Serata Barbera a Mogliano Veneto

Per lo Champagne, per riproporre quella celebre accoppiata – contrapposizione, celebrata dall’indimenticabile Giorgio Gaber in una popolarissima canzone – guardate qui – dovrete pensarci voi, ma quanto a Barbera, e che Barbera, d’Asti, d’Alba, del Monferrato e dei Colli Tortonesi, quella sera non mancherà di certo.
Sto parlando della Serata Barbera (e senza Champagne) che l’A.I.S. Treviso ha organizzato con la mia collaborazione per la sera di lunedì 15 novembre, in quel posto elegante e facile da raggiungere ora che finalmente è arrivato il passante di Mestre e l’uscita autostradale dista solo pochi minuti, che è Villa Braida a Mogliano Veneto.
Io ve lo dico per tempo che quella sera degusteremo, in un percorso attraverso le diverse modalità di espressione di questa super classica delle uve piemontesi, i seguenti vini di annata 2009, 2008, 2007 e addirittura 2000:

Oreste Buzio Barbera del Monferrato 2009
Gagliasso Barbera d’Alba 2009
La Montagnetta Barbera d’Asti Piovà 2008
Comm. G.B. Burlotto Barbera d’Alba 2008
Cascina Luisin Barbera d’Alba Maggiur 2008
Cossetti Barbera d’Asti Vigna Vecchia 2007
Michele Chiarlo La Court Barbera d’Asti Nizza 2007
Barale Barbera d’Alba Superiore Preda 2007
Walter Massa Colli Tortonesi Barbera Monleale 2000.

Per informazioni e per iscriversi per tempo a questa serata barberosa, telefonare al 333 5280870 o mandare una e-mail qui. Vi aspetto, per gustare e festeggiare allegramente, il 15 novembre!

“Barbera e champagne, stasera beviam
per colpa del mio amor, pa ra pa pa
per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
Ai nostri dolor insieme brindiam
col tuo bicchiere di barbera
col mio bicchiere di champagne”

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  2. Barbera: il vino che ha giocato un ruolo da protagonista nel far ri-conoscere a noi milanesi il VINO; quella bevanda così out – negli anni sessanta – presso la neo classe media (quella che poi sarebbe diventata la media borghesia, motore dei consumi in generale).
    Era il vino che chiedevano gli studenti, i giovani ante sessantotto, nei locali alla moda (Magolfa, Praticello, etc) che si chiamavano ‘osteria’, già in una nuova accezione, dove si incontravano attori (Franca Valeri, ad es.), intellettuali, e la mala (quella vecchio stampo).
    La Toscana era ancora un luogo remoto, probabilmente conosciuto solo dagli inglesi.

  3. Sto bevendo un Monleale 2000 acquistato dal mitico Massa presso la sua cantina, dopo aver avuto la fortuna di cenare con lui la sera prima.
    In bocca nulla da ridire, ma al naso presenta quei tratti tipici dei vini biodinamici fatti male, che a me non piace (molti lo chiamano “ridotto”), un che di sulfureo e un po’ “acetoso”.
    Mi stavo chiedendo se è diventato così negli anni o era una sua caratteristica… Com’era quello assaggiato nella “serata barbera”?

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