Trasferta all’Elba. Ma non sarà… un esilio…

Trasferta molto particolare quella che mi aspetta nei prossimi giorni da oggi, giovedì 29 ottobre, reduce dalla Serata Barolo in quel di Prato, con ritorno il primo novembre.
Invece di andarci nel periodo in cui è più frequentata, da turisti di tutto il mondo, scenderò ora, in questo autunno che ormai annuncia l’inverno, all’Isola d’Elba, la più grande delle isole dell’Arcipelago Toscano.
Una full immersion di quasi tre giorni per poter fare, grazie alla collaborazione del Consorzio che tutela i vini dell’isola, che rappresenta quasi il 70% dell’uva D.O.C. prodotta e vinificata sull’isola (6.991 quintali nel 98, pari a 4.518 hl), un’ampia degustazione dei vini delle aziende associate e per una serie di visite ad alcune delle aziende più rappresentative, Acquabona, Arrighi, Fattoria Le Ripalte, La Chiusa, Sapereta, Montefabbrello, Le Sughere, per citare solo quelle dove avrò il piacere di recarmi.

Una piccola produzione, con solo 125 iscritti all’Albo per le varie D.O.C., che prevedono vini bianchi (con il particolare rilievo di quelli derivati dall’Ansonica) rosati, rossi (in larga parte da Sangiovese) e poi vini dolci come Moscato ed il classico Aleatico.
Sono molto curioso di questo primo contatto con l’Isola dove Napoleone Bonaparte fu esiliato tra il 1814 ed il 1815, dell’incontro con i suoi vini e con i vignaioli eroici che stanno dandosi tanto da fare per risollevare l’antica tradizione vitivinicola isolana…

0 pensieri su “Trasferta all’Elba. Ma non sarà… un esilio…

  1. caro Franco, spero che nonostante non l’abbia vista tra i nomi citati, non abbia mancato di far visita anche a La Cecilia, che da frequentatore dell’isola da 30 anni e da appassionato di vino, non posso che ritenere di gran lunga la migliore azienda dell’isola per la qualità media di tutti i suoi vini, ansonica, vermentino e syrah in particolare, che a mio parere non sfigurano nelle recenti annate nemmeno in confronti che travalichino i confini isolani.
    saluti

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