Oh happy day, ciumbia che bel giorno! Oggi sono proprio felice…

Devo proprio dirlo: oggi è un giorno felice. Oggi è uno di quei giorni che ti ripagano di tante amarezze e perplessità che si portano a casa avendo scelto di fare il “cane sciolto”, il giornalista indipendente.
Quello che scrive quello che pensa e sente, senza fare calcoli di opportunità, senza chiedersi se valga la pena di prendersela con ricchi e potenti, che fa il “franco tiratore”, e quando prende posizione lo fa, in buona fede, credendoci, e pensando soprattutto di poter in qualche modo essere d’aiuto, anche quando critico alla mia maniera, a quel mondo del vino al quale ho dedicato, da oltre 25 anni, tutto me stesso.
Nulla di speciale, accade solo che scrivi una cosa, che potete leggere qui, che dici di non essere d’accordo con una decisione, a tuo avviso sbagliata, che sta per essere presa.
Accade che sollevi un bel dibattito con il tuo post, con interventi di appassionati, produttori, addirittura del Presidente del Consorzio in oggetto.

E poi, come annunciato, accade che si svolge una assemblea, questa mattina, che doveva ratificare quella decisione presa dai vertici del Consorzio, che poteva prendere anche altre decisioni, a mio avviso pericolose e sbagliate, e perché, vivaddio!, esiste ancora una democrazia in Italia, e la base ha il potere ed il dovere di farsi sentire, ed i vertici di ascoltarla, e succede che quelle decisioni vengano sospese.
E si decide di non procedere con quell’idea che tu, disinteressatamente, facendo il tuo dovere di giornalista, di conoscitore e commentatori del mondo del vino, avevi giudicato sbagliata e sulla quale avevi invitato il Consorzio a ripensarci. Evviva, alleluia!
Intendiamoci, non è una “vittoria” quel ripensamento deciso dal Consorzio, del sottoscritto, ma una vittoria, oltre che della democrazia, del buon senso, di tutto il Chianti Classico, della sua uva identitaria, il Sangiovese, e di tutti i produttori che la amano e la onorano.

Ed io sono felice, consentitemelo, (e permettetemi di dedicare idealmente questa grande soddisfazione a due persone speciali che non mi sono più vicine, a mio padre Giambattista, e al direttore che più mi ha insegnato ad essere me stesso, Germano Pellizzoni) di aver dato una mano perché quell’errore non venisse compiuto, e di avere riaperto e rilanciato questo blog, e raddoppiato, con Lemillebolleblog, dopo la temporanea chiusura di questa estate.
Beh, allora questi blog, questi sito del vino, questi spazi di libera espressione, allora a qualcosa servono, no?
Oh happy day, ciumbia che bel giorno come diciamo noi a Milano!

36 pensieri su “Oh happy day, ciumbia che bel giorno! Oggi sono proprio felice…

  1. Quindi Franco di igt francesi nel pollaio del Gallo alla Leopolda a febbraio neanche l’ombra?
    E soprattutto niente di nuovo sugli altri progetti di iniezione dei vigneti igt all’interno della denominazione?
    A Milano dici ciumbia, a Vertine si dice godo come un maiale 🙂

    • Andrea, aspettiamo, se ci sarà, una comunicazione ufficiale del Consorzio. Per il momento diversi “uccellini” mi hanno raccontato come sono andate le cose stamattina, nel modo migliore che ci si potesse aspettare. Una bella giornata, da ricordare…

  2. Ma se lei non ha nemmeno riportato la notizia? La vittoria è dei produttori e la smette di fare il ridicolo. Più che sciolto lei è soltanto un cane.

    • io sarò come dice lei, un “cane”, per di più “ridicolo”, Paolo, ma lei non solo non sa leggere, perché ho scritto chiaramente che la “vittoria” é tutta dei produttori e non mia, ma é un maleducato. E la notizia, comprensibilissima, l’ho data.
      Lei non l’ha letta o, peggio ancora, non l’ha capita.

  3. Forse il caro Paolo e’ uno di quelli che c’e’ rimasto male!!! Forse e’ uno di quelli che voleva altro!!! Forse e’ solo molto frustrato!!!

  4. Quei validi produttori possono ancora andar fieri di un “gallo” nero anziche’ piangere dopo, come farebbe invece un “coccodrillo” nero…

  5. Pingback: Vino Wire » In vote, Chianti Classico producers decide not to allow Super Tuscans at debut tasting

  6. Caro Franco
    purtroppo non possiamo dire lo stesso del Cirò. E pensare che tra le motivazioni dei fautori dei vitigni internazionali c’era proprio quella che nel Chianto stavano per fare altrettanto.
    Sono davvero molto arrabbiato e mi dispiace rovinare l’atmosfera, ma da queste cose si capisce perché il Sud resta indietro.

  7. Caro Franco, così si dimostra che discutere, dichiarare con trasparenza e con decisione la propria opinione serve, eccome! Ciò dimostra anche la forza di un blog che non è legato a interessi di parte e che viaggia sul filo della passione per il proprio mestiere.
    Spiace che non tutti siano aperti allo scambio di opinioni.

    …E complimenti al Presidente del Chianti Classico, che era intervenuto mettendo in campo le sue ragioni, avendo capito che il mondo ‘diverso’ (di cui parlano i sociologi di tutto il mondo) è già qui, e con questo ci si deve confrontare.

  8. secondo me c’è un equivoco:l’assemblea è stata movimentata,calda,civile,e l’opinione dominante ha “bocciato”la proposta di un Chianti classico giovane “di ricaduta”.più sfaccettati i pareri sulla proposta di una doc diversa nella zona per i vigneti oggi igt.Quanto a bocciare chiaramente la decisione di includere gli igt nell’anteprima della Leopolda,ci sono stati un paio di pareri critici ma se ne è parlato pochissimo.Quindi penso che avendo il consiglio a suo tempo deliberato a favore penso che gli igt ci saranno.La cosa migliore è che il corpo sociale del consorzio ha mostrato di esistere e di essere vivo.E non è poco.

  9. ALl’assemblea non si è parlato della presenza di IGT all’anteprima di cui ha scritto Ziliani “cane sciolto” ma del cambiamento del disciplinare di cui non ha mai scritto Ziliani. Ma il blog di un quotidiano. Quindi non capisco come Ziliani sia stato preso in considerazione. Difatti all’assemblea (me presente) si è parlato di notizie su blog e internet del cambiamento del disciplinare,che sono state riportate da un’altra parte. Se poi Ziliani deve prendersi il merito di quanto non ha mai fatto allora va bene. Pensasse piuttosto a quello che ha scritto di Banfi dopo le ritorsioni dell’azienda. Mi meraviglio di Cianferoni.

    • innanzitutto una cosa importante Paolo: se vuole che le sue considerazioni siano prese in seria considerazione, non si trinceri dietro ad un nome di fantasia e ad una mail falsa. Le ho scritto e la mail mi é tornata indietro, perché indirizzo inesistente.
      Seconda cosa, IO NON MILLANTO come lei cerca di far credere. Diverse persone presenti all’assemblea di ieri mi hanno telefonato e assicurato che della questione delle Igt alla Chianti Classico Collection si é parlato ed é stato fatto, anche dal presidente Pallanti, il mio nome e ricordato quello che avevo scritto. Io non mi sono inventato niente e non mi prendo “alcun merito” che, seppure in forma marginale, non mi spetti.
      Quanto a Banfi, complimenti per la sua “disonestà intellettuale”. Io non ho scritto bene di quel Brunello di Montalcino di Banfi, degustato alla cieca, per cercare di “tenermi buona” l’azienda, ma perché ritenevo onesto, dopo quello che avevo scritto, e tornerei a scrivere, senza toccare una virgola, dei vini del passato di quell’azienda, raccontare che questa volta, alla prova della verità della degustazione alla cieca, quel vino non mi era dispiaciuto.
      Questo per la precisione.
      @ Roberto Stucchi: a me é stato riferito che della questione delle Igt, come lei dice, si é discusso, e che si é deciso, di fronte al parere contrario di molti produttori, di soprassedere e rinunciare al progetto voluto dal presidente Pallanti.
      @ a tutti: non sono un visionario, un millantatore, un bugiardo: ho scritto quanto ho scritto ieri ben sicuro di quello che affermavo

  10. Vorrei qui sottolineare l’importanza del dibattito in corso. Rispondo quindi a Paolo che mi ha preso in causa. Ziliani fa il suo lavoro, può piacere o non piacere, e riporta i punti di vista scritti da altri. Tutto questo favorisce dibattito, comunicazione. Eventuali precisazioni possono essere velocemente riportate: questa è la potenza della Rete. Mi sembra positivo, no?

  11. Per quanto conosco io, in assemblea è stato parlato della questione Igt alla Leopolda anche dal Presidente, parlando anche delle tue opinioni. La questione poì è stata ripresa da un mio e da un’altro intervento ma poi la discussione si è rivolta verso il cambio di disciplinare. Decisioni definitive non sono state prese su nulla, anche perchè non è stato votato nulla.
    Il tuo post mi è sembrato indirizzato a una soddisfazione per le intenzioni positive espresse nell’assemblea per tutte le questioni vino Chianti Classsico che potevano rischiare di dimunuire il prestigio della denominazione.

  12. Concordo con Paolo Cianferoni.Penso di avere detto la stessa cosa.E’ vero anche che Il presidente Pallanti ha citato il dibattito su questo blog,ma non c’è stata una marcia indietro sulla presenza degli IGT alla Leopolda.

  13. Ziliani, dalle mie parti si direbbe che ci marcia. Su Banfi e Barbi no comment si commenta da sè il suo lavoro, ma di giornalistico non ha nulla.
    Vorrei che in fututo si parlòasse di quello che le ha intimato l’azienda.
    Vogliamo parlare dell correzioni che propone alle degustazioni di The World of Fine Wine dopo che prende fischi per fiaschi alle degustazioni? dei suoi 18,5 a vini imporabili? Vuole che riporti?
    Da lei questa pseudo morale non me la faccio proprio fare. Da tempo vedo che commenta tutto e tutti quando il suo lavoro è tutto tranne che trasparente.
    E non vero. Lei sarebe stato il primo a dare la notizia (Vino Wire) e invece è stato il secondo, nel caso della Leopolda dopo Bonucci. E la notizia più importante non l’ha nemmeno data: del cambio del disciplinare. Ma mi faccia il piacere, e eli riporterebbe? Riporta voci come nel caso del brunello, rumors. Dunque se pensa di associare la sua influenza alla cosa fa solo ridere. La notizia è stata riportata da altri, come al solito, e come era accaduto per il b runello riportato perfino da Suckling prima di lei.
    Ma ci faccia il piacere!
    Per quanto riguarda l’assemblea non c’era nessuna Leopolda all’ordine del giorno,. se ne è discusso dopo, quando Il Presidente ha tirato fuori un suo post che aveva scritto su squesto blog. Ma per tutto il resto si è discusso di qualcosa di molto più importante che Ziliani ignorava e di cui oggi si pavoneggia oscillando fra il ridicolo e il berlusconismo spinto.
    e perfino la retromarcia della Leopolda è stata comunicata da Pallanti al blog del quotidiano e non a lei.
    Ma mi faccia il piacere!

    • Paolo, la informo che darò mandato alla Polizia Postale di identificarla attraverso il suo indirizzo I.P. per poterla querelare. Quello che afferma a proposito delle degustazioni di The World of Fine Wine é falso e diffamatorio e posso portare testimoni, gli editor della rivista ed i colleghi inglesi che partecipano, che smentiranno quanto di calunniatorio lei afferma. E che io non censuro, ma pubblico, perché si sappia che tipo di personaggio sia lei. Quanto al resto, non m’interessa, ho la coscienza a posto.
      Vedo che é andato a calunniare anche sul blog di Gianluca Mazzella, qui:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/03/il-chianti-e-indenne/80118/#comments
      dovrà rendere conto anche di questo, ovviamente…
      Beh, l’avevo previsto che non appena avessi ripreso a scrivere di Toscana, Chianti e Montalcino, a toccare certi INTERESSI forti, sarebbero puntualmente tornati i calunniatori, quelli che affermano il falso. Un falso talmente falso che non solo verrà prontamente smentito, ma é talmente ridicolo da apparire fasullo anche ai ciechi, non solo a chi mi conosce

  14. @ Paolo
    trovo vigliacco oltre che sciocco fare simili accuse a Ziliani. Primo perché pur non conoscendolo, ma leggendolo da anni, escludo che sia il tipo che ricorra a scorrettezze del genere e che il suo modo di lavorare sia trasparente.
    Secondo perché viviamo nell’epoca di Internet e quello che lei sostiene, con un non credibile livore, può essere benissimo letto e smentito dagli editors di The World of Fine Wine e dalle persone che partecipano alle degustazioni cui prende parte Ziliani. E cosa farà se loro la smentiranno e le diranno che é un bugiardo e un calunniatore?
    E’ normale, anche a me talvolta accade, non essere d’accordo con le posizioni, a volte estreme, del padrone di casa, ma accusarlo di scorrettezze del genere é proprio ridicolo, oltre che scorretto

  15. Signor Ziliani, voglio esprimerle la mia solidarietà per l’attacco, assolutamente squallido, che le ha fatto Paolo. Per quanto possa contare ci tenevo a dirle che credo nella sua onestà e correttezza

  16. I am shocked to learn that my friend and colleague Franco Ziliani has been accused of lobbying on behalf of certain Italian wine producers in the course of tastings organised by the The World of Fine Wine magazine. I wish to make it clear that, to my certain knowledge, there is no truth whatsoever in these accusations. The tastings take place under strictly ‘blind’ conditions, and it is only after the tasters, of which there are never less than three per tasting, have submitted their scores to the person in TWOFW overseeing the tasting that the identity of the wines tasted is revealed. Any discussion regarding points takes place before the identities of the wines are revealed, making it impossible for anyone to lobby on behalf of any specific producer (since, to spell it out, the producers are not known at that stage).

    I am at something of a loss as to how this story originated, as the only people present at these tastings are the tasters and the staff of TWOFW. I can only conclude that someone with a grudge has invented a lie for purposes of their own, with the intention of besmirching Franco’s professional reputation. To be sure they have presented no evidence, nor even had the guts to identify themselves.

    I would like to add, as a general point, that I have known Franco Ziliani for a number of years, in the course of which we have collaborated in a number of ways in a journalistic mode. I have never known Franco to do or say anything that could possibly be construed as lobbying on behalf of producers, indeed Franco is one of the most scrupulous wine writers I know from any country, let alone Italy. He tells it as he sees it, and we have had various disagreements over producer assessment, but there has never been any hint of his trying to work some illicit advantage for anyone. Perhaps due to his straightforwardness he has earned various enemies, one of whom is presumably the author of the present libel. I dread to think what ring of hell the divine Dante would consign that person to.

    Nicolas Belfrage MW

    • Ringrazio Nicolas (Nick) Belfrage, master of wine e autore di alcuni dei più importanti libri sul vino italiano scritti in lingua inglese http://www.ucpress.edu/book.php?isbn=9780520259423 per questa sua testimonianza che spiega chiaramente come le accuse di quel tale Paolo siano false, farneticanti e diffamatorie. Hai ragione Nick, maestro prima che amico: dobbiamo solo chiederci in quale girone dell’Inferno dantesco mandare questo calunniatore matricolato…

  17. Sarebbe molto più normale che chi non è d’accordo con quanto evidenziato da Ziliani e dagli altri che sono intervenuti sul post, semplicemente dicesse di essere favorevole all’introduzione di novità, mica tanto, internazionali nei secondi, terzi, quarti e sopratutto primi vini della propria azienda produttrice. Poi ovviamente, saranno i consumatori a decidere cosa bere, e se non sono americanizzati, sarà ovvio che eviteranno le aziende in questione. Saluti e chiarezza…

  18. Dear Franco, Dear Nick, I am appalled and saddened to learn of these outrageous allegations, and desperately sorry for the distress that they must have caused you, Franco, even though you and we know them to be completely false.
    I can’t believe that anybody at any of the tastings you have kindly participated in over the years would ever have said anything that could have led anybody to make such an accusation.
    I have drafted the following statement by way of support but shall gladly do anything further that I can to help.
    I have the greatest respect not only for Franco Ziliani’s experience and expertise, but for his independence and integrity – qualities that led The World of Fine Wine to invite him onto its editorial board, as well as onto its permanent tasting panel, at its foundation.
    He has attended many of its tastings (of French as well as of Italian wines) over the past six years, and my admiration for his scrupulous professionalism has only risen over that time.
    Quite apart from Franco’s personal qualities, the blind tastings in which he has taken part have been conducted according to a protocol that is stricter than for any other publication I know.
    All three tasters are required to enter their notes and scores directly into a computer database, precisely to avoid any possibility of them revising their scores once the identity of the wines has been revealed.
    The blind tastings are “single blind”, so the identity of the region or village and vintage will normally have been disclosed to the tasters, but never that of the producers.
    The bottles are completely masked, and are poured in a random order by the tastings editor, so that tasters neither see nor touch them.
    The tasting is conducted in silence, with no conferring among the tasters, and any discussion of the wines – in general more than in particular – takes place afterwards, but always before the full identity of the wines has been revealed.
    To my knowledge, neither Franco nor any other taster has ever requested that a single score be changed in the manner that has been falsely and scurrilously alleged.
    I hope so much that this and Nick’s responses will help to shame and silence whoever has been causing mischief in this way, and that the whole thing will disappear as suddenly as it arose.
    Coraggio Franco, and all very best to you both, as always
    Neil Beckett, editor of The World of Fine Wine

  19. @ Paolo: e ora cosa dice dopo le precisazioni sdegnate e chiarissime dell’editor di The World of Fine Wine e del master of wine Nicolas Belfrage?
    Non si vergogna, sbugiardato com’é stato da quanto hanno detto, per le accuse infamanti, prive di qualsiasi fondamento, che ha rivolto a Ziliani?
    Si vada a nascondere, che é meglio…

  20. Sono convinto che non ci sia nulla di amovibile ed eterno nel mondo del vino, altrimenti saremmo qua a “degustare” il vino con il miele, con la resina o con l’acqua di mare, che si beveva duemila anni fa…
    Però sono altrettanto convinto, da consumatore, che la chiarezza sia una caratteristica irrinunciabile. Per questo motivo, ad esempio, non vedo perché i “modernisti” debbano necessariamente inserirsi nella denominazione Chianti Classico: mi piacerebbe allora che questa denominazione riguardasse l’uvaggio comunemente usato fino a poco tempo fa, quindi “Classico” relativamente all’usanza classica, piuttosto che al territorio storicamente più antico.
    Ma se tutti questi signori amano tanto quelli che definiscono “vitigni migliorativi” (…de che?!? del Chianti?!? ma fatemi il piacere…), perche li vorrebbero a tutti i costi inserire, quasi nascondendoli però, nelle denominazioni come il Chianti Classico, il Brunello, il Barbaresco, e così via?
    Be’ allora sono stati molto più coraggiosi e onesti gli inventori dei Super-Tuscan…

  21. Ho letto l’articolo di Franco (a cui va la mia solidarietà) e dei vari post. Da consumatore, desideroso che vini che portano nomi di territori italiani portino con se l’identità territoriale e ampellografica italiane, sono felice che il post di Franco e/o di altri abbia sollevato questa vivace discussione e che, forse anche grazie a queste discussioni, la maggioranza dei produttori voglia restare legato a questa identità (questa la vera ed importante notizia). Il consumatore, almeno io, si aspetta che a denominazioni diverse corrispondano vini diversi e non vini uniformati dai vitigni “migliorativi” (uniformanti).

  22. Tutto questo mi fa ricordare che il vino è l’unico “alimento” ancora in commercio in Italia per il quale non c’è l’obbligo di indicare gli ingredienti in etichetta.
    (Sono un altro Paolo, quello di Torino e non quello là.)

  23. Pingback: » Chianti Classico producers decide not to allow Super Tuscans at debut tasting Wine Blog

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