Prosecco: lanciato il “sorpasso” sullo Champagne, ma per (s)vendere a quale basso prezzo?

Notizie preoccupanti da Verona e dal Veneto. Non è ancora cominciato il Vinitaly e già qualcuno mostra di aver già “alzato il gomito” e di aver abbondantemente superato il tasso alcolemico consentito.
E’ questo il caso, basta leggere qui e poi ancora qui le sue dichiarazioni, dell’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato, (competenze: politiche dell’agricoltura e zootecnia, programma di sviluppo rurale, LEADER, pesca e acquacoltura, fitosanitario, produzioni agroalimentari, tutela consumatore, sicurezza alimentare, servizi veterinari (per gli aspetti agricoli), parchi e aree protette), che nell’imminenza dell’apertura della rassegna veronese si è lasciato andare, com’è suo costume, ad una delle sue consuete sparate. Una di quelle che fanno apparire i “propagandisti del Prosecco” solo come degli aspiranti piazzisti.
Cosa ha detto Manzato? Ha esaltato, per l’ennesima volta, l’ormai prossimo e ineluttabile “sorpasso”.
Quale, quello di Fernando Alonso a Vettel o quello di Valentino Rossi, possibilmente senza caduta successiva, a Stoner?
Non sia mai, il responsabile delle politiche agricole del Veneto ha magnificato “l’exploit che si sta costruendo proprio in questi anni nella nostra terra: quello del marchio “Prosecco”.
La progressione di produzione, con il riconoscimento via via delle aree “autorizzate” tra Friuli e Veneto, è notevolissima : dai 185 milioni di bottiglie registrati nel 2009 si va ai 286 già calcolati per l’anno in corso e «dalle proiezioni in nostro possesso – annunciano Finozzi e Manzato – l’anno prossimo, il 2012, avverrà il sorpasso sullo Champagne»: 353 milioni di bottiglie contro i 320 previsti per i cugini francesi”.
Come hanno scritto, “Il Prosecco, spumante di territorio patrimonio del Nord Est italiano, sta scaldando i muscoli, per prepararsi al sorpasso dello Champagne, come numero di bottiglie prodotte, previsto per il 2012”. Come annunciato da Manzato e dal suo collega assessore alla promozione Marino Finozzi in base alle elaborazioni,” su dati Valoritalia da parte del Cirve-Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia di Conegliano, la progressione del Prosecco è netta ed incalzante, a fronte di una produzione dello spumante francese che si orienta mediamente sui 320 milioni di bottiglie l’anno.”
Invece “il fresco e accattivante spumante del territorio del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, verrà commercializzato in 286 milioni di bottiglie, cifra che il prossimo anno raggiungerà i 353 milioni, per superare dal 2013 i 400 milioni di bottiglie commercializzate nel mondo.
Il fenomeno Prosecco, che ha la sua anima e la sua storia principalmente nella provincia di Treviso, diventa dunque sempre più brand e fattore di distinzione e di traino per tutto il “Made in Italy”, unendo qualità in quantità a prezzo assolutamente accattivante.

Il sorpasso sarà un fatto numerico – hanno sottolineato Finozzi e Manzato – ma nella spumantistica mondiale, che ha nella vecchia Europa il suo indiscusso caposaldo, il Prosecco cerca un suo spazio in ragione della sua diversità rispetto allo spumante transalpino: giovane, beverino, facile, sempre ottimo, su standard di qualitativi molto elevati”.
Nonostante  questa sua inarrestabile progressione, “la partita del Prosecco, è complessa. A livello europeo il marchio è già stato conquistato: possono usarlo solo Veneto e Friuli. Ora però bisogna che l’Unione europea ottenga la stessa “esclusiva” a livello mondiale, nella specifica trattativa al Wto.
La domanda mondiale del Prosecco del resto è divenuta enorme, ma proprio per questo bisogna stare attenti a controllare cosa avviene: d’intesa con i Consorzi, spiega Manzato, le Regioni Veneto e Friuli vogliono introdurre regole “flessibili” che permettano sì di rispondere alla crescita del mercato, ma che impediscano anche che «si vada a piantare viti di prosecco dove il terreno non è quello giusto, oppure proprio per queste operazioni si vadano a estirpare vitigni di altri vini doc che vanno difesi e tutelati».
Si pensa pertanto di “chiudere” le zone del Prosecco, con attenzione anche sul fronte dei controlli per evitare truffe.


Resta da chiedersi, utilità di queste uscite a sfondo elettoralistico o fatte per “gasare” l’elettorato a parte, cosa cambierà per il Prosecco (Doc e Docg) una volta che riuscisse anche ad effettuare l’agognato “sorpasso” (puramente in termini di numeri di bottiglie prodotte) nei confronti di un “competitor” con il quale non ha assolutamente nulla in comune e che resta un prodotto dotato di ben altra storia, tradizioni, caratteristiche, blasone, prestigio, livello qualitativo.
Lontano anni luce da quello che pur con tutta la buona volontà e la spinta politica di assessori come Manzato il comparto del Prosecco potrà mai raggiungere.
Cosa farà il Prosecco una volta superata la quota dei 350 milioni di bottiglie prodotte in aree completamente diverse come sono quella storica e nobile di Conegliano Valdobbiadene (e magari anche l’area meno nota di Asolo e del Montello) e quella indiscriminata, allargata, con storia produttiva e tradizioni ancora tutte da costruire, e vocazione a produrre qualità certa tutta da dimostrare, rappresentata dalla nuova Doc inter-regionale (Veneto e Friuli Venezia Giulia) Prosecco. Oltre ai vini tuttora commercializzati (anche sotto i tre euro) come Prosecco Igt.
Si accontenterà di dire di “averlo più lungo”, pardon, di avere prodotto più bottiglie dello Champagne, oppure continuerà, come fa ampiamente ora, ad accontentarsi di rappresentare una wine commodity a prezzo spesso decisamente basso, che ha praticamente conquistato, in Italia e all’estero, quello spazio di mercato assolutamente non esaltante, relativo agli “spumanti” di basso prezzo, dei “cheap and cheerful sparkling wines” venduti in larghissima parte nella Grande Distribuzione?
Invece di indulgere al solito facile e un po’ ingenuo trionfalismo localistico perché l’assessore Manzato ed i cantori dell’ineluttabile “sorpasso” del Prosecco sullo Champagne non provano a rispondere a queste domande?

16 pensieri su “Prosecco: lanciato il “sorpasso” sullo Champagne, ma per (s)vendere a quale basso prezzo?

  1. anche senza essere dei geni come il professor Cordero di Montezemolo – http://vinoalvino.org/blog/2011/04/i-produttori-di-vino-devono-diventare-gli-ascari-della-grande-industria.html – appare chiaro a chiunque che già ora che di Prosecco non si producono ancora 300 milioni di bottiglie la tendenza é ad un ribasso generalizzato dei prezzi, con molto Prosecco letteralmente svenduto al di sotto dei 5 euro. Quando le bottiglie diventeranno 350 o 400 milioni com’é pensabile che i prezzi possano salire e non invece scendere ulteriormente?
    Pertanto l’uscita dell’assessore veneto all’agricoltura é da considerare come pura demagogia, ostentazione di muscoli prima della grande platea, anche politica, del Vinitaly

  2. @ Bepi,
    lungi da me difendere Prosecco e Prosecchisti, ma amici che appartengono a questa seconda categoria mi assicurano che prosecco sfuso da spumantizzare in giro non se ne trova neanche una goccia!! E allora via a prove di spumantizzazione con Pinot Bianco e Manzoni vari. In attesa che entrino in produzione i milioni di barbatelle recentemente messe a dimora (in pianura).
    Sul fatto che ai nostri amministratori, di verde vestiti, piaccia più fare demagogia che amministrare totalmente d’accordo. Zaia docet….

    • non facciamo i manichei e gli estremisti. Si può essere anche leghisti, come ostenta di esserlo l’assessore, e fare proposte ragionevoli e intelligenti. Quello che dice Manzato é da prendere con le pinze non perché proferito da un leghista, ma perché ha poco costrutto in sé e questo eventuale record di bottiglie prodotte rischia di essere una vittoria di Pirro. E dire che in Veneto sono già stati scottati dalle enfasi produttive, dalla corsa a moltiplicare le bottiglie di vini importanti. Ogni riferimento al caso Amarone e all’amaronizzazione forzata fortemente sostenuta dall’allora (e attuale e nuovo) presidente del Consorzio Valpolicella non é assolutamente casuale…

  3. Tutto già visto. 30 anni fa anche gli attrezzi dell’idraulico stavano nei cartoni del Pinot Spumante della Cantina La Versa. Il suo suicidio commerciale fatto della moltiplicazione delle bottiglie travolse il PInot di tutto l’Oltrepò ancora oggi in disgrazia così come sta puntualmente accadendo al Prosecco, e qui devo dire sputtanato alla grande dal miraggio dei grandi numeri a tutti i costi. Tutto di vecchio, nelle mani di politici ignoranti ma anche di produttori peggio di loro.

  4. Avete perfettamente ragione.Il Prosecco non é molto credibile..
    Per favore, quando si parla di bollicine..o Franciacorta o
    Francia e basta.saluti.

  5. Caro Franco, che alle sparate non ci sia un limite è brutta cosa, ancora peggio è quando alle sparate in un senso fanno eco le sparate in senso diametralmente opposto….
    Il giorno 31 marzo il sig. Manzato rilasciava un intervista al Corriere Veneto in cui dichiarava che bisogna porre freno alla piantumazione di nuove zona a Glera perché si rischia di avere troppo Prosecco sul mercato (ma va? Se ne accorto anche lui? Che bravo!), vedi il link http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/politica/2011/31-marzo-2011/manzato-troppo-prosecco-veneto-dicembre-fermeremo-nuovi-vigneti-190346476697.shtml , 6 giorni dopo, sempre sul Corriere Veneto, si trasforma in propagandista facendosi bello di meriti non certo suoi e raccontando che “siamo la prima regione in Europa per la produzione di spumante di qualità” (il che dimostra che un corso di degustazione non gli farebbe male).
    Parlare meno e a girare un po’ più per cantine e vigneti (per comprendere) questo serve, ma temo sia regola che il nostro “mister Amarone 3000 anni” non voglia fare…

  6. questo “signore” nella foto all’apertura di un evento nazionale e internazionale come dovrebbe essere il Vinitaly si è espresso come il presidente della confraternità del Baccalà, parlando del suo orticello ( misero) e non spendendo una parola ad un evento in cui prima di tutto si dovrebbe avere un linguaggio e un comportamento almeno di visione nazionale. Il Vinitaly ha fatto il suo tempo e la sede per quello che saranno gli scenari futuri non potrà essere più Verona

  7. Stanno allargando a dismisura la zona di produzione e cosi fra poco ci sara’ il sorpasso. Ma, a parte che si fara’ un qualcosa di simile all’Amarone (e aspetto le famiglie storiche del prosecco…), ma cnora si paragonano le mele con le pere. Non ha senso. Solo propaganda poverella. Nulla di più. Meglio parlar di vino.

  8. Allarghiamo allarghiamo…..inventiamo ancora altre docg e doc fantasia…tipo docg piave malanotte…..dai su….parliamo di vino …!!!!!

  9. Sulla capacità di ‘visione’ (che i più frizzanti chiamano ‘vision’, chissà perché!) delle nostre istituzioni, quando guardano il mercato, siamo tutti scettici – anche in questo caso, in modo bipartisan! -.

    Leggo Patrizia@ qui sopra: perché non interviene anche sul post che riporta Brozzoni?

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