La scomparsa di Pino Khail fondatore di Civiltà del Bere

Non ho mai nascosto di non apprezzare e di considerare lontano dal mio modo di vedere il tipo di giornalismo rappresentato da una rivista come Civiltà del Bere.
Però, di fronte alla notizia della morte, avvenuta oggi, del suo fondatore e deus ex machina, Pino Khail, nato a Trieste nel giugno 1927, giornalista professionista dal 1948 e dal 1974 creatore della Editoriale Lariana, casa editrice indirizzata esclusivamente alla pubblicazione di riviste enogastronomiche, non posso che inchinarmi di fronte alla scomparsa di quello che è stato indubbiamente uno dei protagonisti dell’informazione sul vino italiano, comunque la si giudichi.
Ed esprimere le mie sentite condoglianze alla famiglia ed in particolar modo al nipote Alessandro Torcoli già da tempo al timone della rivista fondata dallo zio.
Di fronte alla morte dobbiamo tutti inchinarci e restare in silenzio.

6 pensieri su “La scomparsa di Pino Khail fondatore di Civiltà del Bere

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  2. Sono addolorato per la morte di Pino. Era un grande e non lo dico ora che è mancato, l’ho sempre sostenuto. Con la sua cultura e il suo spirito critico, con la sua lucidità e la sua chiarezza, ha contribuito a far crescere tutto il nostro mondo, con grande dignità, coerenza e serietà. Ci mancherai Pino

  3. Mi dispiace molto per la notizia. Non solo per il dolore dei familiari ai quali esprimo la mia partecipazione, ma anche perché l’uscita di scena di un uomo come Pino Khail forse suggella definitivamente la fine di un’era.
    Quando nacque Civiltà del Bere il mondo enoico italiano era molto diverso da quello di oggi e ancora più diversa era la percezione di questo mondo da parte dei “non addetti ai lavori”. Alla rivista va riconosciuto il merito di aver aperto la strada a tanti altri mezzi informatici.
    Da un po’ i tempi sono cambiati e auguro sinceramente ad Alessandro Torcoli, che ritengo un giornalista serio e preparato, di riuscire ad interpetarli.

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