Champagne sorpassato dal Prosecco? Un’informazione insensata

Ma per il Consorzio non c’é “nessuna battaglia Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore – Champagne”…

Dispiace sempre vedere una persona intelligente e di esperienza e per di più un vecchio amico non fare una bella figura e difendere posizioni che, basta ragionarci un attimo, appaiono chiaramente indifendibili.
Devo pertanto esprimere il mio pubblico rammarico per quello che uno dei più grandi conoscitori ed esperti di “bollicine” in Italia, parlo di Giampietro Comolli, che dopo aver lavorato al Consorzio Franciacorta, alle Cantine Ferrari di Trento, in Oltrepò Pavese dai Giorgi di Vistarino, nel Gavi e a Bolgheri è approdato da qualche anno in terra di Prosecco, è stato alla testa del Forum nazionale spumanti d’Italia di Valdobbiadene, e ora dirige Altamarca e ha ideato l’Osservatorio Economico Vini Effervescenti (Italian Economic Bubble Wine Observatory).
Cosa ha fatto Comolli? Ha diramato un comunicato, prontamente ripreso da organi di stampa che si sono già fatti notare per la loro solenne scarsa competenza in materia di bollicine, dove, ancora una volta, ricordando che “prosegue la corsa del Prosecco sui mercati esteri”, si assicura, con chiaro intento propagandistico, che “nel giro di tre anni avverrà il sorpasso produttivo sullo Champagne con circa 420 milioni di bottiglie prodotte contro i 400 milioni dei rivali francesi.
Lo stima Ovse.org, il sito dell’Osservatorio economico vini effervescenti, che prevede nel 2014-2015 una produzione di Prosecco Doc di 350 milioni di bottiglie dai 18mila ettari in produzione tra Veneto e Friuli cui si assommano i 70 milioni di bottiglie Docg (di cui 1,3 milioni dell’esclusivo Cartizze) che vengono dai 6.100 ettari della zona classica e storica di Conegliano Valdobbiadene, perla del territorio dell’Altamarca Trevigiana”.
Poco serve la successiva precisazione, che si tratta cioè “di un confronto solo di tipo quantitativo, basato cioè sul numero di bottiglie prodotte. Non si considera infatti la diversa tipologia di vino: metodo Classico da una parte (Champagne) e metodo Charmat dall’altra (Prosecco).
Comolli sottolinea poi che “per il Prosecco il dato “produzione” è sempre molto vicino al dato consumo, ci può essere un 5% di differenza in più in termini di produzione considerate le scorte a tempi brevi per il consumo diretto (1-2 mesi).
Altro discorso per lo Champagne, con una scorta in giacenza che attualmente è superiore a 1,2 miliardi di bottiglie! Perciò i francesi devono stare molto attenti a non produrre di più di quello che sono in grado di vendere, recuperando invece dalle giacenze».

Aggiungendo poi, come se non fosse chiaro al colto e all’inclita, che “Prosecco è solo Prosecco, Prosecco è solo Italia e l’Altamarca Trevigiana, la patria del Prosecco Docg e Doc, ovvero la nuova piramide di qualità che si fa strada nel mondo avvantaggiata dal fatto che vino e denominazione sono una cosa sola nell’immaginario collettivo».
Un elemento importante, quello dell’identificazione zona-prodotto, sul quale Comolli, memore di quanto fosse un elemento di forza per la Champagne, aveva sottolineato con forza, insieme ai produttori di quella denominazione, quando era direttore del Consorzio Franciacorta, e sul quale ritorna oggi che lavora per i colori dell’associazione che più di ogni altra, Consorzio a parte, promuove le ragioni del Prosecco a denominazione d’origine controllata e garantita o semplicemente Doc.
Peccato che Comolli, così impegnato nel suo ruolo di portabandiera di Altamarca, nel parlare di possibili ripercussioni sui prezzi e affermando che “forse qualche stop ci potrebbe essere solo fra i più blasonati e cari Docg” e ricordando che “all’estero denominazioni storiche, come lo champagne, hanno ridotto drasticamente il prezzo: circa il 35% in due anni” e sottolineando che “”quelle made in Italy sono state invece apprezzate per la semplicità e freschezza di consumo, facilità di abbinamento e costo alla portata di tutti”, dimentichi di ricordare che anche nel mondo del suo amatissimo Prosecco, Docg e Doc, i drastici cali di prezzo siano all’ordine del giorno.
Come ho più volte scritto su Lemillebolleblog, ad esempio qui, qui e poi ancora qui, una grossa fetta del vino della zona dell’Altamarca Trevigiana viene svenduta a prezzi piuttosto bassi.
Una politica commerciale che spiega ampiamente come questo vino rispettabilissimo, ma dal blasone, dai livelli qualitativi, dal fascino decisamente minore a quello dello Champagne e dei migliori metodo classico a denominazione d’origine, stia riscuotendo un clamoroso successo in questo momento dove la crisi economica morde ancora e spinge molti a cercare alternative, di prezzo, allo storico champenoise transalpino.
E poi, diamine, perché parlare ancora di “sorpasso” del Prosecco sullo Champagne, quando al Consorzio del Prosecco Superiore, del Conegliano Valdobbiadene Docg, nell’imminenza dello sbarco, dal 19 al 23 giugno, al Vinexpo di Bordeaux, sentono il bisogno di diffondere un comunicato stampa dove si dice a chiare lettere, comprensibili a chiunque, “Nessuna battaglia Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore – Champagne” e che “lo spumante più amato d’Italia arriva a Vinexpo, il più importante evento biennale dedicato al mondo del vino, per presentare lo stile italiano di bere, diverso dalle bollicine d’Oltralpe ma dotato di un’identità altrettanto forte”?

Perché mai, caro Comolli, spingere sull’acceleratore di una comunicazione che non ha senso e che gli stessi responsabili del Prosecco Docg respingono, limitandosi a ricordare che “durante Vinexpo, grazie al Consorzio di Tutela, il Conegliano Valdobbiadene farà conoscere la propria qualità al mercato internazionale. Oggi la denominazione esporta il 36% delle 65.757.000 bottiglie, totale della produzione”? Perché parlare di battaglie che non esistono e che non ha senso evocare?

7 pensieri su “Champagne sorpassato dal Prosecco? Un’informazione insensata

  1. Anche per noi la notizia non è molto veritiera.
    inoltre volevamo segnalare una nostra considerazione proprio su questa tipologia di bollicine. Proprio quest’anno, in occasione del Vinitaly, molti amici ci avevano chiesto di trovare un buon Prosecco con un buon rapporto qualità-prezzo.
    Non ci crederete ma, a parte molti che sembravano acqua zuccherata o poco più,alla fine dopo averne degustato uno finalmente discreto e avvicinabile alla Denominazione per gusto,ma non certo con un buon prezzo,abbiamo saputo che costava €. 7.50 alla distribuzione.A nostro parere tra un Prosecco a € 7,50 ed altre tipologie di bollicine,ci pensiamo sopra! A voi le conclusioni e considerazioni.
    Un saluto a tutti gli Amici del Blog oltre ovviamente all’Amico Franco Ziliani.

  2. Buongiorno, non mi trovo d’accordo con Sauro & Gianni nella definizione del Prosecco come “acqua zuccherata o poco più” e li invito a visitare l’area di Conegliano Valdobbiadene, dove saremo felici di farci conoscere l’autentico Prosecco Superiore, organizzando per loro una degustazione. Per quanto riguarda il paragone con lo Champagne, confermo quanto detto da Franco. Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene ammira i cugini francesi e non fa, in nessuna occasione, paragoni basati sui numeri. Si tratta di due prodotti profondamente diversi e non concorrenziali. Pensiamo, anzi, che il bello del mondo delle bollicine sia anche la ricchezza di espressioni diverse.
    Silvia Baratta
    Ufficio Stampa Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene

    • grazie Silvia, mi fa molto piacere questa presa di posizione chiara del Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene. Chi parla di “guerra” del Prosecco (Docg e Doc) allo Champagne, o continua a parlare di “sorpasso” vaneggia…

  3. Buongiorno, con tutto il rispetto del caso devo dire che lo scritto di Ziliani parte da un punto di vista non conforme al messaggio divulgato da Comolli o meglio, dall’Ansa. Leggendolo con attenzione si capisce chiaramente l’intento di Comolli, il quale riporta fotograficamente un quadro previsionale e produttivo su cui non c’é nulla da obiettare. Forse é il titolone ad aver dato così fastidio? sinceramente non so se quel titolo sia di Comolli o del giornalista dell’ANSA che ha diffuso la notizia. Non so cosa possa aver fatto Comolli a Ziliani, ma raramente ricordo lettere così dure fra giornalisti e operatori della comunicazione. Avrei trovato più azzeccato da parte di Ziliani una telefonata chiarificatrice ed esploratrice con Comolli, atta a chiedere qualche lume, prima di scrivere una così dura reprimenda. Ho trovato poi molto strano leggere il contenuto del post di Silvia Baratta, che viene subito dopo definito da Ziliani “una chiara presa di posizione del CTCV” insomma, vedo travisazioni nei confronti di un comunicato che forse meritava due battute telefoniche con chi l’ha scritto (o rilasciato sotto intervista telefonica), prima ancora che un’affissione alla gogna mediatica web. Pur riconoscendo lo stile graffiante e provocatore della qualificata penna di Ziliani, la durezza con cui ha esordito sul web questa volta non ha pagato visto che in più di 5 giorni dalla pubblicazione questo post ha ricevuto in effetti solo 2 commenti…

    • talmente duro il mio attacco e “non conforme al messaggio divulgato da Comolli”, che l’amico Giampietro così mi ha scritto dopo aver letto il mio post:
      “Hai fatto bene. Giusto. Ottimo paragone”.
      E quando gli ho chiesto se se la fosse presa ha risposto: “Assolutamente no, ripeto, hai perfettamente ragione. Io ho voluto dire un’altra cosa e forse non mi sono spiegato. Sei l’unico che l’ha interpretata così. Ma ogni opinione è sempre giusta, per me, massima libertà di esprimere tutte le parole che si vogliono. Quello che conta sono i fatti, gli obiettivi raggiunti nella mia vita e quelli che raggiungerò”.
      Credo che l’intervento del signor Veronesi sia pertanto un po’ fuori luogo…

  4. Pingback: Incredibile ma vero: il Prosecco si allea con lo Champagne. E lo Champagne loda il Prosecco | Wine-Italy blog

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