Vinitaly: dal 2012 forse una fiera davvero per gli operatori? Cambia il calendario di apertura


Più che le sparate varie di politici (locali e non) in cerca di notorietà, della presenza tra gli stand dei nuovi editor di Wine Spectator (cosa che “Giacomino” si guardava bene dal fare) di parole in libertà, proclami e promesse, la vera grande notizia per chi è stato, come me, al Vinitaly 2011 almeno un giorno (nel mio caso due: di più non si può, poi scatta una forma di repulsione-rifiuto) è che dal 2012 finalmente la grande kermesse veronese ha deciso, dopo ben 45 edizioni, di fare forse finalmente sul serio.
E di provare ad essere quella rassegna veramente professionale, dalla parte degli operatori (ed in primis degli espositori, che continuano a lasciare una barca di soldi all’ente fiere veronese, ottenendo il “risultato” che giovedì mattina fino a mezzogiorno al Palaexpo, nel grande spazio che ospita i produttori lombardi, i bicchieri erano mosche bianche ed i produttori si trovavano pressoché impossibilitati a servire il vino alle persone arrivate agli stand…) che sinora non è quasi stata.
Finisce la formula schizofrenica che prevedeva l’apertura al giovedì con la chiusura al lunedì (con la classica fuga di molti espositori a metà giornata) e dal 2012, e non è un pesce d’aprile, si parte l’1 aprile per terminare il 4. Apertura non più il giovedì ma la domenica e chiusura il mercoledì sera. Quattro giorni di apertura invece di cinque, e finalmente!, tre interi giorni, lunedì, martedì e mercoledì, pensati per il pubblico degli operatori, il che vuol dire ristoratori, enotecari, distributori, importatori, grossisti, titolari di wine bar, ma anche sommelier, giornalisti, ecc. ecc.
Come si può leggere nel comunicato stampa pubblicato sul sito Internet “Vinitaly ridisegna le proprie date Una scelta importante che amplia le giornate dedicate al business, ma che intende favorire anche ristoratori, chef e titolari di wine bar, che beneficeranno di più giorni coerenti con le loro giornate di chiusura settimanale”.
Una volta tanto, come sottolinea con soddisfazione su Internet Gourmet Angelo Peretti, che lo scorso anno era stato tra i primissimi a chiedere di abbandonare l’attuale formula con apertura il giovedì e chiusura il lunedì, non si può che concordare con questa scelta.
Resta solo un rammarico, ovvero che gli organizzatori non abbiano avuto il coraggio di voltare completamente pagina e dopo aver rinunciato a quelli del sabato rinunciassero anche agli incassi consentiti dal pubblico generalista e un po’ “caciarone” (ma non era una fiera specializzata riservata agli operatori?) della domenica…
Ma poiché dalle domeniche al Vinitaly avendo la fortuna di poter scegliere il sottoscritto si tiene ormai alla larga da molti anni, anche l’anno prossimo, se saremo ancora qui a calcare le enoiche scene e a raccontare quel che accade sotto il segno di Bacco, continueremo a dedicare la domenica ad altre occupazioni.
Magari arriveremo in zona già la domenica sera per essere freschi e pimpanti alla “vera” apertura, il lunedì mattina e vivere e raccontare l’esperienza di un rassegna del vino che a quarantasei anni scoprire, per la serie non è mai troppo tardi, di voler fare bene le cose.
Se possibile cominciando a far funzionare bene il servizio di fornitura bicchieri agli stand, a rendere un po’ meno caotico l’afflusso nella zona espositiva, a far opera di dissuasione verso quei produttori che, poveretti, in pieno 2011, pensano ancora di farsi “notare” e di qualificare la loro presenza facendo girare per i padiglioni, com’è accaduto anche quest’anno, un quintetto di bellocce aspiranti veline o animatrici di “bunga bunga party” con minigonna ascellare, tacco altissimo e maglietta, scollata, con il nome dell’azienda in bella vista scritto proprio sulle.. curve superiori…
Ma senza queste cose, senza un pizzico di folklore da sagra di paese (stranamente non sono state avvistate Ruby e la Nicole Minetti) forse il Vinitaly non sarebbe proprio lo stesso…

39 pensieri su “Vinitaly: dal 2012 forse una fiera davvero per gli operatori? Cambia il calendario di apertura

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  2. Carissimo Franco,
    come sempre centri in pieno gli argomenti, sia in bene che in male quando lo necessitano!
    Siamo stati 4 giorni al Vinitaly e proprio come detto da te, arrivati ad una certa ora del pomeriggio, non sai più se ti trovi ad una Fiera professionale per operatori, come chiamata da Ente Fiera di Verona, oppure un party di ragazzini ubriachi, sdraiati per terra oppure quando ti va male, addirittura ti spingono per sorreggersi in piedi. Le strade adiacenti l’ingresso sono sommerse da calici rotti e bottiglie di vino spaccate! Reduci da Dusseldorf, vi possiamo garantire che tutto questo non accade e mai accadrebbe!
    Ma non solo, per quanto costi l’ingresso agli operatori e quanto costi mettere lo stand alle Aziende presenti, i servizi lasciano desiderare, ad iniziare dai trasporti per arrivare in Fiera. per fortuna che almeno sulle date sembra che abbiano capito! Abbiamo avuto modo di scambiare due parole con Vittorio Sgarbi dicendogli e pregandolo che dal momento che è considerato un grande critico, abbia il coraggio di dire in tv cosa accade ad una manifestazione importante come il Vinitaly.
    Un caro saluto a tutti da
    Sauro e Gianni
    http://www.sommeliersauroegianni.com

  3. Dai, caro Franco, era ora. Che la formula giov-lun non potesse (più) funzionare lo avevano capito anche i sassi. E alla fine gli organizzatori, che come i mariti traditi sono gli ultimi a sapere delle corna o meglio gli ultimi a fingere di accorgersene, si sono adeguati. I messaggi degli espositori sempre meno inclini alle rassegnate lamentele e sempre più alle incazzature e alle diserzioni erano diventati troppi.
    Quanto a quel certo, familiare, in un qualche senso rassicurante clima da sagra paesana che aleggia sulla fiera (c’è chi lo chiama Caciaritaly e chi, coimoe me, Veritaly), non credo che lo perderemo. Fa parte dell’indole nazionale. E se tutto funziona, ben vengano le aspiranti veline a rallegrare la vista. In fondo non fanno male a nessuno. Casomai distraggono…

  4. Gli enoappassionati sono infine quelli che consumano per cui acquistano, da non confondere con una marea di ubriaconi che si è riversata sabato, ed aggiungo che ho avuto una impressione (PERSONALE) di scarsissima professionalità dell’ente fiera sotto l’aspetto sicurezza, vigilanza inesistente, forze dell’ordine io personalmente in 5gg incontrate solo 1(una) volta, autoambulanze 118 in giro? chioschi informazioni con esseri umani dentro? invece tanta abbondanza di ubriachi fastidiosi, stessa cosa in stazione tra bottiglie, ubriachi e vomito, non una sola pattuglia in due ore di attesa. ……………………..In ogni caso penso che il nuovo calendario per il 2012 di vinitaly possa apportare migliorie, ci concede la Domenica ai comuni mortali, per cui si soddisfa la il rapporto con la città ospitante i suoi cittadini e la componente politica, e dal lundì si spera di stare tra gente garbata, interessata e magari competente.

  5. da operatore non posso che essere felice di questa scelta.
    Ma leggendo i comunicati stampa del vinitaly mi sorge un quesito:
    se con tutti gli ingressi che vantano di aver effettuato (tralascio la facile polemica sui pass che alcuni facevano passare anche 3 o 4 volte attraverso le inferiate dei cancelli appena entrati agli altri fuori..chissà quanti saranno entrati pagando!?!?) garantiscono un simile servizio,.. riducendo i gg di manifestazione e perdendo il sabato (giorno di maggio affluenza,,) come faranno a migliorare i servizi per il prossimo anno??
    mah.. sperem.|!

    andrea

  6. da un punto di vista professionale sicuramente gli operatori del settore eno-gastronomico si troverebbero avvantaggiati, poichè i nuovi giorni della settimana proposti sono più consoni ai giorni di chiusura di enoteche ristoranti ecc. e quindi dovrebbe esserci una miglior selezione dei visitatori. c’è da dire che a prescindere dell’attività commerciale che si svolga nessuno si fa mancare almeno uno due giorni di Vinitaly.

    da un lato gli organizzatori cercano il record di incassi in cui, a far raggiungere tali obbiettivi pultroppo non sono gli operatori di settore;
    dall’altro molte aziende iniziano a ridimensionare la grandezza dei propri stand, visto i costi, e alcuni decidono di non partecipare più alla fiera, o esserci insiemi ai consorzi.

    se questa operazione logistica per il 2012 servirà a selezionare meglio gli operatori del settore, sicuramente ci sarà un minor numero di abbandono della fiera da parte delle aziende, e si spera di trovare sempre più gente interessata al vino e non alla bevuta per sbronzarsi!!!

  7. Sono più che d’accordo con le nuove date. Quello che mi preoccupa è che il Vinitaly il venerdì (giorno di maggior affluenza degli operatori) è sempre stato un giorno disastroso quanto a traffico, servizi pubblici di accesso e servizi interni (quest’anno venerdì era quasi impossibile telefonare).
    Avere 3 giorni feriali potrebbe far collassare il tutto, oppure (spero) diluisca la presenza degli operatori e tagli il gruppo “ubriaconi”.
    Basta aspettare meno di 365 giorni e lo scopriremo 🙂

  8. mah, a me, che ero al Vinitaly per lavorare (come giornalista) tutta ‘sta gente tutto ‘sto fastidio non l’ha dato (essì che di Vinitaly ne ho frequentati più di una decina). Capisco le esigenze degli standisti, ma non credo che spostare il periodo fieristico da domenica a giovedì (copiando ancora una volta i cugini francesi) cambierà di molto. Piuttosto Fiera Vinitaly dovrebbe avere il coraggio, senza tanti patemi, di sdoppiarsi, riservando l’ingresso agli operatori solo per alcuni giorni e aprendo al pubblico, magari esclusivamente la domenica.

  9. Vi lamentate, ma forse vi siete dimenticati le orde degli ubriaconi della bassa veronese che entravano il sabato e la domenica quando c’erano ancora i biglietti gratis negli anni ’90. Bagni zero, parcheggi zero, in quelli che c’erano trovavi anche i cani morti, bagarini che vendevano biglietti di fronte alla biglietteria, vomito un pò dovunque, etc, etc,
    Adesso c’è il parcheggio multipiano, manca ancora l’albergo interno alla fiera per gli espositori. Coraggio, fra 10/15 anni tutto sarà a posto…

  10. La Fiere servono ancora?Così come sono concepite?Servono farle ogni anno? Ormai è una economia gestita e generata dalla bassa politica ( leggi Regioni, Enti altro)in pratica una economia fittizia, in più con una marea di ciambellani che si definiscono “giornalisti” ” esperti” Blogger” e altre menate

    • bob, ma se i cosiddetti “giornalisti” e “blogger” sono dei “ciambellani”, come li definisce, perché perde il suo prezioso tempo a leggere e commentare su questo blog? Sia coerente…

  11. Sono sostanzialmente d’accordo sul cambio di rotta, ma, lanciando un pò una provocazione, penso al drastico calo di affari che subirà la città di Verona. Quante migliaia di persone prendevano l’occasione del Vinitaly per vacanze e visite d’arte nella città di giulietta e in quelle limitrofe?
    Da ristoratore ho ben presente cosa comporta questa kermesse.
    Ma si sa a qualcosa, giustamente, bisogna rinunciare…
    In ogni caso, Paolo, non erano solo veronesi della bassa a sbronzarsi allegramente.
    Quello che non va dimenticato è che da sempre (sono alla sedicesima manifestazione di fila) il Vinitaly è un momento di festa (anche per operatori ed espositori, lo sappiamo tutti). Distanziare il vino da questa dimensione è pura ipocrisia.

    • la componente festa deve restare in questa e in ogni altra manifestazione che riguarda il vino. Ma la confusione, le torme di avvinazzati (purtroppo anche tanti giovani), gli imbucati entrati tanto per andare a bere (bianco o rosso non conta) non é più festosa celebrazione di Bacco: è sagra caciarona di paese. E questo gli organizzatori di Verona Fiere dovrebbero saperlo bene

  12. Ragazzi!!!
    Dai tempi dei romani il vino ha creato e generato questo.
    Sarebbe come pretendere di eliminare la prostituzione(scusate il paragone…)!
    Secondo me sarebbe; sarebbe opportuno fare; come diceva qualcuno in precedenza selezzionere le giornate.
    Ma il beesness e troppo grande e a tutti fa comodo!

  13. Pienamente d’accordo, Franco.
    vedo però anche qualche contro. Ho il terrore che l’anno prossimo la Domenica diventi una specie di apocalisse.
    Io ieri ero al vinitaly. Di domenica. A essere sinceri si stava benissimo, nessuna coda, il numero di gente giusta e un’atmosfera tutto sommato composta e rilassata.
    Il cambiamento è necessario. Speriamo solo venga fatto nella giusta direzione.

  14. Grazie della citazione, Franco.
    Sono convinto che, pagato il tributo domenicale alla massa (che però è quella che beve vino), ci saranno finalmente tre giorni per il business. Non è detto che alla fine i numeri complessivi calino. E neppure che arretrino gli affari per la città di Verona: vista la rarefazione dei voli da e per Verona la domenica, molti stranieri se ne andavano già il sabato, mentre l’anno prossimo potrebbero arrivare già nel fine settimana e poi restare fino al mercoledì.

  15. ma si! lasciamola la domenica agli enoappassionati (mi spiace che siano stati definiti “caciaroni”, ma in fondo a volte, è così).
    C’è gente che ci pensa due mesi prima per riuscire a costruire un po’ di credibilità.
    Il mio benzinaio ad esempio, enoappassionato, anzi enoinnamorato e a volte mi chiedo se abbia un naso più fine del mio (sicuramente il fegato più consumato) inizia a febbraio a girare le tipografie per farsi dei bigliettini da visita falsi.
    In seguito entra, di tutto puntino al vinitaly, gira gli stand, entra pure nelle zone riservate collezionando alcune delle più meravigliose incursioni negli stand più off-limits!
    ma si, il vinitaly è come lo smau o il motorshow, come sanremo e miss Italia.
    E questo dovrebbe farci ragionare quando l’utente caciarone è, tutto sommato, attento a ciò che comunichiamo.
    Detto questo, fatti fuori i clienti nei due giorni iniziali, si può finalmente sistemare la distribuzione degli appuntamenti spalmandola sui tre giorni centrali della settimana. E se va bene…il giovedì successivo è il santo, poi c’è Pasqua e anche per i dipendenti, finito il vinitaly un giorno in più di vacanza grazie alle vacanze pasquali…
    Io approvo…

  16. Il problema secondo me non riguarda i giorni della settimana in cui si svolgerà l’evento. Il problema è che una città piccola come Verona non è più in grado di supportare un evento di questo spessore.
    Faccio un paio di esempi: uscita autostrada Verona-sud troppo stretta con code infinite, non esiste una linea metropolitana che giunge direttamente in fiera, la viabilità attorno alla fiera è catastrofica, l’aeroporto di Verona non ha collegamenti internazionali all’altezza, i pernottamenti in città ed in periferia in un arco di km accettabili sono insufficienti ( e chi più ne ha, più ne metta).
    Ne deduco che tale manifestazione non è da svolgersi in una cittadina come Verona. Ci vorrebbe un polo fieristico come quello di Rho fiera a Milano, capace di assorbire ciò che ho elencato (per la cronaca, venerdì mancavano anche i bicchieri puliti presso gli stand, mi sono dovuto tenere un bicchiere appresso per le degustazioni).
    I miei saluti a Franco

  17. @bob: essere curioso non vuole dire insultare gli altri. Io sono un giornalista professionista che si occupa da vent’anni di vino e gestisce anche blog. Di ciambellano conosco solo il pane con il buco in mezzo. Esprimere il proprio pensiero è lecito, ci mancherebbe, ma nel rispetto del lavoro degli altri. Sparare nel mucchio è un maledetto malcostume tutto italiano. Altrimenti si fanno nomi e cognomi, cioè: “Al Vinitaly c’era tizio che si spacciava da giornalista invece è solo un marchettaro”. E quando non si può dimostrare quello che si dice, come insegnano alla scuola di giornalismo, bisogna stare zitti…

  18. Molti associano l’enoappassionato all’ubriacone occasionale (più o meno), presente al vinitaly)…
    In realtà il “vero” enoappassionato è del tutto indistinguibile dall’operatore in termini di approccio. E assaggia e valuta con rigore a volte maggiore.
    Usando la sputacchiera (se la mettono a dispozione significa che bisogna imparare ad usarla).
    Fortunatamente, le mete standistiche dei veri enoappassionati e degli ubriaconi occasionali (che come falene sono attirati dalle etichette e non dal contenuto delle bottiglie) quasi sempre non coincidono.
    Ho fatto cinque giorni, divisi tra Cerea, Villa Favorita e Vinitaly. Se ho deglutito 4 bicchieri di vino in cinque giorni è tanto !

  19. Caro Franco,non mi lancio nell’intrigato percorso dell’utilità delle fiere,invece plaudo al tardivo seppur incompleto provvedimento adottato dagli organizzatori,sarebbe stato meglio eliminare completamente la domenica che ritengo nonostante meno colpita dalle disfunzioni del sabato lo stesso a rischio coincidendo con la giornata inaugurale e tutte le apparizioni politiche che non interessano nessuno,ciò nonostante per l’ordine pubblico si intralcia il già precario accesso alla zona,l’ideale sarebbe dal lunedì al giovedì.
    Vittorio Cavaliere.

  20. Mi unisco al plauso.
    La Domenica dedicata agli appassionati, che comunque pagano 45 euro di biglietto e giustamente si aspettano un servizio ed una cortesia adeguati, troverà noi espositori ancora freschi, disponibili e non stressati. A me dispiace vedere scoraggiate tante persone che si sono fatte un viaggio apposta per provare vini che altrimenti non avrebbero occasione di conoscere. Purtroppo a queste si mescolano tanti “inesperti” incapaci di capire la differenza fra degustare e bere, con le conseguenze che abbiamo visto anche quest’anno.
    Le uniche fiere che seguo oltre al Vinitaly sono la Prowein e il Vinexpo di Bordeaux.
    A Dusseldorf tutto scorre come l’olio, che volete so’ tedeschi, e c’é più varietà di offerta, intesa come rappresentative di tante nazioni diverse. Aperta solo agli operatori, sul serio, non si vede l’ombra di un ubriaco o di un qualsiasi allegrone. Molto asettica.
    Per me é complementare al Vinitaly.

    A Bordeaux i costi di partecipazione sono proibitivi, il traffico crea gli stessi problemi che a Verona e la presenza francese é massiccia, molto minore quella di altri paesi. In più il periodo, metà giugno, é strano perché da una parte la Stagione degli affari (vendite/acquisti/contratti) é già un pezzo avanti e dall’altra c’é sempre un caldo boia ed un tasso di umidità elevatissimo. Però si svolge ogni due anni, quindi crea un’aspettativa maggiore, l’organizzazione ed i servizi all’interno sono perfetti, e ci sono sempre i Big Players presenti, intesi come produttori, operatori internazionali e media specializzati. In nessun luogo come qui ho respirato “Il Potere”.

    Aspetto di vedere come la nuova formula del Vinitaly potrà migliorare una Fiera che é comunque un punto di riferimento per la maggioranza di chi in Italia é coinvolto nel mondo del vino.

  21. Ieri sono stato, per la prima volta, al vinitaly . Nei panni di aspirante sommelier ho girato la fiera con la curiosità di un novizio del vinitaly ma da frequentatore di fiere , sia per lavoro che per diletto. A Verona, purtroppo, noto un comune denomitatore: una voglia costante a complicare le cose! Parlo dei vincoli per gli espositori a liberare gli stand, parlo dei rischi di furti durante la notte, parlo anche dei limiti all’uscita per eventuali bottiglie di vino ! Boh sarà che sono nuovo ma non capisco perchè l’ente fiera prende i soldi degli spazi espositivi da ditte che devono promuovere i loro prodotti. Per promozione queste ditte li regalano e poi l’ente fiera li sequestra all’uscita. Forse mi manca qualcosa ma non solo lo trovo stupido ma lo trovo anche dannoso per gli espositori.
    Chi lo sa , vedremo se oltre ai proclami il prossimo anno ci saranno anche soluzioni inteligenti .

  22. D’accordissimo con il cambio di giorni, ma nel 2012 siamo nella settimana di Pasqua. E io, come operatore commerciale, in quei giorni non potrò certo essere a Verona. Così mi perderò il Vinitaly.

  23. la richiesta di ridurre le giornate di fiera da 5 a 4 era stata avanzata a gran voce da anni, e ci sono tracce fossili di queste richieste (non dall’inizio, ma almeno da quando esistono i motori di ricerca) su migliaia di pagine internet. I costi di ogni giorno di fiera per una azienda anche piccola sono altissimi, e le vacche grasse son finite da tempo..
    la domenica resterà comunque a disposizione dei turisti e degli appassionati (sempre più spennati dall’avidità degli organizzatori, tra ingresso e parcheggi) ma gli operatori potranno concentrarsi su tre giorni lavorativi da lunedi a mercoledi. In sostanza: un giorno in più, di fatto, per il business e un risparmio per chi espone.
    Il problema ubriaconi invece merita solo una semplice soluzione: un servizio d’ordine degno di questo nome, per rispetto di tutti.

  24. Pingback: Vino Wire » Vinitaly to change schedule after 45 years

  25. Ottimo il cambio dei giorni… ma cavolo, è la settimana di Pasqua.
    Non posso credere che gli organizzatori non lo sapessero!!

  26. La Fiere servono ancora?Così come sono concepite?Servono farle ogni anno? Ormai è una economia gestita e generata dalla bassa politica ( leggi Regioni, Enti altro)in pratica una economia fittizia, in più con una marea di ciambellani che si definiscono “giornalisti” ” esperti” Blogger” e altre menate

    signor giornalista Filippo

    risponda, se vuole, a quello che ho scritto(sopra). Visto che Lei ha fatto la scuola di girnalismo ( mi da tanto della scuola calcio)dovrebbero avergli insegnato il concetto della sintessi. I ciambellani a cui mi riferisco sono tutte quelle sovrastrutture che il mondo del vino si porta dietro e che a mio avviso non servivano e non servono più, quelli per esempio dei ” bicchieri rotanti”, gli ” esperti” i ” comunicatori” i ” promotori” i ” giornalisti del vino” etc. Ho l’età per considerare giornalista il fu Indro Montanelli mi rimane difficile utilizzare il termine per chiunque, con tutto il rispetto per quello che lei fa.

  27. @bob: “girnalismo”? “mi da tanto”? “sintessi”? mah… caro bob, mi dia retta, le sue battute sulla scuola di giornalismo lasciano il tempo che trovano e, per favore, non facciamo la gara patetica a chi è più vecchio perché, e lo dico da ultracinquantenne, l’età anagrafica, come sanno in tanti, non garantisce né intelligenza né saggezza. Comunque “scazzi” (scusi il francesismo) a parte, concordo con lei sull’inutilità di certe eno-sovrastrutture di pseudo-comunicazione. Per questo le segnalo la mia intervista a Giancarlo Montaldo (questo è il link: http://www.400asafoto.com/sapori/?p=4903), un collega che è anche un comunicatore e che dice cose molto interessanti (spero anche per lei che non ha fatto la scuola… calcio) su come sta evolvendosi la professione del giornalista… oh, sempre che la cosa la interessi e non la svii dall’ammirazione (che, ovviamente, condivido… ma che forse è un po’ troppo esclusiva) per il fu Montanelli… buona giornata

  28. Giornalismo, sintesi, caro giornalista non garantiscono intelligenza e saggezza. Si può essere scarsamente intelligenti, poco saggi e con poca cultura ma e triste essere patetici.

  29. Anche quest’anno al Vinitaly, tiratissima kermesse politico-modaiola (finalmente più allegria stra gli stand siciliani, forse merito del cambio al dicastero, mentre il mio Lazio rimane tristemente “ospedaliero”). Strafavorevole al cambio di data; gli operatori alberghieri potranno continuare a praticare prezzi irragionevoli con la complicità della Pasqua. Forse, oltre le navette, ce la facciamo anche a far funzionare meglio il condizionamento d’aria che quest’anno era faticosamente arrancante ?

  30. Pingback: » Vinitaly to change schedule after 45 years Wine Blog

  31. con 155mila visitatori di media in un evento dedicato al vino, sperare che non ci sia nemmeno uno 0.5% di persone ubriache (circa 750 unità) è pura utopia… Proviamo a organizzare una fiera del genere in posti anglosassoni (USA, UK, Australia) con una cultura enologica nettamente inferiore alla nostra e vediamo che succede.
    A volte la bacchettonite acuta è una malattia difficile da debellare…

    • mi spiace ma rimando al mittente l’accusa di soffrire di “bacchettonite acuta”.
      Sono laico nelle idee e nell’approccio al vino, sorry 🙂

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