Basta tajarin, finalmente arrivano i Big Mac a Cinzano di Santa Vittoria d’Alba!

Suvvia, finiamola con la polverosa e museale tradizione e apriamo i cuori al nuovo che avanza! E’ ora di smetterla, ogni volta che si viene in Langa, di ritrovarsi a mangiare i soliti, noiosissimi, tajarin, carne cruda all’albese, agnolotti al plin, brasato al Barolo, coniglio con peperoni, tonno di coniglio, bagna cauda, vitello tonnato, panna cotta, bunet e grissiti stirati a mano!

E’ giunta l’ora, anche nella terra del tartufo bianco e della nocciola tonda gentile, di aprirsi al gastronomicamente corretto, al cheeseburger, al chicken McNuggets, del CBO Smoky e del classico, inimitabile Big Mac per un felicissimo Happy Meal!
E’ proprio quello che hanno pensato a pochi chilometri da Alba, nella frazione Cinzano di Santa Vittoria d’Alba, resa famosa dall’ex storico stabilimento Cinzano, dove forse per essere in sintonia con la presenza, proprio al suo interno, di Diageo Operations Italy è uno dei più grandi impianti di imbottigliamento in Italia, nonché il sito produttivo più importante di Diageo nell’Europa Continentale, si sono detti: ma perché non aprire un bel Mc Donald’s?

Non c’è già una bella teoria di “bellissimi” capannoni, di insediamenti industriali, di centri commerciali, a rendere ancora più “suggestivo” il paesaggio, a svecchiare quell’immagine falsamente rustica e campestre che si ostina a mostrare ancora, sulle colline circostanti, anacronistici vigneti e magari, in lontananza, il Castello di Santa Vittoria?
Forza bella gente, largo ai tempi nuovi e così, come documentano queste foto, a Cinzano di Santa Vittoria sta per aprire un moderno Mc Donald’s tra i capannoni sulla statale dove, magari con la benedizione dell’ex ministro e oggi governatore del Veneto, Luca Zaia, verrà servito un bel Big Mac alla carne cruda (magari di provenienza brasileira) o un bel tajarin, però con la variante al mango o una torta, non di nocciole, ma con il burro di arachidi. Così, a pochi chilometri dall’Eataly di Monticello (strada statale Alba-Bra) e solo a qualcuno di più da Bra, dove quei pazzi sognatori di Slow Food si ostinano ancora a parlare di “cibo buono e di qualità proveniente da produzioni che rispettano l’ambiente, tutelano la biodiversità e riconoscono la giusta remunerazione ai produttori”, e parlano di produzione alimentare in regime di sostenibilità, avremo, finalmente, era ora!, il doppio arco dorato e la sua concezione moderna, rapida, senza inutili perdite di tempo e stupide romanticherie e arcaiche fantasie, del cibo e del nutrirsi.

Ovviamente con l’indispensabile semaforo verde dei geometri, che parlano di “una bella realtà per Santa Vittoria, la fase attuale (B) prevede un investimento di 4,5 milioni di euro circa, la costruzione del Bennet ammontava a circa 20 milioni di euro, a cui si aggiungevano altri 2,8 a favore della viabilità e opere annesse.
Sarà anche realizzata una nuova rotonda di servizio per agevolare lo scorrimento del traffico. Questo sarà un polo commerciale enorme, che si realizza in tre fasi successive, la fase A ha riguardato il nuovo Bennet, la B è questa con la costruzione di Decathlon, McDonald’s e Bricocenter. A queste seguirà la fase C, nel 2012, su cui non si hanno ancora notizie precise”.
Ed è questo moderno che avanza, e spazza via la vecchia e anacronistica civiltà contadina e porta il rinnovamento, proprio come aveva già fatto nel cuore dei vigneti del Barolo a Serralunga d’Alba, “l’ecomostro”, pardon, il Boscareto resort, che ci conforta e ci fa sperare che con il definitivo trionfo del cemento sul verde, anche quello delle vigne, vivremo e vivranno soprattutto i nostri figli e quelli che verranno dopo di noi, un mondo migliore…

19 pensieri su “Basta tajarin, finalmente arrivano i Big Mac a Cinzano di Santa Vittoria d’Alba!

  1. Eh, sì, è proprio così. Non per niente le prime immagini del film “Langhe Doc – Storie di eretici nell’Italia dei capannoni” le abbiamo girate proprio nella piana tra ALba e Bra! vedere il trailer del film (http://vimeo.com/12433551) verso il trentesimo secondo per crederci!

  2. Corro subito lì, dove hanno capito dov’è il futuro. Cosa aspettiamo a radere al suolo tutte le colline (appianare le difficoltà), a normalizzare le attività accorpandole sotto un’unica gestione (darsi delle regole). Eliminare tutto il verde superfluo (eliminare le sacche improduttive), eh? Cosa aspettiamo, dunque?

    Leggo che il re di Giordania – probabilmente non avendo altro da fare – appassionato di Startrek (dove ha fatto una comparsata in gioventù) – ha pensato di impiantare un “parco spaziale” di un centinaio di ettari nel deserto del Wadi Rum. Che c’entra?
    C’entra, perché quel deserto è uno dei luoghi più belli e affascinanti della Giordania, e nel deserto suddetto, il re(uccio) ha pensato bene di ri-proporre, mescolata a Startrek,la storia della civiltà nabatea (Petra, per intenderci)che sta a una manciata di chilometri.
    Come dire: ai turisti non proponiamo ciò che c’è, quello che è alla radice della nostra storia, ma rieditiamo tutto, rifacciamolo finto, che è più bello!
    Ad Alba, come in Giordania. Mi domando: ma il mondo è impazzito, oppure c’è in circolazione un bel po’ di gente ignorante che pensa solo a speculare?!
    In Giordania, ovviamente.

  3. Le Langhe purtroppo stanno cadendo sempre più in basso…e la corsa alla rovina del territorio non ha proprio più limiti…e poi vorrebbero addirittura in riconoscimento dell’Unesco…ma va là!

    • ma il riconoscimento é per i capannoni Luciano! Gli stessi capannoni orribili e volgari che imbastardiscono tutta la parte sino a Sondrio e parzialmente anche oltre di quella splendida Valtellina che vorrebbe lo stesso riconoscimento Unesco… Come diciamo a Milano: roba de matt!
      Intanto, in attesa che lo faccia una persona di grande autorevolezza che mi ha contattato via mail, segnalo un sito Internet che sostiene una campagna su tematiche affini a quelle denunciate in questo post:
      http://www.salviamoilpaesaggio.it/

  4. Caro Franco, l’arrivo di Mc Donald’s è la classica ciliegina sulla torta, una torta già molto indigesta e fatta di un territorio (quello di Cinzano) che sta diventando l’emblema della miopia degli amministratori locali e di tutto un territorio. Vogliamo diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco ma anche continuare a cementificare divorando suolo fertile e paesaggio. Non è nel territorio di Cinzano, ma da ogni scorcio ormai si può “ammirare” lo scempio del nuovo ospedale di Alba-Bra costruito nel posto più assurdo del mondo: irreparabilmente consumata una collina, irreparabilmente cancellata una intera veduta e naturalmente costi che lievitano da far paura perché lo sa anche un bambino che fa i castelli di sabbia sulla spiaggia che costruire in pianura costa meno che su una collina fragile! Perché l’ospedale non l’hanno fatto dove adesso sorge il Bennet e il Bennet l’hanno lasciato dove era? Non abbiamo bisogno di nuovi mega centri commerciali: ogni centro commerciale NON CREA POSTI DI LAVORO ma ne distrugge a centinaia. Sono quelli di tutti i negozi dei centri del territorio circostante che chiudono, massacrati dalle politiche di dumping della grande distribuzione.
    Dicono i Sindaci che senza gli oneri di urbanizzazione non possono pagare i servizi di base ai cittadini: a parte che gli oneri di urbanizzazione dovrebbero appunto servire a “urbanizzare” i nuovi insediamenti (ovvero fare fogne, acquedotto, strade, illuminazione pubblica, eccetera), ma vogliamo almeno una volta provare a fare un bilancio che non mette solo entrate immediate e spesa corrente? Se bruciamo il bene più grande che abbiamo al mondo (il suolo fertile) e il più importante che abbiamo nel nostro territorio (il paesaggio) di cosa vivremo in futuro?
    Mi incazzo per il misero destino a cui stanno andando incontro i miei luoghi ma intanto giro per l’Italia e vedo che ormai la musica è la stessa dappertutto: dal trevigiano dei leghisti alla “rossa” Toscana, dal casertano della camorra alla Milano infiltrata di ‘ndrangheta. E le scellerate decisioni di questo Governo (ma non lo dico per questione di parte, che l’è dura collocarsi da qualche parte nel Parlamento di oggi) negli anni hanno buttato benzina sul fuoco che già bruciava tutto: dai tanti condoni alla Tremonti che favoriva la costruzione di nuovi capannoni (e quanti ne sono sorti dal 2001 in poi, quasi sempre rimasti vuoti). Infine, adesso, l’abolizione dei piccoli Comuni. Certo, spesso sono gli stessi che stanno svendendo pezzi del territorio per sopravvivere ma non tutti lo stanno facendo e non sempre.
    Verrebbe proprio voglia di ritirarsi in qualche borgata di montagna, di quelle abbandonate da qualche decennio perché nessuno voleva più farci quella vita grama di cui tutti abbiamo letto e sentito parlare. La vita grama in futuro mi sa che la faremo qui dove stiamo adesso, meglio muoversi per tempo.
    Noi per adesso non ci arrendiamo, ci proviamo ancora, perché da Treviso a Caserta c’è ancora tanta gente di buona volontà che non intende gettare la spugna.
    Proprio negli ultimi mesi abbiamo messo mano a una campagna che covavamo già da tempo assieme a molti altri amici. Si chiama Salviamo il paesaggio http://www.salviamoilpaesaggio.it e l’abbiamo lanciata assieme agli amici di Stop al consumo di territorio. Per cominciare ci proponiamo di mettere a punto un sistema di censimento degli edifici (residenziali, commerciali, produttivi) che sono vuoti: chiederemo a tutti i Comuni italiani di realizzare questo censimento sul proprio territorio. Intanto lavoreremo ad una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una moratoria nazionale al consumo di suolo libero (agricolo, boschivo, verde in generale o non ancora occupato).
    Senza battere ancora troppo la grancassa abbiamo già raccolto migliaia di adesioni. Da settembre faremo incontri e iniziative in tutta Italia per far conoscere la campagna. Il 15 ottobre ci troveremo a Cassinetta di Lugagnano (comune che ha già deciso di adottare una moratoria sul consumo di suolo) per una grande assemblea pubblica e aperta dove condividere obiettivi e metodi di questa campagna. L’idea è quella di mettere la campagna davanti a tutto: associazioni aderenti e singoli sostenitori staranno un passo indietro perché qui ciò che conta è il bene comune. In un paese fatto sempre più di individualisti e sempre meno di persone e realtà che cercano il dialogo e costruiscono pezzi di strada assieme, non sarà semplice. Però dobbiamo ancora provarci prima di ritirarci in un eremo alpino!

  5. Abitando a pochi chilometri da Santa Vittoria, e qualcuno in più da Serralunga, mi è venuta spontanea questa riflessione sul peso delle location delle strutture alberghiere e ristorative in funzione dei diversi target, fermo restando lo scempio paesaggistico. Per quelli che hanno veramente i “danè” e i politicanti che vivono a scrocco, è stata consumata una collina di pregiati vigneti a Serralunga per costruire il Boscareto Resort, dove i privilegiati ospiti godono a caro prezzo di uno splendido panorama sulle Langhe del Barolo. Gli “sfigati” che o per scarsità di cash, o peggio ancora per la poca cultura del cibo, meritano invece come cornice i capannoni che circondano il Mc Donald’s di Cinzano.

  6. Non aggiungo una parola a ciò che Roberto Burdese@ scrive qui sopra. Posso però farvi sapere che presto – arrivando a Montalcino – capirete immediatamente che qui “i pompieri ci sono”.
    Sia chiaro: i pompieri sono fantastici e – spesso – sono anche degli eroi civili, loro…

  7. Non sono cosi’ scandalizzato dall’arrivo di Mc Donald, tra l’altro una logica conseguenza commerciale dopo l’arrivo a Guarene di Burger King…..molto, ma molto peggio, alcuni alberghi o cantine costruite ai piedi dei “Cannubi”

  8. Ecco un esempio della famigerata gabbia weberiana che, secondo l’interpretazione di George Ritzer (l’autore de Il mondo alla Mc Donald’s), è disponibile in tre versioni: acciaio, velluto o gomma. Per Roberto e molti altri è d’acciaio – o di cemento -; resta il fatto che sono in tanti a trovarsi bene tra le sbarre più o meno morbide, più o meno flessibili della razionalizzazione estrema.

    Ciò che mi dispiace, a parte la costruzione di un “elegante” capannone in più, è che sia stato violato proprio quel territorio dove negli anni ottanta è partita la crociata contro un certo tipo di alimentazione, incarnata dal doppio arco dorato. Il cerchio si chiude, peccato che la “cigliegina sulla torta” non sia un Presìdio Slow Food.

    Sul tema della cucina di tradizione, non dobbiamo dimenticare che anche i tajarin, la carne cruda, ecc. a suo tempo sono state delle innovazioni, innovazioni ben riuscite, quindi largo alle nuove interpretazioni dei prodotti del territorio. Chissà che un giorno il Giotto (l’hamburger de La Granda) o magari un dolce a base di kiwi del cuneese non diventino parte della nostra cucina “tipica”…

  9. I soliti, noiosissimi, tajarin, carne cruda all’albese, agnolotti al plin, brasato al Barolo, coniglio con peperoni, tonno di coniglio, bagna cauda, vitello tonnato, panna cotta, bunet e grissiti stirati a mano, se li mangeranno solo i costruttori di capannoni, gli imprenditori sponsorizzatori, i signori berlusconetti e noi alla fine dovremo mangiarci le schifosissime materie prime di Mc Donald ‘s e sperare di trovare un cesso al più presto per poter espellere tutto quel ben di Dio che ci propinano. Scusate il linguaggio. Franco sei sempre di aiuto e di insegnamento, non mollare. Marcello

  10. Ma sì, stereotipiamo un po’. McDonalds = male, fritto, grasso, colesterolo, obesità, malattia, tumore, lucro, consumismo.
    Meno male che aprono un McDonalds, non dovrò più andare fino a Fossano.
    Firmato: un braidese, padre di 3 figli che mangiano di tutto, adorano McDonalds, il sushi e la pasta con le polpette. Viva la libertà e morte agli estremisti, di QUALUNQUE credo.

    • però che sincero democratico il “simpatico” fan dei McDonald’s! Davvero un vero tollerante, che ci dà degli estremisti e, che delicatezza, ci augura di morire… Mi sa che a furia di frequentare quei locali e mangiare quella roba si diventa così…

  11. Stereotipato pensare e scrivere che McD non è davvero quel giardino dei gourmet che pensa(va) il sor Zaia?
    Scrivere che i capannoni industriali tra le vigne e le colline di grandi vini infestano il paesaggio è da estremisti?
    E’ proprio arrivata la rivoluzione culturale…

  12. a prescindere che fosse per me li chiuderei tutti,
    accompagnando i resposabili alla frontiera piu vicina,
    premetto che lo scempio,
    da parte di queste catene multinazionali potentissime,
    non viene fatto solo in splendide campagne come questa,
    ma anche in citta storiche, in cui riescono ad aprire in centri storici fregandosene dell`impatto ambientale.
    Ma siccome il pesce puzza sempre dalla testa,
    ancora una volta dove sono i nostri splendidi amministratori???

    RB

  13. Avete ragione, i tajarin e una fetta di salame sono sicuramente più salutari e genuini di un Big Mac… ma non so che dirvi, sarà per chissà porcheria genetica che ci mettono dentro, dopo un Mac Manu sono più soddisfatto, felice e sopratutto creativamente più produttivo! Poi il mattino dopo mi risveglio mugnugnando schifato “Sto caz’ di Macdonald!” ma che ci volete fare: Carpe Diem! 😉 Fra

  14. Capisco lo sdegno di tutti, in terra di Langa etc etc ma allora sdegnamoci anche per i Kebab e i cinesi, i giapponesi, gli indiani e tutto quello che non di “langa”… nel centro di Alba esiste anche un ristorante che non propone cucina piemontese ma del centro Italia: chi gli ha dato il permesso di aprire???? nel centro della capitale delle Langhe??? E’ belo sdegnarci e pensare che questo sia un territorio enogastronicamente protetto ma non esistono solo persone che mangiano plin a pranzo e a cena ed esistono anche operai, impiegati che forse non mangiano tutti i giorni in osteria o al ristorante, forse anche un’insalata da McDonald va bene… cred comunque che esista la libertà di pensiero visto che siamo così tolleranti nei confronti delle culture e cucine straniere poi ognuno di noi deciderà dove spendere i propri soldi!

  15. quante polemiche per un mc donald! altre volte avrei voluto scrivere ma non ho mai raccolto la provocazione perchè non meritava spendere tempo ed energie ma questa volta non ci sto più!
    premesso che ho 27 anni, che sono di alba, che vivo il territorio albese anche dal punto di vista enogastronomico… sono appassionato di cucina locale (al punto da farne il mio hobby)e vivo di viticoltura ed enologia, sono enologo ma anzitutto agronomo quindi amante di terra, territorio e colline; premesso ancora che vivo le colline di santa vittoria per lavoro, le conosco tutte, capezzagna per capezzagna, e conosco anche bene la fatica che ogni giorno mi fanno fare per vederle produrre; tutto ciò premesso questa settimana sono passato ogni giorno davanti al “mostro” mc donald e mi sono detto ogni giorno: che bello, chissà quando apre?
    direi che è davvero ora di finirla con queste finte crociate gratuite verso tutto e tutti! si accennava di eataly a monticello: al di là dell’esperienza mia personale tutt’altro che positiva… e mi piacerebbe raccontarla ma non è questo l’argomento di discussione… (dico solo che mi hanno detto che i piatti non li cucinano lì ma li scaldano solamente e che quindi una volta finite le porzioni disponibili, benchè mel’avessero lasciato ordinare, ho dovuto mangiare quello che volevano loro, peraltro freddo passando così da uno stracotto con patate a un filetto con insalata…. che scandalo che nella patria del sano tanto elogiata in questo blog, i piatti vengano “scaldati”…e neanche con cura…) perchè non si narrano poi i commenti dei fornitori di frutta per i succhi??? ma anche questo non c’entra! torniamo al mc donald.
    non capisco davvero cosa ci sia di così brutto! il centro storico di alba è un gioiello, tutto ristrutturato a nuovo, pieno di tajarin e carne cruda, con botteghe per turisti e via dicendo: così capita a barolo, a barbaresco, a la morra a monforte,… ma il resto del territorio ha anche bisogno di vivere! CONDIVIDO la scelta di non far aprire nè Mc nè Burger in città, quello sarebbe stato un tantino deprimente, ma in zone meramente commerciali che problema c’è? ci sono due zone commerciali ad alba: quella dove guarda caso c’è il burger e quella in cui sorgerà il Mc: e ben vengano! alba non è solo fatta di mangia tartufi! o solo di turisti! alba anzitutto è fatta di gente locale che deve far la spesa al supermarket, che deve comprare i vestiti a basso costo (ad esempio decathlon)… alba è vita locale! poi ovviamnete vive di turismo! e ben venga! ma non possiamo pensare che alba sia solo turismo e la gente “locale” costretta a mangiare 365 giorni l’anno plin, battuta al coltello, e via dicendo… anche perchè oltre a una sana scelta di equilibrio alimentare diventa anche una scelta economica!
    quindi ben vengano zone dedicate al commercio e zone dedicate alla tipicità del turismo! certo che se il turista giapponese tedesco o americano venendo ad alba passa le sue giornate al bennet o al mc donald questo è un problema di sua intelligenza! ma io confido sul fatto che i turisti siano intelligenti e che, prima di andare in ferie, si documentino sul fatto che alba è tartufo, vino, salame, carne cruda e tajarin! però io e i miei amici possiamo andare a mangiare 9 volte “a l’ostu” e una al mc!
    mi sembra che ci sia una buona strategia di divisione tra zone tipico locali e zone commerciali… in fondo venezia non è da meno: tolto il canal grande e la zona lagunare è attorniata da marghera e depressione dilagante! i romani credo che non vivano di ristoranti di piazza di spagna, anche loro andranno al mc! smettiamola di indignarci per le cose che non valgono, smettiamola con le finte crociate che ci chiudono una volta di più in noi stessi! smettiamola con i soliti discorsi sui nostri grandi prodotti… tenuti nelle nostre nicchie e nelle nostre fosse…. come diceva un mio docente all’università dobbiamo smetterla di usare l'”infernot” per i nostri vini… e ha ragione! l’infernot è poi quella parte di cantina nascosta e segreta… apriamoci al mondo! e speriamo che a forza di mc donald anche il turista più sfegatatamente mc donaldiano provi per sbaglio i tajarin e ne compri a valanghe!!!!!!!!
    e alla fine ognuno scelga la ristorazione che preferisce e infondo… nel mondo c’è spazio per tutti!

  16. Io penso che chi condivide l’ennesimo ecomostro (piccolo o grande non importa) per coerenza dovrebbe almeno andare a vivere in centro Milano (Torino e’ gia’ troppo “bucolica”) per coerenza,visto che sotto sotto e’ quello a cui ambisce. Il bello,come i diritti acquisiti lottando,non e’ li per grazia divina ma va difeso,ogni giorno.

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