Arriva l’ottava Docg toscana: Elba Aleatico passito

Belle notizie per quel posto magico, assolutamente speciale, che è l’Isola d’Elba.
Sarà proprio un vino elbano, il più simbolico ed emblematico, l’Elba Aleatico passito, a diventare, a giorni, l’ottava Docg toscana, con la duplice definizione di “Elba aleatico passito” o “Aleatico passito dell’Elba. Nel corso di una pubblica audizione che si è svolta a Castagneto Carducci la scorsa settimana, presenti una ventina di viticoltori elbani, è stato approvato il nuovo disciplinare della DOCG Aleatico passito dell’Elba. A giorni dovrebbe essere ratificato dal Comitato per le DOC a Roma.
E’ un riconoscimento, questa Docg, che premia una viticoltura speciale, già praticata fin dal tempo della dominazione etrusca e fiorente anche in epoca medievale, quando il vino, attraverso Pisa, veniva esportato in tutta la Toscana. Il Granduca Leopoldo di Lorena regolamentò la vendita di vino a Portoferraio e nel periodo tra il XIX e il XX secolo, la viticoltura rappresentava una grande risorsa per l’economia elbana, con un quarto circa della superficie totale dell’isola destinata a vigneti.

Oggi si parla di 250 ettari vitati, di cui circa 160 iscritti all’albo della Doc. Calo drammatico dovuto alla crescita del turismo nel secondo dopoguerra che ha provocato una notevole contrazione della superficie vitata. Negli ultimi anni si è però assistito ad un’inversione di tendenza, che ha portato una crescita sia quantitativa che, soprattutto, qualitativa della produzione di vini dell’isola.
E la punta di diamante della viticoltura elbana, come ho avuto modo di verificare recentemente durante un’ampia degustazione di una sessantina di vini elbani, di cui una dozzina di Aleatico, è l’Aleatico dell’Elba Passito, ottenuto da uve di Aleatico sottoposte ad almeno 10 giorni di appassimento all’aria.
Vedremo se con l’arrivo della Docg la viticoltura elbana (per saperne di più leggete qui l’eccellente lavoro fatto dal sommelier bresciano Davide Bonassi) ritroverà l’antica grandezza.

0 pensieri su “Arriva l’ottava Docg toscana: Elba Aleatico passito

  1. Gentile Franco, grazie per l’impegno e la professionalità e la modestia (rara in questo mondo di enosapientoni) con cui ti sei “immerso” nella realtà vitivinicola elbana.Grazie per aver subito comunicato la nuova docg toscana dell’aleatico, l’ottava ma la prima “passita”.Un premio meritato,che sento molto elbano come me, in effetti siamo due “autoctoni”.Un vino che per secoli ha resistito a commercianti senza scrupoli grazie al boom turistico , con schifezze liquorose,mentre il vero aleatico era solo e rigorosamente da uve appassite, quindi dolce naturale. E adesso si ripropone DOCG.Non esiste ne secco,ne amabile, ne frizzante,ne liquoroso e dovranno scomparire i nomi simili che possono trarre in inganno il consumatore.Spero che tutto ciò, renda orgogliosi gli elbani e si ricordino che nei secoli passati sono stati un popolo di marinai e viticoltori….5.000 ettari di vigne “terrazzate” con densità di 10.000 viti per ettaro…che spettacolo doveva essere! il paesaggio disegnato dai vigneti che scendevano tutti verso il mare, ovunque.un Saluto. Antonio

  2. il rionoscimento della DOGC è l’ennesima dimostrazione che in Italia la legislazione che regola l’agricoltura è fatta male e senza senzo!

    non ho nulla con i vini dell’Elba che ammiro molto, ma mi spiegate che senzo ha Garanire una Denominazione di Origine?
    hanno ragione allora i francesi quando dicono che solo gli Italiani devono garantire il controllo di qualità! e le altre Denominazioni di origine controllata allora sono minori? dato che non sono “Garantite”!!!

    credo pultroppo che in Italia le DOCG vengano assegnate sempre meno per motivi qualitativi e sempre più per motivi politici, vedi il caso delle nuove DOCG Venete!

    voi che ne pensate?

  3. Grazie Franco per il tuo lusinghiero giudizio sul mio modesto contributo alla divulgazione dei vini elbani. Un caro saluto all’amico Antonio Arrighi, viticoltore e produttore di vino meticoloso e sinceramente appassionato.

    PROSIT!

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