IGT Emilia anche a Cremona? In Lombardia l’Assessore De Capitani a difesa degli interessi dei grandi imbottigliatori

Giulio De Capitani

E’ davvero sconfinata e quanto mai “creativa” l’immaginazione degli esponenti della Lega che si occupano di cose agricole in terra padana! Dopo le innumerevoli prove di “fantasia” offerte, prima che diventasse governatore del Veneto, dal “propagandista del Prosecco, al secolo Luca Zaia, anche in Lombardia abbiamo deciso di non farci mancare niente.
E così Giulio De Capitani, Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, lecchese di Olginate e architetto di professione, ha pensato fosse il caso di farsi notare con una proposta davvero originale.
Unire, enoicamente parlando, la provincia di Cremona, la “città delle tre T”, ossia turòon, Turàs, tetàs (torrone, Torrazzo, tettone e io aggiungerei una quarta T, Tognazzi), che è parte di quella Lombardia di cui si dovrebbe occupare, all’Emilia.
Avete capito bene, l’elegante architetto, barba ben curata e conversazione brillante, tutt’altro che un personaggio da bar (l’ho conosciuto e apprezzato, fresco assessore, nel corso di un convegno lo scorso giugno in Valtellina), di fronte all’ipotizzata proposta di modifica del disciplinare di produzione dell’Igt Emilia è sceso in campo, scrivendo al suo collega Rabboni, assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna.
L’ha fatto per chiedergli di riconsiderare la proposta di modifica del disciplinare. Ovvero di consentire la possibilità di effettuare l’elaborazione e la presa di spuma dei vini Igt Emilia, tipologia frizzante, anche negli stabilimenti della provincia di Cremona.
Questo perché, dice, “Cremona ha una consolidata tradizione produttiva di qualità dei vini a marchio Igt Emilia che Regione Lombardia ha il dovere di difendere e riaffermare con forza”. La proposta di modifica del disciplinare di produzione dell’Igt Emilia sembrerebbe difatti “escludere la provincia di Cremona dalla zona di elaborazione dei vini frizzanti” e “l’attuale proposta comporterebbe infatti un notevole ed ingiustificato danno economico produttori locali”.

Non stropicciatevi gli occhi per la sorpresa, in provincia di Cremona non ci sono vigneti, in compenso sono spuntati da decenni gli imbottigliatori, che nei loro “stabilimenti”, come li definisce l’Assessore come se si trattasse di viti, bulloni e tondino, producono vini di non trascinante qualità, tra cui, in virtù del disciplinare tuttora vigente della Igt Emilia, che ora si vorrebbe modificare, anche una serie di spumanti e frizzanti.
Per completezza dell’informazione il disciplinare della Igt Emilia contempla che “la zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell’Emilia» comprende l’intero territorio amministrativo delle province di Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e la parte della provincia di Bologna situata alla sinistra del fiume Sillaro”, anche se un precedente comma precisa che “la vinificazione delle uve IGT Emilia deve essere effettuata negli stabilimenti ubicati nel territorio di cui all’art. 3, e negli stabilimenti cooperativi esistenti ubicati in zone limitrofe che trasformano le uve dei propri soci conferenti conduttori di superfici vitate iscritte all’elenco delle vigne dell’IGT Emilia”. E siccome la provincia di Cremona è in zona limitrofa ecco spiegata la deroga concessa.
Rivolgendosi al collega assessore dell’Emilia Romagna Rabboni, l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia ricorda come “per analoghe produzioni vinicole, il Consorzio di tutela competente, in raccordo con Regione Lombardia, ha sempre trovato soluzioni condivise, che hanno permesso ai produttori emiliani delle zone limitrofe, omogenee per area e tradizione, di continuare a utilizzare il marchio; cito, ad esempio, l’Igt del territorio pavese”.
Si chiede insomma un trattamento analogo, certo, dice De Capitani, “che non sfuggirà all’assessore Rabboni quanto per Regione Lombardia sia importante che la provincia di Cremona venga confermata come zona di vinificazione dei vini Igt Emilia; non possiamo stare a guardare mentre, altrove, si decide sul futuro delle nostre aziende”.
Che sia così “importante” per la Regione Lombardia questa produzione di frizzanti Igt Emilia è tutto da dimostrare. Come pure appurare il carattere “lombardo” di questi vini…
Importante lo è sicuramente per il più potente tra i vari potenti imbottigliatori attivi in terra cremasca (che io continuo a pensare terra di mostarda e torrone, più che di vini…), ovverosia la Vinicola Decordi, di Motta Baluffi, visitate qui il suo sito Internet, una vera potenza, che vende all’estero milioni e milioni di bottiglie di vino italiano di ogni tipo e provenienza, e si avvale di marchi quali Borgo Imperiale, Corte Sole, Valle Calda.
L’azienda è rampantissima, agguerritissima e ovviamente potente, quindi il cambio di disciplinare dell’IGT Emilia, che vorrebbe, come buon senso suggerisce, lasciare questa dizione solo alle aziende poste nel territorio amministrativo delle province di Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e in una parte della provincia di Bologna, non è visto, per usare un eufemismo, di buon occhio.
Ma non è la sola realtà la Decordi, sono tanti gli imbottigliatori sul territorio. Tutti difesi, ora, dal buon paladino De Capitani.
Assessore che mi auguro, se la partita fosse persa, non arrivi sino al punto di chiedere l’annessione di Cremona alla terra emiliana o la sua indipendenza… A quando la richiesta di una Doc, Dop o Igp, denominata Padania?
Non mi stupirei proprio se figurasse tra le moltissime nuove Doc in attesa di delibera prima che la competenza passi, finalmente, a Bruxelles…

0 pensieri su “IGT Emilia anche a Cremona? In Lombardia l’Assessore De Capitani a difesa degli interessi dei grandi imbottigliatori

  1. Ma allora acquistando da Francoforte una massa di torrone di Cremona a due lire (si sa che il ‘dolce’ andrà sempre meno e varrà di conseguenza) si potrà SVENDERE la qualità e il NOME del famoso TURUN, con una-neo-pseudo igp o dop o quel che l’è…?!
    Sic transit gloria madeinitaliae anche per mano dei leghisti che, come ci eravamo immaginati, sono la copia conforme degli altri.
    Questo modo di fare è vomitevole e tuttavia ci sono gonzi dappertutto che facilitano la vita ai parassiti della qualità. Buon Natale

  2. se posso esprimere la mia opinione, pur essendo assurda questa situazione trovo nel cremonese e nel mantovano atteggiamente maggiormente emiliani che lombardi, sia nelle tradizioni enologiche che gastronomiche.
    forse la parola inopportuna è Emilia, resta il fatto che secondo me alcune analogie culturali possono essere giustificate e documentate, e perchè no, anche certificate con un igt.
    mi spiace che nessuno abbia commentato questo post, perchè ci sono degli spunti di riflessione, secondo me, profondi
    tanti auguri per tutte le festività, il blog è sempre molto interessante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *