Nessuna criminalizzazione del vino per la morte di Amy Winehouse!

Pace all’anima della povera Amy Winehouse morta sabato a soli 27 anni nel suo appartamento di Londra.
Si resta sempre sgomenti e attoniti, soprattutto quando si ha una figlia più o meno della stessa età, quando si apprende della morte di una persona così giovane, che aveva un grandissimo talento, sprecato purtroppo da una condotta di vita letteralmente suicida.
Mi auguro, visto che negli articoli dei giornali a proposito delle cause della morte si parla chiaramente di “mix esplosivo di alcol e droghe”, “cocktail di alcol e farmaci”, “letale cocktail di droghe e alcol”, “cocktail di farmaci e droghe”, “addiction to drugs and alcohol” e ricordando che alcol e droga hanno costellato da sempre le sue apparizioni e la sua giovane vita, non ci sia qualche imbecille che magari prendendo a pretesto la foto qui sopra dove la cantante brandiva (goffamente, non certo con atteggiamento da degustatrice) un bicchiere di vino rosso, tiri in ballo il vino, il consumo di vino, come causa della morte della cantante.
E magari ripeta la solita stanca e stupida tiritera che tende a criminalizzare il consumo, consapevole, moderato, a tavola durante i pasti o comunque sempre accompagnato al cibo, di vino.
Con il vino, con la sua cultura, la sua civiltà ed i suoi riti, la morte di Amy Winehouse, come pure larghissima parte degli incidenti che si verificano durante le “stragi del sabato sera” e di tutti gli altri giorni purtroppo, non ha assolutamente nulla a che fare.
E’ bene ricordarlo, ad uso e consumo di tutti.

62 pensieri su “Nessuna criminalizzazione del vino per la morte di Amy Winehouse!

  1. Mi perdoni Franco ma dove ha avvertito questa minaccia?
    non sta sollevando una questione che non esiste?

    Era alcolizzata sta povera ragazza…come molti altri..ognuno fa esame di coscienzae semmai è un monito alla moderazione, credo non siano mai abbastanza i moniti in questo senso.

    Saluti

    Daniele

  2. Mettiamo pure le mani avanti – con immensa tristezza – ma non per il vino è morta questa grande artista.
    Non mi sento neppure di fare tutti i paralleli che vengono in mente, tanto è il rispetto per la disperazione senza fine di una donna così giovane.

    Quando avevo figli adolescenti – imperversava l’eroina e tutti i genitori erano comprensibilmente ansiosi – uno psicologo dell’età evolutiva molto affidabile, a cui mi ero rivolta per orientare i miei comportamenti e non fare troppe cazzate, mi disse che droghe pesanti e vino appartenevano a due mondi agli antipodi.
    Lui intendeva il vino proprio come lo intendiamo noi che lo pensiamo in termini ‘culturali’ (terra, gente, gusto della vita) e lo distingueva molto chiaramente dall’alcol generalmente inteso, che invece faceva parte dello ‘sballo’ a tutti i costi.
    Proprio come (ho letto) accadeva a Amy Winehouse.
    Lo psicologo si chiamava Senise.

  3. Silvana si ricordera’, come me, delle osterie di una volta, degli anni ’60 in cui rinacque tutto con il boom economico, le cambiali, la Fiat ‘600, la TV in tutte le case e 105 litri di vino pro capite (i Francesi 110…). Giravano anche dei veleni, purtroppo, che hanno fatto decine di vittime e provocato mutilazioni e malattie. Pensate che ancora aspettano giustizia (e’ giusto ricordarlo, Franco, dopo quasi trent’anni!!!) da un sistema che invece in quattro e quattro otto condanna in fretta soltanto chi gli conviene…
    Beh, in quegli anni di consumo del vino doppio rispetto ad oggi, qualcuno per le strade camminava con un piede su ed un giu’ dal marciapiede, qualcun altro cantava a squarciagola in piena notte per strada. Oggi si consuma la meta’ del vino, ma questi poveretti si bevono liquori come l’acqua, birre a fiumi, si fanno di droga e poi crepano a 27 anni (Franco, ti ricordi che ti scrissi poco tempo fa di un malato del mio ospedale suicidatosi a 32 anni con la vodka?). L’alcolismo e’ una malattia sociale, va combattuto seriamente. Ovvio che si sgolano anche del vino, qualche volta, ma il vino non fa parte della loro dieta ed e’ solo un surrogato momentaneo in mancanza d’altro. Bere il vino fa rima con allegria, gioia, buon umore, invece questi bevono apposta tutto quello he contiene alcool e si fanno le pere di tutto cio’ che una siringa gli puo’ procurare per tirarsi su da una depressione dietro l’altra, dalle frustrazioni, dallo stress, da una vitaccia sbattuta via come uno straccio. Vanno curati. Il governo sovietico alla fine degli anni ’70 stipulo’ un grande contratto con la ditta siciliana dell’Amaro Averna per importare navi intere di vino in attesa che fruttificassero i nuovi impianti georgiani, per indurre i ragazzi a bere il vino piuttosto che la vodka. Si uso’ il vino per ridurre l’alcolismo!

    • ottimo commento Mario, scritto da una persona che vive in un Paese, bellissimo, che conosce la piaga dell’alcolismo ma, come mi hai raccontato più volte, ha adottato misure severe per combatterlo e dove il limite di alcol consentito per poter guidare é ancora più basso che in Italia…

  4. caro Crosta Mario, ma non ci diamo del “tu”?

    Sì, mi ricordo benissimo dei tempi di cui parli – avendoli vissuti fino in fondo (e anche oltre) -; altri sballi: più caserecci e bonari, meno cattivi, anche se – per onestà – devo anche ricordarmi che a mo’ di arabeschi (visto che politically correttezza?) molti mariti ‘battevano’ la moglie come e più di un materasso. Ora invece l’ammazzano. Altri tempi.
    Comunque l’alcol non è un buon consigliere e tutti quelli di buon senso lo sanno. Peccato che nessun vino strafico abbia ancora fatto una bella campagna (stile Sony) “bevetene meno, bevetelo meglio”.

    Ma tutto ciò serve solo a ribadire che:

    1 il vino è alcolico ma non si identifica con l’alcol,
    2 bere bene non ha niente a che fare con lo sballo,
    3 in ogni caso, mai annegare i propri dispiaceri in un bicchiere, perchè annegherai tu.

    Ciao Mario, buona serata accanto alla montagna, magari con il rumore di un torrente che scende.

  5. Ammetto che l’articolo mi ha lasciato un po’ perplesso, anzi non mi è piaciuto. Non è che si rischia di mettere il carro davanti ai buoi?

    Ad ogni modo, senza tirare in ballo questo fatto di cronaca, in Italia di “imbecilli” che criminalizzano il vino ne abbiamo fin troppi. Sono quelli che a ogni “strage del sabato sera” faticano a resistere all’impulso irrefrenabile di ridurre ulteriormente il tasso alcolemico consentito (per altro già ridicolo).
    Guarda caso sono gli stessi che in occasione del disastro nucleare di Fukushima hanno esortato i loro concittadini a “non farsi prendere dall’emotività” (ma allora decidetevi! Emotività o razionalità?)
    Quello che mi domando è perché questi “imbecilli” quasi sempre occupino una poltrona in parlamento. Mah…

    • Luca, non buttiamola come al solito in politica. Questi “imbecilli” non li troviamo solo in Parlamento, ma anche nelle redazioni dei giornali e dei telegiornali, impegnati a fare quella che hanno la faccia di tolla di chiamare… “informazione”…

  6. Prima era 0,0. Niente. Adesso e’ 0,2. Un calicino da 150 ml o una birretta da 1/3. Chi guida, cioe’, praticamente non puo’ che bere pochissimo, meglio solo analcolici, succhi di frutta, the, acqua minerale, bibite. Mi sono adeguato anch’io, fin da subito, e non ne soffro anche se ho cambiato le mie abitudini dopo 43 anni. Quello che non bevo per strada e di fretta quando devo guidare me lo bevo pero’ poi dopo a casa con calma e lo apprezzo anche di piu’. Bevo meno e meglio. Il vero problema, in Italia, e’ imparare a gestire in modo un po’ diverso la guida rispetto a prima. In una bella compagnia, quello che guida non beva! 1 su 5 e in certi pullmini 1 su 10. Non e’ difficile. Non svuota le trattorie ed i ristoranti, non riduce il consumo del buon vino.
    C’e’ una differenza comunque nel codice penale. Qui chi guida con un tasso alcolico oltre il consentito e causa un incidente stradale mortale viene arrestato e processato per omicidio volontario, non per omicidio colposo. Ti rovinano, insomma. Ed e’ giusto, secondo me. In Italia troppi guidano ubriachi o drogati o in balia di medicine disabilitanti, lo sanno, quindi si mettono al volenate lo stesso pur sapendo che possono uccidere qualcuno e poi sperano che gli vada bene. Nel 99% dei casi sì. Ma 1 su 100 diventa un assassino e non e’ giusto che la faccia franca perche’ lo sapeva prima e ha deciso lo stesso di correre il rischio. L’unico problema e’ che non si puo’ affidare all’etilometro il giudizio del tasso alcolico del sangue: e’ uno strumento, come ha sempre scritto Zappala’, inaffidabile per giudicare. Noi in cantiere lo usiamo solo come deterrente per chi va a lavorare e come deterrente puo’ funzionare. Ma non si puo’ certo usare per dimostrare un tasso alcolico con certezza, perche’ e’ fondato sul principio sbagliato della moltiplicazione per coefficienti arbitrari, per giunta uguale per tutti i corpi, inoltre ti misura qualcosa che hai nel respiro e non nel sangue. Ma questo e’ un altro discorso, che abbiamo gia’ abbondantemente trattato in altri post. Peccato che la legislazione italiana in questo caso si fondi su una vera ingiustizia.

  7. Ci diamo sempre del tu, ma non ti stavo rispondendo, altrimenti avrei scritto “Silvana ti ricorderai”, invece stavo soltanto dicendo agli altri che “Silvana si ricordera’…”. Continuiamo a darci del tu, stai tranquilla, sei una persona con cui condivido molti pensieri, sensibilita’, sentimenti e te l’ho scritto anche nel tuo blog che invito tutti a visitare.

  8. Bene!!
    L’articolo ha generato un bel movimento di opinioni..ora si tratta di capire:
    Ma davvero il vino viene davvero considerato alcol?
    Siamo sicuri che dietro la maschera del beesnes non si nasconda un reale problema di alcolismo che sta inperversando anche qui da noi?
    Se come dice Mario in Polonia hanno dovuto restringere i parametri …ci sarà pure una ragione!!!
    Ragazzi piu onestà intellettuale …per favore quando si discute , oppure che tratta vino o vive di vino fa parte di una corpoprazione…come ce ne sono tante in Italia e attenzione a chi le controlla?
    Scusa!!!

  9. Sono d’accordo in pieno con Mario Crosta, secondo me anche in Italia comincia ad esserci più consapevolezza riguardo al bere e guidare. Quello che manca é la chiarezza di distinguere fra il vino come cultura e parte della nostra way of life e la follia del binge drinking da parte di molti giovani e giovanissimi.
    Se si continua a fare di tutta l’erba un fascio non si troverà mai il coraggio di intervenire con campagne di informazione e prevenzione veramente valide.

    Quanto ad Amy Winehouse, sono molto addolorata ma credo che avesse comunque in se’ la tendenza all’autodistruzione, alcol o non alcol.

  10. purtroppo in Italia, come sostiene giustamente il sig. Ziliani, c’è troppa gente che fa della disinformazione il proprio cavallo d battaglia.
    In questi giorni per es. sto leggendo un bel libro del mitico Rigoni Stern (quello del sergente della neve), uomo di montagna, che la montagna la conosceva e la viveva!
    Il libro parla di alberi (“l’alboreto salvatico” da leggere secondo me) e Rigoni in un capitolo affronta il tema alberi di natale, vi ricordate quando i verdi facevano le campagne contro l’acquisto de veri alberi di natale con la scusa di tutelare il patrimonio silvestre italiano?!
    Bene, grande cavolata basata sulla disinformazione: gli alberi erano selezionati dal corpo forestale ed era necessario tagliarli per consentire una corretta gestione della foresta che altrimenti sarebbe collassata, oppure rappresentavano il puntale di alberi da abbattere.
    Risultato tutti a comprare alberi di plastica, ecologissimi sia da produrre che soprattutto da smaltire.
    allo stesso modo sta avvenendo con l’alcool, criminalizzando tutto ciò che di alcolico c’è in commercio senza tenere conto della distinzione tra ciò che è frutto della cultura e che in giuste dosi ha effetti benefici (resveratolo per esempio nei vini rossi) da ciò che è frutto della chimica di laboratorio, che ti sfonda cervello e fegato.
    Credo sia necessario inculcare nei giovani e giovanissimi l’idea che il vino più di ogni altra cosa possa rappresentare la giusta cornice di momenti di allegria, anche se non ho l’età di Mario e Silvana i bar dove i vecchi giocano a carte con il loro calice di vino li ho vissuti e li vivo.
    sarebbe bello far capire ai ragazzi che ci si può divertire molto anche senza musica pompata a mille decibel e trasgressione a tutti i costi.

  11. I medici consigliano di bere un calice di vino o due durante i pasti, evitando di sgolarsi la bottiglia. I sommeliers propongono buoni vini sani in abbinamento alle pietanze, cioe’ mai a stomaco vuoto (e qualcuno come aperitivo, che non si beve mai senza qualche sfiziosita’ da sgranocchiare). Gli opinionisti del vino (tutti, nessuno escluso) sui mass media consigliano di degustare con moderazione, per godersi in pieno la piacevolezza offerta dal buon calice. In Italia non ho mai visto nessuno bere il vino a garganella e ingurgitarlo in fretta, come si vede fare invece nei telefilm americani con le bottiglie di liquore. Eppure qualche alcolizzato c’e’ anche qui, nonostante gli avvertimenti. Nelle Nuvole fa bene dunque a suggerire con “chiarezza di distinguere fra il vino come cultura e parte della nostra way of life e la follia del binge drinking da parte di molti giovani e giovanissimi”. Bisogna partire da qui e dare l’esempio ai bambini di come si fa la spesa, di come si prepara una pietanza, di come si mangia e si beve. E’ proprio lo stile di vita che fa del vino quel prodotto della cultura contadina che ci fa amare la vita, dunque ben distinto da quel veleno a base d’alcool (o di stupefaenti, o di medicinali) che ci porta soltanto alla morte.
    Due giorni fa in chiesa in Polonia e’ stato letto un messaggio della conferenza episcopale polacca che invitava a fare il fioretto di un giorno di astensione dall’alcool in agosto per onorare la memoria del papa santo subito Jan Pawel II e del piu’ grande primate polacco Stefan Wiszynski. La lettera e’ stata letta al posto dell’omelia e ha parlato delle statistiche, del rapporto tra alcolismo e malattie, insomma e’ stata davvero una sorpresa positiva, per noi che ascoltavamo, questo invito ufficiale durante la Santa Messa a comprendere anche dal punto di vista religioso il rifiuto dell’alcolismo. Penso che con il contributo di tutti e di una sana educazione si possa evitare che altri giovani seguano la follia binge drinking denunciato da Nelle Nuvole.

  12. Il rischio di facili e scontate strumentalizzazioni di avvenimenti come questo è appena dietro l’angolo.
    E, come evidenziato giustamente da Franco, molto spesso accade “anche nelle redazioni dei giornali e dei telegiornali”, alla faccia della obiettività di informazione…
    Franco, non è mia intenzione accostare tali episodi alla “politica”, ma mi è venuto subito in mente, chissà perché, lo spot – anzi gli spot – che sempre più spesso appaiono in televisione, nelle maggiori reti nazionali. Quando vedo pubblicizzare con insistenza il Superenalotto, con le sue “edizioni speciali”, e tutti i giochi simili, e poi al termine dello spot la solita voce che recita “gioca responsabilmente”, mi chiedo: perché?
    Forse perché incentivare, anche insistentemente, il gioco “legale” o appena legalizzato (vedi il recente sdoganamento del poker on-line), non provoca vittime della strada? Forse le vittime del tremendo tarlo del gioco sono inferiori? Quanta gente si rovina, o peggio arriva a suicidarsi o a uccidere per i debiti di gioco?
    Potrebbe essere che invece la differenza la facciano proprio gli introiti nelle casse dello Stato?
    Peccato che di ciò i “giornalisti” (ormai sempre più “giornalai”) non ne parlino assolutamente…

  13. Bravo Enrico Togni@ a segnalare il “mio” Rigoni Stern – da leggere tutto ciò che ha scritto! – che ci prende per mano raccontandoci le sue esperienze….

  14. dice bene Mario Crosta e qualcun altro.
    Il vino è ben altra cosa dell’alcol bevuto per sballare. E niente può fare il fraudolento e truffaldino etilometro (usato solo per rimpinguare le casse dello stato)contro chi si riempie di droga, alcol immondo, pasticche varie o si mette in macchina col sonno o con uno stress mostruoso. Quelli continuerasnno a mietere vittime e si fermeranno solo dopo aver compiuto il disastro. D’altra parte la TV che calpesta la razionalità, la cultura, la saggezza e la fantasia non vuole proprio automi idioti e beceri? Lei, la TV, sarebbe la prima da colpire e multare!

    Chi ama il vino VERTAMENTE non si ubriaca, poerchè si toglierebbe il piacere della degustazione, della poesia e di un fiume in piena di sensazioni. La vera strada da percorrere sarebbe quella di far conoscere il vino per quello che è veramente: cultura, storia, sacralità,scienza e mille altre cose profonde e emozionanti. Io, nel mio piccolo, e pur non essendo un esperto, cerco proprio di inculcare nei giovani, e nei lettori in genere, questi concetti, sia attraverso i due libri che ho scritto sia attraverso i tanti articoli che pubblico sul web. I veri esperti dovrebbero fare altrettanto e meglio. Basta con i freddi punteggi, con gli insulsi profumi, ccon le polemiche, le ripicche e le gelosie. Via libera alla conoscenza della cultura e delle infinite sfaccettature del vino. E’ questo che bisogna fare oggi se si ama il vino veramente e se si vuole che molti di più lo amino e lo capiscano. Se riuscirò, vorrei scrivere un libro “favola” sulla fermentazione, il più antico processo che le cellule hanno usato (e usano ancora) più di tre miliardi di anni fa. Al posto di orchi e fate,vi saranno elettroni, enzimi, molecole e le reazioni chimiche della glicolisi diventeranno storie avvincenti per tutte le età. Spero, ovviamente, di essere all’altezza di questo compito. Un piccolo granello per far conoscere la straordinaria vita del vino e per saperlo gustare.

    Dovrebbero esistere due soli aggettivi per il vino: buono e cattivo. O meglio ancora, “mi piace” e “non mi piace”. Tutto il resto è noia…
    E non abbiate paura, conoscitori ed esperti, ad andare contro le regole seguite da tanti se non tutti (se no vi eguagliate ai vini internazionali, sempre uguali indipendentemente dal vitigno). Lanciatevi verso articoli che facciano conoscere ciò che realmente sta dietro al vino, ma non solo a livello di produttori, ma di storia, etica, scienza, ecc., ecc. Si può fare e, anche se all’inizio vi guarderanno stranamente, alla fine la battaglia sarà vinta. Pur non essendo uno “famoso” e seguito dai media e dai tanti appassionati -veri o falsi che siano- sono riuscito a vincere il premio giornalistico del roero facendo parlare e polemizzare un vino bianco in prima persona. Si può andare controcorrente e non perdere visibilità e riconoscimenti. Se ci sono riuscito io, lo potete fare a maggior ragione anche voi. Divulgate la cultuta del vino e lasciate i gossip, i punteggi e i paroloni senza senso alla TV.

    I ragazzi vogliono conoscere e sapere, anche se sembrano irretiti dai media. Dateci dentro e divulgate le meraviglie del vino. Nel caso, andate a leggervi le poche righe che Richard Feynman, una delle più grandi menti del secolo scorso nonchè vincitore del nobel per la fisica, ha scritto su “l’universo in un bicchiere di vino”. Capirete molte cose e forse vi convincerete che l’unico sistema per lottare contro la stupidità dilagante è educare, insegnare, emozionare…

  15. sicuramente! E mi arrabbio quando si esce da quello che a me sembra lo scopo principale dell’esperienza e conoscenza: divulgare e trasmettere a chi non sa… Soprattutto se chi scantona avrebbe le capacità per farlo! Prima di tante recensioni, critiche, discussioni, sarebbe magnifico dare a tanti la possibilità di conoscere la sacralità e l’importanza del vino e dei processi che lo creaano essenza inimitabile.

  16. Gentile signor Enzo!
    Bellissima idea quella del libro sulla fermentazione..se ho ben capito per i ragazzini?? Il semplice, ma complesso procedimento di fermentazione ben si presta alla comunicazione ..nella sua versione più ampia!!..mi fa venire in mente i libri del “corpo umano” che leggevano i miei figli da bambini..
    Nel campo del Vino, per il pubblico più piccolo, non vi sono pubblicazioni accattivanti..proprio una bella, interessantissima, stimolante idea per grandi cervelli “in via” di svuluppo!!

  17. cara Bruna,
    grazie e… sì, vorrei indirizzarlo ai ragazzini, ma penso che vada bene anche per i più grandi, che magari discutono sui vini con fare serioso e dilagante e poi nemmeno sanno o pensano a cosa c’è dietro al vino… Devo solo trovare il tempo e … cominciare!

  18. Cara Bruna Ferro,
    spero di soddisfare la tua curiosità sulle notevoli doti narrative di Zappalà segnalandoti questa favola al contrario, dal tono adattissimo per dei ragazzi, scritta proprio da lui: http://www.acquabuona.it/2011/06/una-favola-al-contrario/
    Se il suo libro sarà scritto con lo stesso pollice letterario, nella narrativa nazionale per i ragazzi ci sarà finalmente anche l’opera di un enoappassionato. C’e’ da fargli davvero tanti auguri di riuscirci.

  19. BELLO davvero!
    Tra le righe, oltre alla perfettissima scienza, si legge la Conoscenza..cioè quel connubio meraviglioso che dovrebbe esserci in tutte le cose che abbianto alla continua curiosità e capacità di emozionarsi e stupirsi mette l’uomo sempre in discussione ed ascolto. Ho a che fare con le scuole elementari e dell’infanzia ed è agghiacciante l’approccio alla massificazione mentale che impone la scuola oggigiorno. Non tutte, per fortuna, ma la percentuale è TROPPO bassa. Si tende ad utilizzare i cervelli dei bambini come secchi da riempire di nozioni e non a stimolarli a conoscere e ragionare..e, quei pochi bambini che istintivamente si ribellano al sistema vengono tacciati per iperattivi o, peggio ancora, “indomabili”..
    Scusate lo sfogo!..ma proprio in questi giorni ho conosciuto una bimba di 4 anni alla quale ho regalato 6 colori ed un libretto con animali da colorare e lei mi ha chiesto anche dei fogli bianchi..i contorni le stavano stretti!! Una sete di sapere così è molto preziosa e va guidata..mi si è stretto il cuore, speriamo che questa meravigliosa bambina incontri gli educatori giusti, perchè i meravigliosi genitori che ha non bastano..
    Speriamo che il signor Enzo sviluppi la Sua bellissima idea!Grazie!!!

  20. Sì, cara Bruna Ferro, come dice lei “Speriamo che il signor Enzo sviluppi la Sua bellissima idea!” perche’ e’ proprio in quel modo di narrare che emerge tutta la bellezza della sua lunga esperienza scientifica e della sua eta’, lasciando ad altri continuare quella sua battaglia contro l’etilometro che aveva iniziato con troppa veemenza, facendo a gomitate con tanti (perfino con me) che poi invece, accantonando le polemiche inutili, si sono convinti della validita’ delle sue argomentazioni e le sostengono senza bisogno delle sue tirate d’orecchi. Penso che Enzo, e lei me l’ha confermnato leggendo la sua favola e godendosela, sia piu’ adatto alla narrativa che alla polemica. Vi emergono le sue qualita’ migliori. Nella polemica e’ un po’ un “orso”, diciamo un “orsetto” così non si offende che glielo dico…

  21. In the UK, im not really sure wine consumption has any real link to Ms Winehouse and her untimely death will likely (though I haven’t seen any postmortem results) be linked to drugs not alcohol abuse. I think, as the tributes show, she was a beer/spirits girl more frequently.

    Anyway, I was really upset to find out Amy had died last Saturday and coming as it did, at the same time as the tragedy in Norway I was confused to find myself more upset about this, I suppose we can not compute numbers in the same way that individual stories touch us.

  22. cari Bruna e Mario,
    piano con i complimenti (meglio le critiche di Mario…): cerco solo di esprimere la passione culturale per il vino attraverso strade legate alla fantasia, alla scienza e alle emozioni, trascurando (per quanto posso) le polemiche sempre aride e inconcludenti. La lotta all’etilometro mi ha -in realtà- surriscaldato: sapere e poter dimostrare la VERITA’ scientifica e avere di fronte un muro di gomma pieno di ignoranza e banalità mi tormentava. Me ne sono dovuto fare una ragione e lasciar perdere: la gente preferisce subire piuttosto che uscire allo scoperto. Sulla fermentazione (in particolare la glicolisi) devo lavorare duro, ma sono fiducioso: l’editore ce l’ho…ora basta riuscire a dire nel modo giusto le mille idee che ho in testa… Spero proprio di riuscirci. L’articolo che cita Mario è una specie di pre-sintesi, anche se soffuso di pessimismo che vorrò evitare nella favola finale.
    A presto e ancora grazie

  23. Sì, caro Zappala’, dovresti proprio evitare il pessimismo. In fin del conti il mondo e’ piu’ dei giovani che nostro, a loro appartiene il futuro, la conquista dello spazio, i viaggi fra le stelle, quando rideranno di gusto nello studio della Storia e della Preistoria nella quale ci confineranno senza pieta’ dopo aver scoperto quante cazzate facciamo ancora oggi, noi cavernicoli con la pretesa di usare l’etilometro come una clava. Ma anche in questa battaglia tu hai fatto tanto, hai seminato tanto, percio’ sono certo che raccoglierai. Hai convinto piu’ gente di quel che sembri e non ha importanza se te lo dicono oppure no. L’importante e’ che ne parlino con gli amici, con gli agenti in divisa se vengono fermati, che possano insinuare il dubbio in chi ha sempre tante certezze. Alla fine dovra’ convincersene pure il legislatore. In bocca al lupo con il tuo libro!

  24. caro Franco,
    tutto dipende da qual’è l’argomento di discussione. Parlare di vino come crogiolo di emozioni e di cultura, andando a toccare la complessità di ciò che lo accompagna sia “fisicamente” che moralmente, mi sembra opera meritoria e ben più importante dei problemi del brunello o dei vini dell’oltrepò pavese. Questione di sensibilità, di scelte e di interessi. Tutto soggettivo, ovviamente… E non certo perchè si parla di me… altre cose mi hanno dato soddisfazioni personali nella mia lunga (spero che duri ancora, comunque) vita. Riflettere ogni tanto serve e come e l’umiltà culturale è la dote che giudico vincente!

  25. Caro Zappala’,
    a te potranno anche sembrare meno importanti i problemi del Brunello o dei vini dell’Oltrepo (a cui dedico sempre le maiuscole), ma io penso che siano invece legati a doppio filo con quel “crogiolo di emozioni e di cultura” che e’ il vino, come dici bene tu. Purtroppo quei problemi sono creati da una concezione del vino come “merce”, che non e’ ne’ la tua, ne’ la mia, ne’ quella di tanti dei lettori di questo blog. In quelle due zone dove potrebbero nascere sogni (“fatti non foste per viver come bruti…”) ci si ritrova costantemente a schiamazzare come le comari in cortile su meri interessi economici che giustificherebbero il buttare periodicamente per aria le carte del gioco e riscrivere le regole mentre in cantina ancora giacciono appunto i sogni. Un concetto di vino come “alcool” contrario (come ben riassume Nelle Nuvole) alla nostra way of life, anzi una vera follia del binge drinking da parte di molti giovani e giovanissimi.
    Il blog e’ una tavola di discussione intorno ad un buon bicchiere, non si puo’ sempre partire come un razzo per la tangente, ma occorre anche mantenere i piedi per terra. Per conquisteremo le stelle, ci vuole pure una base di partenza (come disse Archimede, datemi un punto d’appoggio e sollevero’ il mondo).
    Credo che questo thread dedicato ad un’altra delle star che ha buttato al vento la sua vita ed il suo talento possa esserci stato d’aiuto proprio per parlare anche di cio’ che sta piu’ a cuore a te. Ma dovresti essere un po’ piu’ equilibrato nel giudicare la meritorieta’: alle volte nel binocolo vale la pena guardare anche dall’altra parte. Forse nel micro c’e’ anche il macro, o no?

  26. Se posso permettermi, a questa interessante piega che ha preso la discussione del giorno mi sentirei di aggiungere: per fortuna la nostra esistenza terrena è costituita da un insieme di momenti e di situazioni sempre diverse.
    C’è il tempo e lo spazio per le cose impegnative e serie; come c’è, e ci deve essere, il tempo e lo spazio (sia pure poco…) per il divertimento e per lo svago, che non sono tempo perso ma sono utilissimi, se non indispensabili, per “ricaricare le batterie” e magari prepararsi ad affrontare l’ennesima “battaglia”…
    Se così non fosse, non avrebbero ragione di esistere l’Inter o la Lazio, no…? 🙂

  27. caro Mario,
    perfettamente d’accordo. Infatti ho detto che è una visione SOGGETTIVA. E poi, forse, non mi sono spiegato bene dato che non parlo certo di “serietà”, anzi…proprio il contrario. Tu conosci bene i miei articoli e sono quasi sempre ironici e -spero- anche divertenti. Lungi da me la seriosità, come ampiamente dimostrato. Io sono per l’allegria consapevole e utile. Proprio per questo non vedo niente di allegro e di utile nel rovistare continuamente e in modo monotono nelle solite beghe dei disciplinari, dei famosi degustatori stranieri e cose del genere. A me annoiano e non mi sembra che servino a molto visto che poi le cose vanno avanti secondo schemi autonomi e di certo non influenzati da vari blog e blig, anche intelligenti e veritieri. Lo so ben io con la mia battaglia persa dell’etilometro. Comunque -ripeto- è questione di idee personali e non obbligo nessuno a seguirle, anche se reputo giusto e plausibile esternarle agli appassionati di vino.D’altra parte anche sul problema etilometro ho scritto più di una decina di articoli ironici e sarcastici, oltre che un intero libro… Forse Paolo Boldrini ha male interpretato il mio pensiero e il mio modo di scrivere…

    P.S.: io reputo il calcio una grandiosa messinscena falsa e dove il giro di soldi è spaventoso e quasi irrispettoso verso chi ha fame nel mondo e chi lavora per un centesimo o anche meno dello stipendio di un calciatore. Fosse per me lo abolirei per come è oggi. Anche questa è una visione completamente differente da quella dei più… ma non ho alcuna paura ad affermarlo.

  28. Hi Franco
    Riguardo Amy, ti posso dire, che era una nostra Regular Customer presso il Selfridges. Sempre a fare un browse nella Wonder Room reparto gioielli, Pomelato e Kojis. Dopo di che, un salto al Wonder Bar dove sono disponibili 50 tipologie di vino al bicchiere, il suo drink presso da noi FRESH ORANGE JUICE da non crederci vero!!! Questa era Amy molto stravagante particolare. Una volta entro presso la Cigar Room e mise tutto sotto sopra, mischiando tutti i sigari. Ma tutto lo Store la adorava ciao
    Gabriel

  29. @enzo zappalà
    Ammetto candidamente di avere una lacuna da colmare, che conto di fare molto presto, ed è quella relativa alla lettura dei suoi scritti.
    Mi spiace non averlo già fatto, soprattutto perché a me piace molto chi scrive in modo ironico, a volte anche sarcastico ove necessario.
    Ho più volte espresso, anche qui, la mia stima e il mio apprezzamento per chi usa questi “strumenti” nella maniera migliore.
    Probabilmente ho male interpretato alcune frasi di Mario Crosta…
    P.S. al suo P.S.: sono sicuro che avrà compreso il senso pienamente ironico della frase, anche perché sono molto vicino al suo pensiero riguardo all’attuale mondo del calcio…

  30. “Probabilmente ho male interpretato”…
    Per forza, stravedi solo giallorosso!
    Auguri comunque anche alla tua Roma, tifero’ per vederla ancora venire a San Siro a fare imparare alla nostra beneamata Inter come si gioca il bel calcio. Noi, che sappiamo vincere, lo facciamo con grande sofferenza dei tifosi e con poco divertimento.

  31. Eh, va be’….ma così sparate sulla Croce Rossa (per ora)!!!
    Spero di potermi rifare, prima o poi…anche se in questo momento c’è poco da stare allegri!
    Mario, speriamo che almeno la tradizione dello spettacolo negli incontri Inter-Roma possa essere mantenuta…perderemo ma i tifosi saranno soddisfatti almeno di quello.

  32. Sempre Forza Lupi…!
    Ah, dimenticavo…c’è anche un altro detto, che recita “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso” 😉

  33. Paolo, guarda che a San Siro non avete solo sempre dato spettacolo, ma qualche volta ce le avete pure suonate meritatamente, nonostante fossimo la squadra piu’ forte del mondo. La Roma e’ così: un avversario ostico, ma di gran valore. Penalizzata come noi ed altre squadre in molti campionati degli ultimi 40 anni da un arbitrato impreparato o succube. Altro che lo scudetto del 2006! E le decine di scudetti di prima, di molto prima? Meno male che ad un certo punto si e’ messa una pietra sopra e si e’ voltato pagina. Ma il rampollo dell’avvocato farebbe bene a ricordarsi di non sollevare il sasso per poi farselo cadere sui piedi, che fa male. Lo juventino vero guarda il campo, digrigna i denti, soffre, ma lotta sempre per vincere e pretende che lo si faccia a viso aperto. Per troppi decenni, invece, veniva accusato da tutti gli altri, tutti nessuno escluso, di ben altri sospetti estranei al campo dei proprietari della societa’ bianconera e doveva troppo spesso abbassare lo sguardo, vergognarsi di colpe che non aveva ne’ la tifoseria ne’ la squadra. Adesso ci si puo’ consolare che gli arbitri possono fare soltanto degli errori involontari, senza un secondo fine, come tutti gli uomini. Ricordo per esempio un rigore contro l’Inter che non esisteva e che ci e’ costato lo scudetto, eppure ci fu appioppato da un arbitro livornese dichiaratamente interista, cioe’ assolutamente in buona fede. Finalmente non si fanno piu’ i sorrisini alludendo all’arbitro che si ritrovava un’auto nuova, torinese, o un orologio d’oro, romano, in garage e ci si puo’ azzuffare piu’ sportivamente.
    Forza Roma! Forza lupi! So’ finiti i tempi cupi…

    • Mario, su Montalcino e dintorni posso anche tacere anche quando sostieni idee che non condivido ma sul calcio la mia faziosità interista m’impone di dire che su questo blog “Forza Roma” non si può scrivere. Se non sfottere simpaticamente…

  34. Mario, lo so bene che “a San Siro non avete solo sempre dato spettacolo, ma qualche volta ce le avete pure suonate meritatamente”.
    E’ solo che a volte Franco se ne “dimentica”, come dice un recente spot, “distrattamente…” 🙂

  35. Franco, il tuo commento del 29 luglio, 2011 alle 12:14 varra’ anche quando l’altra squadra di Milano, quella che non mi ricordo mai il nome, incontrera’ la Roma? (Qui ti voglio…)

  36. @Mario Crosta
    Buongiorno Mario…mi stavo chiedendo come fosse andata a finire la Supercoppa tra l’Inter e…l’altra squadra…come si chiama….quella che non vince mai (…o quasi…)?!?
    Forse Franco è più aggiornato di me…?

  37. banalita’ e stupidaggini ne ho lette tante ,ma questa rasenta veramente l’idiozia
    caro Ziliani ,pensi seriamente di cambiare mestiere……

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