Brut d’Autrefois Corbon: un’altra idea dello Champagne

Altrove, su Lemillebolleblog, ho celebrato un’altra idea dello Champagne e della Champagne, non quella delle rispettabilissime grandi Maison, ma quella più confidenziale, più vicina al mio gusto, alla mia sensibilità, dei récoltant-manipulant, con le loro piccole exploitations familiales, i piccoli domaines controllati da una sola famiglia.
Magari padre e figlia, come nel caso di Claude e Agnès Corbon, attivi nel loro piccolo domaine – visitate qui il sito Internet – circa sei ettari di vigneto situati in un villaggio, Avize, posto nella Côte de Blancs e classificato al 100% nella classifica dei Crus e uno dei soli 17 Grand Crus champenois.
Uno Champagne, il loro Brut d’Autrefois, che mi ha colpito con la forza che lascia senza fiato, disarmati, felicemente arrendevoli e arresi, di un vero e proprio coup de foudre, che mi ha fatto andar fuori di testa con il suo calibratissimo mix di un 80% di Chardonnay e un 20% di Pinot noir, una “cuvée perpetuelle” con affinamento di sette anni sui lieviti.
Un vino in cui tutto è meraviglioso e perfetto, dalla robe, dal colore, paglierino intenso, oro antico, dai riflessi pieni di vita, luminescenti, per proseguire con il suono leggiadro, quello da ruscello in un bosco incantato, che il vino sprigiona scendendo nel bicchiere.
E poi la meraviglia, da perdersi letteralmente nella loro contemplazione, come se invece che bollicine si trattasse degli occhi della donna che amate, del perlage, di una finezza mai vista, con bulles piccolissime che viaggiano nel calice compiendo percorsi imprevedibili, di una felicità espressiva, di un’energia, di una bellezza senza pari, finissimi e splendenti come le perle preziose ed i diamanti che vorreste donare alla vostra amata. Ovviamente insieme ad una ricca dotazione di bottiglie (e di magnum, perché no?) di questo capolavoro.

E infine il bouquet, con la sua estrema, quasi incredibile finezza, sottile, elegante, delicato, croccante nel conquistare le vostre narici, profumato di fiori bianchi e frutta secca (mandorla in particolare), con striature progressive di agrumi, miele d’acacia e una vena nitida e salata che ravviva e rende leggiadra la materia, e  poi la vivacità da farfallina con cui il Brut d’Autrefois conquista, con dolcezza, ma con forza il vostro palato. Accarezzandolo come un merletto, titillando sapientemente le vostre sensazioni gustative e tattili con la sua complessità, la ricchezza di sapore, il perfetto equilibrio tra un corpo ben sostenuto e ben secco, la succosità del frutto ed il nerbo verticale, l’energia indomita, quasi elettrica, dell’acidità. Che dire, sono proprio contento di poter nuovamente incontrare tra un paio di settimane, in Italia, i Corbon, pronto a dire ancora una volta, di fronte ai loro mirabili Champagne, chapeau!

8 pensieri su “Brut d’Autrefois Corbon: un’altra idea dello Champagne

    • Kenray, come ti permetti di definire così questo nettare degli dei? 🙂
      Il produttore lo vende (in Francia) sul suo sito a 65 euro. Bisogna chiedere a Herès che lo distribuisce in Italia, prima lo distribuiva La Flute di Delphine Veissiere, a quanto viene venduto…

  1. ziliani lo proverò. il prezzo mi va bene
    come ogni buon laico che si rispetti non ho preconcetti, sono convinzioni.

    ma se è un altra sola francese vengo a strizzarti le palle

    • Kenray, va bene il tono confidenziale, ma il finale risparmiatelo, please… Non perché abbia paura che tu dia seguito alla tua minaccia, per questo Champagne metto la mano (e altro) sul fuoco, ma perché non é elegante rapportarsi così con il prossimo. Soprattutto tra persone che manco si conoscono…

  2. piacere sono kenray
    abbiamo amici in comune, siamo coetanei, sono socialmente realizzato e non sono psicopatico

    finiti i convenevoli e la reciproca conoscenza è ormai conclamata visto che il tuo probilo è pubblico e so esattamente chi sei passiamo oltre

    scusa ma non mi avevi detto che qui si può scrivere tutto quello che si vuole?

  3. Ho comprato recentemente, ma non ancora aperto, una bottiglia di Champagne di una piccola maison, Laherthe, denominata Les Vignes d’Autrefois, un Pinot Meunier 100% millesimato 2006. Sarebbe interessante sapere se questi piccoli produttori che usano questo avverbio di tempo in etichetta si riferiscono a metodi colturali, di cantina o ad un certo risultato nel bicchiere.

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