La Cantina Lavis commissariata ma per il ministro Galan nel mondo del vino non c’é crisi…

E’ ora chi glielo va a dire al neo Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan quello secondo il quale per il mondo del vino non si deve parlare di crisi – “Non nego che anche in questo comparto ci siano delle difficoltà, ma non esageriamo!” – che per una delle principali Cantine trentine, la Cantina LaVis, si sono rese necessarie, come riferiscono le agenzie di stampa, misure come l’annullamento del Cda e addirittura il commissariamento, da parte della Giunta Provinciale del Trentino?
Questo dopo una pressante richiesta in tal senso avanzata dalla Federazione trentina della Cooperazione.
Chi gli parlerà degli ottanta milioni di euro di debito totalizzati dalla Cantina e della dichiarazione sconsolata del presidente della Cooperazione trentina Diego Schelfi secondo il quale “indubbiamente il commissariamento rappresenta una sconfitta del sistema, che avrebbe dovuto trovare dentro di sé le forze imprenditoriali e solidali per la soluzione”, anche se questa scelta, dolorosissima, si è resa “inevitabile per tutelare i soci e garantire futuro alla cantina”?
Vuoi vedere che forse Galan aveva parlato così, invitando a non parlare di crisi, semplicemente perché non voleva tirare fuori altri “schei” per salvare questa Cantina, mal gestita, visti i risultati, dopo tutte le paccate di miliardi di denaro pubblico destinate ad altre cantine e cattedrali nel deserto tipo Rotari Mezzacorona?

17 pensieri su “La Cantina Lavis commissariata ma per il ministro Galan nel mondo del vino non c’é crisi…

  1. Quello che si è dimenticato di dire Franco sul commissario è che lo stesso viene stipendiato e quindi verranno aggiunte spese alle spese.

    Io so da tanto della situazione di La Vis. Penso fosse d’obbligo una soluzione del genere. Nel frattempo sono stati spesi un sacco di contributi europei e italiani su questa azienda che ha fatto sempre la ganza senza avere i numeri di mercato per sostenere le proprie spese e soprattutto aihime facendo concorrenza che ora è risultata sleale. Ti poni sul mercato con qualità in linea con i tuoi concorrenti, prezzi inferiori e non paghi i debiti.

    Un cliente mi segnalava analoga situazione alla cantina di Aldeno.

  2. un paio d’anni fa nemmeno poi…tanti credo fosse il 2003 o il 2004 acquisto’ qui in chianti zona panzano una azienda molto famosa….ora…..mi chiedo con quali quattrini…???…..

  3. La poca conoscenza dei problemi produttivi e commerciali dei dirigenti in Italia è evidente. Non c’è una seria valutazione sull’intera questione crisi. Attualmente si tende a lasciar fare, poi si vedrà.
    E quando sento che una nota azienda di medio-piccole dimensioni in Chianti Classico, che produce qualità, si accontenta e gioisce di avere un debito annuo di cinquecentomila euro, mi si rizzano i capelli.

  4. Tutti inseguivano qualche sogno? O tutti dietro a modelli di sviluppo fortemente deformati…? Certo è più che lecito domandarsi quale “classe dirigente” sia stata al timone, magari per anni, senza mai porsi il problema di far quadrare obiettivi, mercato e conti.

  5. beh, il debito in se non è il demonio, altrimenti per il 95% delle aziende gli investimneti non sarebbero possibili, vista la scarsa patrimonializzazione delle aziende itlaiane in genere. Il problema è fare investimneti che siano sostenibili, cioè generino un cash flow sufficente a ripagare il debito e possibilmente guadagnarci. non lo so per diretta esperienza,ma LaVis acquistando quella nota azienda chiantigiana avrà fatto leva su un bel debito, fornendo alle banche un fantasioso business plan, dove, come in tutti i business plan che si rispettino, tutte le cose vanno sempre a meraviglia e i conti (e pure le contesse) tornano sempre. Il caso LaVis a mio parere mette anche in luce la grande distorsione italiana dove a pochi colossi vengono concessi grandi finanziementi (e non parlo solo di vino, guardate gli zunino e via cantando) mentre a tanti piccoli le banche fanno pelo e contropelo. ciao

  6. a quanto ne so pagavano un kilo di uva ai soci poco meno del corrispondente prezzo di vendita di una bottiglia finita..quando si dice la vista lunga!
    il sistema italiano è da rifondare,le cantine private che ci stanno a fare sul mercato quando quest’ultimo per motivi,spesso politici,è distorto o mooolto distorto?
    mi dicono pure che quest’anno le uve saran liquidate in molte regioni come l’anno scorso o forse anche un pelo meno…geniali le cantine sociali!
    quindi la situazione è:
    c’è sovrapproduzione,questo fa scendere i prezzi,dello sfuso in particolare,e costoro, a parte qualche centinaio di ettari in Italia in cui è stato diradato il raccolto cosa fanno?pagano ancora meno le uve,cosi’ il contadino,che alla fin fine guarda a quello che gli viene in tasca, è spinto a produrre di più,ragionando ”si,me la pagano meno l’uva,ma sto anno gliene porto 300quintali ettaro non piu’ 250 e cosi’ mi riprendo il maltolto!!”
    generando a sua volta un surplus di produzione sulla sovrapproduzione(il tutto con domanda in lieve contrazione)
    chapeau alle cantine sociali dunque!

  7. Buona sera ,sono Alessandro Bertagnoli , presidente della cantina Aldeno citata dal signor Stefano Menti . In un momento non facile per la viti-enologia trentina credo non sia un atteggiamento serio e maturo diffondere notizie false ed infondate basate su chiacchiere da bar. Inviterei il signor Menti , prima di scrivere notizie del tutto sbagliate , di informarsi meglio. Cordialmente Alessandro Bertagnoli

  8. Sono profondamente diuspiaciuto se la cantina è stata commissariata. Sono unn cliente abituale che ha sempre apprezzato la qualità di molti vini.
    Temo che gli amministratori abbiano perseguito una politica tesa ad un eccessivo ingrandimento, creandosi problemi di debito e di cash-flow. Mancava forse solo la crisi dal 2007 ad oggi, che non so se ha fatto rallentare le vendite.
    Auguro di uscire dalla crisi.
    Aldo Mariconda – Venezia

  9. una cooperativa commissariata per inadeguatezza di chi amministrava, di chi controllava e di chi revisionava i bilanci….. esistono tutti i presupposti di un’azione di responsabilità verso tutti.

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  12. sarei curioso di vedere i conti della cantina… se è stata commissariata… ci saranno responsabilità di chi amministrava e controllava… il commissario dovrebbe verificare le loro responsabilitààà visto la giunta provinciale …. ha commissariato perche qualcosa non andava….

    chissà cosa avranno fatto

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