Vino a due euro venduto in TV: cosa c’insegna il fenomeno Agricola Boschi

MetelliBoschi

Avanti amici, continuiamo a farci delle grandissime “pippe” (con rispetto parlando) con quella ristretta percentuale di bottiglie blasonate, importanti e soprattutto costose che rappresentano una fettina ridottissima, anche se gustosa, del vino oggi consumato e acquistato in Italia.

Il vero Mercato del Vino (ancor più in questi tempi di crisi imperante, se vogliamo ignorare i vari tavernelli e bag in box, le dame da cinque litri, le damigiane, nonché lo sfuso prepotentemente ritornato in auge, che trovi ormai in vendita, con distributori tipo benzina, anche nella grande distribuzione) lo esprime anche un fenomeno incredibile come il Franco Timoteo Metelli, che con la sua Agricola Boschi di Erbusco imperversa, con un incredibile talento da imbonitore di folle e da commerciante nato, nelle televendite delle varie televisioni private lombarde.

Accidenti che grinta e che consumata abilità nel contarla su giusta, anzi, nel conquistare la sciura Maria e il sciur Pepp di turno, che mostra, offerta speciale dopo offerta, brandendo slogan populisti ma efficaci come “io combatto il caro prezzi” oppure “ma chi vi ha detto che il vino deve per forza essere caro per essere buono”, il Metelli !

Roba da rimanere ammirati, come rimango io, ogni volta che m’imbatto nelle sue televendite, e da resistere a malapena, sgranando un mio rosario laico e vinoso a base di Monfortino, Intistieti, Monprivato, di Ugolaia, di Cannubi e Sarmassa, alla tentazione di afferrare il telefono e comporre il numero verde 800… con il quale si fanno gli ordini.

Ad un consumatore medio di vino, colpito pesantemente nel portafoglio e nel potere d’acquisto e non indottrinato dal contestabile “verbo” eroico di noi addetti ai lavori che, come amava ripetere il mio indimenticabile maestro Germano Pellizzoni, di certi vini costosissimi parliamo bene soprattutto perché non li compriamo e molto spesso ci vengono regalati, il Metelli, con la sua parlantina sciolta e la ricchezza di argomenti solidi, anzi sonanti (come i contanti i cui conti spesso non tornano), offre le risposte giuste. Quelle che la gente (con una o più g) si aspetta di sentire.

Propone, scandendo bene il termine Doc con enfatica sottolineatura e sacrale rispetto, come se fosse davvero sinonimo di grande qualità e non una mera notarile certificazione dell’area di provenienza dei vini (area che, proprio come accade con molti padri, certa non est…), una serie di vini a denominazione di origine controllata, a prezzi stracciatissimi, qualcosa come due euro a bottiglia, e te li porta addirittura a casa evitandoti la fatica di andare in enoteca, oppure in bottiglieria ed in cantina, e di doverteli caricare in macchina.

Strepitoso il Metelli ! Non accontentandosi più di essere, e questa definizione non vuole avere alcuna connotazione negativa, né tantomeno mettere in dubbio nemmeno per un attimo il fatto che i vini che vende siano potabili e possano essere bevuti senza alcun nocumento, né alla salute né al portafoglio, quel salutare “spazzino della Franciacorta” che è stato per anni, abile nel ritirare da cantine franciacortine anche abbastanza note, surplus di produzione e nel farli diventare, unendo quei vini a quelli provenienti dai suoi vigneti, i Franciacorta targati Boschi, cosa si è inventato ora il nostro fenomenale Franco Timoteo ?

Si è inventato, nientemeno, che di proporsi come il salvatore, capace di trovare sbocchi commerciali a vini rimasti in magazzino, di altri produttori lombardi, dell’area gardesana e di quella oltrepadana, i cui Garda Merlot e Cabernet Sauvignon, ed i cui Oltrepò Pavese Riesling italico e Cortese, oggi commercializza, in offerte promozionali blocco, prezzi stracciati e “mi rovino!” accanto ai suoi Franciacorta.

Non le bollicine Docg, in questo specifico caso, ma i suoi Terre di Franciacorta (che lui sbrigativamente in televisione chiama Franciacorta tout court, tanto la sciura Maria ed il sciur Beppino della differenza tra Franciacorta e Terre di Franciacorta non sanno un tubo…) bianco e rosso, nonché vini bianchi e rossi, che con mossa geniale, trattandosi di “vini da tavola” da bere tutti i giorni, lui ha battezzato Quotidianum

Altro che Tignanello, Sassicaia, Super Tuscan, Bricchi dell’Uccellone, Patrimi o chissà quale costosissima pensata enologica !

Il Metelli, tel chi !, ti mette insieme tra vini franciacortini, gardesani, oltrepadani e vini da tavola vari, qualcosa come 84 bottiglie e te le vende, ma che dico, te le regala, a 159 euro, ovvero meno di 1,90 a bottiglia, che diventano 2,10 euro a pezzo se computiamo anche i 18 euro di spese di spedizione e recapito a domicilio !

E non è finita, perché se i vini del Garda e dell’Oltrepò, per qualsiasi misterioso, insondabile motivo, non vi garbassero più di tanto, ecco che il Franco Timoteo ha la soluzione di riserva, con un base corposa di Franciacorta, alias Terre di Franciacorta (48, tra bianchi e rossi), e di Quotidianum bianco e rosso (24), cui aggiunge, reperite in giro per l’Enotria tellus, un po’ di bottiglie, Boschina il nome in etichetta, targate Piemonte, Abruzzo e Sicilia. In dettaglio 6 Barbera Doc Piemonte (la base della piramide barberosa piemontese), 6 Montepulciano d’Abruzzo, 6 Trebbiano d’Abruzzo e 6 Nero d’Avola, presumibilmente Sicilia IGT.

Il tutto, 96 bottiglie, esitate televisivamente a 169 euro, che fanno 1,76 euro a bottiglia, e 1,95 euro scarsi a pezzo se aggiungiamo, e computiamo, i 18 euro di spese di spedizione.

Sicuramente il Metelli, che non è un benefattore né ha la bacchetta magica, e rimane un abilissimo commerciante, per due euro scarsi a bottiglia non proporrà (e come diavolo potrebbe farlo ?), qualità eccelsa, roba da sdilinquirsi enologicamente parlando, da leccarsi i baffi o da scrivere ammiratissimi poemetti di gaudio in terzine baciate, ma solo vino un po’ ruspante e niente più.

Vino e vini su cui, una volta detratte tutte le spese, quello che paga ai fornitori per la materia prima, e poi etichette, tappi, bottiglie, capsule, manodopera, spese per le promozioni pubblicitarie televisive, tasse, varie ed eventuali, riesce ancora, altrimenti perché continuerebbe ad estendere il suo giro d’affari e ad accrescere la gamma dei suoi prodotti ?, a portare a casa degli utili.

Sparate pure, puristi del vino, vestali del sillogismo, oggi un po’ scaduto, secondo il quale “se non è caro il vino non può essere buono”, sul Metelli del caso, sul suo modo naif, un po’ alla Portobello, alla Roberto Da Crema e da sagra di paese “venghino signori, venghino !”, di vendere i suoi vini servendosi di uno strumento volutamente popolare come le televendite diffuse sulle televisioni private del Nord Est.

Ma è proprio l’esistenza, anzi, il prosperare dei Metelli a dimostrare come il vino italiano sia andato fuoristrada, come abbia perso il contatto con la gente comune (che spendere 30 euro per una bottiglia, seppure di qualità stratosferica, reputa non solo proibitivo, ma insensato), come debba tornare senza indugio alcuno, con i piedi per terra.

E che debba farlo di corsa, prima di finire, e non solo metaforicamente, con il sedere per aria…

0 pensieri su “Vino a due euro venduto in TV: cosa c’insegna il fenomeno Agricola Boschi

  1. Franco,

    ho seguito diverse volte con stupore la presentazione dell’Agricola Boschi, spesso di ritorno da vari locali notturni, navigando tra un canale di numeri erotici e l’altro. Mi permetto alcune osservazioni:
    – sembra incredibile ma l’idea non e’ nuova. In USA, quando vivevo li’, apparve il fenomeno del Two Bucks Chuck, ovvero il vino da due dollari a bottiglia con IGT Napa Valley (www.cbsnews.com/stories/2003/ 06/02/eveningnews/main556620.shtml ma anche http://www.google.com/search?sourceid=navclient&ie=UTF-8&rls=GGLG,GGLG:2005-26,GGLG:en&q=two+buck+chuck). Fece sfracelli. Erano i tempi dei CabSav a oltre USD 100 a bottiglia alla prima release, erano i tempi dell’Internet boom, erano altri tempi. Per certi versi il panorama e’ assimilabile a quanto successo in Europa negli ultimi 5 anni in termini di potere d’acquisto. Ehm, dovrei essere piu’ corretto, a quanto e’ successo in Italia. Il potere d’acquisto in Spagna e’ assai CRESCIUTO negli ultimi 5 anni
    – se puo’ consolare gli addetti ai lavori, il Two Buck Chuck, inserito in MOLTE degustazione single blind e double blind e’ SEMPRE stato individuato come ringer al primo colpo.
    – questo apre la sempiterna questione del costo di quanto dovrebbe costare del buon vino. Argomento trito e ritrito su cui non si possono dire che ovvieta’ disarmanti. Il buon Michel Tommasi in testa allo Slow Food in Provenza mi disse che nulla giustifica il costo di un vino al di sopra dei EUR 30 con la possibile eccezione di alcuni Eiswein. Il limite poi e’ stato portato a EUR 20. Visione molto drastica che si scontra con la visione di cui sono portatore causa il mio lavoro: il mercato determina il prezzo. Sono giunto alla conclusione che per i vini in cui il fattore domanda offerta non e’ predominante (ovvero Cult Californiani, Bordeaux, Borgogna, Giacosa, Soldera) la spesa oltre i EUR 20/30 e’ ingiustificata (sto anche comprando casa). Per gli altri ci penso.
    – grazie a Dio il mondo e’ PIENO di questi vini. Lo scorso weekend ero a Parigi e a Verre Vole’ (67 Rue Lancry, 10eme, Metro Jacques Bonsergeant)su 200 etichette avranno avuto solo 5/6 Borgogna rossi sugli EUR 50/60 poi tutto il resto molto al di sotto. Ma non le solite 4/5 varieta’ Italiche, vini da tutta la Francia dal Petit Arvine al Muscadet, all’Arbois, la maggior parte biologici/biodinamici/senza solforosa. Non roba industriale.
    – credo che vivere in Italia distorca e di molto il sottile nesso tra qualita’ e prezzo del vino. Con l’ascesa della combriccola del Gambero, o meglio con la divulgazione della cultura del Gambero nel sottobosco culturale insito nell’italiano medio e’ avvenuta la trasformazione del vino da prodotto alimentare a prodotto extra alimentare. Il vino e’ uscito dalla sua dimensione di gusto per entrare nella dimensione visiva. D’altronde e’ tutto molto piu’ facile, risolvere la ricerca aumentando il prezzo che si e’ disposti a pagare allevia non di poco la fatica…

    Questi i miei due centesimi…

    Thanks for listening

    FiloBianco

  2. Mi sembra che Metelli più che aprire la questione di quanto costa o dovrebbe costare il vino, apre la questione di come si intende il vino (bevanda o altro).
    A guardare le offerte di mercato, è evidente cheil mercato stesso è frazionato in 2 tronconi: da una parte i vini costosi, blasonati, ricercati, pluripremiati. Dall’altra parte vini poco costosi, tavernello style. Se vado all’Esselunga vicino a casa mia la cosa è evidente: nell’unico corridoio destinato ai vini, da un lato ci sono quelli “super” dall’altro lato ci sono quelli “da poco”, i bottiglioni o i cartoni. Metelli, è chiaro, ha deciso di entrare in questo mercato, che in Italia è pur sempre molto molto ampio (vedi successo del tavernello e affini), non solo per una cultura del vino ancora da sviluppare (ma comunque in via di sviluppo), ma anche per le questioni economiche ottimamente osservate da Filippo (e, aggiungo io, anche per la solida cultura italiana basata sulla televisione che tutto può e che tutto rende oro luccicante!!). Devo dire che un po’ ammiro Metelli e il suo ingegno. Ci sa proprio fare e, se ha successo, buon per lui. E’anche chiaro che tutte le persone che leggono qesti Blog e che si informano sul vino e il suo mondo, non saranno attirate da queste tipologie di prodotto.
    Resta il mistero di 1.76 euro a bottiglia!!! Tra vetro, sughero, sistemi di imbottigliamento, etichetta, c’è anche posto per il costo dell’uva e relativa fermentazione???
    saluti e tutti

  3. Ma mettendo velatamente in dubbio la qualità dei vini di FTM, lei mette indirettamente in dubbio la professionalità del signor Damiano Palumbo (esperto gourmet)!

  4. Andrea, lei annota:”ma mettendo velatamente in dubbio la qualità dei vini di FTM, lei mette indirettamente in dubbio la professionalità del signor Damiano Palumbo (esperto gourmet)!”.
    Forse non colgo l’ironia che vorrebbe esserci, credo, nelle sue parole, ma i casi sono due, o non mi so spiegare e non sono più capace di scrivere in maniera comprensibile, oppure lei non sa leggere…
    Non ho mai messo in dubbio “la qualità dei vini di FTM”, anche se sono pronto a scommettere che si tratti di un concetto di qualità che non coincide con il mio…

  5. La campagna pubblicitaria alla TV mi sembra un’innovazione brillante (e molto costoso?!), e niente del genere ha mai esistito negli USA. Forse sarebbe “just the ticket” per creare un mercato per il vino–il vino come bevanda d’ogni giorno, in questo Paese birradipendente–con messaggi antisnob. Two Buck Chuck, al contrario, ha avuto massimo successo fra le classi medie e “in the know.” Comunque senza saturation campaigns alla TV.

  6. Comunque io un prodotto dell’Agricola Boschi l’ho assaggiato qualcosa come 5-6 anni fa. Era un brut docg millesimato e lo si poteva trovare nei supermercati. E devo dire che non era affatto male, soptrattutto per la finezza del perlage (molto meglio del Brut Berlucchi così diffuso nei supermercati e che ogni anno vende milioni di bottiglie).
    Forse però la qualità dei prodotti che il sig.Metelli mette in vendita nelle sue televendite è diversa.
    Bisognerebbe provare: perché qualcuno non si offre volontario e prova ad ordinare dei prodotti da assaggiare? poi con una blog-colletta lo paghiamo dei costi sostenuti!
    saluti

  7. Brigata Tamigi, Raggruppamento Pianisti. Sempre sul pezzo dalle 0730 alle 1930.

    “We reject kings, presidents and voting, we believe in rough consensus, trading and drinking wine”.

    FiloBianco

  8. Mi ha incuriosito questo articolo!

    Premetto: io sono una donna che LAVORA, giusto per smentire chi sostiene che il mercato di Franco Timoteo Metelli si rivolge solo ed esclusivamente a casalinghe e pensionati…

    Acquisto periodicamente i suoi vini e pur non essendo un’esperta sommelier, credo di poter dare una valutazione di tali prodotti.

    Per quanto riguarda i Vini da Tavola direi che sono ottimi per pasteggiare e che finalmente ho trovato un ottimo rapporto qualità prezzo, se poi saliamo di categoria e citiamo le Bollicine Franciacorta allora mi chiedo come si faccia a disprezzare una gamma di prodotti che ha ottenuto Gran Menzione al Vinitaly 2006, (non parliamo della Festa dell’unità di Erbusco ma di manifestazione internazionale) e non solo, anche riconoscimenti sulla guida vini d’Italia 2005 e 2006 del Gambero Rosso!
    Io li ho assaggiati tutti, anche perché mediamente un cartone di Brut Agricola Boschi costa quanto un paio di bottiglie di altre cantine…

    Mi chiedo quale sia la ragione che spinge la gente a parlare male di una persona che tutto sommato non commette nessun reato, le televendite sono in onda su reti locali e satellitari, la gente fa zapping e se è interessata si ferma ad ascoltare altrimenti si dirige verso trasmissioni più stimolanti, chi decide di acquistare non lo fa con un mitra puntato alle tempie, quella che si spende è una cifra irrisoria, se piace lo si riacquista… e se non piace amici come prima. Non mi spiego un accanimento di questo tipo!!!

    … non sarà qualche produttore di Franciacorta “bravo” a fare il vino ma incapace di vendere che non sa più cosa inventare per scaricare la propria incapacità di commerciante su qualcuno che invece col commercio ci va a nozze???

  9. Mi ha incuriosito questo articolo!

    Premetto: io sono una donna che LAVORA, giusto per smentire chi sostiene che il mercato di Franco Timoteo Metelli si rivolge solo ed esclusivamente a casalinghe e pensionati…

    Acquisto periodicamente i suoi vini e pur non essendo un’esperta sommelier, credo di poter dare una valutazione di tali prodotti.

    Per quanto riguarda i Vini da Tavola direi che sono ottimi per pasteggiare e che finalmente ho trovato un ottimo rapporto qualità prezzo, se poi saliamo di categoria e citiamo le Bollicine Franciacorta allora mi chiedo come si faccia a disprezzare una gamma di prodotti che ha ottenuto Gran Menzione al Vinitaly 2006, (non parliamo della Festa dell’unità di Erbusco ma di manifestazione internazionale) e non solo, anche riconoscimenti sulla guida vini d’Italia 2005 e 2006 del Gambero Rosso!
    Io li ho assaggiati tutti, anche perché mediamente un cartone di Brut Agricola Boschi costa quanto un paio di bottiglie di altre cantine…

    Mi chiedo quale sia la ragione che spinge la gente a parlare male di una persona che tutto sommato non commette nessun reato, le televendite sono in onda su reti locali e satellitari, la gente fa zapping e se è interessata si ferma ad ascoltare altrimenti si dirige verso trasmissioni più stimolanti, chi decide di acquistare non lo fa con un mitra puntato alle tempie, quella che si spende è una cifra irrisoria, se piace lo si riacquista… e se non piace amici come prima. Non mi spiego un accanimento di questo tipo!!!

    …non sarà qualche produttore di Franciacorta “bravo” a fare il vino ma incapace di vendere che non sa più cosa inventare per scaricare la propria incapacità di commerciante su qualcuno che invece col commercio ci va a nozze???

  10. Ciao Franco
    e salve a tutti,

    Non posso che confermare alcuni timori che mi saltano qua’ e la’ per la testa ogni volta che apro un bottiglia che viene definita ‘blasonata’ nel forum.
    Il prezzo lo fa il mercato è vero, e mi sembra di trovare conferma negli interventi di FiloBianco, che in Italia nell’aspetto commerciale marketing arriviamo dopo gli extraeuropei ed in particolare gli americani (pur essendo in anticipo ed in vantaggio sull’aspetto qualitativo).
    Vorrei pero’ sottolineare che un canale ‘two Bucks’, non esclude quello ’30 Bucks’.
    Antinori non esclude L’agricola boschi perche’ sono su ‘piani diversi’ di offerta. (A dire il vero si puo’ comprare un orvieto bianco a 6 euro da antinori, ma non si puo’ trovare un igtigpdoc all’agricola boschi oltre i 30 euro magari titolato 3 bicchieri da 10 anni…).
    L’importante ,vorrei umilmente segnalare, è avere l’offerta di entrambi. Se si sceglie un bianco a 2 euro per pasteggiare va benissimo, va da se’ che si deve anche poter scegliere di voler pagarne 30 per un cervaro della sala.

    saluti ilgava

  11. Credo che serva un po’ di chiarezza .

    Tutte le aziende hanno tre/ quattro listini:
    vendita diretta /spaccio aziendale
    ritoratori/enotecari
    distributori/Grande Distribuzione Organizzata(Supermercati)
    importatori

    Ora, se una bottiglia viene venduta a un euro alla GDO (grandi volumi di vendita,Grande concorrenza),
    verrà venduta ad 1,30 agli importatori , a 2 / 2,5 agli operatori
    e a 5 euro allo spaccio.E’ chiaro che chi firma contratti di 500.000 bott (GDO) tiri il prezzo fino all’osso.

    Penso che il Matelli abbia fatto un ragionamento molto semplice:
    Se vendo tante bottiglie come se le vendessi alla GDO ma invece di prendere 1 euro ne prendo due, l’affare e’ fatto.
    Tante cantine sociali hanno sviluppato spacci per vendere a privati vini che all’ingrosso andrebbero venduti a prezzi molto, molto inferiori.

    Non mi sembra niente di scandaloso.

    Sono scelte aziendali.Infatti ciò comporta maggiori costi e maggiori difficoltà in genere.

    Sulla qualità dei prodotti sono altri discorsi.

    Ciao
    Carlo

  12. Ma lo sapete dove prende l’uva per fare i suoi vini il Metelli?
    Ma lo sapete che “personaggio” è il Metelli?
    Lo sapete che non esiste un’enoteca seria in provincia di Brescia che tiene i suoi prodotti sullo scaffale? Chissà perchè?
    Lo sapete che il signor Damiano Palumbo (quello che viene definito gourmet o qualcosa d’altro nelle sue televendite) non è altro che un impiegato dell’ufficio acquisti del Metelli?
    Suvvia, mi sta bene che il Metelli venda vino in tv, ma non mi va che si parli di qualità associata ai suoi vini, e ci mancherebbe di pagarli anche cari!

  13. Ciao Franco, ho letto attentamente quanto tu hai pubblicato sul fenomeno “Agricola Boschi” e tutti i commenti che sono stati fatti in merito alla questione.

    Ritengo che il tipo di politica commeciale adottata sia quella di vendere vini in quantità molto elevata x cercare di ripartire in modo adeguato i vari costi sostenuti. Egli si rivolge quindi a quel segmento di mercato che ricerca vini dal costo contenuto.

    Non penso c sia nulla di male e di “illegale” in questo…io personalmente, ho avuto modo di assaggiare ancora il “Millesimato brut 1997”, e non ha nulla da invidiare a altri brut prodotti in Franciacorta e venduti a prezzi più elevati; non per questo alcuni vini prodotti da AB, sono stati premiati al Vinitaly 2006…

    Detto ciò, non voglio ergermi a difesa di nessuno, ritengo comunque, che non debba diffondersi un fenomeno di “caccia alle streghe” nei confronti del Metelli, visto che non obbliga nessuno all’acquisto dei propri prodotti.

    Come scritto da qualcuno, si tratta di politiche e scelte aziendali, ed in quanto tali, possono essere condivise o meno…

  14. domanda: ma non so più scrivere in italiano e farmi capire visto che qualcuno, in questo caso Peter, arriva a chiedere che “non debba diffondersi un fenomeno di “caccia alle streghe” nei confronti del Metelli, visto che non obbliga nessuno all’acquisto dei propri prodotti” ?
    Io non ho mai demomizzato Metelli ed il suo modo di commercializzare i suoi vini, ed il fatto stesso che abbia dedicato una riflessione a questo fenomeno, che tale é, dimostra come io pensi che vada preso in considerazione e meriti il più ampio rispetto.
    C’é già metà Italia che pensa e sostiene che se vince le elezioni la parte avversaria é perché gli italiani che l’hanno votata sono imbecilli o “coglioni”, che non penso proprio che vada tacciato come stupido chi liberamente, in un Paese libero (che speriamo resti tale…), decide di acquistare a due euro a buta i vini dell’Agricola Boschi…
    Sbaglio forse ?

  15. E’ chiaro che il mercato presenta più fasce, e all’interno di ogni fascia vi è modo e modo di vendere il proprio prodotto. Inserendosi nella fascia dei vini da 2-4 euro (che non si trovano comunque in enoteca, né a Brescia né a Roma) non vedo perché il Metelli debba venire accusato di vendere vino a prezzo troppo basso… Facciamo una degustazione dei vini di quella fascia? Quanto li paghereste? Agli amanti della qualità a qualsiasi prezzo l’arduo responso! Può essere che come dica qualcuno i suoi vini siano qualitativamente scadenti, che provengano da chissà dove o che si utilizzino protocolli enologici al limite per produrli… però questo non mi sembra sufficiente per criticarne le modalità di vendita… si dice (o si diceva) che i francesi siano tanto bravi a vendere, ma anche il buon Timoteo lo è, e questo fa rabbrividire qualche illustre produttore con la cantine piene di vino.
    Vorrei piuttosto invitare a riflettere sulla concezione di DOC e di come questa garanzia non diventi più tale se utilizzata in chiave promozionale come in questo caso. Putroppo la maggior parte dei consumatori non conosce con esattezza cosa rappresenti la denominazione di origine, e si fa ingannare dall’abusata scritta DOC in bellavista sulle bottiglie e, indirettamente, da chi approva la DOC per tali uve e vini…. credo sia un problema politico e di disinformazione, ampio e non limitato alla peraltro simpatica azienda di Erbusco, che ne pensate?

    Columella

    p.s. fino all’anno scorso nelle offerte di Metelli era presente il rosso Metellus, affinato 4 anni in rovere, e del valore di 40€ (anche se veniva poi regalato), qualcuno lo ha assaggiato?

  16. Carissimo Franco, ho visto e ritengo centrato il post che hai messo in merito al fenomeno Agricola Boschi.

    Il punto che hai toccato e sul quale anche io voglio portare l’attenzione è come il vino stia sempre più diventando un “bene” che fa status e non più una bevanda da tavola. I produttori vanno sempre più a ricercare quel non so che, che porta i prezzi dei vini a livelli molto elevati. Parlando di Metelli e quindi di Franciacorta, se si acquista un brut di una cantina vinicola di quella zona si arrivano a spendere cifre pari a 40 euro in cantina, non parliamo poi di locali & c, che ricaricano questo prezzo fino al doppio…a questo punto mi e ti pongo franco una domanda…è il caso di spendere queste cifre per un brut? Ci potrà essere tutta la “qualità” che vuoi, ma è il caso di arrivare a ciò? E…dove si vuole arrivare con i prezzi??

    Per un lavoratore che vuole bere del buon vino/brut, che deve fare? L’unico modo è recarsi al supermercato e guardare negli scaffali dove ci sono dame, tavernelli, e distogliere l’occhio dall’altro scaffale dove ci sono vini “più pregiati”…oppure prendere la cornetta e chiamare il Franco Timoteo, che da esperto comunicatore ci “regala” i suoi vini DOC a prezzi scontatissimi…

    Io sono dell’opinione che per acquistare il vino, ci si debba recare o in un’enoteca oppure in una cantina direttamente, ma con i tempi che corrono, …il Metelli è la nostra unica soluzione ?!?

  17. Ahhh il franciacorta metelli… Con gli amici sabato abbiamo stappato un ottima bottiglia insieme alla nostra torta preferita alle mandorle da 1.50 euro al kilo. fantastico.

  18. Però che abbinamento.. “perfetto” uno spumante secco come un Franciacorta con una torta di mandorle.. strepitoso…
    per la serie de gustibus non disputandum est (e pure ovest)…

  19. Ricordiamo che non è un franciacorta, ma un TERRE di franciacorta… l’abbinamento è ancora migliore, soprattutto se hai pasteggiato col Quotidianum.

  20. Il terre di franciacorta metelli è un vino corroborante e corposo con un retrogusto lieve e un sapore dolce e allo stesso tempo secco. La torta di mandorle di vere mandorle dei colli euganei è fantastica in accoppiamento. Mi dispiace che il tuo palato non sia in grado di apprezzare certe delicatezze.

  21. ciao Franco,

    ho letto con curiosità il tuo post su FTM e ho deciso di rispondere perchè proprio stasera ho mangiato all’osteria di Agricola Boschi di Erbusco.
    con 22,50 ho mangiato tre antipasti, due primi e un secondo, senza riuscire a mangiare il dolce tanto ero pieno, e ovviamente era incluso il caffè e acqua e vino senza limitazioni.
    beh sai perchè sono andato a mangiare da FTM? perchè mi ha colpito la sua pubblicità per televisione. io non me ne intendo quasi per niente di vini, ma ritengo che quello che ho bevuto stasera (era un franciacorta doc rosso, quello della televendita) sia sicuramente meglio del tavernello, che costa 1 euro contro gli 1,80 di quello del Metelli.
    ora, non mi interessa chi sia Franco Timoteo, o dove prenda l’uva, o chi cavolo sia Palumbo o come si chiama, mi interessa che con 80 centesimi in più ho un vino migliore, in una bottiglia, con un tappo, e che non sa di acqua colorata come il tavernello.
    per concludere, ritengo che il tuo post abbia colpito nel sengno individuando in FTM un grande furbone e un gran comunicatore, ma ritengo anche sia necessario aggiungere che all’osteria del bosco si spende poco e si mangia tanto (e bene, seppur siano cose semplici), e il vino rappresenti una valida alternativa ai vari prodotti mediocri in cartone
    Sandro da Novara

  22. attenzione perchè di aziende che sembravano sane economicamente ne abbiamo viste parecchie ultimamente…..cirio , parmalat , bipop carine , alitalia, fiat e si potrebbe continuare , cosa c’entra questo con l’agricola boschi ? vedremo…..

  23. Ciao amici bevitori, io vivo in Peru da 5 anni e quando trovo una buona bottiglia di vino Italiano non sapete che gioia, data l’invasione di argentina, cile, uruguay, australia ecc… proprio per questo sto iniziando un import di vini italiani, però per poter vendere qua a hotel ristoranti, e ai pochi privati ho bisogno prima di tutto di un buon prezzo,dopo la qualità e poi se si può una presentazione particolare per attirare l’attenzione.Vi posso assicurare che il nostro vino di livello medio basso quà é nettare per gli dei, magari potessi comprare io un container a 1,5, meglio 1 euro collegatemi con il Metelli per favore, altro che balle, scusate ma da qui si vede e si sente di quanto sia difficile adesso arrivare alla fine del mese in Italia con l’euro, quindi parere personale meglio bersi una bottiglia del Metelli che acqua, nell’acqua ci scopano i pesci, se poi hai soldi beato te beviti un buon amarone.Comunque chi volesse aiutarmi e guadagnarsi qualcosa mi contatti il mio mail é f.corbo@hotmail.com un saluto dal Sud America
    Fabrizio Corbo

  24. Quando si entra in un settore nuovo (ricordo che FTM non sapeva cosa fosse il vino fino al 1993) con regole e metodi differenti da quelle normalmente in essere, vengono messe in evidenza le cose negative che il nuovo arrivato fa, e non si guarda o meglio, si guarda poco, alle cose positive. Su FTM ho letto di tutto ed il contrario di tutto. Si è fatto molti nemici, ma lui se ne frega e lo dichiara! Fra questi i consorzi, i produttori i distributori! Era prevedibile che ciò accadesse, l’avevo avvisato, ma lui, ripeto ” se ne frega”. L’osteria del Bosco è la trasposizione nel mondo dei ristoranti della filosofia adottata con il vino. Aspettiamoci a breve attacchi dalle organizzaizoni di categoria che non troveranno “etico” proporre antipasto, primo, secondo dolce acqua e vino sotto i 25,00 euro ed avranno da dire anche sulle auto che acquista (nuove ma fuori produzione e a prezzi stracciati) o magari su come si veste. Di contro vanno benissimo le pubblicità per dei salutari hamburger di una nota catena a 1,00 euro.
    Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce!
    Un saluto.

    Giuseppe

  25. ciao ho letto ora tutti i vs commenti su franco timoteo metelli.
    beh che dire …io lo conosco molto bene da anni mi servo e bevo i suoi vini, direte perche’??’perche’ e’ uno dei pochi vini che mi posso permettere ad una cifra direi irrisoria…ho cenato anch’io all’osteria del bosco con un gruppo di amici e ci siamo trovati veramente bene con la modica cifra di circa 22 euro ci siamo veramente abbuffati…sorseggiando i suoi terre di franciacorta rosso ed i suo squisito millesimato…chi tanto lo giudica trovasse un’alternativa al suo mercato e poi ne riparleremo

  26. Il vino non si compra al supermercato ma in enoteca! Il vino è vino e deve essere maneggiato, stoccato, trattato con amerevoli cure!!! Inoteca troverete vini, e sottolineo vini, buonissimi anche a soli 6/8 Euro… non necessariamente da 80 €!!!
    Dove acquistate dei medicinali ? Dove acquistate un auto? e così via… il vino si acquista in cantina o in enoteca. IL VINO!!! Da Metelli trovate, come diceva mio nonno, la “lavatura delle botti”, cioè l’acqua sporca utilizzata per pulire le botti e re-imbottigliata.
    Quello non è vino ma leggo che considerate tale anche il Tavernello…
    quindi.. continuate a… “bere bene”!
    SALUTE!!!

  27. Fino a 15 minuti fa non conoscevo ne l’Agricola Boschi ne il Metelli.
    Mi ha chiamato una gentile signorina del Call Center e mi propone bianchi, rossi, rosè..
    Non ho nemmeno seguito tutto quello che mi diceva perchè andava a valanga ( mi scuso con la signorina ma anche se lei è pagata per ogni vendita, a 200 parole al minuto io non capisco… ) e mi sono riservato di visitare il sito e poi di essere richiamato. Ho seguito solo la proposta che mi diceva “Brut millesimato a € 9 anzichè € 24 …”
    Vado sul sito e cerco recensioni in google e capito qui.

    Bevo vini di diverse qualità riservando i pregiati alle cene con amici, vini rinomati accompagnati da cibi adatti per la “celebrazione”, vere e proprie degustazioni, insomma in quelle cenette ci trattiamo bene.
    Ma 1 bicchiere di vino lo bevo anche a pasto e non mi permetto certo un Turriga o un Tignanello.

    Noto però che in questo interessante blog non emerge una vera recensione su un qualsiasi vino del Metelli.
    Possibile che non ci sia un buon sommelier che si sacrifica per noi?
    Eppoi perchè tutti parlate di costo tenendolo slegato dalla qualità?

    Eppure lo sapete che alta qualità avrà un costo e la bassa qualità ne avrà un’altro.
    Si tratta di posizionare correttamente ogni prodotto in base a caratteristiche oggettive così da poterlo scegliere un rosso da mettere nel risotto e un rosso per accompagnare una bella tagliata.

    Quello che vorrei poi fare capire è che nessuno mi verrà a dire che 25 euro per una Barbera d’Alba di Giacomo Conterno sono troppi ma se qualcuno me la offrisse a 15 euro io la vedrei come una buona opportunità; come allo stesso modo se uno spumante Brut Millesimato di Metelli dovesse valere ( attenzione VALERE e non COSTARE ) un prezzo di mercato di 13/18 Euro come altri Franciacorta sullo scaffale del supermercato, e questo mi viene offerto a 9 euro…anche questo potrebbe essere un’affare non credete?
    So bene che non sto comprando un Ca’ del Bosco Millesimato ma alla fine se questi 9 euro sono spesi bene…non sono i 25 Euro del Ca’ del Bosco ( e magari trovarlo a 25 euro…) !

    Quindi, se qualcuno di voi ha già assaggiato e stimato uno spumante, un rosso, un bianco delle cantine dell’Agricola Boschi potesse fare un vero confronto con altri vini conosciuti, escludendo ovviamente confronti con bottiglie rinomate di cantine pluripremiate quindi rimanendo nel “commerciale”, questo sarebbe illuminante per tutti; perlomeno uno sa se spenderà poco per avere una buona qualità, se spenderà poco per avere poco oppure se spenderà poco per comprare la “sciacquatura delle botti”.

    In fondo se sono consapevole…
    Buone degustazioni a tutti!!!

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