Garantito… da me! Igt Salento rosso Carminio 2008 Cantina Carrozzo

Non cercatene notizia, Slowine 2011 a parte, dove è presente grazie all’intelligente perlustrazione del territorio viticolo salentino assicurata dal duo Francesco Muci e Duccio Armenio, sulle varie guide.
Non c’é su Duemilavini (no comment) né tantomeno e mi dispiace molto su Vini d’Italia curata (sarà così anche per la prossima edizione?) dal duo di amici Ernesto Gentili e Fabio Rizzari.
Ed è un vero peccato, colpa anche di una certa timidezza/pigrizia dei proprietari, restii a fare conoscere il loro lavoro e di proporsi anche all’attenzione dell’informazione rappresentata dalle guide, perché questa azienda, che sono veramente in grado di garantirvi, parola d’onore, meriterebbe di essere conosciuta da un pubblico più ampio.
Perché lavora bene e fa qualità in quella terra bellissima dove non tutto è oro quello che luccica chiamata Puglia, anzi, Salento.
Perché le persone che vi lavorano sono dei veri vignaioli e delle persone perbene, dal cuore d’oro.
E, cosa non trascurabile, a parte la correttezza dei prezzi, è che si tratta di una cantina profondamente democratica. In grado di mettere d’accordo, soprattutto con il vino di cui parlerò, esperti e meno esperti.
Dal mio parrucchiere Albino, al quale ne ho regalata una bottiglia “costringendolo” a diventare poi cliente della cantina, a due miei cognati, Leo e Paolo, che sono diventati a loro volta degli amici di questi vignaioli salentini, al punto che uno é stato testimone di nozze in occasione del recente matrimonio del figlio Alessandro.
E poi validi ristoratori di Puglia e Calabria, che anche grazie a miei articoli su questo produttore contadino e schietto, hanno pensato di mettere in carta i loro vini.
Perché una cantina del genere non sia presente e portata in palmo di mano su tutte le guide continua a rappresentare un mistero. Ma chi se ne frega. Quello che conta è che questa Cantina Carrozzo di Magliano nel cuore del Salento leccese, classica azienda a conduzione familiare dove operano i genitori Pino e Luigina Carrozzo, il figlio Alessandro (il novello sposo) e danno una mano anche le figlie Elena ed Elisabetta, nonostante imbottigli solo da una decina d’anni, sia riuscita, anche se in souplesse e senza tanta grancassa, a ritagliarsi uno spazio di autenticità e di intelligente tradizione nell’animato e variegato panorama del vino salentino.
Undici gli ettari vitati, in larga parte ad alberello, ed un vino, pur con tutto il rispetto per il Primitivo Krasì e per la linea più economica Bonsignore (vini più che corretti di grande rapporto prezzo qualità), che io considero ormai un giovane classico su quel tema complesso e impegnativo che il Negroamaro in purezza.
Io li conosco dal lontano febbraio 2003, quando ne scrissi – qui, sul mio amato WineReport – dopo essermi imbattuto per caso a Lecce, nel corso di una manifestazione dedicata ai vini pugliesi cui ero stato invitato, nella prima edizione, era l’annata 2001, del loro Carminio.
Un Negroamaro in purezza, ottenuto da un vigneto di 60 anni ad alberello, di cui scrissi allora parole che mi sento di riprendere e confermare in toto (del Carminio mi è capitato di scrivere anche su Decanter) dopo essermi assaggiato l’annata 2008 del vino. Che esce dalla cantina intorno ai 7 euro.
Allora scrivevo, e mi sento di scrivere tuttora, “un vino profumato di sole questo Carminio dall’etichetta rossa squillante, un concentrato, naturalissimo, d’uva perfettamente matura e lievemente appassita, dal colore rubino carico profondo, grasso e viscoso nel bicchiere, dai profumi dolci, caldi, suadenti, fitti e carezzevoli di prugna, ciliegia, di una mora venata di liquirizia, increspati da sfumature di castagne e di terra.
In bocca, il Carminio mostra una perfetta corrispondenza a quanto promesso a naso, un’ampia tessitura, una materia ricca, matura, ben polputa, un gusto asciutto, terroso, una salda struttura tannica, e soprattutto una magnifica compattezza, una lunghezza di sapore, di frutta e di terra, e di sole, dovuta anche ad un alcol sostenuto (14 gradi, 13,5° per il 2008) ma bilanciato, da vino d’assoluto carattere, che per certi versi, senza possederne ancora la complessità, (ma anche con un costo sensibilmente inferiore), ricorda il fantastico Graticciaia delle Agricole Vallone, a mio avviso, insieme al Patriglione di Taurino, il miglior vino, base Negroamaro, prodotto oggi in Salento, entrambi curati da quell’enologo princeps che è Severino Garofano”.
Di questo Carminio Salento rosso Igt 2008 mi sento di aggiungere ora che mi gratifica, oggi come ieri, per il suo naso caldo, pieno, espansivo, che sprigiona tutta la dolcezza naturale, il calore, la densità e la ricchezza del migliore Negroamaro. Con una lieve nota, affascinante, di appassimento.
E mi viene da ridere pensando ad un noto winemaker consulente che per giustificare l’innaturale dolcezza da concentratore e da chissà quale diavoleria enologica presente in un suo vino mi aveva parlato di “spremitura dolce”: ma raccontala giusta!).
Ma un vino, a differenza da certe “spremiture dolci” che si potrebbero assumere esclusivamente sotto forma di “eno-enteroclismi”, ma che un palato allenato e attento non potrebbe che rifiutare, dotato, come scrivevo e come confermo, di una trama tannica salda, di una bella stoffa, di una carattere saldo, di un nerbo, senza alcuna durezza e senza quelle astringenze (da legno e da uve non perfettamente mature) che affliggono svariati vini salentini.

Un rosso pugliese che considero un fantastico accompagnamento a tavola. Soprattutto di preparazioni gustose a base di carne, soprattutto grigliate e tutte le meravigliose preparazioni a base di agnello e capretto (in particolare gli gnumarreddi, turcinieddi o marretti, quelli buonissimi che si mangiano alla Cuccagna di Crispiano) che sono una delle attrattive golose della cucina salentina.
Io sul Carminio di Carrozzo non ho dubbi e garantisco al 100%. Ma se non vi fidate di me potete sempre chiedere a cognati e parrucchiere…
Leo, Paolo, Albino, tenetevi a disposizione e se volete, dite la vostra!

Cantina Alessandro Carrozzo
Carmiano LE
sito Internet:  http://www.cantinacarrozzo.com/

11 pensieri su “Garantito… da me! Igt Salento rosso Carminio 2008 Cantina Carrozzo

  1. Chiamato in causa non posso che aderire volentieri a quest’invito per celebrare il “Carminio”, vino che non manca mai nella mia cantina e fa sempre buona presenza di sè nelle tavolate delle frequenti cene conviviali con parenti e amici nella mia tavernetta!
    Il successo di questo vino è l’espressione del grande cuore di chi lo produce, la Famiglia Carrozzo, che ho avuto il piacere di conoscere e frequentare in diverse occasioni nel recente passato, partendo da Pino piccolo ma grande contadino dal cuore d’oro, vera anima del Carminio con Luigina sempre al suo fianco pronta a risolvere ogni problema, Alessandro motore dell’azienda lavoratore caparbio e instancabile, Elena ed Elisabetta che condividono da lontano la missione familiare.
    Non mi voglio dilungare a ripetere le qualità tecniche del vino, cosa che ha già fatto egregiamente Franco nell’articolo, ma mi viene spontaneo sottolineare del Carminio la sua origine:
    Negroamaro in purezza, espressione de “Lu Salentu” bellissima terra de “lu sole, lu mare, lu jentu e lu…..” come mi hanno insegnato i salentini.
    Garantisco anch’io, provarlo per credere.
    Il cognato Paolo

  2. Io sono il secondo cognato e sono un’altra “vittima” della famiglia Carrozzo e del loro splendido Carminio !
    Ebbene sì, chi non potesse per varie ragioni godere di una vacanza in Salento, abusi pure del Carminio, evocherà immediatamente colori,sapori e profumi di quel gioiello della Puglia.
    Ammetto di essere poco oggettivo , in quanto sedotto dal negroamaro dei Carozzo, ma prendetevi la sbandata e poi riferitemi.
    Alla salute…

  3. Buongiorno, incuriosito dalla recensione mi domando dove poter trovare questo Carminio. Io sono di Torino. Voi avete idea se esistono enoteche/rivenditori/etc che lo distribuiscono? Gentilissimi per la risposta.

  4. ho avuto il piacere di gustare e di apprezzare un vino di carattere con bella struttura,grazie FRANCO per avermi fatto conoscere l’azienda vitivinicola CARROZZO

  5. Buongiorno Sig. Franco,
    Come sempre, interessante proposta. Ho dato un’occhiata al sito internet aziendale: mi sa che necessiti di una rinfrescata. Viene ancora usata la barrique ?

  6. Buongiorno a tutti,
    io sono Marco, non faccio parte della famiglia Carrozzo, ma ormai dopo 7 anni di continue frequentazioni con i loro vini e con Alessandro mì sento comunque un loro familiare. Non posso che dare ragione al Sig. Franco per quanto detto sul Carminio. Grande vino !!!

  7. A quanto pare ho avuto il privilegio di assaporare quel fantastico vino quando ancora non veniva commercializzato, ebbene si, sono ormai 12 anni che conosco i Carrozzo. Ale era un pischello conosciuto al militare, promise di farmi assaggiare quel vino prodotto artigianalmente dalla sua famiglia e io , da buon napoletano, accettai pronto a replicare che il vino, quello vero, veniva prodotto nella mia terra . Quanto mi sbagliavo …Con gli anni ho avuto modo più volte di deliziarmi con quel nettare squisito , ogni volta che Ale passava per Napoli mi omaggiava dei prodotti della sua cantina, anno dopo anno constatavo sempre di più che la passione e la tenacia di quel ragazzo mingherlino del profondo sud( embè una volta tanto sono a nord di qualcuno) si concretizzava in un prodotto eccellente. Qualcuno potrebbe obiettare che l’amicizia che mi lega ai Carrozzo mi fa essere di parte, io non sono un esperto so solo che ho assaggiato un prodotto ottimo e questo mi basta. Giusto una considerazione, al matrimonio di Alessandro ho partecipato anche io, a parte il tur de force che quel simpaticone mi ha costretto a fare , quello che mi ha colpito oltre alla bellezza struggente del Salento è stata la cortesia e l’accoglienza riservatami, da tutti.Che bello sapere che certi valori esistono ancora sarà per questo che il vino dei Carrozzo è più buono. Ale, Pino. Luigia,Elena, Elisabetta siete unici . Ne approfitto per salutare Paolo da Bergamo, anche lui come me è testimone dell’unicum che caratterizza i CArrozzo quanto a generosità e cortesia , bei momenti trascorsi insieme in compagnia di un buon calice di Carminio

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