No senza esitazioni al boicottaggio del Riesling dell’Oltrepò in Germania!

Un appello al Ministro delle Politiche Agricole Romano

Dobbiamo essere profondamente grati al neo ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano, per aver scelto nientemeno che l’Oltrepò Pavese come meta di una delle prime visite compiute a realtà del mondo vitivinicolo italiano all’inizio del proprio mandato.
Nel corso di questa visita, di cui hanno scritto celebri testate come Turismo in Oltrepò e addirittura Voghera news, i viticoltori oltrepadani hanno potuto manifestare il loro senso di inadeguatezza, e chiedere “meno burocrazia e più attenzione da parte delle istituzioni”, e per bocca del presidente del Consorzio dell’Oltrepò Pavese Paolo Massone hanno potuto chiedere a chiare lettere “un dialogo forte con Roma: qui c’è la terza Denominazione viticola italiana per numero di ettari, stiamo innovando e abbiamo bisogno di istituzioni attente”.
La visita in Oltrepò, nel corso della quale, visitando la mega cantina sociale Terre d’Oltrepò (nata dalla fusione tra Cantina sociale di Broni e Cantina Sociale di Casteggio) il Ministro ha confessato “vedo qui un mondo rurale che mi piace e mi è affine.
Chi lavora con la vostra passione va sostenuto sulla via della qualità e anche dell’export. L’Italia del vino dev’essere unita come siete voi, perché in Oriente o negli Stati Uniti non sanno nemmeno dove sia la Lombardia, figuriamoci micro zone.
Negli Usa c’è un consumo di vino pro capite ancora molto basso, voi avete numeri e qualità per competere, facendo però massa critica. L’altra sfida è la Cina, dove i francesi sono ancora più riconosciuti”, è però stata la grande occasione per una vera e propria rivelazione dai risvolti preoccupanti e assolutamente inquietanti.
Né è stato artefice il direttore di Terre d’Oltrepò Livio Cagnoni che ricordando al Ministro che “le nostre aziende hanno bisogno di meno burocrazia e più risorse per promuoversi ed emergere” ha invitato il ministro a non dimenticare “l’incartamento per difendere le vendite del nostro Riesling in Germania. Bisogna fare pressing per evitare che scattino strani e ingiusti protezionismi”.
Pare difatti che in Germania il mondo vinicolo, terribilmente preoccupato dalla pericolosissima concorrenza rappresentata dal Riesling (in larga parte Italico, o Welschriesling) proveniente dalla fertile terra d’Oltrepò, abbiano in animo, o abbiano addirittura già attivato inauditi provvedimenti protezionistici e ostruzionismi commerciali per impedire che il meraviglioso, inimitabile Riesling oltrepadano possa invadere il mercato tedesco e mettere in ginocchio i viticoltori della Mosella, della Rheingau, del Pfalz e del Rheinhessen.
Augurandoci che il novello ministro, seppur siciliano e non padano o oltrepadano, sappia difendere in ogni sede con le unghie e con i denti, anche a Bruxelles se necessario, i diritti del Riesling d’Oltrepò e la sua possibilità di affermarsi quale vino di suprema qualità nel mondo, esprimo voti che il ministro possa occuparsi presto anche delle sorti dei Syrah siciliani, dei Pinot nero altoatesini, dei Cabernet di Bolgheri bloccati da inaudite misure protezionistiche messe in atto dalle potenti lobby dell’industria del vino in Australia, Borgogna e a Bordeaux.
Nessuno deve illudersi di poter frenare il luminoso e trionfale cammino del vino italiano di qualità nel mondo, perbacco!

4 pensieri su “No senza esitazioni al boicottaggio del Riesling dell’Oltrepò in Germania!

  1. […che il meraviglioso, inimitabile Riesling oltrepadano possa invadere il mercato tedesco e mettere in ginocchio i viticoltori della Mosella, della Rheingau, del Pfalz e del Rheinhessen.]

    C’è del sarcasmo nel tuo scritto, vero?

    • cosa potrebbe esserci, se non sarcasmo, di fronte a dichiarazioni del genere, di fronte alla protesta per il “boicottaggio” che la Germania potrebbe riservare al Riesling oltrepadano, magari il simpatico Welsch Riesling o Riesling italico?

  2. non so se su questo forum si può essere così lapidari, ma – se si può – io avrei solo un commento da fare: “facepalm”

  3. forse sono stato il primo o uno dei primi a vendere riesling dell’op in USA e ad andare a proporlo nella ristorazione di n.y. detto questo penso che in o.p. i problemi siano altri e di natura diversa. franco concordo con quanto hai scritto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *