Anche in italiano l’appello di Nicolas Belfrage contro la standardizzazione del Rosso di Montalcino Doc

Ed ecco anche in italiano, nella traduzione della sua assistente Giusy Andreacchio, il testo dell’appello che il wine writer Nicolas Belfrage ha rivolto ai produttori di Montalcino perché si oppongano fermamente ad ogni ipotesi di modifica del disciplinare, in senso bordolese, del Rosso di Montalcino Doc.
Intanto continuano ad arrivare le adesioni all’appello da parte di importanti wine writers internazionali: Jancis Robinson, Kerin O’Keefe, Kyle Phillips, Jim Budd, Ewan Dawson, Alfonso Cevola, Jeremy Parzen, Jamie Goode, Andrzej Daszkiewicz, Sarah Jane Evans, Carla Capalbo, Sally Easton, Jane Hunt, Tom Hyland, Marc Millon, Gregory Dal Piaz, Joanie Karapetian.
Così che a Montalcino provino ad essere meno provinciali e capiscono che le loro decisioni verranno giudicate da quel mondo che vuole che i vini di Montalcino, Brunello e Rosso, continuino ad essere sinonimo di Sangiovese. E basta. Buona lettura!

Sono a conoscenza del fatto che mercoledì 7 Settembre 2011 verrà tenuta una votazione all’interno dell’Assemblea di Montalcino da parte dei produttori per decidere se permettere o meno una piccola ma significativa percentuale di altre uve, che, a quanto pare, sarebbero Merlot e/o Cabernet e/o Syrah nell’ uvaggio del Rosso di Montalcino DOC che ovviamente al momento é costituito da Sangiovese al 100%.

Vi esorto con la massima forza a non suffragare tale cambiamento. Il Rosso di Montalcino, come il Brunello di Montalcino, si é costruito una forte personalità sui mercati vinicoli internazionali facendo leva sul fatto che é un vino in purezza. Oggigiorno, quando sempre più paesi stanno sposando la causa ormai di moda di produrre vino cercando di compiere la scalata al successo, é ancora più importante avere un’identità ben distinta, fare un vino che nessun altro sulla terra possa emulare. Credo fermamente che il fattore principale dell’identità del Rosso di Montalcino (e ovviamente del Brunello di Montalcino) sia il fatto che é 100% Sangiovese.

Non contesto il fatto che Merlot, Cabernet e Syrah siano delle eccellenti varietà, ma è proprio la loro eccellenza, la loro forte personalità, che minaccia di compromettere il carattere unico del Rosso di Montalcino. Chi potrebbe mai immaginare che i produttori di Bordeaux potessero mai votare a permettere un 15% di Sangiovese nel loro blend per esempio? L’idea é assurda-o tale verrebbe considerata dai produttori di Bordeaux. Molti sono coloro i quali pensano che la situazione contraria, nella pregiata area di produzione toscana, sia ugualmente assurda. Certo, in molti casi l’aggiunta potrebbe migliorare il vino-specialmente in annate deboli o laddove il Sangiovese non eccelle ogni anno. Ma ciò minerà in maniera fatale la personalità del vino.

Sono consapevole del fatto che molto Merlot e Cabernet sono piantati nella zona di Montalcino e che ci sarà presto bisogno di trovare un uso commerciale per queste uve. Ma le possibilità di utilizzo esistono nella denominazione Sant’Antimo o IGT Toscana. Forse, anziché compromettere la purezza di uno dei più unici vini di Montalcino, maggiori sforzi dovrebbero essere rivolti alla promozione di queste altre tipologie di vino.

Sicuramente sarete coscienti che molti di noi temono che un compromesso nei confronti del Rosso di Montalcino possa rappresentare l’apertura di una breccia più grande che potrebbe portare ad un altro compromesso, nei riguardi della purezza del grande Brunello-uno dei vini più grandi del mondo.  Che questo possa avvenire o meno, sono convinto che comunque é contro gli interessi a lungo termine per Montalcino il permesso di altre varietà, sia le toscane che le italiane in genere, nel Rosso-proprio come sarebbe fatale per i grandi vini della Borgogna, per esempio, l’autorizzazione all’aggiunta di Syrah al Pinot Noir, come praticata una volta-ma con l’inevitabile alterazione dello stile.

Voi, produttori di Montalcino, possedete le chiavi della porta del futuro non solo del vostro mercato..Voi rappresentate noi tutti che non voteremo il 7 Settembre!

Vi esorto a votare NO. Nicolas Belfrage MW

Per aderire all’appello, oltre a commentare qui, inviate una mail all’indirizzo di posta elettronica di Nicolas Belfrage nbelfrage@vinexus.co.uk

9 pensieri su “Anche in italiano l’appello di Nicolas Belfrage contro la standardizzazione del Rosso di Montalcino Doc

  1. So he ti arrabbierai con me, ma non posso fare a meno di apprezzare la lettera di Nicolas, ma contemporaneamente di condannare la sua esortazione a “votare NO” e il tuo appello a inviargli mail di adesione.

    Ho il diritto o no di dissentire da quella che mi sembra una raccolta di firme all’estero fatta per intervenire a gamba tesa in una discussione in corso tra vignaioli, come se qui in Italia ed in particolare a Montalcino i pareri che contano di piu’ debbano essere solo quelli di chi non produce? Ti sei accorto che non e’ ancora intervenuto un produttore nome e cognome, ma sono gia’ una barca i winewriters?
    Ho il diritto o no di dissentire dai soliti luoghi comuni che i disciplinari in Italia non si debbano cambiare per salvaguardare purezza e autenticita’ geografica e invece in Spagna, in Francia, in Germania e dovunque lo fanno da sempre senza tanti complimenti e senza nemmeno chiedere il permesso ai winewriters?
    A me sembra correttissimo esprimere le proprie valutazioni, benvenuti anche gli ospiti stranieri, alcuni (e alcune) sollecitati perfino da me prima ancora che scrivessero il proprio commento, ma quest’atmosfera di firmare NO o SI, di dividerci in buoni e cattivi come all’asilo, non ha alcun senso. Tu sai bene che ho affrontato con chi di dovere un carteggio molto piacevole e spero fruttuoso in cui non ci siamo risparmiati nulla, come amici veri che non si devono nascondere nulla. Sai bene che sono anche intervenuto qui e altrove ma sempre soltanto allo scopo di dare una mano per non arrivare al pericolo ben definito da Nelle Nuvole. Sai benissimo che non consento alla sua pubblicazione fino a voto avvenuto e convalidato proprio per non mettere adesso il dito in una ferita aperta. Ma non mi va neanche di passare per il bastian contrario di fronte a tanti miei amici e stimatissimi degustatori che non sono deputati pero’ a decidere su cosa scrivere o meno in etichetta su un vino italiano, toscano, ilcinese, quando non sono mai intervenuti allo stesso modo per nessun vino degli altri. Cos’e’ questa storia? Siamo forse un paese di Bacco di serie B? Percio’ lascio volentieri ogni discussione su questo tema.
    Good bye!

    • hai tutto il diritto di dissentire, ma sull’intervento degli amici wine writer internazionali, che va benedetto e non stigmatizzato, temo tu stia prendendo una gigantesca cantonata. E con ciò chiudo perché non intendo “leticare” come direbbero in Toscana, con un vecchio amico come te 🙂

    • Anche l’agente in UK di un produttore di Montalcino interviene a sostegno dell’appello lanciato da Nicolas Belfrage:
      “We’ve passed it on to the Montalcino producer Cupano, for whom we are agents in the UK. A great letter. Thanks to Nick.”
      I do agree with everything Nick says about protecting the long term integrity of Rosso di Montalcino, and Brunello di Montalcino.
      Nick is well qualified to comment, being a wine merchant who is sensitive, intelligent, commercially proven and who is expert in Italian wines, who also knows the international market place.
      Robin Davis, owner, Swig.co.uk”

  2. Arciconvinto che a Montalcino dovrebbero esserci solo vigne di sangiovese, sento anche la voglia di tirare le orecchie a persone autorevoli come Belfrage quando scrive:
    “Certo, in molti casi l’aggiunta potrebbe migliorare il vino-specialmente in annate deboli o laddove il Sangiovese non eccelle ogni anno.”.. o alla Robinson, quando nei suoi libri si capisce benissimo dove collochi il sangiovese rispetto, chessò, al merlot (molto più in basso).
    C’è ancora molto da fare da parte loro per capire i vini Italiani se in fondo dimostrano comunque di preferire un mediocre merlot a un mediocre sangiovese.

    Luk

  3. Caro Franco e caro Mario,

    seguo passo passo lo svolgersi degli eventi. Così come sono sicurissima che gran parte dei produttori di Montalcino sappiano leggere, se non scrivere. Non considero sbagliato il loro silenzio mediatico. Questo é il momento in cui a far rumore devono essere altri. E che il rumore però sia costruttivo, che non crei confusione, che già ce ne é tanta in giro.
    L’importatore inglese citato in un commento qui sopra non é l’unico ad aver ricevuto la lettera di Belfrage. Questa lettera sta girando un po’ dappertutto.

    Capisco anche l’intervento di Mario Crosta. Ribadisco che di tutto hanno bisogno i produttori, meno che di incertezza.
    Per cui, che se ne continui a parlare, ma non meravigliatevi dell’assenza di interventi di qua dall’Orcia. Non é omertà, é attenzione.

  4. i miei complimenti a Franco Ziliani e a Vino al vino. Su quale altro blog del vino italiano si sono letti così tanti e autorevoli interventi di importanti wine writer di fama mondiale?
    Credo che questo testimoni l’autorevolezza di Ziliani ed il credito di cui gode presso i suoi colleghi wine writer internazionali.
    Bravo!

    • troppo gentile Roberto! I complimenti vanno invece tutti a Montalcino, la cui notorietà ed il cui prestigio mondiale stanno portando così tanti autorevoli scrittori del vino ad intervenire in difesa dei suoi vini base Sangiovese, a sostegno del nobile appello di Nicolas Belfrage. Io sto cercando solo di fare la mia piccola parte mettendo a disposizione della comunità dei giornalisti amici di Montalcino questo blog

  5. Pingback: God Save Montalcino! | Italian Wine Geek

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