Arrivano i Girly Girl wines per le Girls che Just Want to Have Fun…

Non so come la prenderanno le femministe (post o tardo) in servizio permanente effettivo, che si inca…volano non appena qualche sprovveduto si azzarda a dire che magari per larga parte di loro, non certo per le preparatissime professioniste del vino, che diventano ogni anno più numerose e agguerrite, ma per le normali consumatrici o neofite, siano più adatti un vino bianco, un rosé, una bollicina metodo classico, un rosso giovane di poco corpo stile Vernatsch, Bardolino o Valpolicella, di rossi strutturati tipo Barolo, Brunello, Primitivo di Manduria o Aglianico.
Forse qualcuna di loro troverà idee penalizzanti, un po’ riduttive, se non addirittura da “ghetto-gineceo”, quelle che vi segnalerò in arrivo dagli States. E qualcuna s’indignerà e griderà allo scandalo sostenendo che in tal modo il solito maschio fa capire di trovarsi molto più a suo agio e “padrone” della situazione (come se con “l’altra metà del cielo” sia mai possibile esserlo…) con le donne ridotte a bambole e pin up, che con serie e determinate professioniste in carriera.
Eppure, a me piace molto e non trovo nulla da ridire, in fondo è ancora estate canicolare, pieno agosto, disimpegno e un po’ di sorriso necesse est, che nella California dreamin’ sia nato un sito Internet – vedete qui – dedicato alle donne winemaker.
Lo so bene che il vino “al femminile” fa parte della nostra quotidianità ma non rimango sorpreso che in un Paese dove l’emancipazione femminile è ancora più compiuta che da noi, la California, qualcuno abbia pensato di dare vita ad un sito Internet dedicato non solo al vino “al femminile”, ma a recensire, segnalare le donne winemaker attive nella wine industry californiana.
Do you know of any women winemakers? la domanda e siccome la risposta – “Hmm, women winemakers. I am sure there are some, but I just don’t know of any” – non é immediata e non appare semplice avere una mappa aggiornata delle donne che producono vino, ecco “our searchable web-based resource introduces you to California’s talented women winemakers and their accomplishments.
We also provide the most comprehensive and accurate information currently available on women winemakers in California, the wineries for which they craft their wine, where they are located within the state, and the evolution of their careers”.
Insomma, se vi interessa saperne di più sulle donne enologo attive in California e se magari per la vostra winery desiderate, invece del Ferrini, del Cotarella, del Chioccioli, del Cipresso in versione Sonoma Valley, una bionda winemaker occhi azzurri, qui troverete tutte le informazioni utili.
Ancora più divertente trovo invece l’altra iniziativa, che qualche purista troverà sicuramente frivola, che voglio segnalarvi.
Ricordate “Girls Just Want to Have Fun”, canzone scritta nel 1979 da Robert Hazard e riadattata in modo memorabile – ascoltate qui – da Cyndi Lauper?
Per le donne americane che bevono vino e vogliono divertirsi bevendolo, sono nati i Girly Girl Wines, – sito Internet qui – ovvero “a women’s wine company designed to serve women who are young at heart and enjoy their girl time.
Girly Girl wine intends to create a lifestyle that can be integrated into a woman’s daily life”. Vini per donne giovani nel cuore che vogliono divertirsi come ragazze.
Non manca, per rassicurare le più scettiche, il fondo benefico di questa linea di vini, perché “Girly Girl Wines also donates a part of its proceeds to help fund breast cancer research, a cause which hits home to millions of women”. Cosa sono i Girly girl wines? Una linea di vini californiani, da uve della Columbia Valley, dalle etichette molto simpatiche e sbarazzine, quattro vini varietali ognuno dei quali con un nome di donna: Chloe, Pinot gris, Kayla, Merlot, Mia, Chardonnay, Farrah, Cabernet Sauvignon.
Come si legge nella presentazione “Girly Girl has created a wine that capitalizes on what is most important to women when purchasing a bottle of wine. Our labels are fun, yet elegant, we support women causes, and we have bottled up a great bottle of wine every woman can be proud of to serve. Women in general need to have fun.
Girly Girl Wines wants women to remember what it’s like to feel young and adventurous. We want women to be proud of who they are and make sure they remember that through all parts of their life one thing will always remain constant”.
Vogliamo donne che siano orgogliose di come sono e che amino vino e cui piaccia godersi la vita. Dove anche un buon bicchiere di vino abbia il suo posto.
Certo i testi di presentazione dei quattro vini e della personalità delle quattro girls non sono il massimo come originalità: in uno Chloe è “the sweet girl next door. I enjoy shopping on weekends with my girlfriends”, la dolce ragazza della porta accanto a cui piace fare shopping, nell’altro Kayla dice che le piace viaggiare ed è pronta per l’avventura.
Farrah è “extremely athletic and take pride in staying active and living a healthy lifestyle. I enjoy going to sports games and running in triathlons with my girlfriends” e infine Mia dice di sé “I’m the kind of girl who loves going to the spa and being pampered. After a long day of work, a manicure and pedicure with my favorite girls does the trick”, il che fa tanto fatalona da film di Hollywood degli anni d’oro.

Ma perché non apprezzare questa irruzione di ironia e di autoironia, questa disponibilità a scherzare, in fondo stiamo parlando di vino e non di come salvare il mondo dal global warming, dall’effetto serra e dalla catastrofe nucleare, introdotta nel mondo del vino americano, con un pizzico di furbizia e di attenzione al business, da questa linea dedicata alle donne?
E allora perché stigmatizzare, in nome di un tardo femminismo un po’ acido, questo modo simpatico di fare wine business? Suvvia!
Don’t forget: Girls Just Want to Have Fun! Anche bevendo vino naturalmente

5 pensieri su “Arrivano i Girly Girl wines per le Girls che Just Want to Have Fun…

  1. Non ci trovo niente di scandaloso, anzi, trovo che il ‘trattamento’ della comunicazione sia quanto mai chiaro e onesto.
    Questi sono prodotti / messaggi che non pretendono di essere qualcosa che non sono; non camuffano niente e non vendono lucciole per lanterne.
    Nome, visual, messaggi sono talmente chiari e ‘leggeri’ (ed estivi!) che sono un sollievo. Sento addirittura che fa più fresco!

  2. Bravo Franco! Sicuramente un piacevole antidoto alla severità e al rigore giacobino di certe enocorporazioni in rosa di casa nostra.

  3. Bravo Franco! Che bello vedere i tuoi pensieri su queste cose, dal punto di vista “italiano”. Ho visto lo spumante “Hello Kitty” in un negozio californiano l’altro giorno, e mi faceva ridere. Communque era anche non poco spaventoso… 🙂

  4. Post fresco, beverino e chiacchierino.
    Però una considerazione sgorga spontanea dal mio cuore perennemente giovane:

    quattro tipologie diverse di vino da bere mentre svolgo diverse attività con le mie amiche-tte,

    ma quando voglio sì “have fun” sul serio, e le amiche-tte le lascio a casa a farsi le unghie per i fatti loro, che cosa propone la Columbia Valley?

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