Un grande nome del Brunello, Mastrojanni, contro il cambio di disciplinare del Rosso di Montalcino


Ecco il testo della lettera con oggetto “proposta di nuovo disciplinare di produzione di vino Rosso di Montalcino” inviata all’attenzione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e per conoscenza a tutti i Soci dal Presidente e dall’Amministratore Delegato dell’azienda Mastrojanni srl di Montalcino, rispettivamente Francesco Illy e Andrea Machetti.

“La scrivente Azienda vuole manifestare il disappunto, a tutto il Direttivo ed ai Soci del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, in merito alla proposta del Consiglio di Amministrazione dello stesso per l’ipotesi di cambio del disciplinare di produzione in oggetto, poiché riteniamo che, così facendo, andremmo a produrre un vino che non ha più una sua identità di territorio e si trasformerebbe invece in uno dei tanti prodotti sul mercato. Un vino costruito con tagli di percentuali di altri vitigni autorizzati in Toscana, andando così a perdere quella particolarità che invece questo prodotto ha da anni, cioè quella di essere un vino in purezza.
Un vino di questo tipo era già possibile con la Doc Sant’Antimo. Ci chiediamo: “perché questo tipo di vino non è riuscito a decollare?”, perché, a nostro modesto avviso, questa formula NON E’ VINCENTE!!
Sicuramente l’effetto trainante del nostro Rosso di Montalcino un vino più facile, inizialmente, permette la vendita di più bottiglie, ma alla lunga questo blend si ritroverà a fare i conti con migliaia di altri blend provenienti dall’Australia alla Francia, dal Cile alla California, che hanno costi di produzione molto inferiori ai nostri. Ovvero abbiamo un prodotto che rappresenta il nostro territorio: con questa legge gli togliamo l’identità.
Noi riteniamo che il problema più grande lo abbiamo con il quantitativo delle bottiglie di Brunello e non con il Rosso in quanto l’offerta supera di gran lunga la domanda, per cui ci chiediamo… non vale invece la pena di declassare maggiori quantità di Brunello di Montalcino per fare dei Rossi migliori?
Smettiamo di considerarlo un sotto-prodotto del Brunello ed iniziamo a vederlo come un vino a sé: ci permetterebbe di riposizionare il Brunello ai livelli che gli spettano e che ora ha perduto!
Poi c’è spazio per le fantasie di tutti utilizzando vini ad Indicazione Geografica o denominazioni alternative.
Speriamo vivamente che l’Assemblea dei Soci del 15 p.v. ci porti tutti a riflettere prima di prendere una decisione così importante: questo cambio di disciplinare, annacquando la tipicità dei nostri vini all’interno dell’immensa offerta mondiale, finirà col danneggiare innanzitutto il territorio e secondariamente i produttori.
Vi ringraziamo per averci ascoltato e Vi inviamo i nostri più cordiali saluti.

Il Presidente
Mastrojanni srl
Francesco Illy

Amministratore Delegato
Mastrojanni srl
Andrea Machetti”.


Non c’è una sola parola d’aggiungere, se non sottoscrivere in toto e dire all’ilcinese d’adozione (è triestino) Illy e a Machetti bravi, bravissimi!
Con questa lettera testimoniano nel modo più chiaro il loro attaccamento al territorio, a Montalcino, alla sua identità vinicola, a quel prestigio che tutto il mondo non vuole più vedere intaccato.

17 pensieri su “Un grande nome del Brunello, Mastrojanni, contro il cambio di disciplinare del Rosso di Montalcino

    • mi permetto di aggiungere una cosa: di segnalare all’attenzione dei lettori di Vino al vino l’azienda Mastrojanni. Non fa solo ottimi vini, ma ama veramente Montalcino e lo sta dimostrando in tutti i modi. Ricordiamocene consumatori di queste evidenze quando andremo ad acquistare Brunello. Ricordatevi chi avrà parlato e chi avrà taciuto, chi avrà dimostrato di amare veramente il Sangiovese di Montalcino e chi ha fatto lo gnorri o peggio…

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  2. Gente che conosce anche l’esistenza di un orizzonte temporale più lungo, che non sia mettere una pezza nei prossimi 2/3 bilanci.
    Speriamo proprio che i Montalcinesi, con la M maiuscola, di nascita o di adozione, abbiano un moto di orgoglio.

  3. L’Italia ha come grande patrimonio l’unicità dei suoi territori e delle sue produzioni pregiate.Omologarsi al ribasso avrà come conseguenza la distruzione dei punti di forza delle nostre produzioni migliori . Il Consorzio di Montalcino, dopo lo scandalo del Brunello, speriamo si ravveda ed eviti altri drammatici errori.Ma se nessuno in Italia si dimette mai, la gestione rimane nelle mani di chi sbaglia e poi persevera pure.Un augurio a Montalcino da un piccolo produttore di Dolcetto del Monferrato. Silvia Imperiale

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  5. Concordo in pieno con l’affermazione che l’aggiunta di altri vitigni all’interno del Rosso di Montalcino porterebbe una perdita di identità…molto spesso la bramosia di vedere i bilanci in arrivo con un trend positivo fanno fare scelte che si rivelano negative con il passare degli anni… I vini autoctoni sono i soli a renderci U N I C I nel mondo!

  6. un cordiale saluto a silvia imperiale, una che il marketing sa bene che cos’è e che sa anche come usarlo a fin di bene. (Non come chi si fa pagare per dire quello che vuole il ‘committente’).
    forza silvia, vai col dolcetto!

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  9. do pienamente ragione al sig. illy e al dott. machetti il rosso e gia un ottimo prodotto non serve rovinarlo per questione di moda ho
    che sia,qualcuno ha gia provato ad annacquare il brunello con altre
    uve evidentemente non contenti ora provano con il rosso,teniamoci
    stretti i nostri grandi prodotti e cerchiamo difenderli da mode
    e marketing selvaggio,bravi sig.illy e dott. machetti.

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