A chi il Brunello? Hanoi! Nuove strategie promozionali del Consorzio a Montalcino

Aria nuova (si fa per dire) al Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. La parola d’ordine è conquistare nuovi mercati, fare nuovi proseliti alla causa del più grande, finché tale resterà, vino base Sangiovese del mondo.
Basta andare a vendere nei soliti Stati Uniti, dove magari ad un ufficio governativo come il TTB viene l’uzzolo di farti le pulci e chiederti le analisi ed i certificati di conformità per i vini che si vanno ad esportare…
Meglio percorrere praterie vergini (commercialmente parlando), farsi catturare da un pizzico di esotismo, e seguendo la parola d’ordine “andiamo ad Oriente! E’ il Far East la novella frontiera” (perbacco, non ci vanno anche i francesi a vendere i loro costosissimi grand cru di Bordeaux e persino i Sauternes?) pensare ad un Brunello con gli… occhi a mandorla.
E così a Montalcino, al Consorzio del Brunello, come si legge nella circolare numero 57/10 del 20 settembre, hanno pensato “bene” di andare non nella solita Cina, o ad Hong Kong, nel banalissimo Giappone, piuttosto che in Malesia o a Singapore, bensì, “in Vietnam, un paese che recentemente ha iniziato ad avvicinarsi al mondo del vino”.
Non strabuzzate gli occhi, è il nuovo che avanza: “il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino unitamente agli altri Consorzi del senese: Consorzio del Chianti Classico, Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e Consorzio della Vernaccia di San Gimignano”, tutti insieme appassionatamente, “il giorno 08 Novembre nella città di Hanoi e il giorno 11 novembre nella città di Ho Chi Min”, con in programma “una presentazione del territorio e delle denominazioni”, quindi “una degustazione”.

Poiché l’intera iniziativa rivolta ai vari Consorzi senesi coinvolgerà “circa 50/60 operatori del settore”, per quanto riguarda i vini di Montalcino “saranno scelti esclusivamente 4 vini; 2 Brunello di Montalcino 2005 e 2 Rosso di Montalcino 2008. Un’apposita commissione sceglierà i vini da presentare, tra le aziende aderenti.
La partecipazione è gratuita. Le aziende selezionate dovranno consegnare 12 bottiglie del vino prescelto. Non e prevista la presenza del produttore”.
I produttori ilcinesi che avranno giudicato interessante la prospettiva di proporsi (senza troppe pretese) sulla piazza vietnamita (dove il vino immagino sia qualcosa di sconosciuto e dove c’è da chiedersi se ci siano davvero soldi da spendere per comprare un Brunello, anche se in versione “prezzi di saldo causa crisi”) dopo aver inviato la propria adesione entro e non oltre il 23 settembre, (fulmineità di risposta indispensabile: comunicazione lunedì 20, risposta entro giovedì 23, oggi) contestualmente all’adesione dovranno “presentare n. 1 campione di Brunello di Montalcino 2005 e/o Rosso di Montalcino 2008, presso i nostri uffici per la degustazione”. Questa, in sintesi, la nuova strategia promozionale del Consorzio.

Due domande nascono immediatamente.
Chi farà parte della commissione che deciderà quali Brunello siano idonei a partecipare all’avventura vietnamita?
E con quali criteri verranno scelti?
Inoltre, quale piccola realtà produttiva sarà interessata a proporsi in questo wine tasting di prodotti senesi sulla piazza di Hanoi e Ho Chi Min?
Penserò male, ma questa operazione ha tutta l’aria di essere pensata apposta, finanziata con i soldi di tutti gli associati dei vari Consorzi, su misura per le solite Grandi Aziende, che magari già presenti in Cina e ad Hong Kong ora pensano di sondare anche altri mercati asiatici.
E anche questo sospetto in fondo non fa che confermare l’impressione che non siano poi cambiate tanto le cose al Consorzio del Brunello… Che siano tutti uguali gli associati, ma che qualcuno pesi, ancora, un po’ di più…

0 pensieri su “A chi il Brunello? Hanoi! Nuove strategie promozionali del Consorzio a Montalcino

  1. Beh, cosa c’è di strano?
    Se il Fortana del Bosco Eliceo, qualche anno fa, è stato presentato a Parigi, vogliamo forse tarpare le ali al Brunello?
    Coraggio Franco e pensa a festeggiare degnamente il tuo compleanno!

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  3. Wang DalaT in etichetta. Dalat è la zona di montagna dove producono vino in Vietnam… altrimenti ad oggi nei ristoranti trovi quasi esclusivamente vino dall’Australia / Nuova Zelanda / Cile. Spesso e volentieri con produttori che hanno utilizzato i trucioli … immagino anche per questo con quale criterio verrà scelto il Brunello da lanciare ad Hanoi… 😉

  4. Mah, sì, la Cina invece. La Cina che dovrà essere affrontata con grande attenzione, e poi tutto l’est…: ci sarà bene una spiegazione per una scelta così particolare (che ho sentito commentare maliziosamente stamattina), ma ci sarà una ragione più che valida, ne sono certa, sennò…Ahnoi..Ahinoi

  5. Prima si creano i consumatori e poi si conquistano i mercati, ma pare che sia più facile usare i contributi per vendere le eccedenze e tranquillizzare la banca….

  6. A proposito di Brunello di Montalcino, ho trovato interessante la recensione di D.Paolini, sul domenicale del Sole 24 ore di ieri.
    Interessante il titolo che parla della fine dei vini (che lui definisce) apolidi; interessante l’atteggiamento di ‘benevolenza’ di fondo, nonostante una certa severità e asciuttezza nei confronti degli errori di percorso.
    Chissà se verrà capito che le vie del rilancio (auspicabile, ma soprattutto possibile perché i connotati di fondo possono fare miracoli) passano per una piccola Canossa?

  7. Andare “a canossa”, nelle dovute maniere, paga sempre; poiché “errare umanum est” (sed perseverare diabolicum).
    L’importante sarebbe farlo nei tempi giusti (v. Monte Carlo).
    Perdòno per il latinorum!

    • Sta parlando di questa sentenza Alessandro?
      “Quattro patteggiamenti, un rinvio a giudizio e un proscioglimento: con questi esiti si è conclusa l’udienza preliminare a chiusura dell’inchiesta sul Brunello di Montalcino ‘taroccato’, tagliato con uvaggi diversi dal sangiovese. La Procura di Siena aveva aperto un’indagine per verificare la conformità di alcune partite di vino al disciplinare del Brunello, che prevede che non vengano usate nella produzione uve diverse dal Sangiovese, e per stabilire se eventuali irregolarità fossero state nascoste da chi ha effettuato i controlli.
      La maggior parte dei 17 indagati aveva già patteggiato o era stato processato con rito abbreviato e solo sei di loro sono comparsi questa mattina davanti al gip di Siena Monica Gaggelli.
      Il direttore del Consorzio del Brunello e responsabile dei controlli Stefano Campatelli ha patteggiato una pena di 16 mesi e l’ex presidente del Consorzio Baldassarre Filippo Fanti ha patteggiato una pena di un anno: erano accusati di concorso in falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici.
      Rinviato a giudizio Giampiero Pazzaglia, legale rappresentante della società Argiano, anch’egli accusato di frode in commercio continuata e vendita di prodotti con segni mendaci: la prima udienza è fissata per il prossimo 16 marzo”
      Ne ha scritto anche la Repubblica, qui http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/10/01/news/7627030-7627030/ nelle pagine di Firenze

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