Radici del Sud: bilanci e progetti futuri


Sono ormai numerosi, l’ultimo, solo in ordine di tempo ovviamente, è questo di Maurizio Gily, apparso su LaVINIum, i resoconti ed i commenti favorevoli alla prima edizione della manifestazione Radici del Sud che si è svolta ad inizio luglio nella magnifica terra di Puglia.
Grande soddisfazione per i buoni risultati avuti visti i notevoli sforzi fatti per provare a costruire una vetrina per i vini da vitigni autoctoni delle diverse regioni del Sud, ma anche e soprattutto il desiderio di fare ancora meglio. Indispensabile quindi analizzare le cose che sono andate bene e quelle che hanno funzionato meno, le piccole sbavature, qualche piccolo errore, i margini di miglioramento, che logicamente esistono in tutte le manifestazioni, anche quelle apparentemente perfette.
Utile quindi incontrarsi, parlarsi con la necessaria chiarezza a bocce ferme, non per “litigare”, ché nessuno ha minimamente intenzione di farlo, perché non ve n’è motivo e perché facendolo finiremmo per il fare contenti tanti gufi e corvi che già sono rimasti sufficientemente “scornati” visto come sono andate le cose, ma per vedere lucidamente come si possa crescere ancora di più.
Per questo motivo oggi, quando leggerete questo post, grazie alle opportunità offerte per chi come me risiede a Bergamo, dall’aeroporto davvero ormai internazionale di Orio al Serio, nonché dalla compagnia simbolo del volare low cost, la Ryanair, il sottoscritto se ne sarà già volato a Bari (per poi, ahimé, fare ritorno la sera stessa) per una riunione operativa del trio di organizzatori di Radici del Sud.
In primis il suo ideatore, deus ex machina, e fondamentale punto di riferimento, Nicola Campanile, e poi il collega giornalista Luciano Pignataro, che come me ha collaborato a realizzare l’evento di giugno. Parleremo a lungo e a cuore aperto, ovviamente a tavola, in qualche buon locale scelto sapientemente da Nicola, davanti a buone cose e ad una (almeno) bottiglia di vino, e sono sicuro troveremo la quadra giusta e le soluzioni adatte per gettare le basi non solo per l’edizione 2012 della manifestazione (ebbene sì, ci stiamo già pensando…), ma per altre iniziative, targate Radici del Sud, che si svolgeranno a novembre.
Sempre con la volontà di fare conoscere meglio, promuovere e valorizzare i vini da vitigni identitari della Puglia in primis, fondamentale nucleo e matrice di ogni cosa targata Radici, ma anche di quelle altre grandi terre da vino che sono, in rigoroso ordine alfabetico, Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia.
Ormai abbiamo preso l’abitudine di pensare in grande (abbiamo anche la “benedizione” di un’autorità come Jancis Robinson…) di ideare progetti che gettino davvero il cuore oltre l’ostacolo, ed il piacere di fare e lavorare insieme. E poiché, come si dice, “squadra che vince non si cambia”…

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