Fiano di Avellino Aipierti 2007 Vadiaperti: dell’eleganza fatta Fiano

Ho un ricordo tutto speciale, privato e molto bello che mi lega all’azienda agricola Vadiaperti di Montefredane in Irpinia.
Un ricordo legato ad un lungo viaggio in Campania, tra i vigneti e le aziende vinicole delle diverse zone della Campania, che feci una quindicina di anni orsono.
Una delle tappe di questo magnifico wine tour mi portò in quel di Montefredane, paesino della provincia di Avellino che affaccia sulla valle del Sabato.
Ricordo benissimo i vini che mi colpirono in quell’occasione, ma ancora più ho nitido nella mente l’incontro con quel grande personaggio che fu Antonio Troisi, che in contrada Vadiaperti fondò nel 1984 l’omonima azienda agricola che oggi, dopo la scomparsa di Antonio, viene condotta dal figlio Raffaele.
All’epoca, eravamo ancora negli anni Novanta, scrivevo ancora per il Giornale di Milano, il quotidiano fondato da Indro Montanelli e poi diretto da Vittorio Feltri e grande fu la mia sorpresa nel trovare, all’ingresso dell’azienda, una bandiera rossa garrire al vento a dichiarare apertamente la fede politica di chi vi lavorava.
E ancora più grande la sorpresa del professor Troisi, con il quale avevo appuntamento, quando gli raccontai che io proprio “rosso” non ero, visto che collaboravo, orgoglioso di farlo, con quello che a sinistra veniva dipinto come l’organo della “reazione”…
Idee politiche totalmente diverse una volta dichiarate, con Troisi si creò un immediato rapporto di simpatia, divertiti entrambi da questa imprevista situazione ma soprattutto uniti da una comune passione per Bacco e per il vino vero di cui Troisi era un convinto ed entusiasta assertore. Capace di fondare questa sua piccola realtà produttiva, a metà anni Ottanta, e di consacrarla a quella grandissima uva che è il Fiano, quando, come racconta in un bell’articolo Mauro Erro sul suo blog Il viandante bevitore, “a quell’epoca alla Camera di Commercio di Avellino venivano dichiarati all’albo per la produzione di Fiano di Avellino 15 ettari di vigna in tutta la denominazione comprendente ben 26 comuni”.
Per questo motivo, avendo mantenuto un legame del tutto particolare con quella visita e quell’incontro, purtroppo rimasto unico, ho subito detto di sì di slancio, con grande gioia, quando lunedì, essendo sceso a Bari per poi trasferirmi in Irpinia, per un incontro con Nicola Campanile e Luciano Pignataro per cominciare a programmare le attività future di Radici del Sud, Luciano mi ha proposto, pescandolo dalla ricca carta dei vini di quel fantastico ristorante che è l’Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda, regno dell’operosa e ospitale famiglia Fischetti, di cominciare le nostre delizie enoiche con un Fiano d’annata di Vadiaperti.
Un Fiano un po’ speciale, di cui non si trova traccia nel sito Internet aziendale, ma come racconta Erro e come si può leggere in questi due articoli, rispettivamente di Pignataro e di Marina Alajmo, che si trovano sul sito Internet di Pignataro, non è altro che una rigorosa selezione dal cuore della vigna, che comprende le vigne più vecchie.
Sto parlando della selezione Aipierti, di cui, abbinate alle cose meravigliose che i Fischetti ci facevano via via arrivare, a miracol gastronomico mostrare, dalla cucina, Nicola, Luciano ed io abbiamo goduto, ebbene sì, proprio goduto una stupefacente annata 2007.
Avrei poco da aggiungere alle parole spese su quel vino nei due articoli sopra citati, oppure dal giudizio, calibratissimo, di Erro sui vini di Vadiaperti, che li definisce “vini austeri, essenziali, di beva. Travolgenti per la loro apparente semplicità, per la capacità di sposarsi alla tavola con perfetta sintonia. Che profumano sottili di erbe aromatiche, timo, origano, rosmarino, timbrati da una mineralità brulicante, polvere da sparo. Dalla bocca succosa ma raccolta, fresca, sapida, dissetante”.
Voglio solo rendere un omaggio ammirato e commosso alla grandezza di questo splendente bianco che onora l’enologia dell’Irpinia, della Campania e dell’Italia del vino tutta, un vino, come ho detto all’Oasis, perfetto da bere in quel momento anche se ancora con energia da vendere e vita e ulteriore possibilità di tenuta e sviluppo davanti a sé.
Paglierino oro squillante super luminoso, glorioso il colore, ed un naso di sinfonica complessità e nitore cameristico, intenso, caldo, avvolgente, capace di sciorinare in sequenza, ben fusi ma perfettamente distinti, aromi di fieno, fiori secchi, frutta gialla, ginestra e lavanda, salvia e anice, leggeri accenni di miele, di frutta secca ed una sapidità petrosa, nervosa, freschissima e viva capace di rendere trasparente la materia.
E poi la bocca, con quel “nerbo viperino” di veronelliana memoria, con un “sale” e una profondità verticale infinita, una freschezza indomita che ravviva e scuote ed elettrizza il palato, con acidità scattante e fiera, anche se la materia si distende progressivamente larga regalando una persistenza lunga e avvolgente.
Vino di freschezza assoluta, dissetante, gustoso, già con la saggezza e la compostezza dei quattro anni d’età ma ancora giovanissimo ricco di un’energia infinita ancora tutta da sfogare.
Un magnifico accompagnamento ad un indimenticabile fiore di zucchina profumato alla menta giunto in tavola ad aprire le danze prima del peperone arrostito con baccalà mantecato, uvetta, pinoli, colatura di alici di Cetara, della vellutata di aglio novello sentori di salvia e bottarga di tonno, dei fusilli ricci, fiori di zucca, zucchine e zafferano e agli altri gioielli del territorio espressione di una cucina commovente per autenticità.
Un modo stupendo di rendere omaggio alla grandezza di un Fiano d’annata che mi piace pensare sarebbe piaciuto anche ad Antonio Troisi…

4 pensieri su “Fiano di Avellino Aipierti 2007 Vadiaperti: dell’eleganza fatta Fiano

  1. Per me la sorpresa di questa bevuta è stata la grande freschezza conservata in un’annata calda rispetto al Picariello 2006, l’altro Fiano scelto per l’occasione.
    Sicuramente i passi in avanti realizzati in questi anni nel territorio della docg sono stati enormi, ma la collina di Montefredane con i suoi produttori Pietracupa, Vadiaperti, Villa Diamante e in parte Picariello si conferma uno dei posti più vocati in assoluto che io conosca al Sud
    Domenica prossima ne parlerò anche sul Mattino
    Alla prossima!

  2. Adesso capisco perche’ Franco scriveva che volevate un’altra DOCG…
    Non ci starebbe male una DOCG Montefredane. Tempestate Martelli, che e’ il momento buono? Agli altri si e a voi no?

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