Il Vinitaly cambia calendario. I Consorzi dei vini largamente favorevoli. Inchiesta


Quella del 2011 sarà ricordata come l’ultima edizione del Vinitaly con la classica formula (da anni giudicata assurda e priva di senso da molti) che prevedeva l’apertura il giovedì e la chiusura il lunedì (con la fuga di molti espositori già a fine mattinata…). Dall’anno prossimo si cambia ed il calendario già fissato prevede l’apertura domenica 25 marzo e la chiusura il mercoledì 28 marzo.
Un cambiamento non da poco, che riduce da cinque a quattro le giornate di svolgimento della rassegna fieristica, e che concede (giornata d’apertura domenicale riservata al grande pubblico a parte) finalmente ben tre giorni filati feriali agli operatori.
Una scelta che sembra dunque destinata a facilitare l’accesso degli operatori professionali alla manifestazione e che pare privilegiare la dimensione di fiera professionale della rassegna veronese.
Per verificare come abbia accolto il mondo del vino questo mutamento ho pensato di realizzare una piccola inchiesta interpellando alcuni dei principali protagonisti della rassegna, i Consorzi di tutela dei vini delle principali denominazioni, artefici di megastand che permettono soprattutto ai produttori più piccoli di farsi conoscere e di esporre i loro vini.
Il risultato di questa inchiesta, nel cui ambito ho interpellato 19 Consorzi di denominazioni presenti in Veneto, Lombardia, Alto Adige, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Puglia e Toscana (c’é qualche assenza significativa, ma non posso farci niente se certi consorzi una volta interpellati non rispondono…), inchiesta che potete leggere qui, sul sito Internet dell’A.I.S., è sorprendentemente plebiscitario.
Sono tutti d’accordo su questo cambio di calendario, sulla riduzione delle giornate di apertura da cinque a quattro (in tal senso i Consorzi si attendono che l’Ente Fiere Verona faccia loro pagare di meno, anche se sono pronto a scommettere che così non accadrà…), sull’utilità di avere finalmente tre giorni feriali filati, sulla rinuncia al sabato.
E accettano come un “male necessario”, una concessione agli organizzatori e alla loro volontà di fare “cassetta” la conservazione della giornata domenicale riservata al grande pubblico, anche se svariati proporrebbero una rassegna che iniziasse il lunedì e fosse esclusivamente riservata agli operatori.
Una cosa è chiara, la nuova impostazione della prossima edizione del Vinitaly si allinea alle altre grandi fiere internazionali, e si spera che i tre giorni feriali di seguito possano garantire una maggiore presenza di operatori nazionali e internazionali, oltre a quella dei giornalisti di settore, e rendano il Vinitaly un po’ meno kermesse e sempre di più un posto dove fare business e comunicazione sul vino.

8 pensieri su “Il Vinitaly cambia calendario. I Consorzi dei vini largamente favorevoli. Inchiesta

  1. Non si può che appoggiare questa nuova formula se si é un produttore. Una notte in meno in albergo da pagare, energie fresche per l’assalto della domenica, rientro a casa il venerdì con il week-end per riposarsi, invece che ritrovarsi tutta la settimana davanti.
    Penso che gli unici a lamentarsi saranno gli albergatori e i ristoratori.
    Certo, l’ideale sarebbe anche riuscire a spostare il luogo della fiera fuori dalla città di Verona, con la possibilità di un’uscita serale che non sia un incubo. Ma questa é fantascienza.

  2. Una Domanda;

    Ad un operatore che viene dall estero, che cosa si raccomanda, di partecipare la Domenica o di non partecipare, iniziando Lunedi ??

  3. Come direttore di una cantina che la passata edizione ha deciso di abbandonare la fiera, plaudo alla nuova impostazione con l’obiettivo di valutare nuovamente l’evento, anche se sono ancora convinto che l’investimento sarà sempre alto rispetto al ritorno che potremo avere.

  4. Allora spostiamo anche il VinExpo da Bordeaux a Parigi …
    Facciamo così: lasciamo i ministeri dove stanno e il Vinitaly anche.
    Anche perché credo che l’Ente Fiera di Verona difficilmente mollerà l’osso !

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