Puglia Igt Tufiano 2009 Colli della Murgia

Suonerà sorprendente che al ritorno da cinque giorni intensi trascorsi in quella terra da rossi per antonomasia che è la Puglia, per prendere parte alla riuscitissima Radici Wine Experience (ne riparleremo presto) il primo vino di cui abbia deciso di parlare sia nientemeno che un vino bianco. Intendiamoci, nulla mette in discussione il primato, sia in termini quantitativi che qualitativi dei vini espressioni di uve autoctone e identitarie come Negroamaro, Uva di Troia, Primitivo, Malvasia Nera, ecc, ma dobbiamo entrare nell’ordine di idee che a dispetto delle annate calde che si ripetono, anche sui bianchi la terra pugliese abbia valide carte da giocarsi.
Per chi come me partecipa da anni alle degustazioni di Radici, è un elemento ormai assodato, tanto più che una ricca scelta di bianchi pugliesi ho avuto modo di metterla alla prova non solo in giugno, per la quinta edizione del Festival – concorso che l’amico Nicola Campanile ha organizzato, ma dall’incarico, che ho cercato di svolgere nel migliore dei modi, di dover riassaggiare gli stessi vini circa due mesi dopo per redigere le note di degustazione della seconda edizione della guida Radici Wines. Guide on Apulia wines for experts and wine lovers.
Edizione che abbiamo presentato non più tardi di lunedì 21 nella accogliente cornice della splendida Masseria San Giovanni – I luoghi di Pitti che ha ospitato gli incontri B2B tra wine buyers, importatori e wine writer stranieri e qualcosa come 35 produttori di tutta la Puglia.
In questa guida edita dall’associazione Pro Papilla (alla quale potete rivolgervi, a questo indirizzo e-mail, o a quest’altro, per riceverne copia – 208 pagine 15 euro) i bianchi hanno la pari dignità dei più blasonati e noti rosati e rossi, con diverse sorprese possibili, perché svariati vini, di annata 2009 o precedenti, riassaggiati ancora a fine novembre, appaiono in piena forma e mostrano addirittura di poter essere bevuti (peccato che in larga parte non siano più disponibili e bisognerà attendere la nuova annata 2010) ancora nel 2011.
Uno dei vini che più mi ha convinto – e che ha colpito anche i colleghi wine writer ed i buyer in tour con noi – durante una visita con degustazione fatta lunedì mattina è stato proprio un bianco che considero tra i due, tre vini più emblematici di quella particolare tipologia rappresentata dal vitigno semi aromatico, di abbastanza recente riscoperta, denominato Fiano Minutolo. Anzi Minutolo e basta, visto che la varietà è ormai stata iscritta con questo nome al registro nazionale delle varietà di uva. Rimandandovi, per saperne di più su questa cultivar, alla lettura di questo articolo e di quest’altro, vado subito al sodo per dirvi che il vino in oggetto, prodotto in ventimila esemplari, (prezzo franco cantina 8 euro) è il Puglia Igt Tufiano 2009 della Cantina Colli della Murgia di Gravina in Puglia (località che gli amanti di Bacco conoscono per un’altra cantina, Botromagno), un’azienda che conduce qualcosa come 22 ettari, tutti con certificazione biologica delle uve, che esprimono una produzione, suddivisa su quattro vini, due bianchi e due rossi, inferiore alle duecentomila bottiglie.

Altro elemento importante da sottolineare è che questa azienda è stata la prima a recuperare in Puglia il Minutolo e che lo vinifica, con ogni certezza (cosa che non sempre sembra accadere con altre aziende) in purezza, senza il contributo di altri vitigni.
Il risultato, come ho verificato nuovamente lunedì mattina, è un vino che abbina complessità varietale, freschezza, carattere, nerbo, ottima personalità e capacità, cosa che non sempre accade con altri Minutolo, magari ancora più spettacolari nei profumi, ma meno verticali, equilibrati e retti da un’acidità ben calibrata, ma un po’ meno dinamici, di sposarsi bene ai cibi.
Com’è questo Minutolo Tufiano 2009? Per descriverlo ricorrerò alla scheda di degustazione che appare nella Guida Radici Wines, dove le mie note tecniche sono state corroborate e completate dal contributo, offerto da appassionato, di quell’autentico gentiluomo che è l’amico Vincenzo Rizzi, critico gastronomico del Corriere del Mezzogiorno. Autore e corresponsabile dei testi della guida.
Nella nostra esperienza di degustazione di fine luglio, avevamo così descritto il vino: colore verdolino scarico, ma convince progressivamente per il carattere salato, sottile, elegante, minerale degli aromi, con una nitida vena di mandorla e muschio e un’aromaticità controllata e una leggera nota di anice, un’armoniosa gamma di sofisticate fragranze.
La bocca è precisa, salata, con una bella vena di mandorla precisa che colpisce per il nitore e la precisione, ottimo equilibrio e piacevolezza gustativa.

Cantina Colli della Murgia
Contrada Zingariello
Gravina in Puglia (BA)
Tel. e fax 080 3261271
mail info@collidellamurgia.it
www.collidellamurgia.it

0 pensieri su “Puglia Igt Tufiano 2009 Colli della Murgia

  1. Un commento con grande gioia e sorpresa. Non immaginavo che il primo vino descritto dopo tantissimi splendidi rossi che caratterizzano fortemente questa terra, potesse essere un vino bianco. Ne sono felicissima perché e’ stato quello che ha colpito pure me. Essendo solo una …appassionata che ha tanto da imparare non avrei osato di mettermi in vista con le mie scelte. Posso solo condividerle aggiungendo un piccolo commento, alla scelta di un grande esperto, essendo felice che ha individuato un prodotto che mi ha tanto colpito. Grazie 🙂
    elisabeth
    P.S. Ovviamente con tanti complimenti al produttore!

  2. In quella terra dev’essere straordinario con i lampagioni (o lampascioni) o con le monacelle (le lumachine). Ma su da noi con cosa lo abbineresti?

    • Da noi dove Mario, qui in Lombardia dove mi trovo io, o su da te in Polonia? Li sei tu che devi illuminarmi..
      In Puglia nei giorni scorsi abbiamo apprezzato vini come questo su preparazioni che vedevano protagonisti i meravigliosi funghi cardoncelli

  3. Franco è stato un piacere rivederti in Puglia,complimenti a te ed a Luciano Pignataro per come avete condotto la verticale del Patriglione ed il Taurasi di Sandro Lonardo.
    Il Tufiano si abbina molto bene anche alla Burrata prodotta ad Andria da vari caseifici,segnalo in particolare quella di Asseliti-De Fato.

  4. Cardoncelli? OK, capito.
    Intendevo comunque in Lombardia (dove di cardoncelli non ce n’e’) o in genere nel Nord. In Polonia lo sa benissimo Elzbieta con cosa va bene, visto che l’ha degustato. Fattelo dire da lei…

  5. E comunque ti posso tirare le orecchie, amico mio? Fai delle meravigliose descrizioni dei vini… ma…
    A volte dimentichi pero’ il prezzo, che e’ importante (puoi scrivere quello in cantina, oppure in enoteca, oppure al ristorante, ma scrivilo, perdiana, che te l’ha suggerito un altro commentatore!).
    Mettere un paio di abbinamenti completerebbe i tuoi articoli, perche’ la gente va indirizzata soprattutto sui vini sconosciuti o quasi al grande mercato, come questi del Meridione. Prendili magari dall’archivio di quel Winereport che con te alla direzione era veramente grande, oppure chiedili all’interista leninista Carlo Macchi che e’ un asso in questo, ma mettine qualcuno, dai!
    In bocca al lupo per stasera.
    O niente panettone a chi sai bene…

  6. Pingback: Puglia Igt Tufiano 2009 Colli della Murgia | Trentinoweb

  7. Sono veramente felice per gli amici della Cantina Colli della Murgia che hai voluto dare lustro a gente che lavora con dedizione e sacrificio per portarci sulla tavola vini del calibro del Tufiano.
    Bravo Franco.

  8. Finalmente, mi sentivo un pò solo in quel di Gravina!
    Mario, perfetto abbinamento, i cardoncelli li trovi nuovamente solo da noi io ti suggerisco di provarlo altrove ovviamente con il pesce crudo, oppure con una meno scontata zuppa di lenticchie. prova e fammi sapere

  9. Mi scuso per l’intrusione,innanzi tutto chiarisco che non ho la minima intenzione di contraddire le lodi per il vino in oggetto,anzi mi impegno a degustarlo quanto prima per esserne convinto promotore,il mio scritto è a corredo della verità.Forse per una svista o refuso nell’articolo si sottolinea che questa azienda è stata la prima ad investire sul minutolo,non escludo che la mia interpretazione è sbagliata,ma sembra proprio così.Se le mie conoscenze sono errate chiedo perdono da subito,al contrario per la già citata voglia di verità esprimo i miei ricordi. il primo impianto di Minutolo è stato messo a dimora in Valle d’Itria a cura di Lino Carparelli,con felice intuizione ha ridato vita ad un vitigno indigeno che ormai tutti avevano dimenticato e questo nel 2001,a seguire la prima vendemmia nel 2003, il merito riconosiuto al Vinitaly 2004 tanto da meritare sulle pagine del Corriere della Sera la citazione come una delle 10 novità presentate all’importante manifestazione.Mi scuso ancora per lo spazio abusato,mi auguro che lo spunto non venga tacciato come polemico, plaudo a tutto ciò che di buono si fa per la Puglia .
    Vittorio Cavaliere.

  10. caro Vittorio, grazie per la tua precisazione. Anch’io ero persuaso che fosse Lino Carparelli ad avere riscoperto il Minutolo e ad aver dato vita con il suo Rampone della Cantina I Pastini al primo Fiano Minutolo con onore di bottiglia. La visita in azienda mi ha fatto invece scoprire che é stata Colli della Murgia, come scrivo, ad imbottigliare e produrre per la prima volta il Minutolo…
    Ad ogni modo onore all’amico Lino Carparelli, che ha fatto tantissimo perché fosse restituita dignità a questa varietà a bacca bianca pugliese

  11. Come ho scritto chiedo scusa da subito,non torno indietro,concordo con te che all’amico Lino vanno riconosciuti grandi meriti,non escludo che la sua versione potrà offrirci ulteriore chiarezza.

    • caro Vittorio, conosci Lino meglio di me e hai maggiori rapporti con lui di quanti, purtroppo, ne abbia io. Se riesci a convincerlo a dirci la sua in merito, sono ben lieto, anzi felicissimo, di ospitare la sua testimonianza

  12. Per fortuna è semplicissimo accorgersi della veridicità o meno di un’affermazione del genere, così come fatto dal sig. Ziliani, basta guardare i tralci per capire subito chi millanta meriti a destra e a manca e chi, invece, lavora seriamente senza neanche promuovere i propri meriti.

  13. Franco,
    sono molto contenta di leggere questa recensione,il minutolo è un vitigno molto interessante,mi fa piacere sapere che ci sono colleghi produttori che investono le loro energie per far conoscere le sue potenzialità,sono curiosa di degustarlo.

  14. nella mia piu povera conoscenza sul mondo del vino devo fare una piccola precisazione il padre della riscoperta del fiano minutolo in puglia e stato il dott.lino carparelli.

  15. caro Franco, l’ occasione mi è lieta per salutarti con stima e amicizia, raccolgo con piacere il tuo invito ad esporre il mio pensiero.Innanzi tutto consentimi di sgombrare il campo da qualsiasi velleità polemica, non ho alcun dubbio sulla qualità del vino che hai magnificato, anzi con piacere mi complimento con il collega per il lusinghiero risultato. Con la speranza che quello che sto per scriverti non alimenti sterili polemiche che in un momento come questo, dove l’ affermazione qualitativa dei prodotti pugliesi viene prima di tutto, sarebbe controproducente, ciò nonostante mi corre l’ obbligo di riaffermare alcuni punti salienti che sicuramente possono essere di aiuto per sancire una sacrosanta verità. Non intendo accusare il collega di averti informato non correttamente, ma probabilmente in buona fede gli manca una conoscenza diretta di come sono andate davvero i fatti. Come ben sai ho collaborato con diverse aziende della VALLE D’ ITRIA sino ad essere additato come il “BIANCHISTA”e questo è vero perchè ho sempre lavorato per la valorizzazione dei vitigni auotoctoni in genere, ma sopratutto per i vitigni indigeni della mia zona: appunto la VALLE D’ ITRIA. Ti assicuro che il dimenticato Fiano (Minutolo) da sempre è stato il mio pallino e riportarlo in auge mi è costato fatica, energie ed investimento finanziario purtroppo scarsamente supportato. Per non tediare te e i tuoi lettori evito di farti l’ intera cronistoria e quindi confermo che i ricordi del comune amico Vittorio Cavaliere sono oltremodo nitidi e corretti. Volendo posso, magari su ulteriore richiesta, inviarti altre informazioni, come per esempio il nome MINUTOLO. Spero che l’ utente Giuseppe ,e basta, nell’ indicare millantatori non si riferisse a me, perchè per quanto ho lottato per la riaffermazione di questo vitigno, trovo davvero “ingiusto” essere accusato così gratuitamente. Spero davvero che questo mio chiarimento non venga confuso come voglia di autocelebrarsi, perchè chi mi conosce sa bene che non sono assolutamente il tipo. Rinnovo tanta cordialità a te caro Franco e a tutti i tuoi lettori
    Lino Carparelli

  16. Ci sono diverse consolazioni nelle parole di Lino,come non apprezzare il garbo e la signorilità evidenziata,di più certifica che non sono ancora rinco……. del tutto,
    l’esempio di Lino nel volere bene prima di tutto alla Puglia è solo da imitare,ho la fortuna di conoscerlo da quasi trent’anni e sono davvero felice di esprimere pubblicamente quanto lo ritengo meritevole per la riaffermazione di quest’uva e non solo.Una tiratina di orecchie la farei anchio all’utente Giuseppe,non si può dare la patente di millantatore senza circostanziare il motivo,seguo però l’esempio di Lino ed auspico a questo amico virtuale maggiore serenità,come ribadisco agli amici produttori del Tufiano che è più importante fare un buon vino che essere riconosciuti come i primi ad averlo fatto,rinnovo quindi il mio compiacimento per l’ottimo risultato.Richiedo scusa per aver abusato dello spazio,e auguro serenità a tutti. Vittorio Cavaliere.

  17. Sono un produttore di uva della valle d’itria, mi permetto di dare un contributo per chiarire la vicenda.
    Anni fa, credo 1998 o 99, Franco Ventricelli titolare di Colli dela Murgia, mi chiese se conoscessi il fiano(minutolo)e se potessi procurargli qualche tralcio. Lo feci con piacere. Nel 2001, ricordo con assoluta certezza per un particolare che non voglio citare, fui invitato a vedere la nuova cantina di Franco. Con una punta d’orgoglio notai che quei tralci raccolti qua e là erano diventati un vigneto monovarietà. Sono sicuro che fino a quell’anno in valle D’Itria il fiano (minutolo) era prodotto, solo come “contorno”(qualche ceppo per ettaro). Chi sia stato ad imbottigliarlo per primo non lo sò…ma credo non sia difficile risalire…Secondo me questo conta poco quello che conta è che sono entrambi grandi vini.

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