Quest’anno niente Anteprima Amarone (della Valpolicella ça va sans dire…)


Dovrei fregarmene, trattandosi di una scelta assolutamente personale di cui non devo rendere conto a nessuno.
Però prima che qualche imbecille, (abbondano anche tra i colleghi e nella blogosfera, popolata da carneadi et similia che si credono dei padreterni e degli esperti perché senza una preparazione e una seria cultura enoica alle spalle hanno aperto da due giorni un wine blog e pensano di insegnare al mondo cosa sia il vino) salti su a ciarlare – “visto che quest’anno Ziliani non l’hanno invitato? Così impara a parlare male dell’Amarone…” – mi corre obbligo fare questa veloce precisazione.
Niente Anteprima dell’Amarone della Valpolicella 2007 oggi ed eventualmente domani, ma non perché il Consorzio non mi abbia invitato, cosa che ha fatto con una grande quantità di soggetti me compreso, in una logica, quella degli inviti alle varie manifestazioni sul vino che è ormai quella del “cani e porci”, o del chi tardi arriva male alloggia, ma perché ho scelto io liberamente, quest’anno, di restarmene a casa.
E di sottrarmi all’ennesima degustazione di “vini da batteria”, dove sei chiamato ad assaggiare in breve tempo una quantità inverosimile di campioni.

Niente Amarone (della Valpolicella, ça va sans dire) meglio restarmene a casa a riposare, scrivere, meditare, meglio lasciare ad altri il piacere di entusiasmarsi, se ci riescono, questo vino che da chicca deliziosa di nicchia è ormai diventata un’indistinta wine commodity con poche – rare eccezioni a parte – connotazioni territoriali.
Come ho scritto, questa splendida zona collinare in provincia di Verona si è talmente “amaronizzata” puntando in maniera tanto disordinata, esagerata e sbagliata, come hanno dimostrato alcuni clamorosi “marcia indré” decisi, meglio tardi che mai, da un rinsavito Consorzio, che ho praticamente smesso di frequentarla.
Lascio ad altri, pertanto, agli ingenui affascinati dal coté sperimentale di questa zona classica del vino veronese, a quelli che magari trovano “figo” e moderno l’Amarone prêtàporter con packaging borchiato, ai celebratori, a comando, perché sono “indipendenti”, delle cosiddette famiglie dell’Amarone d’arte così autodefinitosi, sdilinquirsi per i 50-60-70 Amarone della Valpolicella 2007 che avranno trovato in assaggio a Verona presso Veronafiere.

Io quello che penso dell’Amarone della Valpolicella, quello vero, l’ho scritto recentemente qui, e la passione per la Valpolicella me la tengo, segretamente, nel cuore.
Tanto che proprio tra una settimana nel cuore della Valpolicella ci tornerò. Ma solo per una cena, tra amici, con due wine blogger americani, di quelli seri, che sarà un vero piacere salutare e riabbracciare proprio in questo angolo bellissimo del vino veronese, veneto e italiano…

foto di Giuseppe Marzagalli

28 pensieri su “Quest’anno niente Anteprima Amarone (della Valpolicella ça va sans dire…)

  1. caro Franco, condivido magari l’esasperazione nei confronti degli appiattimenti che vengono inflitti ai più prestigiosi emblemi delle nostre produzioni di pregio (siamo ancora molto miopi).
    Riflettevo anche sul successo del post sul Dolcetto low cost(a parte le sciocchezze dei soliti che devono polemizzare anche a costo di apparire – appunto – un po’ duri di comprendonio).
    Questi due pensieri, incontrandosi, ne hanno prodotto un terzo: perché non ci dici qualcosa in più degli Amarone odierni (una specie di punto della situazione)?
    Leggendo il tuo blog – e gli interventi, spesso ricchi e interessanti, dei tuoi ospiti – si impara anche molto, perché qui non c’è solo dialogo e polemica, ma anche servizio…

  2. Chiunque ti legge conosce la tua profonda onestà…non perdere tempo in spiegazioni; parlaci dei vini che tu garantisci al 100% così li potremo acquistare e gioire di prodotti eccezzionali. Buon lavoro. marcello

    • grazie a Marcello e grazie a Silvana, troppo gentili, quasi come il mitico Enzo!
      lo so che ho sbagliato a non andare, che non avendo assaggiato non potrò avere il polso, come l’ho avuto gli anni scorsi, del livello medio dell’Amarone della Valpolicella oggi. Ma so benissimo dove andare e cosa assaggiare, ad esempio i vini già segnalati delle Ragose, quando avrò voglia di trattare nuovamente di Amarone della Valpolicella e di raccontarvelo.
      Vedremo di fare un ripasso veloce sabato prossimo, quando sarò a cena in un locale di Negrar con gli amici Jeremy Parzen (e signora) e Alfonso Cevola. Ringrazio pubblicamente Giampiero Nadali per avermi suggerito questo locale che non conoscevo

  3. Visto che abito in provincia di Brescia, VALLECAMONICQA, e quindi vicino alla Valpolicella indica ache a me il locale di Negrar…avrò modo di provare sicuramente cibi ottimi e Amarone come dici tu. grazie marcello

  4. Franco, anche se non sono sempre d’accordo con quello che scrivi, penso che per l’Amarone hai ragione. Il problema della scelta, intanto, a me non si pone neanche perché non mi invitano e non mi hanno mai invitato. Meglio così. Forse sono ancora arrabbiati con me perché li ho trattato male sulla guida del Gambero all’inizio degli anni 90 – quando al Gambero il vino cattivo si chiamava ancora vino cattivo e di “tre bicchieri” per il Veneto ne avevo “a disposizione” uno o due. E anche inutile battersi o discutere perché coi commercianti – e nel Veneto si tratta storicamente e quasi esclusivamente di commercianti – non si discute di cose serie.

  5. la capisco benissimo, “caro” Ziliani. Spesso una voce fuori dal coro e non adulatrice per definizione può essere molto più utile e gradita. Anche i “re”, a volte, si stancano dei loro adulatori. E poi, magari, a qualcuno (pochi immagino) interessa il vino e non le sue reazioni personali alle degustazioni e agli inviti… Direi che quelli sono fatti suoi, privati, addirittura (non vorrei sollevare gli animi!) insignificanti…
    Buona NON degustazione!

    • ma grazie ancora “carissimo” Enzo! Certo che lei é testardo a parlare di “re”, e “adulatori” che figurano solo nella sua fervida fantasia e non nella realtà.
      Sono d’accordo con lei che per chi legge questo blog alla ricerca di notizie sui vini, magari per avere anche qualche indicazione su aziende meno note, qualche “suggerimento”, il fatto che io non sia andato ieri all’Anteprima Amarone non é notizia interessante, anzi, “non gliene può fregare di meno”.
      Ma le sfugge lo spirito di questo blog, che é quello di un diario enoico in pubblico. Ed é proprio nel rispetto di questo spirito, di questo tipo di dialogo instaurato con i lettori, che non sono e non devono mai essere adulatori (domine non sum dignus…) che ho deciso, senza alcuna “spocchia” (che rimando al mittente al giovin carneade che mi accusa di darne prova), di raccontare perché non sia andato ieri e oggi a Verona. Mi creda.
      buona domenica a lei e mi stia bene

  6. Solo per amor di precisione, cito da Vikipedia il significato della parola BLOG:
    ———————————————

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    In informatica, e più propriamente nel gergo di internet, un blog (blɔɡ) è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da un ente, in cui l’autore (blogger) pubblica più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i propri pensieri, opinioni, riflessioni, considerazioni ed altro, assieme, eventualmente, ad altre tipologie di materiale elettronico come immagini o video.

    Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero “diario in rete”[1]. Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer, del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby. Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.”
    ———————————————-

    Quindi caro sig. Enzo, senza voler aggiungere altro le dico che se vuole lo puo’ aprire un ble blog dove dire fare le sue considerazioni(presonali e anche private), e nessuno le dirà nulla, come nessuno dovrebbe dire nulla al Sig. Ziliani su quello che pubblica sul SUO blog, dove è Titolato a scrivere i suoi pensieri, opinioni, riflessioni, etc etc…
    E ovviamente ne risponde in quanto Titolare e Moderatore.

    Un caro saluto
    Andrea

    • caro Angelo, la rinuncia all’anteprima del Taurasi era dettata da motivi di orgoglio e dignità dettati da quello stravagante tipo di invito ricevuto. La rinuncia all’Anteprima Amarone é invece una scelta di carattere estetico, perché adoro la Valpolicella ma la deriva amaronista di questi ultimi anni, da qui la Valpo si sta lentamente riprendendo, mi ha fatto passare la voglia di andare a sorbirmi ieri 60-70 Amarone…
      Ma conto ugualmente di scrivere di questa bella zona, magari dopo qualche visita mirata da farsi nei prossimi mesi…
      Quanto al 2007 per quanto riguarda i vini base Nebbiolo, con buona pace del sommo Bruno Giacosa, io preferisco di gran lunga i 2006…

  7. caro Angelo,
    nessuno vieta di sfogarsi su un Blog, facendo felici gli ammiratori che vogliono sapere ogni attimo della vita dello scrittore, ma non dovrebbe essere nemmeno vietato commentare in modo “leggermente” diverso dalla regola… O sbaglio? Chi espone le proprie idee pubblicamente dovrebbe aspettarsi anche questo…
    ricambio i saluti

    • e difatti Enzo i suoi commenti vengono regolarmente pubblicati, no? Ho deciso invece di cassare e cestinare automaticamente pseudo commenti inviati da provocatori matricolati. Il blog é casa mia e decido io a chi aprire la porta

  8. Fatta salva l’opinione sul prodotto Amarone che è condivisile e condivisa, non dovrebbe un operatore del settore, giornalista o blogger che sia, comunque partecipare all’evento?

  9. caro Ziliani, mi permetta di farle un piccolo appunto concettuale: se il blog fosse veramente una casa personale, in cui accettare solo chi è gradito, sarebbe bene non sbandierare a destra e a manca ciò che capita al suo interno. Se io racconto pubblicamente ciò che succede nelle quattro mura domestiche, come faccio poi a dire che la privacy va difesa e viene accettato solo chi non provoca? La porta dovrebbe essere sempre chiusa o sempre aperta, altrimenti c’è un profondo sbilanciamento… Per non richiamare fatti di tutti giorni: che fa i festini a casa sua e permette che si sappia in giro (volente o nolente), non può certo poi pretendere che si chiudano gli occhi e non si giudichi…
    Questioni di lana caprina, sicuramente…ma…

    • beh Enzo, ammetterà che di Ruby, escort e ninfette varie, in questa “casa” non c’é nemmeno l’ombra. In compenso é frequentata da Signore Sagge come Silvana, Nelle Nuvole e Briscola. E dovrà pur ammettere che nel cambio ci ho, ci abbiamo tutti, profondamente guadagnato…

  10. caro Franco, perfettamente d’accordo… Non volevo certo fare paragoni di quel genere. Solo un’analisi del significato di casa “aperta” in ambo i sensi… Tutto lì… Il succo era: chi non vuole ospiti ingombranti non dovrebbe parlare troppo di ciò che capita nel privato (sia di fatti che di pensieri). Io sarei più disponibile anche verso i “disturbatori”. La dialettica è sempre la migliore arma. A volte, un sano scontro verbale può servire a molti. Basta che non si cada nella volgarità, ovviamente… Di quella ne abbiamo già a sufficienza nella cara e indispensabile TV… Io scrivo e partecipo attivamente a un sito di astronomia (che ha molti commenti, quindi quasi un blog) e si accetta di tutto e di più, troncando solo gli insulti. E si impara sempre qualcosa… Ad esempio, io sono contro al riscaldamento globale e ne scrivo spesso. Ottengo critiche pesanti che cerco di controbattere con dati di fatto (quando sono in grado), ma le accetto volentieri e sono sempre istruttive. E mai mando al diavolo o tratto malamente chi critica me e le mie idee. Spero ancora nella libertà del pensiero e dell’espressione. Le visioni unilaterali e proposte come atti di fede ricordano molto le notizie televisive di tipo scientifico e non solo…
    In ogni modo, ognuno ha il suo modo di ragionare e pensare. Finchè si potrà!!

  11. ..enzo@, mi sembra corretto, però, che il ‘padrone di casa’, oltre a buttar fuori quelli che insultano e che insinuano, difenda il ‘tone of voice’ del sito chiudendo fuori anche quelli che vorrebbero sporcare il pavimento, solo per il gusto di farlo!

  12. cara Silvana,
    in Giappone si fanno togliere le scarpe e si offrono le pantofole prima di entrare. Non si modificano e non si escludono, però, le idee. Il pavimento non si sporca, ma resta libera la possibilità di esprimersi, senza dover seguire atti di fede decisi a priori….

    • Enzo, non le ho mai chiesto e non le chiedo, per intervenire qui, di modificare le sue idee e di inchinarsi alle mie. Mantenga le sue e dialoghi civilmente e sarà sempre il benvenuto, anche quando legittimamente contesterà quello che scrivo. Ma si rassegni all’idea che sia io a decidere la “road map” dei miei blog. Questo e Lemillebolleblog.it

  13. “caro” ha molti significati… (a caro prezzo, un vestito caro, una persona cara, caro mio, un obiettivo che mi sta caro, ecc., ecc.). Sicuramente, li utilizzerò tutti o quasi -se necessario-

    Faccino allegro e leggermente dispettoso (nella mia ignoranza informatica non so dove prenderlo…..)

  14. @Enzo, buongiorno: in Giappone – appunto – ti fanno togliere le scarpe e ti offrono le pantofole.
    Non credo che su questo blog si vogliano ‘censurare le idee’, per balzane che possano essere.
    E’ auspicabile però che qui e altrove si censurino gli interventi – anonimi e non – insultanti, insinuanti, degradanti, diffamanti e diffamatorii.
    Questo non impedisce a nessuno di dire perché “non mi piace quello che fai e spiego a tutti perché, pubblicamente”, o di chiedere conto di una scelta.
    Basta saperlo escprimere civilmente.
    Ma se a qualcuno “non piace Ziliani” in modo così estremo e incontrollabile (può capitare), basta che giri alla larga da questo blog, così evita di farsi il sangue amaro, di ricorrere a minacce, di sventolare avvocati, di gonfiare i muscoli, di bersi il cervello.

    So che ci sono molti che seguono con attenzione grandissima questo blog (e non per passione dialettica), eppure non intervengono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *