Dolcetto d’Alba Nervo 2010 Pertinace a 2,99 € in Esselunga: compratelo subito!

C’è una grave crisi, evidente agli occhi di tutti, per uno dei vini più emblematici e simbolici del vigneto Piemonte, l’umile, quotidiano, popolarissimo Dolcetto.
Le vendite, ed è un fenomeno che tocca un po’ tutte le varie e troppo numerose denominazioni, sono nettamente calate anche nelle regioni, Lombardia e Liguria che storicamente, insieme al Piemonte, dove il Dolcetto, soprattutto nell’albese, ma anche nell’ovadese e nella zona di Acqui, è (non ho cuore di dire era) una presenza costante a tavola, sono state le roccaforti del successo di questo vino.
Come si è letto di recente, anche in questo post dove mi sono detto convinto che con vini del genere nessuna crisi è possibile, oggi ci sono molte inquietudini e perplessità, soprattutto da parte dei viticoltori conferenti di grandi cantine sociali che con le uve Dolcetto ci campano. Sempre con maggiore difficoltà.
Consapevole di questo oggettivo momento difficile di un vino che pure amo tantissimo, non sono rimasto stupito più di tanto quando nei giorni scorsi, recandomi, come faccio regolarmente (mia moglie dice che sono un azionista di minoranza del grande Bernardo Caprotti, patron di questa esemplare catena italiana), a fare la spesa all’Esselunga (c’è chi preferisce la Coop, io ancor più dopo la lettura di Falce e carrello, non ho esitazioni su quale sia il mio supermercato), ho avvistato sugli scaffali che ospitano la vasta e ben scelta selezione di vini, un’etichetta che conosco.
Un produttore esemplare, i cui Barbaresco, Marcarini, Nervo e Castellizzano, ho più volte bevuto e messo in degustazione. Con grandi soddisfazioni.
Parlo di quella efficiente cantina cooperativa, nata nel 1973 per iniziativa di Mario Barbero e di altri dodici viticoltori, che è la Cantina Vignaioli Elvio Pertinace di Treiso.

All’Esselunga sullo scaffale, inserito in un’offerta intitolata Grandi Marche prezzi corti, partita il 20 gennaio e valida sino al 2 febbraio, ho visto pertanto, proposto a 2,99 euro (con una riduzione del 25% rispetto al prezzo normale di 3,99 euro), il Dolcetto d’Alba Nervo 2010 della Cantina.
Bene, di fronte a simili offerte si possono avere due atteggiamenti diversi, come ho raccontato in questo post dove mostravo preoccupazione per il calo in picchiata dei prezzi, per un Barbaresco a meno di sei euro ed un Barolo a pochi euro in più.
Si può essere un po’ in ambasce, pensando che se i prezzi calano così è perché le vendite ristagnano, oppure, ragionando più freddamente nell’ottica del consumatore, rallegrarsi (ma senza esagerare, perché non c’è proprio da festeggiare, ché la situazione è delicata) perché teoricamente un numero maggiore di persone potranno accostarsi a questi vini.

In questo caso, dopo aver scrupolosamente acquistato una bottiglia di questo Dolcetto fresco di vendemmia e averlo assaggiato, vorrei invitarvi a fregarvene altamente della mia introduzione, a non pensare alla crisi del Dolcetto e a fare un atto di fede in questo vino fondamentale: andate all’Esselunga e ricordandovi che lo pagherete un terzo circa di quello che avete Già pagato sotto Natale un vino che magari avete acquistato per pura curiosità, perché siamo stati in molti a scriverne, perché il tam tam mediatico ed i discutibilissimi spot pubblicitari hanno sortito il loro effetto, fate scorta senza esitazioni di questo vino.
Compratene almeno un cartone, non curandovi, se siete dei seguaci della Coop, che in tal modo contribuirete ad arricchire il “capitalista” Caprotti. Chi se ne frega (anche del brutto tappo sintetico rosso)!
Comprando quel vino, stappandolo, gustandolo – io ieri sera tre bicchieri, ero a casa e non dovevo guidare – come ho fatto io godendomelo, renderete omaggio al lavoro di una cantina esemplare, che conta su una capacità produttiva di circa 4000 ettolitri di vino derivante dalle uve dei 70 ettari di proprietà dei soci.
E fornirete il vostro sostegno alla causa del Dolcetto e soprattutto, credete a me, vi porterete a casa un pezzo di Langa, gusterete quell’inimitabile mix tra terra, viole, frutta matura, mandorla e sottobosco, che è il gusto distintivo di ogni Dolcetto (questo è d’Alba) degno di questo nome.
E lo berrete con piacere, con la sua bocca viva e succosa, la sua nitida vena amarognola, l’acidità che spinge, il nerbo, il sale, quel gusto così fantasticamente terroso che nessun altro vino possiede, su ogni piatto quotidiano e gustoso che vorrete portare in tavola e sul quale questo vino da sostenere, si sposerà alla grande.
Chiamatelo pure “consiglio per gli acquisti”, lo è davvero! questo mio suggerimento, ma è solo un atto d’amore, con una precisa assunzione di responsabilità, perché non si può assistere, in silenzio, alla crisi di uno dei vini verità dell’universo vinicolo di Langa.
E se anche lo trovate sullo scaffale della Grande Distribuzione Organizzata, di quell’espressione più alta di GDO che è Esselunga a prezzi un po’ “stracciati”, nulla di male.
E’ un piccolo grande vino, che chiede solo, questo come tanti altri Dolcetto veri, che si creda in loro, anche prelevandolo dallo scaffale e portandolo, invece di tanti altri vini fasulli e modaioli, sulle nostre tavole. E’ anche con gesti come questo, amici miei, che noi consumatori possiamo fare “mercato”!

42 pensieri su “Dolcetto d’Alba Nervo 2010 Pertinace a 2,99 € in Esselunga: compratelo subito!

  1. Bravo Ziliani, il lunedì arrivano sempre post un po’ fuori dagli schemi, anche a rischio di non ricevere commenti.
    Io invece uno te lo mando di cuore, perché hai scritto di un vino che “vale la pena” di comprare a 2.99. Spesso sui blog specializzati si trovano descrizioni e consigli per vini di livello e prezzo medio-alto. Consigli più che graditi, ma ogni tanto a noi comuni mortali serve anche di sapere cosa scegliere per rientrare nel budget familiare.
    Grazie

  2. L’ho subito notato sabato scorso e sono rimasto un pochino “spaventato” dal prezzo, immaginando chissà quale fregatura. Conosco il loro barbaresco (che mi piace anche in relazione al prezzo imbattibile). In generale non sono un fan del dolcetto ma a questo punto scatta l’operazione cartone… Grazie della dritta 🙂

  3. Non sono amante del Dolcetto, che solo Beppe Rinaldi mi ha fatto riassaggiare dopo decenni, e sono fan di Esselunga dove cornifico Coop appena posso. Ho letto il convincente post e ho pensato “proviamo”.

  4. Non conosco i motivi che le fanno preferire Esselunga. Io e mia moglie ci andiamo perché rispetto a Coop e Conad il risparmio è netto, almeno per alcuni tipi di spesa. E rispetto ad alcune catene di Roma (mia moglie è di lì) come GS, Auchan e SMA, strano a dirsi, lo è ancor di più.
    Pensi che mia suocera e mia cognata vengono a trovarci sempre in macchina anche per poter fare tranquillamente la spesa all’Esselunga…
    Purtroppo a Pistoia (dove abito) la “politica” non vuole che Esselunga si espanda. Abbiamo una filiale Coop bella grande, tre filiali Conad e un enorme Panorama. L’Esselunga qui è piccola, del tutto inadeguata rispetto all’enorme ed affezionatissima clientela.
    Da toscano ignorante non conosco il dolcetto.
    Però a novembre c’era in promozione il Chianti Classico Castellare di Castellina 2009 a 7.99. Ne ho prese 4 bottiglie. La prima l’ho aperta con un caro amico un paio di settimane fa. Nonostante l’indubbia gioventù era davvero buono. E se rapportato al prezzo era superbo.
    Perché, come osservato da Nelle Nuvole, il problema principale è trovare un vino quotidiano compatibile con i bilanci familiari di fine mese. In questo, per esempio, ho trovato preziose le indicazioni di Slow wine. Per quel che può valere è una guida che consiglio a tutti.

    • provi ad immaginare quali siano i motivi, caro “bocca impastata”…
      Quanto al suo consiglio della guida Slowine, sottoscrivo, in totale, ma confesso, conflitto d’interessi: ho collaborato anch’io alla prima edizione di questa guida…

  5. Io invece i motivi per i quali Franco Ziliani preferisce
    Esselunga alla Coop li capisco e come.
    Sono di Livorno e qui di Esselunga non vi è traccia..lo
    capirà”bocca impastata”o no?
    Per ciò che riguarda il Dolcetto, a mio avviso, è uno dei
    vini più godibili e abbinabili in Italia, ma metterlo fuori
    a 2.99 a bottiglia è una grandissima cazzata.
    Il vino piemontese, sul piano commerciale,sta soffrendo,anche
    perchè nei mesi passati si è sviluppato al suo indirizzo un
    intenso quanto inspiegabile fuoco di artiglieria.
    Corriere della Sera, Repubblica..
    Se poi nessuno, mi riferisco anche al Consorzio, è in grado
    di suggerire una ”calmierata”dei prezzi..il polpo è cotto.

  6. Personalmente trovo questi post sempre molto stimolanti. Questo inoltre ha un occhio di riguardo anche per le finanze famigliari. Grazie

  7. @Giampiero Pezzuti: Il discorso su Esselunga sarebbe molto complesso e dovrebbe partire, secondo me, da un corretto inquadramento dei rapporti impari tra imprenditoria privata tout court ed il mondo delle cooperative, che hanno finito per utilizzare in modo distorto un’idea assolutamente sana (ciò che in Italia capita ben spesso).
    Che ci siano motivi politici alla base della mancata espansione nel centro Italia di Esselunga l’ho scritto nel mio precedente intervento. Mi chiedevo solo se il giudizio di Ziliani muovesse anche da informazioni in più in merito alla qualità dei prodotti o alla loro filiera.
    Vedrò di trovare questo “Falce e martello” per saperne di più.
    Caro Ziliani: conflitto per conflitto, potremmo sapere quali regioni ha curato nella guida?

    • @ bocca impastata
      Trovo mediamente molto elevata e superiore a quella di tutti gli altri supermercati, la qualità dei prodotti Esselunga. Questo detto premesso che a Bergamo, dove vivo, la Coop non é molto presente e non ho pertanto grandi elementi di confronto.
      Circa Slowine, ho curato 15 schede di aziende in Langa, Valle d’Aosta e una in Oltrepò Pavese. Una bella esperienza, interessante, che al momento non so se replicherò anche nel 2011. Questo anche se con Gariglio e Giavedoni é stata una collaborazione ottimale.

  8. Beati voi che vivete in grandi citta! Avete la scelta tra catene di supermercati dove scegliere i vini migliori ad un prezzo giusto. Vivendo io nella zona di produzione (Langhe/Roero)dei blasonati Rossi locali, noto una cosa strana: se ti rechi direttamente da un produttore per comprare 12 bottiglie, tranne pochi casi,o cantine sociali, ti sparano un prezzo uguale o superiore a quello che trovi in enoteca…
    In compenso, in paese abbiamo Eataly, dove possiamo sbizzarrirci, (borsellino permettendo) tra Supertuscan, Champagne, Barolo e Barbarescho dai grandi nomi… il tutto tra i 100 e 350 euro alla bottiglia! Per i comuni mortali devo dire che oltre al Già, a 9,80 in questi giorni si trova (una bottiglia a testa) un ottimo Langhe Rosso di Serralunga a 2,80 la bottiglia…

    • Già? E di cosa si tratta? Per favore, torniamo a parlare di vini seri, di vere espressioni del territorio di produzione, non di brillanti (?) invenzioni di un fenomeno del marketing, di un super commerciante che saprebbe vendere il ghiaccio anche agli eschimesi…

  9. Essendo sulla via di casa ne ho approfittato per prelevare il cartone. Aperta la prima bottiglia ieri sera (il mio primo 2010 dell’anno) con grande soddisfazione. Detto questo, anche a 4 euro un rapporto qualità/prezzo incredibile. Bella scoperta. Grazie.

  10. Eccellente segnalazione. Ne ho prese 4 bottiglie 3 giorni fa e leggere questo post ha confermato le mie ottime impressioni. Concordo anche sull’Esselunga che specie nel settore alimentare è una catena di altissimo livello. Inoltre a un’ampia fascia di prodotti biologici che per mi come il sottoscritto ha una bambina piccola sono ideali. Provate a entrare a un supermercato solo bio senza la master card illimitata e mi direte. In quelli più grandi poi (io vado a Pioltello) si trova anche dell’ottimo pesce

    • e adesso aspettiamoci da qualche imbecille (quanti ce ne sono che circolano in Rete, anche nella wine blogosfera!) l’accusa di fare pubblicità occulta (mica quella ufficiale di VinoClic) per l’Esselunga… Scommettiamo che qualche idiota ci arriva?

  11. Lavoro come tecnico da 15 anni nel settore alimentare. Prevalentemente mercato estero. Posso a ragion veduta confernare:
    – l’estrema “povertà della GDO” Italiana, alla faccia ti tutto il can can televisivo sulla presunta “qualità” del made in Italy (che riguarda solo le produzioni di nicchia).
    – l’anomalia Esselunga per quanto riguarda la qualità dei prodotti (molti di quelli a marchio proprio se li producono in loro stabilimenti…) davvero eccellente.
    – l’indiscutibile attenzione di Coop verso la sicurezza igienico alimentare (dove sono passi avanti rispetta agli altri).
    Su argomentazioni di altra natura non mi esprimo (non essendo competente).

    • confermo quanto dice Gaetano: la qualità di molti prodotti che Esselunga si fa produrre direttamente – cito gli eccellenti sgombri in olio d’oliva della linea Esselunga top: veramente squisiti – é notevole. Su Coop non essendo un frequentatore dei suoi punti vendita (a Bergamo ce n’é uno solo), soprattutto per motivi politico-ideologici, non ho elementi per pronunciarmi.

  12. Secondo me esselunga tratta il cliente come persona matura ed esigente; coop come persona da tutelare. hanno due storie diverse e due clientele diversissime…
    questo dolcetto è proprio un bell’acchiappo, ma sono d’accordo con pezzuti@ che chi di dovere(?) avrebbe dovuto impedirne la ‘svendita’!

  13. Una domanda signor Ziliani: perché dice di non frequentare la coop per motivi ideologici e poi collabora con Slowine? I motivi ideologici valgono sempre o di volta in volta? e poi mi faccia capire: la nutella alla coop è più di sinistra della nutella alla esselunga? Ci sono modi di ragionare che trovo decisamente infantili.

  14. Il motivo del prezzaccio,secondo me,è che ”affogano”nel
    vino.
    Il Piemonte non fa marketing,fa poco enoturismo(anche se chi
    l’ha inventato è molto antipatica),pubblicizza poco il suo vino e
    le sue splendide terre.
    Ci sarebbe bisogno probabilmente di qualche buon supporter
    politico(Zaia docet)che si prendesse a cuore il problema.
    Ora,per esempio, il 150°anniversario dell’Unità nazionale,
    potrebbe essere una bella occasione per parlare del Piemonte
    e del suo vino.
    Perchè l’Unità, nel bene e nel male,l’hanno fatta i piemontesi(Cavour e i Savoia), verò?
    O c’è ancora qualcuno che crede alla favoletta di Garibaldi,
    dei Mille, di Mazzini…?

  15. salve, avevo visto in esselunga un loro barbaresco a prezzo stracciato che non ho preso per (legittima) diffidenza ora, se lo troverò, comprerò il vino segnalato. Nonostante sia toscano sono bisex, frequento cioè esselunga e coop, indifferentemente ed inoltre lavoro nel settore agroalimentare da ca. 20 anni per cui qualcosa da dire sul compotamento dei due colossi l’avrei.
    esselunga è stata per anni la rolls royce dei supermercati, ha insegnato a tutti il look, la disposizone e l’estetica della GD. Basta (e questo vale anche ora) guardare all’abbigliamento delle cassiere o alla disposzione curata delle merci sugli scaffali. Per dire di un terzo incomodo, carrefour, non c’è neppure paragone, in questo caso i francesi neanche li vediamo. passiamo ora ai prodotti: entrame le catene stanno attente alla salubrità del prodotto, ed entrambe “strozzano” il produttore. I ricarichi che praticano, anche in promozione, sono semplicemente allucinanti. Pagano per dire 6,90 un formaggio pecorino al kg e lo vendono a 12,90 in proomizione sconto 30! Più o meno lo fanno entrambe. Entrambe hanno un approccio “didattico”, la coop ha gli ammenicoli che piacciono ai compagni, dall’equuo e solidale al bio, al piccolo produttore locale che fa tanto chic e km 0 (boiata pazzaesca, ma tant’è , come slogan è perfetto, ma è come quel film, sotto il vestito nulla) e l’esselunga è più ammantata da un’aurea di vago liberismo ed efficentismo. Sui prezzi, almeno qui da me, siamo li, forse su alcune refreneze commodity la spunta eselunga (pasta de cecco per esempio) sulla qualità devo dire che:
    sul pesce la Coop batte esselunga alla grandissima, non alla grande. il sistema di esselunga, così centralizzato su piattaforma, rende impossibile un approvvigionamento più “locale” con il risultato che il pesce di coop è generalmente migliore. Idem per le verdure, ho l’esselunga a 300 mt ma credetemi, non ne vale veramente la pena, o meglio, l’aspetto è vincente, ma nulla a che vedere con il mercato. Coop si salva appena perchè ha fornitori pià vicini, ma anche qui perde con il mercato.
    Prodotti a marchio: se li fanno produrre entrambi, se volete vedere chi fa cosa e per chi guardate il bollo CEE del patifico, salunifico o caseificio e scoprirete chi li fa. Scoprirete anche che il mercato si va sempre più concentrando…praticano comunque entrambi un’astuta politica per cui le aziende “molto esposte” con l’uno o con l’latro non vengono solitamente selezionate per il medesimo prodotto a marchio, chiaramente per evitare confronti reali di prezzo…comunque fat un gioco. prendete il prodotto a marchio x, diciamo per comodità un formaggio asiago. Visto il bollo? bene fate il confronto con un’altro asiago..hanno lo stesso bollo? e quello non a marchio costa un po’ di più, vero? bene sono il medesimo formaggio, solo che la brutta etichetta a marchio serve un po’ a farvi sentire in colpa, a svilirvi, comprate il brande a 60 cent di più…La plama d’oro pr le peggiori confezioni marchi va la ior fiore coop, sono viola-marrone, veramente ci vuole tutta per metterl n carrello!
    Infine, entrambi, al di la delle belle dichiarazioni etiche, farebero bene a rispettare le direttive europee e pagare con limte massimo a 60 gg, mentre qui si veleggia su 110-120 e tanti saluti. E i contratti possono essere sciolti in un battibaleno…così tu h ti sei attrezzato per fare un certo lavoro te lo trovi, insomma nel bunga bunga. entrambi oltre a sconti inserimneti promozioni etc sono voraci accalapiatori di soldi promozionali per l’apertura dei pdv.
    Ah, dimenticavo, sarei anche un compagno, ma il libro di Caprotti è irresistibile e largamente condivisibile (non tutto, non tutto)
    Ciao

  16. Non è comunque un dogma che il vino debba essere venduto caro. Il vino deve essere onesto. Noi cerchiamo di vendere il nostro vino ad un prezzo che i soci della nostra cantina si possano permettere di spendere (questo è il nostro parametro) proprio per restare all’interno di quel concetto di consumo quotidiano. Il prezzo è inoltre legato ovviamente ai volumi che, nel caso di un cliente come Esselunga e di una cantina di dimensioni medio piccole come la nostra, sono da ritenersi senz’altro importanti. Inoltre questo Dolcetto Alba è in vendita esclusivamente in Esselunga e solamente lì può essere acquistato. Fa comunque molto piacere sapere che il nostro vino sia stato così apprezzato da dei veri intenditori a prescindere dal blasone dell’azienda.

  17. Mi permetto di evidenziare che durante l’anno all’Esselunga ci sono promozioni che consentono di acquistare attorno a 5 euro validi vini di Colterenzio, della Cantina di Caldaro, della Cantina Santa Maddalena, il Dolcetto di Podere Einaudi, il verdicchio Pievalta e per un paio di Euro in più il Verdicchio di Villa Bucci, il Chianti di Castellare, il Barbaresco dei suddetti VIgnaioli di Pertinace. Se non erro, lo sconto rispetto al prezzo normale è quasi tutto in capo al distributore che chiede solo un piccolo sconto al produttore. Ma Esselunga incassa cash e paga a xxx giorni.

  18. Riassumendo tutti felici : i soci della cooperativa, i distributori, i consumatori, i critici. Bene. Esiste il vino degno di questo nome a 3 euro con la soddisfazione di tutti. Al prossimo esempio virtuoso 🙂
    P.S. Anche il barbaresco Nervo è buono!

  19. Sebastiano,non è questione di ragionamenti infantili,la real
    tà è che(non so in che zona vivi)la Coop è un’organizzazione
    che impedisce alla concorrenza più temuta,vedi Esselunga, di penetrare nei suoi territori,con ogni mezzo,
    lecito o meno lecito. In Toscana,Umbria ed Emilia Romagna,per
    il momento, funziona così.
    Quindi la nutella dell’Esselunga non è che è di destra, sa
    soltanto un pò più di libertà.

    • grazie per la segnalazione, utile, perché si tratta di un blog che non leggo.
      Ho così replicato, augurandomi che pubblichi, all’autore del post:
      “ricordo all’autore di questo blog che é giusto e legittimo dissentire e non essere d’accordo con quanto ho scritto. Mi fa molto piacere questo dissenso. Quello che non accetto é che l’autore di questo blog mi definisca, pensando di liquidarmi, “giornalista spocchioso”. Questo non é più legittimo e doveroso diritto di critica. E’ altro. Che non accetto e che rende il ragionamento, interessante e coerente, di chi ha scritto, meno forte.
      Franco Ziliani, quello, come ha sostenuto un commentatore, arrivato “alla frutta”. “

  20. @GIAMPIERO PEZZUTTI
    In Piemonte il governatore è della Lega, per cui dei 150 anni dell’Unità non solo non si cura, ma anzi qualunque iniziativa che possa in qualche modo richiamarla è vista come fumo negli occhi, anche se questo potrebbe avere positive ricadute sul territorio in forma di riscoperta di posti bellissimi e di pubblicità “culturale” di alcuni prodotti. Che il Piemonte sia stato il motore di questa Unità è meglio dimenticarlo, per quei signori. Prova ne è l’ultima polemica sul vino di Cavour..

    Per il resto: Cavour e i Savoia certo, e con loro i Francesi e gli Inglesi, senza i quali non avremmo mai sconfitto gli Austriaci e tolto il potere temporale al Papa. E poi figure come Mazzini, i fratelli Bandiera, Garibaldi, che sono tutt’altro che favola. E’ storia

  21. come fa a dire che non lo legge se l’ha pure segnalato tra i wine blog italiani

    Wine blog italiani

    Acquabuona blog
    Amici di vini
    Appunti di gola
    Appunti di viaggio
    Aristide
    A….

    • ma é semplicissimo Luca (ammesso e non concesso che lei sia Luca e non invece..). Nei miei link segnalo, pensando di offrire un servizio utile al lettore, tanti siti e blog, anche quello di cui lei mi ha fornito premurosamente il link, ma mica li leggo e consulto regolarmente tutti. E siccome sono “spocchioso”, continuerò a lasciarlo tra i link segnalati. Chissà che magari a qualcuno non venga voglia di leggerlo… Non lo dice il Vangelo che occorre aiutare i meno fortunati? 🙂

  22. Guarda Antonio che la valorizzazione della storia e del ruolo
    del Piemonte come forza traente del processo unitario,nonchè
    come PRIMA regione del vino(lo dico da toscano),è di primario
    interesse per chi la governa,a qualunque schieramento egli
    appartenga.
    Per quanto riguarda la galleria dei personaggi ribadisco che
    a smazzare le carte sono stati Cavour e Vittorio Emanuele II°.
    I Fratelli Bandiera non se li è mai filati nessuno, Mazzini
    era un povero depresso che è scappato a Londra(come De Gaulle)e per quanto riguarda Garibaldi…lasciamo perdere,
    ci siamo capiti.

  23. Evidentemente non mi sono spiegato bene. Nessuno nega la centralità del Piemonte nel processo unitario.
    Nè che sarebbe dovere ricordarlo sempre. Mi limito a contastare la realtà attuale riguardo soprattutto alle celebrazioni.

    Per quel che concerne i personaggi cosiddetti minori, è ovvio che nessuno da solo è stato decisivo. Ma se Mazzini, che minore non è, è solo un povero depresso, vuol dire credere che il processo unitario si è svolto tutto in una battaglia e amen.
    E mentre Cavour faceva il regista da quel gran politico che era, per dirla come Lei smazzava le carte, altri queste carte se le giocavano: gli Inglesi, senza i quali l’accesso alla Sicilia sarebbe stato impossibile, i Francesi, e quei mille e altri che hanno seguito il vituperato Garibaldi in giro per l’Italia fino a Roma. A ciascuno il suo. Non è stato decisivo? Opinioni. E’ stato attivo, quantomeno, in una storia d’Italia passiva dall’impero romano in avanti.

  24. Comprati due cartoni, considerata la mia passione per i grandi vini beverini come dolcetto, barbera, torrette, ecc…
    l’ho assaggiato questa sera per accompagnare un piatto di fave secche con piedino di maiale e coste…. e non posso che darle ragione, ottimo vino con un prezzo a dir poco sorprendente.
    Ho notato una leggerissima vivacità nel vino che splendidamente accompagnava il mio piatto, inoltre considerata la sua giovane età e la consistente alcolicità ritengo possa esprimere il massimo tra uno/due anni.
    Che ne pensa?

  25. Oggi ho acquistato sempre all’esselunga un cartone di barbaresco della stessa cantina a circa 7 euro in offerta,non l’ho ancora assaggiato,qualcuno può darmi un giudizio? PS Quando trovo il dolcetto lo prendo! Ciao

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