Brunello di Montalcino 2006: i vini che mi sono piaciuti

Archiviata anche l’edizione 2011 del Benvenuto Brunello, l’anteprima delle nuove annate dei grandi vini base Sangiovese (ancora 100% per il momento) di Montalcino.
Anche quest’anno mi resta il rimpianto di non avere avuto materialmente il tempo di degustare tutti i vini che avrei voluto. Di aver dovuto “saltare” la ventina di riserve 2005 presentate e soprattutto la ricca scelta di Rosso di Montalcino 2011.
Il vino che, con “geniale” scelta di data del super creativo Consorzio guidato dal baldanzoso cavalier Rivella (votazione fissata per martedì 15, con apertura del Benvenuto Brunello esattamente tre giorni dopo, il 18: ma che bella pensata!) e dall’ercolino sempre in piedi, al secolo il direttore (S)Campatelli, avrebbe dovuto cambiare veste, aprendo ad una quota di vitigni internazionali e che invece, almeno per tre mesi, sino alla prossima votazione, rimarrà com’è sempre stato.
Un vino alla disperata ricerca di un’identità precisa e decisamente non in perfette condizioni di forma commerciali, visto che a Montalcino le varie botteghe ed enoteche lo proponevano (vedi foto) a prezzi di super saldo, anche due bottiglie a otto euro e tre a solo undici…
Ci sarà tempo (scusate, ma sono rientrato solo ieri sera dal borgo toscano) per analisi più meditate di quelle sinora fornite, a caldo, à la volée, sui circa 150 vini degustati.
Per il momento, come avevo promesso, mi limito a segnalarvi i vini che, degustati rigorosamente alla cieca nella nuova eccellente location, (quasi sempre avendo alla mia sinistra l’amico Giorgio Rinaldi, delegato A.I.S. di Como e membro della nuova Giunta Esecutiva Nazionale dell’Associazione: che per inciso ha assicurato il perfetto servizio dei vini grazie ai sommelier provenienti dalle varie delegazioni toscane: un bravo a tutti!) maggiormente mi sono piaciuti.
Quelli che mi sento di “raccomandare” all’attenzione di chi, possibilmente non mettendo sullo stesso piano le mie indicazioni con quelle di altri personaggi, vorrà fare tesoro del mio come di altri meditati pareri.
Forniti da chi ha degustato veramente tutti i Brunello 2006 presenti (io per carenza di tempo ho saltato le selezioni e mi sono limitato ai “base”) e non si è limitato a degustarne solo una parte. Ovviamente senza perdersi quelli delle aziende di cui, a prescindere, bisogna dire che hanno fatto grandi vini…
Il vino che è maggiormente piaciuto è quello di Gianni (e bisognerà ormai dire anche Laura, con l’aiuto di Laura Bernini e Paolo Vagaggini e di vari preziosi collaboratori) Brunelli, seguito di un’incollatura da una quaterna, formata da Fuligni, La Fornace, La Palazzetta e Lazzeretti.
Poi altri quattro ancora, Santa Giulia, Casanuova delle Cerbaie, Fornacella e Pietroso, quindi un bel plotoncino formato da Siro Pacenti (che si conferma di gran lunga il miglior produttore di stile moderno), Gorelli Le Potazzine, Poggio Salvi, Collelceto, Collemattoni, Il Colle, Il Marroneto, La Campana, La Poderina, Lambardi, Mastrojanni, Caprili e Pinino.
E poi, a seguire, buoni ma meno completi dei vini già citati, i Brunello 2006 di Quercecchio, Sassetti Livio, Col d’Orcia, Molino di Sant’Antimo, poi quelli di Tenuta Oliveto, Baricci, Bellaria, Il Paradiso di Frassina e Poggio dell’Aquila. E infine note ampiamente positive per i vini di San Filippo, Sesti, Villa I Cipressi, Solaria, Greppone Mazzi, Terre Nere Campigli, Tornesi, Verbena, Capanna, La Velona, Podere Canapaccia, Poggio Rubino, Giulio Salvioni, San Polo, Col di Lamo, La Magia, Pian delle Querci e San Lorenzo.
Sospendo il giudizio, tanto li assaggerò di nuovo venerdì sera in quel di Rovigo, per i vini di Lisini e Ciacci Piccolomini, mentre sono rimasto molto sorpreso dal fatto che non mi abbia convinto il Brunello de Il Poggione.
Per chi volesse invece sapere quali siano i Brunello 2006 che meno mi sono piaciuti, la cui grandezza ovviamente non sono riuscito a cogliere e capire, farò questi nomi: su tutti, inarrivabile (perbacco Giacomino Suckling gli ha dato “solo” 100/100: per me arriva a malapena a 65…) il Luce della Vite dei marchesi Frescobaldi e dei loro partner americani, letteralmente insuperabile e inossidabile ad ogni cambiamento dei tempi, seguito da quelli di Cantina di Montalcino, Pian delle Vigne, Podere Brizio, Agostina Pieri, Maté, Le 7 Camicie, Fanti, Castiglion del Bosco, Donatella Cinelli Colombini (che si aggiudica la “gara” con il fratello Stefano, che ha proposto un vino finalmente corretto), Castelli Martinozzi, Podere La Vigna, Palazzo, Casisano Colombaio, Fattoi, Castello Romitorio, Scopone, Cupano e Piombaia. Impressioni puramente personali le mie, non certo “Verbo”o vaticini con pretesa di poter valere per tutti. I miei assaggi hanno detto questo, sicuramente avranno detto altro ad altri.
Questo anche se il Luce della Vite, quantomeno tra degustatori di provata esperienza e conoscenza del Sangiovese di Montalcino e del Brunello (cito Kerin O’ Keefe, Carla Capalbo, Juancho Asenjo, Nicolas Belfrage, il già citato Rinaldi, Armando Castagno, Roberto Giuliani, Wojciech Bońkowski) è parso mettere tutti d’accordo e meritarsi, nonostante qualcuno arrivi ad apprezzare il suonaso tostato e caldo, maturo di ciliegia e mora”, il particolare plauso per il Brunello (così sta scritto in etichetta) più “immaginifico” dell’anno. Cento centesimi di Suckling, mica pizza e fichi…

61 pensieri su “Brunello di Montalcino 2006: i vini che mi sono piaciuti

  1. Come sempre, valutazioni interessanti e da tenere in considerazione, Franco.
    P.S.: mi permetto di farti notare come invece a Roma la famosissima “pizza e fichi”, meglio ancora se arricchita e completata da due fette di prosciutto, volendo utilizzare lo stesso metro di valutazione, ottiene sempre…100/100 😉

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  3. Vorrei sapere per curiosità se Franco hai assaggiato e nel caso cosa ti è sembrato, del Brunello de Il Paradiso di Manfredi, piccolissima realtà e sicuramente molto aderente alla classicità del Brunello, che ritengo personalmente molto interessante. Grazie

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  5. Concordo sul Luce della Vite, pero’ ottimo in abbinamento con la pizza!
    Quindi i buoni propositi sul 2006 non sembrerebbero proprio tali.
    Puoi darmi le tue prime impressioni sul brunello di Tiezzi e San Carlo? Grazie

  6. Ho rischiato il pubblico linciaggio per lesa maestà.. ma ora posso mandare avanti gli ordini 😉

    grande delusione per il Poggione.. Visto che è uno di quelli che nel 2004 aveva fatto benissimo, cosa è successo con il 2006? Se ha tempo e voglia sarei curioso di sapere.. Grazie

  7. Per il Luce della Vite non e’ sicuramente un problema di annata..! E poi tenendo conto del modico prezzo, meglio una buona birra artigianale.

  8. Analizziamo le 2 frasi,
    si parla di luce della vite:

    ” nonostante qualcuno arrivi ad apprezzare il suo “naso tostato e caldo, maturo di ciliegia e mora” ”

    ” Luce della Vite Non sappiamo se per qualcuno possa valere 100 punti ma di sicuro fa di tutto per impressionare con un naso tostato e caldo, maturo di ciliegia e mora, nota di prugna e spezie fini, bocca tostata dove il frutto fa un po’ fatica ad emergere, finale molto lungo e pepato, un filo di asciugatura lo penalizza 89 ”

    Il senso cambia o rimane invariato?
    Dalla prima frase intuisco che qualcuno apprezza, elogia, decanta la grande qualità nonostante molti affermano il contrario.
    Dalla seconda capisco che è un vino “vorrei ma non posso” e che quel tostato e caldo non è proprio un complimento o una qualità lodevole.

    Il famoso giochetto delle intercettazioni pubblicate in parte per favorire il Berlusca di turno (o denigrarlo ovvio).

    A cosa servono queste scaramucce tra-le-righe? bah…Proprio non capisco..

    • Fonterenza, come altri, non ha partecipato a Benvenuto Brunello, ma avendo assaggiato, in altro contesto, il loro vino ne scriverò. Non sarebbe stato corretto, avendolo degustato non alla cieca, che lo mettessi sullo stesso piano degustati, come ho più volte scritto (ma c’é chi non se ne accorge…) in blind tasting..

  9. Mi fa estremamente piacere aver letto che, nella tua classifica,il Brunello di Gianni Brunelli Le Chiuse di Sotto è sulla postazione più alta del podio.
    E’ quello che ti chiedevo nel post di ieri l’altro.
    Ciao.

  10. E’ proprio una questione di gusti talvolta anche discutibili soprattuto se quasi tutti hanno espresso un giudizio molto favorevole sul Brunello 2006 del Podere Brizio. Vai a capire come funziona!
    Può darsi che tutti i suoi colleghi siano incapaci e incompetenti!Consiglio di riassaggiare senza pregiudizi!Bravo Ziliani!
    Saluti
    Robero Bellini
    Podere Brizio Montalcino

    • i “pregiudizi” dimostra di averli lei, Signor Bellini, invitandomi a “riassaggiare senza pregiudizi” quando ho più volte scritto che ho assaggiato rigorosamente alla cieca! Non sarà lei forse che legge… alla cieca?
      E poi che razza di “pregiudizi” potrei nutrire nei suoi confronti?
      Accetti piuttosto che, visto che alla maggior parte dei miei colleghi il suo vino é piaciuto, e molto, a me possa anche non piacere… Sia sportivo se ci riesce…

  11. Invito a nozze.
    4 giorni 4, niente tecnica, servizio di sommelier e silenzio che hanno accompagnato le degustazioni di Mister Zillo. Ma questa é casa mia e siccome Vino al Vino ha spazio ecco le mie impressioni.
    Il discorso generale sulla mia visione dell’annata 2006 l’ho già ampliamente esposto, ora i vini di cui vorrei parlare e il loro perché sono
    L’ambo Frescobaldi (Castelgiocondo e Luce di qualcosa), delle cantine di grandi dimensioni questa è la più deludente. Lasciate perdere, niente emozioni, niente tipicità e anche scarsa internazionalità. Noiosi come un giorno di pioggia senza Sky.

    Banfi. Lo sforzo di adeguarsi alle regole si sente e va premiato, però siamo lontani dalla struttura, sapidità ed eleganza che una cantina con tutte quelle vigne di Sangiovese si potrebbe permettere.

    Poggione. C’é un bel frutto e un certo lavoro di selezione, però ho riscontrato un problema di eccesso di alcol che danneggia il retrogusto e rende il vino poco piacevole. Da riassaggiare al vinitaly.

    Col d’Orcia e Fattoria dei Barbi. Fra le grandi produzioni a prezzo accetabile i migliori. entrambi non esenti da problemi, ma più che dignitosi nella tipicità e sforzo migliorativo.

    Castigilon del Bosco. pretenzioso.

    Pian delle Vigne di Antinori, il cambiamento di stile, già leggermente presente nel 2005, ora é molto evidente. Il vino ci ha guadagnato in tipicità e freschezza, si sente un problema di botte vecchia che spero venga risolto il prossimo anno.

    Andando per aree:
    Nord est: Baricci, Pian delle Querce , Il Marroneto, Le Chiuse e Gianni Brunelli soprattutto. Vini eleganti, tipici al massimo. Per me una gioia.

    Est: La Fortuna, Il Colle, San Filippo. Purtroppo mi manca Costanti che rimane uno dei miei preferiti, quando ho la possibilità di assaggiarlo.

    Sud est: San Polino (biodinamico).

    Sud: Lisini (ma lo voglio riassaggiare al Vinitaly).Agostina Pieri.Talenti e Collemattoni sono ancora incerti, da riassaggiare al vinitaly. Insomma tutta questa zona ha in bottiglia qualcosa di prematuro.

    Ovest: Le Potazzine, San Lorenzo Sesti e Colleceto. Questa é una zona in realtà molto ampia e con caratteristiche diverse fra loro, ma comunque sempre di ovest parliamo

    Grandi delusioni:
    Fuligni (oh si’ Franco, non mi é piacuto e l’ho trovato molto incerto su cosa fare da grande).
    In parte Pietroso, che aveva nella prima bottiglia assaggiata un grande difetto al naso e nella seconda delle note molto più piacevoli.
    Giulio Salvioni, l’ho sempre trovato sopravvalutato.
    Mastrojanni, ora sulla cresta dell’onda, ma mi piacque molto di più il 2004, questo é una vino ben confezionato, piacione, per quanto sinceramente Sangiovesisazzante.

    Mi mancano, oltre ai miti Biondi Santi e Soldera, anche Poggio di sotto e, soprattutto, la Cerbaiona di Diego Molinari.

    Ho un marito che é una belva, per 4 giorni non sono esistita e non gli ho portato a casa manco una bottiglia…

  12. Permettetemi di dire, anzi forse di ridire,che Franco Ziliani
    è forte perchè divide e non cerca, come molti stucchevolmente
    vogliono fare anche in altri campi, di conciliare.

  13. Sono molto felice per la bellissima gamma di Laura Brunelli, luminosissima, vino come verità e commozione. Ho avuto belle sensazioni anche da Caprili, La Fortuna, Lisini, Fuligni, Le Ragnaie. Ovviamente anche dai cru del Marroneto e di Mastrojanni. Particolarmente contento per Mastrojanni: far seguire alle parole i fatti è veramente qualcosa che riempie il cuore e scaccia i cattivi pensieri delle ultime settimane.

  14. Domanda: ma da quando San Polino è “biodinamico”?

    Altra domanda: ma non è che adesso (anzi,adess) “biodinamico” mi diventa una categoria degustativa?

    Ulteriore domanda, anzi preghiera: ma non sarebbe meglio che “quelli che bio” perseverassero nel loro (auspicabile) continuum di attenzioni, nella ricerca dell’impronta più leggera possibile sulla terra che coltivano, senza usare la loro (innegabile) virtù come una bajadera?

    Non sono un’assaggiatrice, anzi sono piuttosto una che ci tiene all’ambiente; ma ritengo che – se mai ci sono stati – sono (con l’indicativo) finiti i tempi in cui essere bio qualcosa serviva a far emergere un vino.

    Io auspicherei che tutta Montalcino diventasse BIO (e c’è una signora che mi ha preceduta di anni in quest’auspicio), e se qui fossero furbi, nel senso di lungimiranti, lancerebbero questo messaggio in modo convincente (chissà se il Sindaco è un lettore di vinoalvino.org…). Perché non basta dirlo…

    Potremmo partire da un announcement di cotal fatta, metterlo IN PRATICA e fare un fischio a quelli che hanno doviziosamente cosparso di diserbo tutte le prode, nonché la vegetazione lungo la strada della strada, provocando un improvviso visual estivo e il mio personale scoramento: ma nessuno si è accorto del ruolo che giocano (sempre di più) la campagna, il verde, la natura e il paesaggio (sì, tutte queste parolacce da pericolosi sovversivi) nel fatturato?
    Nel fatturato di tutti.

    Allora: tutti bio, ma in silenzio e senza spargere il diserbante, please.

  15. Pingback: Vino Wire » Franco’s top picks Brunello 2006

  16. Ieri toccata e fuga a Montalcino. Ho assaggiato una novantina di vini in 5 ore,” with consistent tasting notes”. Devo dire che mentre l’anno scorso ero rimasto davvero perplesso per quanto riguarda la qualità dei Brunello e ancor di più dallo stato d’evoluzione, il 2006 mi è sembrata davvero un’annata interessante. Certo molti vini sono piuttosto contratti e chiusi nelle loro acidità ed i tannini sono ancora molto da svolgere tuttavia credo che sarà un’annata che potrà dare soddisfazioni nel tempo. Nei Rossi 2009 ho trovato, salvo (notevoli)eccezioni, una sorprendente similitudine di sensazioni per i descrittori aromatici presenti che definirei, gelatina di frutta zuegg, molto tipico del sangiovese in fase diciamo primaria: come matureranno è tutto da vedere, ma varrebbe considerarne l’acquisto giusto se costassero (perlomeno) la metà. A questi prezzi infatti ci sono fior di Chianti Classico che sono infinitamente più completi e appaganti.Saluti.

  17. Intervengo solo oggi perché fino ad ieri ero impegnato al Benvenuto Brunello e per tutta la settimana tra Anteprima al Nobile e Chianti Classico Collection è stata una bella tirata con mille facce e sfaccettature.

    “CHE SI APRANO LE VENDITE”

    mi viene da dire dopo le prime impressioni che leggo e le mille ascoltate.
    Domenica mattina con la mia valigina prenderò il mio aereo, che per i 150 sarà rigorosamente Alitalia, e comincerò l’anno “da marciapiede” in US.
    Le critiche servono per migliorarsi e non per avvilirsi.
    A qualcuno sarà pur piaciuto quel vino da altri criticato, ma rimane sempre un parere personale che può poco in confronto all’energia fisica mentale ed economica che ognuno di noi, nel farlo o nel produrlo, ci ha messo.
    Il vino che rappresento è stato citato in questo blog, ringrazio e so che tutti hanno dato il massimo, dall’operaio a potare al cantiniere a curarlo. Ora il mio turno.
    Credo nel Sangiovese nella mia terra e nella mia gente, questo il messaggio che porterò con me in valigia, è da ora che comincia il gioco e si gioca per vincere.
    Il mercato è per tutti non solo per i vini 100/100 ma anche per quelli non citati o criticati.
    Sarà il consumatore a decidere quale “Messaggio” sarà più buono; starà a noi messaggeri comunicarlo nel modo migliore.
    Presenterò il mio Brunello lo stapperò, lo berrò con, ma parlerò del territorio delle sue caratteristiche della sua unicità perché è di quella terra, fatto dalle mani della gente di quella terra e da generazioni.
    Credo nel mio vino, ma non è grazie ad esso che questo territorio è famoso
    Li fuori non ci sono solo Brunello o Chianti Classico, ma ci sono i Californiani gli Australiani i Neozelandesi i Cileni, sono loro i nostri antagonisti, le nostre radici sono profonde ed è li la differenza, fare quadrato per lo stesso obiettivo e non andare in ordine sparo a dire quanto si è bravi. Non serve a niente.
    Sento una grande responsabilità. In questi giorni, come in un libro d’altri tempi, molti di quella gente mi saluta dandomi inconsapevolmente energia che mi sarà utile. Già vedo il loro volto ad aspettarmi per chiedermi come è andata, dalla risposta può dipendere il futuro. Sembrerò patetico, ma dopo le impressioni devi vendere per andare avanti, il 100/100, potrà saltare qualche ostacolo meglio ma alla fine deve essere pagato stappato e bevuto come il mio, altrimenti 100/100 diventa 1/100 per non dire fiasco.
    E’ da anni che sono coinvolto dal vino, non ne so molto, ma so che si deve rispetto a chi lavora la terra e io sono un privilegiato a poterlo comunicare.
    Buone bevute e…buone vendite a tutti!!!!

  18. Assolutamente d’accordo su Luce della Vite e bisogna dire che il numero degli “incurabili” in stile cioccolattato e’ rimasto davvero incredibile.
    Durante una delle cene un produttore di Montalcino mi ha poi detto la ormai ben conosciuta battuta che “i Brunello tarroccati di prima trovavano un mercato e si vendevano a dei prezzi persino superiori a quelli a 100% Sangiovese”.
    Certe cose cambiano molto lentamente… soprattutto i cervelli.

  19. Franco buonasera.
    Eh sì, signor Bonkowski, questo peaese (maiuscolo o minuscolo da usare secondo delle interpretazioni) ha sempre bisogno di cervelli come quelli che lei cita.
    Buon pomeriggio.

  20. Eppure la miopia dei montalcinesi ha dell’indefinito.
    Un modo di campare tranquillamente all’infinito producendo onestamente vino conosciuto universalmente e invece no, mezzini e mezzucci per vendere adesso il vino 3 bocce a 11 euro e tirare a campicchiare aspettando le tristi recensioni di un felpato biondo americano che ancora crede cristo è morto dal freddo.
    Meno male questo blog continua ad esistere sennò non saprei dove andare fra i blog vinari.

  21. Un carissimo amico produttore, astenutosi da Benvenuto Brunello, mi parlava di bottiglie di preziosissimeo Brunello (s)vendute a 10 euro in qualche enoteca ilcinese. Può corrispondere a verità? Con quella cifra si compra una bottiglia di preziosissimo “Già”!!!

  22. Mi impongo di non spendere neanche un euro per il Luce della Xxxx sopra indicato, lo assaggerò quando me ne capiterà la gratuita, se non retribuita, occasione.
    Quello che mi chiedo è se non sia opportuno rendere pubblica la composizione delle commissioni di assaggio deputate ad ammetterlo tra i “Brunello”.

  23. si ma tre bottiglie di brunelli a 18 euro a milano dove stracazzo le trovo???
    che siano piaciutoìi a meno a degli esperti come voi, è chiaro che a me che certo non noterei grandi differenze mi farebbero un favore a venderle a uesto prezzo!

  24. Ciao Franco , sono contento per Gianni Brunelli , mi ricordo sempre ora l’annata 2004 grande , anche per il IL Colle che ho assaggiato l’altra sera un 2001 e una sempre fantastica 1979, da qua vediamo i Brunelli ……. volevo chiedere se avevi assaggiato il brunello di Vasco Sassetti che sopra non ho visto nei tuoi giudizii …… ciao e grazie.

  25. A casa, nella cantinetta, ho un Brunello Fuligni 2004… giudizio? anche se non centra con l’annata 2006 mi piacerebbe sapere da chi l’ha assaggiato un parere e inoltre se consigliate di aprirlo quest’anno o posso tenerlo li al “freddino” per altri 5-10-15-20-25-200 anni?

    Grazie!

  26. Flachi10, per me il Brunello Fuligni 2004 lo puoi tranquillamente bere ed apprezzare adesso, basta stapparlo un’oretta prima e servirlo in bicchieri acconci.
    Non é che andrà a male nei prossimi anni, ma neanche migliorerà in modo esponenziale.
    Se ne hai una bottiglia sola tanto vale berla adesso e se quando la berrai penserai “mannaggia a NN” farò ammenda una volta in Korea.
    Come produttore é serio e sempre presente al top delle classifiche di Suckling (in questo caso non é negativo). Diciamo che per me nel passato, compreso il 2004, spingeva un po’ troppo sull’aspetto immediato di piacevolezza, rinnegando quella sapidità un po’ tagliente che nel Brunello giovane mi piace da pazzi. Nel 2006 ho notato un cambiamento di rotta che però non mi ha convinto.

  27. Io lo prendo quasi ogni anno il Brunello di Fuligni, ma la 2006 che ho assaggiato io mi ha lasciato molto perplesso…Aspetto di poter risentirlo…

  28. Premetto di non parlare dell’annata 2006 del brunello, ma voglio solo dire che quei MAXI SALDI di cui parla lei non è la pura verità…io le consiglio di imparare a leggere per poter dire il fatto… 8 EURO per 2 bottiglie di rosso toscano i.g.t ,11 per 3 bottiglie sempre di rosso toscano… prima di infangare il nome di un paese come montalcino me ne starei zitto che sul campo del vino ha solo da insegnare ai GRANDI VINI SUOI.. Le consiglio di essere più obbiettivo su ciò che scrive e non pensare al fatto economico che le possono garantire alcune aziende e altri colleghi (vedi Vagini) dando del vino a lei durante la manifestazione per arruffianarsi per un suo commento positivo…
    Cordiali saluti
    p.s prima di assaggiare ti consiglio di “sciacquarti la bocca”

  29. Saranno scempiaggini ok ma lei chi si crede di essere con i suoi giudizi? i suoi criteri lasciano molto a desiderare visto che i vini da lei esaltati al 80% sono stati seguiti dallo stesso enologo, caso strano vero?? Guarda che combinazione, se dovrò acquistare del brunello le dico chiaramente che non comprerei quasi niente di quello di cui ha parlato sennò acquisterei “una boccia d’acqua” e seconda cosa mi affiderei a tutt’altri giudizi.
    Ci sentiamo quando wine spectator la prenderà in considerazione (cosa molto dubbia)

    • solo l’80% Gedeone? Dica pure il 100% e che sono al soldo del misterioso enologo. Certo che sono un bel fenomeno a degustare alla cieca e riuscire a beccare puntualmente tutti i vini dell’enologo “amico”, quello che mi paga… Mi sa che lei é uno di quei produttori un po’ sfortunati che nessuno si fila e i cui vini, anche a me, fanno più ridere che venir voglia di berli…
      P.S. un consiglio: si procuri un bel paio di occhiali, che le bottiglie di cui ho fornito i prezzi in picchiata sono davvero di Rosso di Montalcino e di Brunello e non di IGT Toscana o Sant’Antimo, come affermava lei…

  30. Se ammette pure lei che è il 100% ed è stato fatto tutto alla cieca mi fa pure ridere, e per le misteriose bottiglie caro 007 vada a vederle ed entri nei negozi per chiedere cosa sono quei vini che lei dice di essere BRUNELLO.
    Cordiali saluti a lei e all’editoria del suo libro di barzellette.
    P.s può fare un blog sulla NASA??? forse ci capisce di più che del vino

  31. Anche io la sto prendendo in giro …Non produco nessun vino.. mi fa solo ridere un giornalista dalle vedute molto ristrette sempre se la si può definire così.
    Il caso umano come dice lei le augura buona serata e ci vedremo a Verona.
    Forse degusteremo alla cieca qualcosa…hahahah!!!!

  32. Pingback: » Franco’s top picks for Brunello 2006 Wine Blog

  33. io al vinytali ho trovato molto buono schiena d asino mastrojanni
    pero deve rimanere in bottiglia ancora qualche anno,poi barricci
    molto e assai sangiovese,brunelli molto ok e cupano anche se a me non
    mi va la barrique ma il legno non si sentiva.

  34. Pingback: Toskańskie smutki « Wojciech Bońkowski

  35. buongiorno signore franco, le scrivo per chiederle se ha mai assaggiato il brunello di montalcino cantina castello banfi?
    cosa ne pensa nel caso in cui lo avesse assaggiato. grazie!

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