E’ morto Gianni Brunelli, un grande figlio di Montalcino e della sua terra

Ancora notizie da Montalcino, ma questa è una di quelle notizie che non avrei mai voluto dare e che do con la morte nel cuore. Nella notte del 15 novembre è morto Gianni Brunelli, oste in quel di Siena (Osteria Le Logge), ma soprattutto produttore, di quelli veri e schietti, di Brunello di Montalcino.
Se l’è portato via, a 61 anni, uno di quei maledetti mali che non perdonano, che ti sottraggono gli amici più cari e ti lasciano, come in questo caso, solo con una grande voglia di imprecare e maledire il destino, oltre che di piangere.
Quando uno si chiama Brunelli ed è nato o vive tra Siena e Montalcino e ama la campagna e della campagna e di Montalcino si sente espressione, è naturale e giusto che finisca a produrre Brunello, proprio come fece il padre di Gianni, Dino, che nel lontano 1947 impiantò una vigna che fa parte della piccola tenuta, pochi ettari, ma di quelli giusti, delle Chiuse di Sotto.
E così Gianni, pur impegnato con quella piccola osteria un po’ chiccosa posta vicino a Piazza del Campo, che era diventata, nel tempo, uno di quei locali imprescindibili quando ti capitava di venire a Siena, aveva voluto, richiamato dalla voce della terra, da quel legame misterioso con la terra, le vigne, le olivete che vincola chi vive da generazioni in questo angolo magnifico di Toscana, aveva voluto recuperare la tradizione della sua famiglia e farsi, sempre più sicuro, sempre più bravo, con vini che onoravano il nome del Brunello e di Montalcino, piccolo, artigianale, meticoloso produttore.
Scriveva Gianni nelle pagine di apertura del suo sito Internet: “La mia è una storia, come direi antica. Parte da lontano e vuole andare vicino: nelle campagne di Montalcino. E’ lì, come gli indiani di Wounded Knee che voglio seppellire il mio cuore. Per il momento ce l’ho lasciato. Mi aspetta. Quando finisco il lavoro all’osteria vado lassù, alla Chiusa, in mezzo alle colline marroni con i filari delle viti che sembrano tanti capelli radi e spettinati sulla grande testa del mondo.
La tradizione toscana racconta dell’euforia del vino e del silenzio dell’olio. Se il vino, infatti, è allegria e rumore, l’olio è compostezza e silenzio. Scivola lento – Ma anche l’olio per essere vero ha bisogno di cure particolari. Voglio farlo selezionando gli olivi, macinando a pietra, come una volta, le olive raccolte a mano. Ne uscirà un prodotto di colore verde come il grano appena spuntato”.
E’ tutta racchiusa in queste parole, bellissime, la sua storia, la piccola espansione di qualche ettaro, più a sud, in una posizione altrettanto felice, al Podernovone, la sempre maggiore fiducia riscossa da appassionati e consumatori intelligenti, alla ricerca di un Brunello che esaltasse la grandezza del Sangiovese di Montalcino, l’immagine di piccola azienda di riferimento, una di quelle che quando ne parli, le consigli, ne fai assaggiare i vini non sbagli di certo e ti fai degli amici.
Non erano molti anni che conoscevo Gianni e non ricordo nemmeno bene quale fu l’occasione del nostro primo incontro, ma posso dire che fu subito naturale considerarlo un amico, uno di quei (non tantissimi) personaggi a Montalcino su cui fare riferimento.
Persona di poche parole, asciutta, all’apparenza burbero (con quel suo aspetto da “orco” buono) eppure pronto, come la moglie Laura che è stata la sua compagna di una vita, il suo alter ego, e che continuerà, con pari tenacia, il suo lavoro, a Siena come a Montalcino, a mettersi a disposizione, ad accoglierti, a farti sentire non come un giornalista che di Brunello si occupa e scrive, ma come un amico, con il quale parlare di tante cose attorno ad un bicchiere di vino. Di quello vero, di quello schietto che non tradisce.
Sempre disponibile, Gianni, a mettersi in gioco e a partecipare, con i suoi vini, con il Brunello, ma anche con un Rosso altrettanto grande, alle serate, dedicate al Sangiovese e al Brunello che in questi anni mi è capitato di organizzare e di condurre in giro per l’Italia. L’ultima proprio, un giorno prima di quella sua scomparsa che ci lascia un dolore infinito dentro, giovedì sera in Casentino, presentando il suo Rosso 2006, accanto ad altri cinque vini, tutti veri, per raccontare che a Montalcino volendo fare seriamente le cose l’eleganza, la complessità, l’armonia dei vini, la loro corrispondenza al territorio sono possibili.
Con Gianni Brunelli se ne va (ma il suo ricordo resterà indelebilmente in chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo) uno di quei vignaioli che costituiscono il meglio del tessuto produttivo del Brunello di Montalcino e che, nonostante gli sconquassi accaduti in questi mesi e il danno gravissimo alla sua immagine causato da irresponsabili e gente che il nome Montalcino usa e non ama, hanno consentito a questo vino nobile e plebeo, di mantenere una sua credibilità.
Perché per quanto ci possano essere cialtroni e furbetti che il Brunello hanno taroccato, sconciato e utilizzato per i loro interessi di bottega (e magari d’industria) il Brunello, finché ci saranno personaggi come Gianni continuerà ad essere il grande vino con cui tutti devono fare i conti e considerare come un grande modello di riferimento.
Ci mancherai tantissimo Gianni, ma sono certo che Laura e Mirko e tutta la squadra delle Logge (alla quale mi stringo idealmente in un forte abbraccio) saprà continuare, nel tuo nome, quello che avevi avviato e sviluppato così bene e che aveva fatto sì che avessi tanti amici e tanta considerazione e rispetto da parte di tutti.
Che la terra ti sia lieve e che tu possa riposare in pace, nella quiete di quella campagna di Montalcino che hai tanto amato e onorato con il tuo lavoro…

28 pensieri su “E’ morto Gianni Brunelli, un grande figlio di Montalcino e della sua terra

  1. Un uomo vero, autentico, terragno. Un uomo generoso che ha vissuto senza risparmio. Un uomo con delle intuizioni geniali.
    Un uomo personaggio per davvero. Ora, pensiamo a Laura, alle sue persone di Montalcino e alle sue persone di Siena e non tiriamoci indietro nel far loro sapere che ci stringiamo a loro con sgomento e con speranza. Francesco Bonfio

  2. Mi unisco al cordoglio di tutti quelli che lo hanno conosciuto e rimpiango di non aver dato seguito alla promessa, che gli feci tempo fa su sue lunghe insistenze, di andarlo a trovare in azienda. Con lui scompare un pezzetto della storia recente di Montalcino e della ristorazione senese.

    Stefano Tesi

  3. Non l’ho conosciuto, a differenza dei suoi vini. Può bastare anche questo per farlo rimpiangere, se è vero, come ha detto qualcuno che vive non distante da lui, che i vini rappresentano il carattere e l’onestà di chi li produce.

  4. Ho avuto la fortuna di conoscere Gianni e Laura un paio di anni fa con il loro importatore americano ed ad essere ospite a casa loro. Sono dei momenti di vita che non dimenticaro mai. Camminare lungo i filari con Laura, parlare del vino con Gianni, mangiare insieme all’Osteria. Scompare un persone geniale e genuina, come i suoi ottimi vini e l’Osteria, lavori di una vita. Il pensiero va a Laura e a tutti quelli che vivevano intorno a lui e la sua genialita’. Che tristezza infinite questa notizia.

  5. ciao gianni amico di tante serate allegre e di infinite discussioni averti conosciuto e’ stata una cosa bellissima mi mancherai tanto
    marco bernardi

  6. Le sopracciglia e il ciuffo, ma anche i dentoni, il vocione irridente, i bagliori da animale selvatico negli occhi; e naturalmente il cappottone arancione, da vero toscano: così lo ricordo.
    Ma poche settimane fa l’ho visto guardare fuori dalla finestra del suo podere, verso i filari delle sue vigne e le ultime rose piantate, e ho capito che non sarei più riuscita a trovare le parole per dirgli grazie.
    Un pezzetto di paesaggio di Montalcino è andato via.

  7. Ciao Gianni,
    ciao Laura, ciao Mirko, ciao a quella unica atmosfera delle Logge che dovrà pur continuare restare come è sempre stata. perché il Brunelli ci sarà, comunque.
    Caro Gianni, è stato un privilegio conoscerti
    Donatella Cherubini

  8. ciao, gianni, operaio che diventò principe. Sgomenta leggo la dura notizia. Brinderò alla tua partenza, ricordando le tue risate grasse e calde, le risate di qualcuno che vuole bene anche ai muri, che ha creato dal nulla ” la sua città”..perchè io ricordo bene, quando eravamo ragazzini quella città non c’era. Ciao mago buono, grazie per la compagnia , per il tuo amore per l’arte e la poesia, come fossero un buon cibo..da servire nel piatto più bello.Buon viaggio.

  9. ricordi commossi dedicano a Gianni Brunelli alcuni wine blog americani come Avvinare http://avvinare.wordpress.com/2008/11/16/gianni-brunelli-a-larger-than-life-figure/
    Mondosapore http://www.mondosapore.com/mondosapore/2008/11/gianni-brunelli-a-real-brunello-maker-dead-at-61.html
    e VinoWire http://vinowire.simplicissimus.it/2008/11/17/gianni-brunelli-esteemed-siena-restaurateur-and-winemaker-dead-at-61/
    oltre ad Esalazioni etiliche
    http://www.lavinium.com/laviniumblog/?p=1337
    e il Cittadino on line http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=6976
    Un noto sito Internet di Montalcino invece cialtronescamente tace, mentre non aspettate di leggere la notizia della scomparsa di un associato sul sito del Consorzio del Brunello http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/ …Che vergogna, anzi, che schifo!

  10. ho vissuto a SIENA anni fa ed ebbi la fortuna di mangiare nella sua Osteria,e di conoscere Gianni Brunelli,un grande uomo,una grande persona,di quelle vere,di quelli che fanno orgoglio a Montalcino,e rendono orgogliosi tutti gli italiani del mondo del vino e no. Ogni volta che tornavo a Siena portavo i miei amici a conoscere il locale ed il suo proprietario,tutti rimanevano incantati da questa persona e da questo uomo,che tutti dopo averlo conosciuto definivano: UN UOMO VERO!
    Ciao Gianni,l’Italia purtroppo ha perso un grande uomo.
    Walter Gosso

  11. Cara Laura,
    quello che ci ha lasciato Gianni non si può spiegare, dignità e amore per le cose vere…
    Onore a te Gianni e un bacio lungo da Venezia che arrivi fino alla Vostra Montalcino

    Samuele

    Samuele

  12. Da quando ero piccolo e lui era il gigante buono a quando, io grande, lui era ancora più buono e sempre sorridente.
    Mancherai a tanti.

  13. Sono passati tanti anni, ma le mie cene di laurea (più di una cena..in verità) nel genuino ambiente dell’Osteria Le Logge e tutte le altre cene nel ristorante, che mi hanno dato l’occasione per scambiare qualche battuta con Gianni e Laura, sono rimaste in me come un bel ricordo! La prima volta che ritornerò a Siena…certamente proverò a passare di lì per abbracciarti cara Laura. Nel frattempo, ti auguro di scoprire il prima possibile… che adesso hai un Angelo tutto tuo….

  14. Ciao Zio..ci sono persone che anche se non le si vede tanto, anche se passano anni tra un incontro e un altro, entrano con il loro carisma nella vita delle persone e lasciano un segno indelebile, tu sei stata una di queste persone per me, non userò il passato, tu resti e resterai sempre una persona importante per me perchè vivrò conservando sempre i ricordi dei nostri incontri, io bambino che Canto Dracula con te, io che cado e tu che mi disinfetti la faccia con il dopobarba, io che mi ustiono un dito con la lampada alogena e tu che mi dici che l’unico modo per farlo guarire era infilarlo in posti ben peggiori(le esatte parole le tengo per me), il succo del discorso è che resterai sempre vivo nei miei ricordi…sei e resterai sempre un esempio per me una spinta a conitnuare nei momenti difficili e un esempio di una bella persona che non è facile da trovare al giorno d’oggi..

    “Voglio però ricordarti com’eri
    pensare che ancora vivi
    voglio pensare che ancora mi ascolti
    e che come allora sorridi.”(F.Guccini)

    Un abbraccio anche a te Laura a cui va tutto il mio rispetto e la stima per la forza che hai dimostrato..

    Vi voglio bene
    Fabio

  15. Ad un cognato speciale…

    Si m’essere possibile, d’Anghelu
    s’ ispiritu invisibile piccabo;
    Sas formas che furabo dae chelu,
    su sole, sos isteddos e formabo
    Unu mundu bellissimu pro tene,
    pro poder dispensar cada bene….

    C.V.

  16. Non ho avuto la fortuna di frequentarti spesso, ma ho sempre provato per te ammirazione e affetto, forse perché sono anch’io di Montalcino e tra coloro che sono nati al “paesello” si crea un legame speciale, forse perché nonostante il tuo successo – che per molti si traduce in superbia – mi hai sempre salutato con un sorriso e, anche se avevi da fare, trovavi comunque il tempo per fare due chiacchiere, o forse perché, semplicemente, avevi quel qualcosa in più che si percepisce anche se non si può definire. Ti penserò, Gianni, e quando andrò a trovare il mio babbo passerò anche da te, magari per fare ancora due chiacchiere. Un abbraccio a te e a Laura

  17. Era il 1989 ,mi ero appena trasferito a Siena , giovane inesperto e pieno di curiosità , Gianni ebbe fiducia in me
    e inizio ad insegnarmi i segreti dell’oste , della cucina ,
    delle delizie della terra ,mi portava sempre con lui a comprare i funghi i tartufi , il vino a Montalcino .

    I 6 anni passati con te e Laura alle Logge , mi hanno fatto uomo, non sono mai riuscito a dirvelo ma
    Grazie di cuore

    Mauro Giustiniani

  18. Gianni, tu étais une personne d’une humanité illimitée.
    Tu as réuni autour de toi toutes sortes d’amis qui sont bouleversés aujourd’hui.
    Tu a fais la preuve de la puissance civilisatrice de la vigne.
    A nous de prendre le relais et de soutenir, à l’avenir, l’indéfectible Laura.
    Tu peux compter sur nous car tu as planté dans nos coeurs une graine d’amour…costante.
    Ciao

  19. lavorare alle logge e’ stato per me motivo di vanto , non si puo’ scrivere cosa sia stato gianni, forse solo il suo vino potrebbe farlo,” a che bellu cafe’ solo in carcere o sanno fa’ ca’ ricetta de cicirelella cumpagno di cella precisa a’ mamma’”, cosi mi piace ricordarlo.

  20. Io cercavo te per la ristorazione,ma Te cercavi me per la messa a punto della tua Harley Devidson.Quanto vorrei che Tu mi cercassi ancora.Ciao Ettore.

  21. Purtroppo con profondo sgomento ho appena appreso la notizia della prematura dipartita di Gianni.
    Il Brunelli mi ha conosciuto, perché era lui che da uomo con una intelligenza sopraffina, incuriosito dalle persone che vagliavano la soglia del suo accogliente locale, veniva al tavolo e ti faceva sentire a casa tua mettendoti a proprio agio raccontandoti novelle e storia di vita vissuta.
    Ho avuto anche il piacere di avere ospite a Torino e proprio a casa mia Brunelli e Laura, la sua splendida compagna di vita.
    Cosa dire? L’ Affermazione che i migliori scompaiono non fa al caso suo.
    Gianni non era il migliore: Gianni lo è!
    Laura non puoi non pensare che a rendere Brunelli una persona unica tu non abbia contribuito.
    Ti stringò
    Luciano da Torino

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