<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blog di Vino al Vino</title>
	<atom:link href="http://www.vinoalvino.org/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.vinoalvino.org</link>
	<description>Il Blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 May 2012 15:50:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Vini autoctoni siciliani in degustazione domani a Monreale Aspettando Radici del Sud</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/vini-autoctoni-siciliani-in-degustazione-domani-a-monreale-aspettando-radici-del-sud.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vini-autoctoni-siciliani-in-degustazione-domani-a-monreale-aspettando-radici-del-sud</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/vini-autoctoni-siciliani-in-degustazione-domani-a-monreale-aspettando-radici-del-sud.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 15:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7499</guid>
		<description><![CDATA[Blitz veloce venerdì 11 maggio, in Sicilia, per una manifestazione organizzata nell’ambito delle iniziative, intitolate Aspettando Radici del Sud, che precedono lo svolgimento, previsto dal 7 all’11 giugno, dell’edizione 2012 di Radici del Sud. Che come si può leggere qui &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/vini-autoctoni-siciliani-in-degustazione-domani-a-monreale-aspettando-radici-del-sud.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/AspettandoRadiciMonleale.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7500" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="AspettandoRadiciMonleale" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/AspettandoRadiciMonleale.jpg" alt="" width="450" height="431" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Blitz veloce venerdì 11 maggio, in Sicilia, per una manifestazione organizzata nell’ambito delle iniziative, intitolate <strong>Aspettando Radici del Sud</strong>, che precedono lo svolgimento, previsto dal 7 all’11 giugno, dell’edizione 2012 di <a href="http://www.ivinidiradici.com/">Radici del Sud</a>. Che <a href="http://www.ivinidiradici.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=301:ufficio-stampa-radici-wines&amp;catid=36:comunicati-stampa&amp;Itemid=56">come si può leggere qui</a> avrà anche quest’anno ospiti di primario valore.<br />
Venerdì sarò, anzi saremo (con gli amici Luciano Pignataro, Nicola Radici e la nostra inviata speciale in Sicilia, Francesca Tamburello) vicino a Palermo, a Monreale, per discutere dei vitigni autoctoni siciliani, e del loro ruolo, che io giudico fondamentale, nello sviluppo della vitivinicoltura isolana.<br />
Parleremo dalle 17, presso Villa Savoia, a Monreale, di Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Inzolia, Catarratto e segnatamente di Perricone “l’autoctono incompreso”, dotato di una tannicità e di un nerbo quasi da vitigno “piemontese”, e ricco di polifenoli, che si esprime in ottimi vini rossi inseriti nelle Doc Contea di Sclafani, Delia Nivolelli, Eloro, Erice, Faro, Monreale (Perricone in purezza) prodotte nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani.<br />
Il Perricone è uno dei più antichi vitigni autoctoni siciliani a bacca rossa, particolarmente diffuso nel 1800 durante il periodo pre-fillosserico ed è stato lungamente utilizzato per la produzione del Marsala Ruby. Parleremo, e poi dalle 19 in poi degusteremo, nel corso di un banco d’assaggio che si annuncia molto interessante.<br />
Per maggiori informazioni e per poter partecipare alla serata contattate il numero telefonico 3331724308.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/vini-autoctoni-siciliani-in-degustazione-domani-a-monreale-aspettando-radici-del-sud.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Moscato furoreggia negli States, ma perché venderlo tramite un selezionatore di vini varietali e non direttamente?</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/il-moscato-furoreggia-negli-states-ma-perche-venderlo-tramite-un-selezionatore-di-vini-varietali-e-non-direttamente.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-moscato-furoreggia-negli-states-ma-perche-venderlo-tramite-un-selezionatore-di-vini-varietali-e-non-direttamente</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/il-moscato-furoreggia-negli-states-ma-perche-venderlo-tramite-un-selezionatore-di-vini-varietali-e-non-direttamente.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 06:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogativi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7457</guid>
		<description><![CDATA[Domanda ingenua: ma perché mai se il Moscato, in tutte le forme possibili e immaginabili, sta avendo un successo incredibile e senza precedenti negli States, portando le grandi aziende a rifornirsi di uve Moscato in ogni dove visto che è &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/il-moscato-furoreggia-negli-states-ma-perche-venderlo-tramite-un-selezionatore-di-vini-varietali-e-non-direttamente.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/cameron-hughesMoscato.jpg"><img class="alignright  wp-image-7458" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="cameron hughesMoscato" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/cameron-hughesMoscato.jpg" alt="" width="194" height="329" /></a>Domanda ingenua: ma perché mai se il <strong>Moscato</strong>, in tutte le forme possibili e immaginabili, <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/02/usa-il-moscato-tira-ed-eccolo-in-tutte-le-versioni-possibili-anche-rosso-e-rosato-why-not.html">sta avendo un successo incredibile e senza precedenti negli States</a>, portando le grandi aziende a rifornirsi di uve Moscato in ogni dove visto che è “<strong>the hottest wine on the US market</strong>”, dalle vendite triplicate in meno di tre anni, ci sono produttori italiani che non riescono a trovare uno sbocco diretto sul mercato americano? Mercato dove il 9 maggio si celebrerà il primo <a href="http://www.bizjournals.com/prnewswire/press_releases/2012/05/01/NY97453">National Moscato Day</a>&#8230;<br />
E preferiscono, come si desume da <a href="http://blog.wblakegray.com/2012/04/bevmos-best-moscato-cameron-hughes-lot.html">questo post</a> del wine writer e wine blogger W. Blake Gray, ad essere semplici fornitori di materia prima ad un abile wine maker selezionatore, che poi commercializza il vino con un proprio marchio, che provare a proporre, con ben altre difficoltà, ma anche con altre soddisfazioni, anche economiche, direttamente il proprio vino? Perché va bene riconoscere le capacità di questo selezionatore di Moscato d’Asti, tale <strong>Cameron Hughes</strong>, un American négociant, <a href="https://www.chwine.com/">qui il suo sito Internet</a>, che produce, importa e distribuisce vini con ben cinque marchi: <a href="https://www.chwine.com/wine/lotseries/">The Lot Series</a>, <a href="https://www.chwine.com/wine/flyingwinemaker/">The Flying Winemaker</a>, <a href="https://www.chwine.com/wine/hughes-wellman/2008cabernet/">Hughes Wellman</a>, <a href="https://www.chwine.com/wine/frunza/">Frunza</a>, and<a href="https://www.chwine.com/wine/zinyourface/"> Zin Your Face</a> con una società, Cameron Hughes Wine, fondata con la moglie a San Francisco <a href="https://www.chwine.com/about/cam/">dieci anni fa</a>.<br />
Ma per i due produttori dell’astigiano che, come commenta a margine del post di Blake Gray, gli producono il vino, non è più interessante, appassionante, intrigante, vendono direttamente il loro Moscato negli States piuttosto che ricorrere ad una persona che vende indifferentemente Cabernet Sauvignon californiano o cileno, Malbec argentino, Ribera del Duero e Rioja spagnoli, Syrah del Languedoc, Côtes du Rhône e Savigny-les-Beaune, Pinot noir cileno, californiano o della Borgogna, Chardonnay, Pinot nero e Riesling californiano?</p>
<p><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/Varietalwines.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7461" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="Varietalwines" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/Varietalwines.jpg" alt="" width="360" height="276" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso vale ovviamente anche per il fornitore del <a href="http://store.chwine.com/lot-260-2007-badarina-vineyard-barolo-docg-italy-p841.aspx">Barolo Badarina 2007</a> fornito a Hughes che non capisce che inserito com’è una linea di <em>vini puramente varietali</em> il proprio vino perde ogni valenza e carattere territoriale per essere semplicemente, come il Moscato d’Asti, un completamento di gamma.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/il-moscato-furoreggia-negli-states-ma-perche-venderlo-tramite-un-selezionatore-di-vini-varietali-e-non-direttamente.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Finanziamenti pubblici al TrentoDoc: materia da Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato?</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/finanziamenti-pubblici-al-trentodoc-materia-da-autorita-garante-della-concorrenza-e-del-mercato.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=finanziamenti-pubblici-al-trentodoc-materia-da-autorita-garante-della-concorrenza-e-del-mercato</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/finanziamenti-pubblici-al-trentodoc-materia-da-autorita-garante-della-concorrenza-e-del-mercato.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 06:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogativi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7474</guid>
		<description><![CDATA[Una finestra su Lemillebolleblog Voglio rilanciare anche all’attenzione dei lettori di Vino al vino il tema che ho lanciato, più come elemento di riflessione che di dibattito, giovedì scorso su Lemillebolleblog. Il tema del ragionamento è il TrentoDoc che riceve &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/finanziamenti-pubblici-al-trentodoc-materia-da-autorita-garante-della-concorrenza-e-del-mercato.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7189/6863841123_c842d8a577_o.jpg" alt="" width="283" height="403" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una finestra su Lemillebolleblog</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Voglio rilanciare anche all’attenzione dei lettori di Vino al vino il tema che ho lanciato, più come elemento di riflessione che di dibattito, giovedì scorso <a href="http://www.lemillebolleblog.it/2012/05/03/trentodoc-ma-perche-per-promuoverlo-si-devono-usare-i-soldi-dei-contribuenti/">su Lemillebolleblog</a>.<br />
Il tema del ragionamento è il <a href="http://www.trentodoc.it/">TrentoDoc</a> che riceve ancora un significativo contributo pubblico da parte della Provincia Autonoma di Trento, (oltre 800 mila euro) per la promozione delle proprie <span style="text-decoration: line-through;">bollicine</span>.<br />
La domanda, molto semplice, è: il fatto che uno dei principali competitor del panorama del metodo classico italiano, forte di nove milioni di bottiglie prodotte (oltre la metà appannaggio di un fortissimo marchio presente nel canale horeca ed in quello della Grande Distribuzione Organizzata), goda, <span style="text-decoration: underline;">a differenza degli altri soggetti, che non ne usufruiscono</span>, di un finanziamento pubblico per la promozione, non costituisce forse – sarebbe interessante conoscere in merito l’opinione dell’<a href="http://www.agcm.it/">Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato</a> che per mandato “garantisce il rispetto delle regole che vietano le intese anticoncorrenziali tra imprese, gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza” – una forma di turbativa di mercato?<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/trentodoc.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7475" title="trentodoc" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/trentodoc.jpg" alt="" width="400" height="388" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E se anche non fosse materia da Garante, non è quantomeno singolare, assurdo, ed eticamente scorretto, che uno dei soggetti che agiscono sul mercato del metodo classico possa contare, per farsi conoscere, per promuovere iniziative di comunicazione e di marketing, su un aiuto, su contributi pubblici, che agli altri soggetti in campo, penso all’Alta Langa Docg, all’Oltrepò Pavese Docg, al Franciacorta Docg, per citare solo gli “champenois” che contano su una denominazione d’origine, non sono erogati?<br />
E voi lettori di Vino al vino, cosa ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/finanziamenti-pubblici-al-trentodoc-materia-da-autorita-garante-della-concorrenza-e-del-mercato.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutto qui quello che l’Italia dei rosati può offrire al mondo?</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/tutto-qui-quello-che-litalia-dei-rosati-puo-offrire-al-mondo.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tutto-qui-quello-che-litalia-dei-rosati-puo-offrire-al-mondo</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/tutto-qui-quello-che-litalia-dei-rosati-puo-offrire-al-mondo.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 06:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogativi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7494</guid>
		<description><![CDATA[Riflessioni sui vini italiani premiati al Mondial du Rosé Dopo aver segnalato ieri la stranezza di un Concorso dedicato ai rosati italiani organizzato e fortemente voluto dalla Regione Puglia dove nessun’azienda e nessun rosato pugliese è risultato vincitore, voglio restare &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/tutto-qui-quello-che-litalia-dei-rosati-puo-offrire-al-mondo.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/MondialduRosé.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7495" title="MondialduRosé" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/MondialduRosé.jpg" alt="" width="612" height="83" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riflessioni sui vini italiani premiati al Mondial du Rosé</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver segnalato ieri la stranezza di un Concorso dedicato ai rosati italiani organizzato e fortemente voluto dalla Regione Puglia dove <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/nemo-propheta-in-patria-nessun-rosato-pugliese-premiato-al-concorso-rosati-ditalia.html?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=nemo-propheta-in-patria-nessun-rosato-pugliese-premiato-al-concorso-rosati-ditalia">nessun’azienda e nessun rosato pugliese è risultato vincitore</a>, voglio restare al tema vini rosati, per segnalare un’altra performance tutt’altro che esaltante dei rosati italiani. Anche di quelli, che io considero da tanti anni ottimi, e di cui ho scritto e continuerò a scrivere, prodotti nella magnifica terra pugliese.<br />
Voglio riferirmi ai risultati, non trascinanti, ottenuti dai rosati italiani nell’ambito dell’edizione 2012 del <a href="http://www.mondial-du-rose.fr/">Concours Le Mondial du Rosé</a>, che si è svolto nei giorni scorsi in Francia, per l’organizzazione dell’Union des OEnologues de France.<br />
Come si può vedere <a href="http://www.mondial-du-rose.fr/fr/resultats,mondial-du-rose.php?pays=Italie&amp;region=&amp;appellation=&amp;producteur=&amp;chateau=&amp;millesime=&amp;type_vin=&amp;medaille_r=&amp;compare=+and+&amp;lim=0&amp;langue=fr&amp;page=resultats%2Cmondial-du-rose.php&amp;annee_vinalies=2012&amp;order=&amp;sens=">dal sito Internet</a>, il bilancio è tutt’altro che entusiasmante, con otto medaglie andate ai rosati italiani (sei in meno del 2011 quando erano state 14), ovvero due medaglie d’oro e due d’argento.<br />
E nella classifica dei Paesi produttori maggiormente medagliati l’Italia in rosa è preceduta non solo dalla padrona di casa, la Francia, che si è aggiudicata ben 197 medaglie (i francesi non avvertono nessun dovere di ospitalità e quando si tratta di vincere di far fare bella figura ai propri vini non si tirano certo indietro…), o dalla Spagna con 16, ma conquista un ben poco onorevole settimo posto nella classifica dei Paesi produttori più premiati, preceduta da Paesi che vantano una tradizione produttiva ben inferiore alla sua come Ungheria, 17 medaglie, Romania, con 12, Repubblica Ceca con 10, Svizzera con 9.<br />
Scorrendo l’elenco dei rosati italiani premiati c’è poco da entusiasmarsi e non ci si trova di certo di fronte ad una rappresentazione del meglio che la nazionale dei rosati italiani può schierare per contrapporsi a quanto si produce in altri Paesi.<br />
I due ori vanno ad un’Igt Basilicata 2011 dell’azienda Vigneti del Vulture e al Desiderio Jeio Cuvée Brut Prosecco Spumante di Bisol. Le medaglie d’argento ad un Montepulciano Cerasuolo d’Abruzzo 2011, al Bardolino Classico Chiaretto 2011 di Guerrieri Rizzardi, ad un rosé toscano mix di Sangiovese e Syrah prodotto in Maremma, al Brut Rosé di Bottega, al Filanda Rosé Brut riserva millesimato prodotto dall’azienda prosecchista Bortolomiol con uve Pinot nero dell’Oltrepò Pavese (metodo Charmat) e al Rosé Brut Il Fresco di Villa Sandi, prodotto con “vari vitigni a bacca bianca e rossa” provenienti da “aree ad alta vocazione viticola delle regioni nord orientali d’Italia”.<br />
Di fronte a questi risultati nascono spontanee alcune domande.<br />
Quali vini e quali aziende italiane hanno partecipato al Mondial du Rosé?<br />
Da chi erano formate le commissioni di degustazione e quale livello di conoscenza e consapevolezza avevano della produzione italiana di vini rosati?<br />
Perché nessun rosato pugliese è stato premiato, semplicemente perché nessuno ha partecipato al Mondial o perché i vini partecipanti non sono piaciuti?<br />
E, infine, prima di chiederci se concorsi del genere siano seri e meritino considerazione, la domanda conclusiva: possibile che sia tutto qui, rappresentata dagli otto vini premiati, la selezione che dovrebbe rappresentare il meglio che l’Italia in rosa ha da offrire al mondo? Personalmente credo proprio di no…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/tutto-qui-quello-che-litalia-dei-rosati-puo-offrire-al-mondo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nemo propheta in patria. Nessun rosato pugliese vincitore al Concorso rosati d’Italia</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/nemo-propheta-in-patria-nessun-rosato-pugliese-premiato-al-concorso-rosati-ditalia.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nemo-propheta-in-patria-nessun-rosato-pugliese-premiato-al-concorso-rosati-ditalia</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/nemo-propheta-in-patria-nessun-rosato-pugliese-premiato-al-concorso-rosati-ditalia.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 06:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enoriflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7481</guid>
		<description><![CDATA[Dovere d&#8217;ospitalità lo imponeva Ancora una volta la Puglia conferma una delle sue doti più peculiari, che la fanno apprezzare in tutto il mondo. Sto parlando non solo delle sue innumerevoli attrattive paesaggistiche e architettoniche, della valenza turistica, dello squisito &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/nemo-propheta-in-patria-nessun-rosato-pugliese-premiato-al-concorso-rosati-ditalia.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/TrulliPuglia.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7482" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="TrulliPuglia" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/TrulliPuglia.jpg" alt="" width="405" height="304" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dovere d&#8217;ospitalità lo imponeva</strong><br />
Ancora una volta la Puglia conferma una delle sue doti più peculiari, che la fanno apprezzare in tutto il mondo. Sto parlando non solo delle sue innumerevoli attrattive paesaggistiche e architettoniche, della valenza turistica, dello squisito patrimonio eno-gastronomico, ma della sua proverbiale ospitalità.<br />
Va sicuramente visti pertanto come l’ennesima dimostrazione del calore umano pugliese, della capacità di fare sentire a casa loro i propri ospiti, di coccolarli, i risultati, resi noti sabato, nel corso di una <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/il-5-maggio-ad-otranto-la-premiazione-dei-vincitori-del-primo-concorso-enologico-dei-rosati-ditalia.html?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=il-5-maggio-ad-otranto-la-premiazione-dei-vincitori-del-primo-concorso-enologico-dei-rosati-ditalia">cerimonia di premiazione che si è svolta ad Otranto</a>, della prima edizione del <a href="http://www.concorsorosatiditalia.it/">Concorso Nazionale dei Vini Rosati d’Italia</a>, promosso dalla Regione Puglia con il Ministero delle Politiche Agricole, “con lo scopo di valorizzare una tipologia di vino “trasversale, perché si produce in tutta Italia, e capace di conquistare soprattutto i giovani e i mercati stranieri che chiedono vini dall’approccio più semplice”.<br />
Un Concorso, come ha detto Davide Gaeta, della Facoltà di Economia dell’Università di Verona: “che è partito dalla Puglia, che è anche la prima Regione produttiva italiana”, ma dove della Puglia, ovviamente sempre per merito dell’ospitalità, della volontà pugliese di lasciare spazio e luci della ribalta agli altri protagonisti, di tirarsi indietro e farsi da parte, visti i risultati dei vini premiati nelle varie categorie non c’è traccia.<br />
Perché nessun rosato pugliese è risultato <strong>vincitore</strong>, nessun Salice Salentino Doc, nessun Castel del Monte Doc e Docg, nessun Salento Igt, nessun Copertino o Alezio Doc, niente di niente.<br />
Volevate mica che in un concorso organizzato dalla Regione Puglia e svoltosi in terra di Puglia, con numerosi enologi pugliesi membri delle Commissioni di degustazione, alla fine risultassero <strong>vincitori</strong> i vini locali? Non sia mai!<br />
E così, con una splendida dimostrazione di ospitalità, alla fine sono risultati vincitori i seguenti vini:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vini Rosati Tranquilli Dop e Doc</strong><br />
Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2011 di Caldora Vini (Ortona, Chieti)<br />
<strong>Vini Rosati Tranquilli Igt e Igp</strong><br />
Terre di Chieti Igt Rosato “Malloro” 2011 di Oleraria Vinicola Orsogna (Orsogna, Chieti)<br />
<strong>Vini Rosati Frizzanti Doc e Dop</strong><br />
Oltrepo’ pavese Doc Pinot Nero 2001 di Terre d’Oltrepo’ (Casteggio, Pavia)<br />
<strong>Vini Rosati Frizzanti Igt e Igp</strong><br />
Igp Pinot Nero Rosato Frizzante di Testori Quinto e Pietro (Santa Maria della Versa, Pavia)<br />
<strong>Spumanti Doc e Dop </strong><br />
Bardolino Doc Chiaretto Spumante Brut di Vigneti Villabea (Calmasino di Bardolino, Verona)<br />
<strong>Vini Rosati Spumanti Vsq</strong><br />
Moscato Malvasia Dolce “Lounge” 2011 di Astoria Vini (Crocetta del Montello, Treviso)</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" src="http://farm9.staticflickr.com/8016/7001763054_a10874514b_o.jpg" alt="" width="400" height="124" /></p>
<p style="text-align: justify;">E dalla geografia produttiva dei vini rosati che emerge dal risultato di questo primo Concorso, oltre alla centralità – legittima – dell’Abruzzo con i suoi Cerasuolo, e della zona gardesana con il Bardolino Chiaretto, fa spicco oltre al Moscato – Malvasia dolce (classiche uve da rosato…) di un prosecchista, l’Oltrepò Pavese, che rivendica un suo ruolo di terra da rosati (cosa che francamente ignoravamo…) con due rosati frizzanti da uve Pinot nero.<br />
Ma per la Puglia, nonostante sia stata la regione che ha inviato il maggior numero di vini al Concorso, nulla, nada de nada, nisba.<br />
Ovviamente sempre per dovere di ospitalità, perché le altre regioni partecipanti potessero poi dire, mamma mia quanto sono stati gentili e ospitali quei pugliesi….<br />
Saranno sicuramente contente le tante aziende pugliesi produttrici di rosati partecipanti: ma che grande figura da perfetti e squisiti padroni di casa, da grandi, generosi e disinteressati signori, che abbiamo fatto!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/nemo-propheta-in-patria-nessun-rosato-pugliese-premiato-al-concorso-rosati-ditalia.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vino? Una merce, proprio come la carta igienica!</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/vino-una-merce-proprio-come-la-carta-igienica.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vino-una-merce-proprio-come-la-carta-igienica</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/vino-una-merce-proprio-come-la-carta-igienica.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 12:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogativi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7464</guid>
		<description><![CDATA[Avete, abbiamo accettato che il vino, da “opera d’arte” frutto della fatica e dell’ingegno umano, espressione inimitabile di una determinata porzione di terra, portato di una lunga storia ricca di tradizioni e di cultura, venisse ridotto al rango di semplice &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/vino-una-merce-proprio-come-la-carta-igienica.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/carta_igienica.jpg"><img class="alignright  wp-image-7465" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="carta_igienica" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/carta_igienica.jpg" alt="" width="225" height="217" /></a>Avete, abbiamo accettato che il vino, da “opera d’arte” frutto della fatica e dell’ingegno umano, espressione inimitabile di una determinata porzione di terra, portato di una lunga storia ricca di tradizioni e di cultura, venisse ridotto al rango di semplice prodotto, di bene di consumo, di <strong>wine commodity</strong>, ripetibile e facilmente riproducibile magari seguendo le indicazioni tecniche e le istruzioni della categoria (ahimé quanto suscettibile…) degli enologi?<br />
Abbiamo accettato che la dimensione puramente commerciale, mercantile del vino, imposta da chi il vino si limita a venderlo, diventasse l’aspetto prevalente?<br />
Bene, ora non dobbiamo stupirci e scandalizzarci, essendo questa solo una conseguenza dell’abdicazione del vino alla sua natura più autentica, delle dichiarazioni di una potentissima manager americana, una che senza alcuna formazione specifica sul vino si occupa delle vendite di vini di un’autentica potenza, definita “the largest membership <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Warehouse_club">warehouse club</a> chain in the US, the sixth largest retailer in the US, and the seventh largest retailer in the world”.<br />
Sto parlando di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Costco">Costco</a>, “the largest retailer of wine in the world”, il più grande commerciante di vini mondiale, la più importante catena all’ingrosso, riservata agli associati, specializzata nella vendita di <a href="http://www.costco.com/Browse/MainShop.aspx?cat=24091&amp;eCat=BC%7C24091&amp;lang=en-US&amp;whse=BC&amp;topnav=">prodotti di ogni tipo</a>, dai computer agli elettrodomestici ai gioielli ai medicinali alle bare, a basso prezzo, spesso in grandi quantità.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/bara.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7466" title="bara" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/bara.jpg" alt="" width="400" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa è successo? Niente di speciale, semplicemente che una grande venditrice, Annette Alvarez-Peters, di quella grande società americana, abituata a considerare il prodotto vino mettendolo sullo <a href="http://shop.costco.com/In-The-Warehouse/Beer-Wine-Spirits.aspx">stesso identico piano di birre e alcolici</a>, ma dotata ovviamente di <a href="http://costcowineblog.com/">un wine blog dedicato</a>, abbia dichiarato, come riporta <a href="http://www.thedrinksbusiness.com/2012/05/alvarez-peters-wine-is-no-different-than-toilet-paper/">questo articolo del sito Internet britannico The Drink Business</a>, che insomma non c’è da fare poi così tanta “poesia” sul vino e caricarlo di significati culturali, di valori speciali, perché è “just a beverage” solo una bevanda, e non ha nulla di diverso da un capo di abbigliamento o dalla carta igienica: “no different than toilet paper”.<br />
Perché dunque perdere tanto tempo a decantarne le peculiarità, il valore aggiunto, quello che rappresenta, se in fondo alla fine di tutto è solo una bevanda che può piacerti oppure no?</p>
<p><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/Vino-cultura.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7467" title="Vino-cultura" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/05/Vino-cultura.jpg" alt="" width="430" height="206" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E considerando che Costco non vende solo vini in tetra brik o vini dozzinali, bensì vini prestigiosi come Château Mouton Rothshild o Château Pétrus, e che è il più grande importatore di vini francesi di qualità e che la responsabile vendite del settore vino si considera solo “un impiegata della Costco”, con precedenti esperienze nelle divisioni auto ed elettronica, cui è capitato di occuparsi della divisione vino, c’è poco da stare allegri e indulgere a romanticherie sul futuro del vino, specie negli States.<br />
Dove saranno sempre più il fattore prezzo e quantità disponibile e una mentalità, tutta <em>business oriented</em>, che tende a considerare il vino un bene di consumo come qualsiasi altro, a dominare…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/vino-una-merce-proprio-come-la-carta-igienica.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il 5 maggio ad Otranto la premiazione dei vincitori del Primo Concorso Enologico dei Rosati d’Italia</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/il-5-maggio-ad-otranto-la-premiazione-dei-vincitori-del-primo-concorso-enologico-dei-rosati-ditalia.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-5-maggio-ad-otranto-la-premiazione-dei-vincitori-del-primo-concorso-enologico-dei-rosati-ditalia</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/il-5-maggio-ad-otranto-la-premiazione-dei-vincitori-del-primo-concorso-enologico-dei-rosati-ditalia.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 06:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7434</guid>
		<description><![CDATA[Ho già parlato, secondo un’angolazione decisamente personale ed esprimendo quello che mi sentivo di dire, dell’organizzazione e dello svolgimento della prima edizione del Concorso Enologico Nazionale dei Vini Rosati d’Italia indetto ed organizzato dalla Regione Puglia, Area Politiche per lo &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/il-5-maggio-ad-otranto-la-premiazione-dei-vincitori-del-primo-concorso-enologico-dei-rosati-ditalia.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/PremiazioneConcorsoRosati.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7435" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="PremiazioneConcorsoRosati" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/PremiazioneConcorsoRosati.jpg" alt="" width="421" height="423" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho già parlato, <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/concorso-enologico-rosati-ditalia-per-gli-organizzatori-sono-uno-sconosciuto.html">secondo un’angolazione decisamente personale</a> ed esprimendo quello che mi sentivo di dire, dell’organizzazione e dello svolgimento della prima edizione del <strong>Concorso Enologico Nazionale dei Vini Rosati d’Italia</strong> indetto ed organizzato dalla Regione Puglia, Area Politiche per lo Sviluppo Rurale, con il patrocinio del Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali.<br />
Nulla da aggiungere a quanto ho già scritto se non annunciare semplicemente, ad uso e consumo degli appassionati dei rosé italiani e di quanti si troveranno in zona per l’occasione, che il prossimo 5 maggio, ad <strong>Otranto</strong>, presso il Castello Aragonese, avrà luogo la premiazione dei vincitori.<br />
Un’occasione a metà tra l’enoico ed il politico, data la presenza del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania e del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.<br />
Oltre alla premiazione del Concorso, nato, così recita un comunicato stampa, “per colmare un’ingiustizia perpetrata ai danni del vino rosato, troppo a lungo considerato un sottoprodotto della produzione vitivinicola, senza la dignità del bianco o del rosso”, si terrà anche una sorta di dibattito – tavola rotonda sui vini rosati, che potrà essere seguita in diretta in streaming “sulla<a href="https://www.facebook.com/SalentoWeb" target="_blank"> nostra Pagina Fan di Facebook</a>, sulla <a href="https://www.facebook.com/rosatiditalia" target="_blank">Pagina Ufficiale del Concorso Enologico Nazionale &#8220;Rosati d&#8217;Italia&#8221;</a> e sul sito <a href="http://www.salentoweb.tv/" target="_blank">www.salentoweb.tv</a>”. Conferenza, premiazione e interviste agli ospiti.<br />
Il programma della giornata è il seguente:<br />
ore 9.30 Inaugurazione della mostra “Rosati di Puglia”<br />
Ore 10.15 inizio della tavola rotonda I Rosati ed il loro consumo con l’introduzione del professor Davide Gaeta Facoltà di Economia Università degli Studi di Verona- Consigliere Accademia Italiana della Vite e del Vino.<br />
Partecipano alla tavola rotonda:<br />
Mario Catania &#8211; Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali<br />
Nichi Vendola &#8211; Presidente della Regione Puglia<br />
Dario Stefano &#8211; Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia<br />
Federico Castellucci &#8211; Presidente OIV Organisation Internationale de la Vigne et du Vin<br />
Antonio Calò &#8211; Presidente dell&#8217;Accademia Italiana della Vite e del Vino<br />
Serge Dubois &#8211; Presidente Union International Oenologues<br />
Giuseppe Martelli &#8211; Direttore Assoenologi</p>
<p style="text-align: justify;">Ore 12 Cerimonia di Premiazione dei vincitori del Concorso Enologico dei vini Rosati d’Italia: premiano Mario Catania, Nichi Vendola, Dario Stefano.<br />
Ore 12,30 Dichiarazione congiunta del Ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania, e dell&#8217;Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefano, sulla costituzione della Fondazione Vini Rosati.<br />
Chiuderà il tutto una degustazione di vini rosati</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/il-5-maggio-ad-otranto-la-premiazione-dei-vincitori-del-primo-concorso-enologico-dei-rosati-ditalia.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cameriere, c’é un’ape nel mio vino! Ipotesi fantascientifiche, ma non troppo, sul futuro del mondo del vino</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/cameriere-ce-unape-nel-mio-vino-ipotesi-fantascientifiche-ma-non-troppo-sul-futuro-del-mondo-del-vino.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cameriere-ce-unape-nel-mio-vino-ipotesi-fantascientifiche-ma-non-troppo-sul-futuro-del-mondo-del-vino</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/cameriere-ce-unape-nel-mio-vino-ipotesi-fantascientifiche-ma-non-troppo-sul-futuro-del-mondo-del-vino.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 06:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7428</guid>
		<description><![CDATA[Dalla nostra brava e sempre attiva inviata speciale in UK, Giuseppina “Giusy” Andreacchio, un interessantissimo excursus sugli scenari futuri della produzione e del consumo del vino. Si parla della situazione del 2058 quando, con ogni probabilità, di questo blog non &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/cameriere-ce-unape-nel-mio-vino-ipotesi-fantascientifiche-ma-non-troppo-sul-futuro-del-mondo-del-vino.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/wine_big_thing_type.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7429" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="wine_big_thing_type" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/wine_big_thing_type.jpg" alt="" width="450" height="295" /></a></p>
<p>Dalla nostra brava e sempre attiva inviata speciale in UK, <strong>Giuseppina “Giusy” Andreacchio</strong>, un interessantissimo excursus sugli scenari futuri della produzione e del consumo del vino. Si parla della situazione del 2058 quando, con ogni probabilità, di questo blog non ci sarà più nessuna traccia. Come del sottoscritto. Buona lettura!</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo quello che Franco Ziliani ha trattato in un post di qualche giorno fa riguardo ai <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/risposte-estreme-al-global-warming-produrre-vino-sempre-piu-a-nord-anche-in-south-dakota-e-nebraska-why-not.html">Paesi produttori emergenti dell’America</a>, mi e’ venuto in mente un articolo, anzi un vero e proprio report, che la famosa azienda inglese, <a href="http://www.bbr.com/">Berry Bros &amp; Rudd</a> ha reso noto nel 2008, dove viene fatta una descrizione del mondo del vino tra 50 anni.<br />
L’azienda venne fondata a Londra <a href="http://www.bbr.com/about/history">nel 1698</a> a St James Street e vantava, tra i suoi clienti, il poeta inglese Lord Byron. Oggi e’ gestita da membri della famiglia dei fondatori e ci lavorano 4 Master(s) Wine che hanno stilato il rapporto dopo lunghi studi.<br />
Il testo, dal titolo <em>Future of Wine Report,</em> la dice lunga su come sarà il mondo del vino nel 2058 nel quale gli esperti inglesi prevedono l’evoluzione di alcune zone vitivinicole e l’involuzione di altre. Vengono toccati vari punti e sebbene l’azienda abbia nel suo portfolio soltanto <em>Fine Wines</em>, la relazione analizza anche i cosiddetti <em>Volume Wines</em> ossia i vini destinati alla rete della grande distribuzione.<br />
La relazione, interessante, divertente e che fa riflettere molto, si apre con un’analisi del vino da scaffale e secondo i pronostici la Cina diventerà il principale produttore di vino di questo livello. Proprio come i suoi monsoni, ‘<em>China is set to take the world of wine by storm’</em>, in quanto possiede i vigneti ma manca l’esperienza tecnica per trarne il meglio.<br />
Nuovi Paesi emergeranno come per esempio, Ucraina, Moldavia, Croazia, Slovenia e Polonia mentre gli USA dovranno difendersi dal vicino Canada, in particolare il sud dell’Ontario e della British Columbia, che lasciando la postazione mondiale numero 32 (rifacendomi ai dati del 2008 s’intende) riuscirà a posizionarsi accanto al temuto vicino, gli Stati Uniti, fronteggiandolo senza remore.<br />
L’Australia, a causa della siccità iniziata appunto nel 2008, passerà da paese produttore di vino da scaffale a paese produttore di vini di ‘nicchia’: più terroir, più qualità e maggiore sfruttamento delle zone più umide, come per esempio la vicina Tasmania. Ovviamente il cambiamento climatico é il fattore primario di questi slittamenti di aree di produzione, così come sta avvenendo in Inghilterra.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/Winefuture2011.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7430" title="Winefuture2011" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/Winefuture2011.jpg" alt="" width="522" height="427" /></a><br />
Berrys non poteva infatti esimersi dall’includere nelle sue previsioni la propria nazione. Il titolo della parte in questione dice ‘<em>Bow Down to British Bubbly’</em> (facciamo un inchino alle bollicine inglesi). La conseguenza del global warming e’ l’aumento della temperatura in Gran Bretagna che nel 2007 ha registrato il secondo anno più caldo in 356 anni.<br />
Si registrano attualmente 1000 vigneti in Inghilterra, localizzati in Kent, Hampshire, Essex e Sussex e la produzione nel 2006 e’ stata di poco più di 3.3 milioni di bottiglie. Secondo Berrys la quantità di terra destinata alla viticoltura in Inghilterra potrebbe addirittura eguagliare quella della Francia nel 2058. In effetti si sta parlando tanto del fatto che famose case di Champagne francesi stanno volgendo lo sguardo verso i terreni calcarei del sud dell’Inghilterra.<br />
Alla domanda: ‘la Cina batterà Bordeaux?’ nella sezione vini di qualità, Jasper Morrison, MW commentava: ‘sono assolutamente convinto che la Cina sarà in grado di scendere in campo come produttore di fine wines e rivaleggiare con la Francia’. Lo stesso potrebbe accadere sul fronte dell’India: la richiesta locale (il mercato del vino cresce ad un tasso del 25% ogni anno) e l’aggressiva promozione da parte del governo stanno spingendo gli indiani a considerare in modo crescente il vino come un vero e proprio <strong>status symbol</strong>.<br />
Sebbene in India rimanga ancora qualche ‘riserva’ sul vino (scusate il gioco di parole!) considerato immorale, le varie belle attrici <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bollywood">bollywoodiane</a> vengono ormai filmate con vari bicchieri di vino in mano durante i loro coloratissimi films. Alun Griffiths MW sostiene che l’India ha il potenziale per ‘abbracciare la produzione vinicola in larga misura e la forza economica per dettare ai produttori quale stile di vino dovrebbero produrre’.<br />
Un altro aspetto ampiamente discusso e’ la possibile nascita di grandi brands che porteranno le grandi aziende del nuovo mondo alla creazione di vini con uve geneticamente modificate per cambiare il gusto del vino ed adattarlo allo stile voluto dal consumatore. Per cui si arriverà, sostiene Berrys, all’identificazione da parte dei consumatori di determinati brands (associati a particolari aromi e sapori), perdendo di vista però la provenienza territoriale, proprio come avviene con i superalcolici (Smirnoff, per esempio). Be’, speriamo che almeno questo però non accada!<br />
Oppure si accenna alla possibilità della creazione di vigneti per crescere uve geneticamente modificate, resistenti alle malattie e all’introduzione di lieviti alterati per la produzione di vini a basso contenuto alcolico, e i vigneti potrebbero essere addirittura coltivati idroponicamente su terreni fluttuanti al largo delle coste, per risparmiare l’occupazione della terra.<br />
Tra 50 anni, il vetro verrà quasi esclusivamente sostituito dal cartone e molto vino verrà venduto sfuso per minimizzare l’impatto ambientale ed incrementare l’industria dell’imbottigliamento locale. Solo l’1% o massimo il 2% del vino verrà chiuso col sughero, e comunque il tappo avrà un chip incorporato, poco più grande di un chicco di riso, che racchiuderà il DNA di quella specifica bottiglia sbaragliando il rischio della contraffazione.<br />
La vendita <em>en primeur </em>stabilirà forti legami col mondo degli investimenti e la figura degli agenti, ‘talent scouts’, alle prese con l’individuare i migliori vini degli Châteaux da segnalare agli acquirenti diventerà il lavoro del futuro. Questo darà una grande chance ai consumatori, privati e non, di accaparrarsi bottiglie che, una volta immesse sul mercato, raggiungeranno prezzi da capogiro. Château Lafite-Rothschild 2005 che oggi si può acquistare per la misera cifra di circa € 10,000 potrebbe essere disponibile solo alla modica cifra di 10 milioni di euro nel 2058!<br />
Attenti, cari amanti del vino, perché potreste trovare un’ape nel vostro bicchiere mente sarete seduti al tavolo del vostro ristorante chic preferito. Si prevede infatti che nel 2058 ogni cameriere avrà a disposizione un nuovo espediente per fare in modo che, per esempio, una bottiglia di Château Margaux del 2005 che sa di tappo non raggiunga mai il cliente.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/winefuture.jpg"><img class="alignnone  wp-image-7431" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" title="winefuture" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/winefuture.jpg" alt="" width="551" height="367" /></a><br />
Degli studi di biotecnologia hanno infatti dimostrato che le api domestiche hanno un forte senso dell’olfatto e allungano la proboscide quando riconoscono particolari buoni odori o odori sgradevoli, come per esempio il tappo e associano questi all’odore del cibo.<br />
Così la loro reazione viene registrata su un software che, incorporato in un piccolo strumento portato dal sommelier, gli segnalerà che il vino non e’ integro ed eviterà al ristoratore pertanto brutte figure e conti in sospeso.<br />
Si parla tanto di quello che succederà nel mondo del vino futuro, delle nuove tendenze, delle aspettative, delle statistiche, frutto meticoloso del lavoro di ricercatori scrupolosi ed attenti, dell’evoluzione dei gusti, dei nuovi paesi emergenti e dei vecchi disciplinari che fino a ieri hanno fatto il loro sacrosanto dovere ma oggi ahimè puzzano di stantio.<br />
La storia é un intreccio di ‘corsi e ricorsi’ diceva il filosofo italiano Giambattista Vico e siamo noi, intendo gli operatori del campo, a gettare, anche a volte inconsapevolmente, col nostro operato le basi degli sviluppi della storia del vino.<br />
Ho riscontrato in questa relazione punti positivi ed altri meno. A riguardo degli aspetti negativi o che ad alcuni di noi oggi possono piacere di meno, posso solo dire che se questo report funziona come le previsioni del tempo inglese, allora cari lettori possiamo veramente iniziare a prepararci a ciò che succederà perché gli Inglesi…. ci azzeccano sempre!</p>
<p>Per leggere il report originale, seguire il link:<br />
<a href="http://www.wineanorak.com/BerryBrosReportFutureWine.pdf">http://www.wineanorak.com/BerryBrosReportFutureWine.pdf</a></p>
<p>Giuseppina Andreacchio</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/05/cameriere-ce-unape-nel-mio-vino-ipotesi-fantascientifiche-ma-non-troppo-sul-futuro-del-mondo-del-vino.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Enologi: meno arroganza per favore! A proposito del commento di un alto papavero dell’Assoenologi</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/enologi-meno-arroganza-per-favore-a-proposito-del-commento-di-un-alto-papavero-dellassoenologi.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=enologi-meno-arroganza-per-favore-a-proposito-del-commento-di-un-alto-papavero-dellassoenologi</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/enologi-meno-arroganza-per-favore-a-proposito-del-commento-di-un-alto-papavero-dellassoenologi.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enoriflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7447</guid>
		<description><![CDATA[Non avevo messo in preventivo, esprimendo la convinzione di essere uno sconosciuto per gli organizzatori del Concorso enologico rosati d’Italia, che per il semplice fatto di sostenere un mio legittimo punto di vista sarei stato oggetto delle critiche, più acide &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/enologi-meno-arroganza-per-favore-a-proposito-del-commento-di-un-alto-papavero-dellassoenologi.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/Winemaker-Extraordinaire.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7448" title="Winemaker Extraordinaire" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/Winemaker-Extraordinaire.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non avevo messo in preventivo, esprimendo <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/concorso-enologico-rosati-ditalia-per-gli-organizzatori-sono-uno-sconosciuto.html">la convinzione di essere uno sconosciuto</a> per gli organizzatori del <a href="http://www.concorsorosatiditalia.it/">Concorso enologico rosati d’Italia</a>, che per il semplice fatto di sostenere un mio legittimo punto di vista sarei stato oggetto delle critiche, più acide che risentite, di quella categoria, gli enologi, che in pratica monopolizzavano, con 32 rappresentanti contro 8, <a href="http://www.concorsorosatiditalia.it/?page_id=36">le giurie</a> di questa prima edizione della eno-competizione riservata ai vini in rosa. Invece, come si può leggere tra i commenti al post sopra indicato, non solo gli enologi, che non avevo minimamente chiamato in causa, si sono manifestati, ma l’hanno fatto ad alto livello.<br />
Con un intervento che più che un commento suona come una rivendicazione, arrogante niente male, dell’autosufficienza degli enologi, che pensano che ogni giudizio e valutazione sul vino debba essere effettuata esclusivamente da loro.<br />
E così, con un tono sprezzante da “<strong>a regazzì e lassame lavorà</strong>”, non un pinco qualsiasi, bensì il Presidente dell&#8217;<a href="http://www.assoenologi.it/site/index.cfm">Assoenologi</a> per le regioni Puglia, Calabria e Basilicata, <strong>Leonardo Palumbo</strong>, enologo (ritratto nella foto sotto) che conosco da molti anni, attivo ad esempio in una realtà di fondamentale importanza nella Puglia del Nord come le <a href="http://www.rivera.it/">Cantine Rivera</a> di Andria, ha postato questo commento: “Qualora un concorso enologico abdicasse il giudizio tecnico ed obiettivo degli “onnipresenti” enologi a favore di quello discrezionale, soggettivo e verboso degli “amatori” del vino, offrirebbe una valutazione poca obiettiva perché poca adesa ai parametri di pregevolezza organolettica che gli enologi colgono immediatamente.<br />
Direi che per fortuna ci sono gli enologi che il vino lo fanno, lo conoscono e se lo bevono pure! Ai “cultori del vino” resta però lo squisito piacere di raccontarlo e promuoverne la conoscenza. D’altronde ciascuno nel proprio lavoro è maestro. Leonardo Palumbo”.<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/palumbo_sito.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7449" title="palumbo_sito" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/palumbo_sito.jpg" alt="" width="247" height="253" /></a>Di fronte a tanta prosopopea, con la liquidazione di giornalisti e cronisti e degustatori di vino, a semplici “<strong>amatori del vino</strong>”, ci sarebbe poco da dire.<br />
Vedere, in pieno 2012, un enologo, e per di più titolato, dichiarare che gli enologi sarebbero gli esclusivi detentori dei “parametri di pregevolezza organolettica”, gli unici in grado di capire se un vino sia non solo tecnicamente a posto ma buono o di qualità superiore, fa pensare con preoccupazione a quale genere di mentalità antica e polverosa e autoreferenziale alberghi nei rappresentanti della categoria dei winemaker italiani.<br />
Winemaker secondo i quali il giudizio degli “degli “amatori” del vino” sarebbe solo “discrezionale, soggettivo e verboso”.<br />
Capisco benissimo che gli enologi preferirebbero fare tutto da loro e magari condensare la valutazione sui vini in un numeretto, in un punteggio in centesimi, come accade in quei concorsi su cui la categoria cerca di mettere la mano, senza spendere tante parole.<br />
Ma che ci posso fare se noi giornalisti continuiamo ad avere la pessima abitudine di voler raccontare, a parole e magari verbosamente, perché un vino ci piaccia o non ci piaccia? E magari esprimere un diverso parere rispetto a quello degli enologi?<br />
E cosa posso farci se il punto di vista dei giornalisti &#8211; &#8220;amatori di vino&#8221; continua ad essere preso in seria considerazione dai datori di lavoro degli enologi, i produttori di vino?<br />
Una domanda a Palumbo: se il giudizio degli “amatori del vino” (tra i quali lui colloca anche i giornalisti) é accessorio e conta poco, perché mai é stato inserito nelle commissioni di degustazione del Concorso dei rosati italiani anche un giornalista? Perché mai Regione Puglia, Accademia Italiana della Vite e del Vino, Assoenologi nazionale e Unioncamere Puglia, autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ad organizzare il Concorso<strong>, </strong>hanno previsto che per effettuare la valutazione dei vini in gara ogni commissione venisse “composta per sorteggio da 4 enologi/enotecnici nominati dall’Associazione Enologi Enotecnici Italiani e da n. 1 giornalista o esperto del settore vitivinicolo italiano o straniero nominato dalla Regione Puglia”?<br />
E’ una presenza, quello del giornalista o esperto di vino, pardon “amatore del vino”, che corrisponde ad una logica, perché il giudizio del giornalista integra quello puramente tecnico degli enologi, o inserire un non tecnico ogni quattro enologi rappresenta solo un “contentino” per evitare accuse, giustificatissime, di aver costruito un concorso unicamente a misura di enologo?<br />
<a href="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/Assoenologi.png"><img class="alignnone size-full wp-image-7450" title="Assoenologi" src="http://www.vinoalvino.org/wp-content/uploads/2012/04/Assoenologi.png" alt="" width="400" height="208" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Chiudo con una segnalazione a Palumbo. Voglio suggerirgli di scorrere il <a href="http://www.concorsolambrusco.it/admin/immagini/download/Regolamento%20Domanda%20Iscrizione%20DA%20COMPILARE1%20iban%20nuovo.PDF">regolamento del Concorso Enologico</a> <strong>“</strong>Matilde di Canossa &#8211; Terre di Lambrusco”, che all’articolo 9 presenta i criteri di formazione della Giuria. Come si legge “Ogni commissione è costituita da 5 tecnici, di cui almeno 4 operanti in Emilia, da 1 sommelier e da 1 giornalista. Il metodo di valutazione utilizzato è quello “Union Internationale des Oenologues”.<br />
Forse sarà il caso di richiamare gli organizzatori all’ordine, perché addirittura avere in ogni commissione ogni cinque tecnici ben due “amatori del vino” come un giornalista e un sommelier rischia di rendere le valutazioni di questo concorso poco obiettive, perché “poco adese ai parametri di pregevolezza organolettica che gli enologi” soli sanno cogliere. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">P.S.Mi sa che questo eventuale richiamo sarà un po’ complicato, figurando l’Associazione Enologi Enotecnici Italiani (che è riuscita a portare il numero dei tecnici presenti in ogni commissione dai tre dell’edizione 2011 ai ben cinque dell’edizione 2012) nel Comitato di controllo del Comitato organizzatore, che “ha il compito di controllare la realizzazione del Concorso”…<br />
Che all’AEI la mano destra non sappia quello che fa la mano sinistra?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/enologi-meno-arroganza-per-favore-a-proposito-del-commento-di-un-alto-papavero-dellassoenologi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Governo Monti: solo un governo tecnico o già un governo politico?</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/governo-monti-solo-un-governo-tecnico-o-gia-un-governo-politico.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=governo-monti-solo-un-governo-tecnico-o-gia-un-governo-politico</link>
		<comments>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/governo-monti-solo-un-governo-tecnico-o-gia-un-governo-politico.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 07:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interrogativi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.vinoalvino.org/?p=7442</guid>
		<description><![CDATA[Di fronte ad affermazioni del genere, (fonte Corriere della Sera) rilasciate dal Ministro della Giustizia Paola Severino nel corso del panel Etica e giornalismo al Festival internazionale di Perugia, affermazioni che testualmente recitano: “I blog possono fare più danni dei &#8230; <a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/governo-monti-solo-un-governo-tecnico-o-gia-un-governo-politico.html">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://farm3.staticflickr.com/2497/4074363981_a20e7d92a3_o.jpg " alt="" width="335" height="287" /></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte ad <a href="http://www.corriere.it/politica/12_aprile_26/severino-vuole-regolamento-blog-giornalismo-perugia_71e432a8-8fa2-11e1-b563-5183986f349a.shtml">affermazioni del genere</a>, (fonte Corriere della Sera) rilasciate dal Ministro della Giustizia Paola Severino nel corso del panel <em>Etica e giornalismo</em> al Festival internazionale di Perugia, affermazioni che testualmente recitano: “I blog possono fare più danni dei giornali”, e poi “Scrivere su un blog non autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se si sta trattando di diritti di altri. I blog hanno capacità di diffondere pensiero ma questo non deve trasformarsi in libertà di arbitrio”, accennando ad una forma di regolamentazione anche se sarà “difficile pensare a un obbligo di rettifica nei blog”, sorge spontanea una domanda. Ma quello guidato dal super bocconiano Mario Monti è davvero e ancora un “governo tecnico”, chiamato a fronteggiare l’emergenza economico-finanziaria, a colpi di tasse, imposte e balzelli. o è già o si avvia a diventare <strong>un governo politico</strong>?<br />
Di fronte a questo attacco ai blog, giudicati più pericolosi dei giornali (ma i giornali sono davvero pericolosi? E perché sarebbero pericolosi? Perché criticano il governo Monti?) come non pensare che un certo “lavoro sporco” che risultava molto difficile o impossibile fare per i governi politici espressi dal voto dei cittadini, venga oggi demandato, nel nome dell’emergenza, dello spirito di responsabilità nazionale, ai cosiddetti “tecnici”?<br />
C&#8217;é qualcosa di strano, di inquietante, di angoscioso in quanto sta succedendo, dallo scorso 16 novembre, in Italia&#8230;</p>
<p><img class="alignnone" style="margin-left: 9px; margin-right: 9px;" src="http://farm9.staticflickr.com/8151/6975439724_d96b1ba008_o.jpg " alt="" width="293" height="360" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.vinoalvino.org/blog/2012/04/governo-monti-solo-un-governo-tecnico-o-gia-un-governo-politico.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

