Davvero fantastico il Nebbiolo di Langa: grande anche in versione rosé

Da vecchio appassionato dei rosati non posso che prendere atto con piacere di una nuova diffusa tendenza che sta prendendo piede in terra di Langa.
Si continua a lavorare sul Nebbiolo ottenendo nelle rispettive zone di produzione, si chiamino Barbaresco, Barolo e Roero, grandi vini rossi da invecchiamento, oppure vini di timbro e taglio più giovane e fresco come Nebbiolo d’Alba e Langhe Nebbiolo (preferibilmente le versioni che utilizzano Nebbiolo in purezza e non sfruttano la possibilità consentita dal disciplinare di aggiungere sino ad un 15 per cento di altre uve, locali o internazionali), ma da qualche anno, complice la richiesta di parte della clientela di disporre di vini più appeal più immediato, si producono anche degli interessantissimi, godibili rosati.
Ricordo un eccellente Rosato di Nebbiolo prodotto da Aldo e Milena Vaira nella loro azienda, bottiglia con screwcap Rosaspina se ricordo bene il nome, destinato purtroppo solo al mercato inglese, e ho più volte celebrato, ad esempio qui, la grandezza assoluta, da vino in grado di confrontarsi con i migliori rosato italiani, dell’Elatis (base Nebbiolo, ma con una quota anche di Pelaverga e di Barbera) dell’eccellente cantina Comm. G.B. Burlotto di Verduno.
In occasione del Banco d’assaggio dei vini di un gruppo di produttori di Castiglione Falletto che si è svolto venerdì a Firenze, ho scoperto che il numero dei rosati di Langa è ulteriormente cresciuto, con tre diversi vini ognuno dei quali mi ha suscitato impressioni più che favorevoli.
Mi riferisco al succoso, goloso, intensamente fruttato rosato 2010 dell’azienda Livia Fontana, alla sua seconda edizione, mix calibrato di un 50% di uve Nebbiolo e Barbera (scelto per la capacità di dare colore, frutto e morbidezza al vino), che ho trovato splendido nel colore, esuberante nei profumi, molto pieno e piacevole (anche per merito di un leggero residuo zuccherino), del Langhe rosato Nebbiolo, di Gigi Rosso, decisamente più scarico nel colore, un buccia di cipolla, piuttosto sapido e nervoso e con l’impronta ben chiara dei tannini del Nebbiolo in evidenza, vino ancora molto giovane (recentissimo l’imbottigliamento) che deve ancora trovare il proprio pieno equilibrio.
E mi riferisco soprattutto, una piccola sorpresa, al rosato Vignola, Nebbiolo 100%, di un’altra valida azienda di Castiglione Falletto, nota soprattutto per il Barolo Rocche, l’azienda agricola Monchiero di Vittorio Monchiero.
Un vino davvero ben riuscito, ottenuto da Nebbiolo provenienti da vigneti ben esposti situati in questo comune celebrato per la propria eleganza, da uve rosse vinificate in bianco, particolarmente adatto, ora che il caldo e l’estate avanzano, in abbinamento ad antipasti freddi, piatti a base di carni bianche, anche in insalata, o di pesce. Colore cerasuolo scarico – buccia di cipolla, si propone con un naso vivo, fresco, carnoso, con una bella espressione di piccoli frutti rossi di bosco (lampone e ribes) e accenni floreali che richiamano geranio e viola e con un timbro sapido, nervoso ben preciso. Anche la bocca conferma le note saline, minerali, nervose, grazie ad una calibrata e fresca acidità che equilibra bene e dà slancio e vivacità e nerbo, e quindi grande piacevolezza di beva, ad una interessante polpa fruttata matura al punto giusto e alla struttura inconfondibile data dai tannini del Nebbiolo.
Una new wave, chiamatela anche diversa sensibilità e capacità di sfruttare appieno la duttilità di espressione del Nebbiolo, che mi trova perfettamente d’accordo.

2 pensieri su “Davvero fantastico il Nebbiolo di Langa: grande anche in versione rosé

  1. Sinceramente devo ammettere che i rosati li ho sempre un pò snobbati, poi da quando abbiamo deciso di produrne uno da uve schiava in purezza, ho cominciato ad assaggiarne diversi per capire meglio la tipologia e vedere se eravamo sulla strada giusta.
    confermo quanto detto da lei sig. Ziliani, i rosati a base nebbiolo sono tra i migliori che abbia assaggiato, colpiscono soprattutto per la sapidità e la facilità di beva.
    vini che si prestano ad un abbinamento a 360° soprattutto nelle serate estive, provato per esempio anche con la pizza, ottimo.

  2. Ho appena provato l’Elatis e l’ho trovato assolutamente fantastico! Assaggiato a temperature più da vino rosso, ne sentivo gli odori molto intensi già a 30cm dal bicchiere, ma è in bocca che mi ha sorpreso di più: un misto di mineralità, corpo e dolcezza/aromaticità (non so esattamente come si definisca) perfettamente equilibrato che ti invoglia sicuramente a versarne un altro po’!

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