna-da-scoprire.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Bagnacavallo-Burson.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8758" alt="Bagnacavallo-Burson" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Bagnacavallo-Burson.jpg" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si rimane un po’ sorpresi nell’entrare a <strong>Bagnacavallo</strong>, comune della pianura ravennate, e accorgersi che qui il “Benvenuto in città” non è dato dalle classiche scritte multilingue che tipicamente accolgono un visitatore prima di entrare nel centro abitato. A Bagnacavallo il visitatore è salutato da un cartello che, tra lo stemma di un cavallo al trotto nell’intento di guadare un fiume e un grappolo d’uva, reca una scritta un po’ curiosa: “Bagnacavallo, zona di produzione del Bursôn”. Che sarà mai il <strong>Bursôn</strong>? E cosa avrà a che fare con l’emblema di un cavallo al trotto e un grappolo d’uva? Beh, in un’interpretazione forse un po’ fantasiosa, fiabesca, ma non troppo lontana dalla realtà, direi che quel cartello racchiude in sé il passato, il presente e soprattutto il futuro di Bagnacavallo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel cartello, quasi come fosse un libro magico delle fiabe, racconta delle profonde radici storiche di questa parte di Romagna un tempo conosciuta come <i>magnum forestum</i> e utilizzata come grande riserva di grano e vino per le legioni romane impegnate nelle varie campagne militari coi popoli nordici. Racconta di un luogo lasciato in abbandono dopo la caduta dell’Impero Romano e divenuto un territorio impervio, paludoso e malsano.<br />
Racconta di una rinascita iniziata già nel 744 quando il re longobardo Liutprando, “<i>uomo di molta saggezza, accorto nel consiglio, fortissimo in guerra”</i>, donò quel territorio al vescovo di Faenza che incominciò i lavori di bonifica. Quel cartello racconta ancora di una lunga tradizione agricola e vitivinicola che, in una zona originariamente palustre e acquitrinosa, si è conservata fino ad oggi attraversando i secoli della storia. E infine quel cartello racconta del futuro che vede nella produzione del Bursôn l’elemento centrale di una realtà da valorizzare e su cui puntare per costruire l’economia del domani.<br />
Questo è ciò che pensavo mentre ero difronte a quel cartello e leggevo quelle parole. Conoscevo già la storia del Bursôn ed ero rimasto affascinato dalle vicende che hanno portato al suo salvataggio dall’estinzione. Ma toccare con mano quella realtà, conoscerne gli interpreti, apprezzare la convinzione di una scelta condivisa di qualità e non di quantità, imparare il rispetto profondo per la tradizione, è tutt’altra cosa.<br />
Visitare i luoghi del Bursôn aiuta a capire meglio la qualità di quell’amarena di Romagna dal carattere scorbutico e dalle tonalità impenetrabili che ricordano la china. Calpestare quella terra piatta e umida dove è ancora forte la memoria del suo passato palustre, porta a chiedersi come sia possibile fare lì un vino così robusto, muscoloso, con un nerbo quasi da Amarone.<br />
Perché è di un vino che stiamo parlando; di un vino da un vitigno autoctono salvato un secolo fa dalla curiosità di <strong>Antonio Longanesi detto il Bursôn</strong> che, ai margini di una zona boscosa che delimitava la sua proprietà in Boncellino di Bagnacavallo, notò quella vite abbandonata. Dall’aspetto rustico, sembrava essere una varietà antica, forse ibridizzata e inselvatichita dal tempo ma che dava ancora un frutto buono, zuccherino e molto resistente all’appassimento.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Burson-uva.jpg"><img class="alignnone  wp-image-8759" alt="Burson-uva" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Burson-uva.jpg" width="480" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Arrampicata ad una quercia, quella vite silvestre dagli acini dolci faceva da richiamo agli uccelli per la caccia dal capanno. E io, dopo un secolo da questi fatti, ero proprio lì nel fondo Longanesi dove quella vite, nel lontano 1913, era stata salvata. Ero da Daniele Longanesi, erede di Antonio, che col suo vulcanico carattere mi mostrava con entusiasmo il suo vigneto. Le viti da queste parti sono enormi! Per tradizione, mi dice! I capitesta sono pali da 5 metri che reggono tre o quattro fili su cui si sviluppa un impianto a <i>guyot</i>. Mi spiega che un tempo, quando la quantità era necessità e la qualità un lusso, si portavano almeno quattro capi a frutto ottenendo così una vera e propria muraglia di grappoli.<br />
Oggi la filosofia è nettamente cambiata e un consorzio, “Il Bagnacavallo”, fondato nel 1999, è garante della valorizzazione del Bursôn, espressione dell’economia e della cultura locale. Il mio tour attraverso i vigneti Longanesi procede tra le interessanti spiegazioni di Daniele che mi guidano nella comprensione di questo “strano” vitigno dai caratteri contrastanti perfettamente adattato al clima di pianura, resistente alle gelate primaverili e alla siccità estiva. Un vitigno il Bursôn, Uva Longanesi n° 357 del Registro Nazionale delle Varietà di Vite, che a metà settembre, epoca della mia visita in azienda, a causa della torrida estate 2012 era prematuramente quasi pronto per la vendemmia se non fosse stato per quell’unico acino ancora troppo poco colorato.<br />
In un grappolo di Uva Longanesi preso a caso tra i tanti, Daniele mi fa notare la presenza di un chicco coll’invaiatura appena accennata. Mi dice: “Questo è l’indicatore del tempo di vendemmia”. In pratica, la completa maturazione di quel solo e unico ritardatario, indicava il periodo esatto di maturazione dell’intero grappolo e quindi il tempo della vendemmia. La mia giornata alla scoperta del Bursôn termina in cantina, dove Daniele, dopo avermi mostrato la zona di vinificazione e maturazione del vino, mi propone in degustazione le due etichette di Bursôn, due diverse espressioni dello stesso vitigno: fresco, giovane e vivace l’etichetta blu; complesso, articolato e austero l’etichetta rossa. <i>Bursôn di Bursôn</i>, cita un’etichetta sobria e incisiva. Un grappolo d’uva abbarbicato a un albero e l’effige di una testa di cavallo incisa sulla bottiglia mi ricordano quel cartello difronte al quale mi ero soffermato qualche ora prima e che aveva destato in me curiosità ma che mi aveva dato anche delle certezze.<br />
La curiosità di scoprire una realtà vitivinicola unica e con una forte identità territoriale, ma anche la certezza d’incontrare il calore della Romagna più autentica. La curiosità di assaggiare un vino poco conosciuto e dal nome bizzarro ma anche la certezza di degustare qualcosa d’irreperibile altrove. Curiosità e certezza, due sensazioni contrastanti che albergavano in me fin dall’inizio di questo viaggio d’assaggio. Curiosità e certezza, due aspetti che contraddistinguono il carattere di questo vitigno di pianura che, abilmente, sa rendersi docile e accomodante nella versione passita ma anche scontroso e nerboruto nella versione secca. Curiosità e certezza, due comportamenti di un vitigno generoso e unico che col tempo è diventato l’alfiere della produzione vitivinicola bagnacavallese e il custode delle radici storiche di una Romagna da scoprire.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Note di degustazione in compagnia di Daniele Longanesi</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/etichetta-blu_bottiglia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8761" alt="etichetta-blu_bottiglia" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/etichetta-blu_bottiglia.jpg" width="348" height="355" /></a></strong></p>
<p><strong>Ravenna Rosso IGT Bursôn etichetta blu 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vino dal carattere giovane ma per cibi robusti! Uva Longanesi 100%, dopo la raccolta, le uve vengono lavorate due modi diversi: il 60% è vinificata tradizionalmente con macerazione sulle bucce mentre il restante 40% è sottoposto a macerazione carbonica. La macerazione carbonica attraverso una fermentazione alcolica intracellulare dona a questo vino un colore rosso rubino vivo quasi innaturale e una freschezza di lunga persistenza che ricorda molto sapore del frutto fresco pur trattandosi di un vino invecchiato due anni.<br />
Il Bursôn etichetta blu è pertanto un vino ambivalente. Al bicchiere si mostra robusto con archetti fitti e discesa lenta di glicerolo ma al colore ricorda un vino giovane, con freschezza spiccata e tonalità vivaci. Al naso la sua robustezza è accompagnata da un’esplosione di profumi che, all’aumentare della temperatura, si amplificano e diventano sempre più complessi: rosa canina e viola si armonizzano con frutti rossi e profumo di sottobosco. Un sentore di prugna quasi matura e marasca lasciano intuire come sarà il carattere del primo assaggio. In bocca è ampio e caldo; l’immediata sensazione di freschezza è seguita da un tannino vivace e deciso che ricorda molto la rusticità del vitigno ma che è stato addomesticato dal modesto invecchiamento in rovere.<br />
L’astringenza si estende a tutto il cavo orale e prepara la bocca ad accogliere l’ampio spettro di aromi fruttati che si amplificano con l’ossigenazione. More, mirtilli, prugna e susina fanno da substrato ad un marcato aroma di ciliegia non pienamente matura. Il finale è lungo ed evolve in note amarascate di durevole intensità anche quando gli altri sentori sono ormai impercettibili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/etichetta-nera_bottiglia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8762" alt="etichetta-nera_bottiglia" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/etichetta-nera_bottiglia.jpg" width="348" height="355" /></a></strong></p>
<p><strong>Ravenna Rosso IGT Bursôn etichetta nera 2007</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Basta rimuovere il tappo per capire subito il carattere di questo vino! Un’esplosione di profumi arriva prima del suo colore scuro, cupo, che ricorda il sangue di bue, l’aceto balsamico. I riflessi sono vivi con tonalità porpora; è ancora presente il colore della gioventù nonostante sia un 2007. Poche rotazioni nel bicchiere mostrano subito la sua consistente struttura; una marcata colorazione rubino disegna la lenta discesa di lacrime fitte e dense verso il fondo del bicchiere.<br />
Al naso la ciliegia è lampante: polposa, matura e ben definita. Seguono la mora, profumi di legno bagnato che evolvono in note di sottobosco e tabacco. Un accenno di fiori appassiti e muschio completano un bouquet complesso e in continua evoluzione. In bocca l’ingresso è inizialmente delicato a ricordare la sua componete passita. Tuttavia un tannino rotondo ma ancora vigoroso nonostante i 18 mesi in botte, sovrasta subito quella iniziale dolcezza ricordando la natura di quel vitigno silvestre!<br />
Carnoso, con acidità evidente che ben si accompagna ad una nota di ciliegia matura, frutti di bosco e cioccolata fondente. L’elevato tenore alcolico (15%) non crea disarmonia ma ben si amalgama alla vigorosa spalla acida e alla robusta struttura tannica a dare un vino armonioso ed equilibrato che supporta un finale lungamente persistente, gradevolmente fruttato e piacevolmente delicato.<b></b></p>
<p style="text-align: justify;">Sante Laviola</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Az. Agricola Longanesi Daniele (Bursôn)</strong><br />
Via Boncellino, 114 &#8211; 48012 Bagnacavallo (RA)<br />
Web: <a href="http://www.longanesiburson.com">http://www.longanesiburson.com</a><br />
e-mail: <a href="mailto:dlonganesi@email.it">dlonganesi@email.it</a><br />
Tel./Fax 0545 60289 &#8211; Cell. 339 3046703</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/il-burson-lautoctono-testimone-di-una-romagna-da-scoprire.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mondial du Rosé 2013: tutto qui il meglio (secondo il Mondial) dei rosati italiani?</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/mondial-du-rose-2013-tutto-qui-il-meglio-secondo-il-mondial-dei-rosati-italiani.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mondial-du-rose-2013-tutto-qui-il-meglio-secondo-il-mondial-dei-rosati-italiani</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/mondial-du-rose-2013-tutto-qui-il-meglio-secondo-il-mondial-dei-rosati-italiani.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enoriflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogativi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8709</guid>
		<description><![CDATA[Ho letto come altri, con una certa curiosità i risultati dell’edizione 2013 del Mondial du Rosé che si svolge in Francia, a Cannes, per l’organizzazione dell’Union des Œnologues de France, “syndicat professionnel en charge de la défense et de la &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/mondial-du-rose-2013-tutto-qui-il-meglio-secondo-il-mondial-dei-rosati-italiani.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Mondialrosè.png"><img class="alignnone size-full wp-image-8710" alt="Mondialrosè" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/Mondialrosè.png" width="386" height="328" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho letto come altri, con una certa curiosità i risultati dell’edizione 2013 del <a href="http://www.mondial-du-rose.fr/it/index.php?langue=it">Mondial du Rosé</a> che si svolge in Francia, a Cannes, per l’organizzazione dell’<a href="http://www.oenologuesdefrance.fr/">Union des Œnologues de France</a>, “<em>syndicat professionnel en charge de la défense et de la promotion de la profession d’œnologue</em>”. Dicono sia un concorso serio al quale, nel 2012 hanno partecipato circa 1000 campioni (di cui 100 effervescenti) in provenienza da 28 Paesi viticoli del mondo.<br />
Ho letto l’elenco dei vincitori delle varie medaglie, che ovviamente vede un predominio nettissimo dei padroni di casa francesi, e con grande curiosità sono andato a vedere quali rosati italiani avessero premiato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’elenco è quello che appare alla fine del post, con tre ori, tutti andati ad un produttore di <strong>Bardolino Chiaretto</strong> (che a questo punto devo assolutamente assaggiare) e 11 medaglie d’argento andate a vini di Abruzzo, Basilicata, Veneto, Trentino, Calabria e Puglia.<br />
Con tutto il rispetto per le aziende ed i vini premiati sono stupefatto, anzi basito. Mentre uscirà questa nota si sarà già svolta la seconda edizione del <a href="http://www.concorsorosatiditalia.it/">Concorso Rosati d’Italia</a> a Bari, e mi auguro, che dico, sono certo, che in quell’occasione le giurie abbiano degustato un bel numero, un numero molto superiore alla quindicina di vini scarsi premiati dal Mondial du Rosé, che avrebbero tutti i i titoli per essere premiati in un qualsiasi concorso internazionale dedicato ai vini rosati.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/argentoMondialRosé.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8746" alt="argentoMondialRosé" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2013/05/argentoMondialRosé.jpg" width="400" height="400" /></a></p>
<p>Eppure in questo<em> palmarès</em>, in questo pseudo<em> eno-Gotha</em> francese, i loro nomi, l’elenco sarebbe ampio e articolato, dal Piemonte passando all’area del Garda, bresciano e veronese, al Trentino Alto Adige, scendendo sino a Toscana (oh yes, ci sono <a href="http://www.cucchiaio.it/author/franco-ziliani/">rosati di Sangiovese da sballo</a>!) per poi scendere alla Puglia e al Sud in genere, i loro nomi non compaiono.</p>
<p style="text-align: justify;">Le domande, almeno un paio, partono per default:<br />
non ci sono, tutti quei rosati di qualità indiscussa, perché le loro aziende produttrici al <b>Mondial du Rosé</b> non hanno ritenuto di partecipare o perché hanno magari partecipato ma le iperciliute giurie non li hanno ritenuti meritevoli di essere premiati?<br />
E se non hanno partecipato al Concorso francese, come credo, a cosa è dovuta questa mancata partecipazione?<br />
Ad esigenze di bilancio, che in tempo di crisi inducono a tagliere spese ritenute non indispensabili, ad una mancata conoscenza, da parte delle aziende italiane, del Mondial du Rosé, oppure ad un giudizio non positivo su questo concorso?</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe tanto avere qualche risposta, se qualche rosatista italico volesse esporsi, a questa domanda credo non oziosa…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il palmarès dei rosati italiani premiati al Mondial du Rosé 2013</strong></p>
<table width="100%" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> 9,5 Cold Wine pink</td>
<td></td>
<td>/</td>
<td>Italie</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Or</td>
<td width="35%">Bardolino Chiaretto Vigne Alte</td>
<td>DOC bardolino</td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td>Vénétie</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Or</td>
<td width="35%">Benazzoli Chiaretto</td>
<td>DOC bardolino</td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td>Vénétie</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Or</td>
<td width="35%">Benazzoli Chiaretto Spumante Brut</td>
<td>DOC bardolino</td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td>Vénétie</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> Carlin de Paolo Chiaretto</td>
<td>DOC monferrato</td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td>Piémont</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> Cavit Lunetta</td>
<td>vino spumante</td>
<td>/</td>
<td>Italie</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> Desiderio Jeio Cuvée rosé</td>
<td></td>
<td>/</td>
<td>Italie</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> Fantini Cerasuolo d&#8217;Abruzzo</td>
<td>DOC montepulciano d&#8217;abruzzo</td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td>Abruzzes</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> Pipoli</td>
<td>IGT basilicata</td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td>Basilicate</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> Rosato Marogne</td>
<td>IGT veronese</td>
<td>2011</td>
<td>Italie</td>
<td>Vénétie</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> San Venanzio Fortunato Brut Radegonda</td>
<td></td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> Senatore Puntalice</td>
<td>IGT calabria</td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td>Calabre</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> Tormaresca Calafuria</td>
<td>IGT salento</td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td>Pouilles</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td width="7%">Argent</td>
<td width="35%"> Torrevento Veritas</td>
<td>DOCG bombino nero castel del monte</td>
<td>2012</td>
<td>Italie</td>
<td>Pouilles</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>______________________________________________________________________</p>
<p><strong><i>Attenzione!: </i></strong><em>non dimenticate di leggere anche </em><strong><i>Lemillebolleblog</i></strong><i><br />
<em><a href="http://www.lemillebolleblog.it/">http://www.lemillebolleblog.it/</a></em></i></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/mondial-du-rose-2013-tutto-qui-il-meglio-secondo-il-mondial-dei-rosati-italiani.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ritorno a Nebbiolo Prima: 12-16 maggio</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/ritorno-a-nebbiolo-prima-12-16-maggio.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ritorno-a-nebbiolo-prima-12-16-maggio</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/ritorno-a-nebbiolo-prima-12-16-maggio.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 07:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=8749</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso anno, di questi giorni, diciamo che non ero proprio nella migliore e più invidiabili delle condizioni. Non avevo ancora elaborato un certo “lutto”, e mi sentivo, anzi direi piuttosto che determinati stronzi mi facevano sentire, quasi finito. Così &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/ritorno-a-nebbiolo-prima-12-16-maggio.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" alt="" src="http://farm3.staticflickr.com/2564/4134119100_b6fc4ddab8_o.jpg " width="450" height="338" /></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso anno, di questi giorni, diciamo che non ero proprio nella migliore e più invidiabili delle condizioni. Non avevo ancora elaborato un certo “lutto”, e mi sentivo, anzi direi piuttosto che determinati stronzi mi facevano sentire, quasi finito.<br />
Così quando mi presentai ai nastri di partenza del mio eno-appuntamento preferito dell’anno, la degustazione delle nuove annate di Barbaresco, Roero e Nebbiolo nata come <strong>Alba Wines Exhibition</strong> e poi diventata <strong>Nebbiolo Prima</strong>, sapevo già che non ce l’avrei fatta a resistere, che non mi sentivo a posto e dopo un paio di giorni sono tornato a casa a leccarmi le ferite.<br />
Poi, perché finito non ero e non volevo proprio rassegnarmi ad esserlo e perché la vita ha delle risorse che non ti aspetteresti mai e al tuo fianco ti trovi persone straordinarie, che non finirò mai di ringraziare, che ti spingono a reagire, le cose sono cambiate e al grido di “chi non muore si rivede e poiché non ho intenzione di morire dovete rassegnarvi a vedermi ancora chissà per quanto”, mi sono rimesso insieme.<br />
Ho finalmente elaborato il “lutto”, ho voltato pagina e sono tornato ad essere bellicoso e rompiballe come non mai.<br />
E così, dopo gli ultimi sei mesi che ho vissuto nuovamente all’attacco e senza alcun tipo di rimpianto, quest’anno posso finalmente ripresentarmi, con lo spirito giusto e le energie necessarie, e l’entusiasmo di un tempo, alla grande maratona, perché assaggiare 60 o più vini al giorni è una sorta di maratona, di <strong>Nebbiolo Prima 2013</strong>.<br />
Per cinque intensi giorni vivrò, in compagnia di vecchi amici e colleghi che riabbraccerò con gioia in questa occasione, nel segno esclusivo del Re dei vitigni nobili con il dovuto rispetto per tutti gli altri, <strong>Monsù Nebbiolo</strong>.<br />
In programma abbiamo gli assaggi meditati, una degustazione che si svolge nella migliore delle condizioni, altro che a Montalcino!, di non so quanti campioni di Roero 2010 e riserva 2009, Barbaresco 2010 e riserva 2008 e Barolo 2009. E poi, per non farci mancare proprio nulla, visite pomeridiane ad aziende con assaggi annessi, percorsi, tempo permettendo, nei vigneti, e cene. Durante le quali, come è noto, non si pasteggia di certo a Lurisia, anche se ad Oscar Farinetti piacerebbe.<br />
Saranno giorni intensi, <i>gajardi</i> direbbe un amico (incredibile ma vero ne ho) romano, spesi cercando una volta di più, come faccio da una vita e come continuerò a fare, campassi cent’anni, di penetrare l’insondabile mistero della grandezza di un’uva suprema. Che qui nella sacra terra di Langa ha trovato il suo habitat ideale. La sua <strong>heimat</strong>…<br />
<img class="alignnone" alt="" src="http://farm3.staticflickr.com/2516/4133360653_770441ccf4_o.jpg " width="450" height="338" /></p>
<p>______________________________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><i>Attenzione!: </i></strong><em>non dimenticate di leggere anche </em><strong><i>Lemillebolleblog</i></strong><i><br />
<em><a href="http://www.lemillebolleblog.it/">http://www.lemillebolleblog.it/</a></em></i></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2013/05/ritorno-a-nebbiolo-prima-12-16-maggio.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
