E’ morto Gianni Gallo, grande artista cantore della Langa

Il mondo della Langa, e non solo quello del vino, è in lutto per la scomparsa a 76 anni (era nato nel 1935) dell’artista doglianese Gianni Gallo, noto per le suggestive illustrazioni di etichette di vini e grappe.
Nelle sue etichette Gallo ha rappresentato la flora, la fauna e le piante delle Langhe: come hanno scritto “ritrae i soggetti con tratti precisi che si ripetono a mano libera migliaia di volte. Le foglie del castagno, le piume del martin pescatore o gli aculei del riccio vengono così ad assumere una precisione quasi geometrica che esprime in pieno il carattere a volte irsuto dell’artista ma anche la generosità del personaggio”.
A proposito di una delle sue etichette più belle, quella del Barolo riserva Villero 1982 di Vietti “Gianni scrisse questo pensiero, così ricco di poesia: “Mi trovo a chiedermi per la prima volta come mai un vino, così poco vino in fondo, abbia radici così profonde in me stesso. Con sorpresa scopro che non nasce in me niente di razionale, ma un discorso di sensazioni, come corse nei campi, profumi pungenti ma evanescenti, colori, esplosioni tra mari di giallo frumento e verdi prati. E mi torna in mente la festa grande con la torta ed il vino bianco, concesso anche ai bambini”.
Ha scritto bene di lui, in questo articolo di un paio di anni orsono, Carlin Petrini: “Ciò che distingue un vero genio dalle persone comuni forse è il fatto che il genio sa di essere tale, ma è geniale nel fartelo sembrare normale. Si concede giusto la sregolatezza, più per un´innata attitudine, a non rientrare negli schemi che per posa, ma dopo che ci passi un po´ di tempo insieme, anche la sregolatezza ti sembra la cosa più normale di questo mondo.
Credo che Gianni Gallo, in Langa conosciuto come “Galet”, faccia quest´effetto a tutti quelli che hanno la fortuna di trascorrere un po´ di ore con lui, magari nella sua casa a Dogliani. È un artista, disegnatore, un incisore sopraffino che ha la rara capacità di saper tradurre per noi le forme della natura. A guardare bene le sue incisioni, riprodotte su un´infinità di etichette di vino e di grappa, si resta sbigottiti per come una spiga, una coccinella, un grillo, un fiore di campo, riemergano dalla carta nella loro essenza.
Linee pulite che non sono una semplificazione della realtà, ma al contrario ne restituiscono tutta la sua infinità complessità: «È che ho il vizio di occultare, anche a me stesso» commenta sornione da dietro la sua folta barba quando il profano cerca di discutere della sua arte. Non mi interessa la natura, a me interessano le linee. Non vedo l´oggetto, vedo spessori, ritmi. Non sto tanto a chiedermi cosa viene fuori, metto su dei segni con delle suggestioni”.
Ho un ricordo stupendo di Gianni Gallo, un pranzo meraviglioso fatto insieme a lui e al suo grandissimo amico Mauro Mascarello nel novembre del 2009 da Felicin a Monforte d’Alba.
Con Mauro andammo a prendere Gallo a casa sua a Dogliani e poi solo il tempo di spostarci nel paese poco distante e prendere progressivamente “confidenza” davanti ad una memorabile bottiglia di Barolo 1958 prodotto dal padre di Mauro, quel “Gepin” Mascarello che Gallo aveva ben conosciuto, perché si aprisse un fuoco di fila di ricordi, aneddoti, folgoranti scorci di vita vissuta, dove l’arte, la pittura, il vino, la buona tavola, le donne, la bella vita in Riviera e sempre l’amatissima Langa erano scenario e protagoniste.

Il tutto raccontato con quella voce intensa e profonda, con quell’aspetto profetico dato dalla lunga barba bianca fluente (vedi le foto che gli scattai quel giorno) e dagli occhi che ti fissavano e sembravano interrogarti e chiederti se valesse la pena fidarsi di te e raccontarsi. Ma sempre con assoluta ironia e leggerezza, senza prendersi troppo sul serio.
Ricordo la felicità di Gianni Gallo quando finito il pranzo ci spostammo, non ricordo bene dove, mi sembra ad Albaretto Torre, per andare a trovare un altro grandissimo personaggio di Langa e vecchio amico di Gallo, il grande cuoco, ma anche bravo pittore, Cesare Giaccone, che aveva preparato una mostra dei suoi quadri che non era solo una mostra, ma anche una grande festa dove si beveva, si mangiava, si faceva musica. Ricordo i tanti produttori di vino venuti a portare loro bottiglie, soprattutto magnum, perché venissero stappate in questa occasione e l’omaggio di tutti a Gallo, salutato con grande affetto da chiunque arrivasse.
Ricordo il suo sguardo buono, quieto e felice, la grazia di quella domenica di Langa e non posso che piangere, con la scomparsa di Gianni Gallo, artista poliedrico, la cui opera possiamo ritrovare su tante bottiglie che amiamo e che continueranno a tenerci compagnia e a ricordarlo, uno dei suoi protagonisti più schivi e appartati, ma più veri.

7 pensieri su “E’ morto Gianni Gallo, grande artista cantore della Langa

  1. Tempi di morte, dunque, una stagione di addii; come se gli ingranaggi di un grande orologio fossero giunti a un ‘clic’, non solo epocale – con il mondo che ha svoltato in un angolo buio e misterioso – ma con tanti testimoni del tempo appena trascorso che hanno allungato il loro passo nell’ombra.

    Succede sempre – si può pensare – ma in questi giorni fantascientifici colpisce di più.

    Non ho conosciuto Gallo, ma ne ho sentito parlare: ho ammirato i suoi disegni che non possono passare inosservati a chi ama il mondo vegetale, la natura e il paesaggio delle erbe e delle piante, ancora troppo incompreso, misconosciuto e sottovalutato.

    Se lo spirito permane (contrariamente alla nostra povera carne) Gallo sta disegnando un “quarto paesaggio”, da qualche parte, in una dimensione che a noi sfugge.

    Buon viaggio a te Gianni Gallo e se puoi ispiraci buoni pensieri.

  2. Un altro personaggio di Langa irripetibile nella sua sensibilità e arte. Una generazione che se ne sta andando, ma mi chiedo tristemente se ci sono nuove leve a cui lasciare il testimone. Rimarranno vivi nel nostro ricordo e nelle loro opere e se ne sapremo fare tesoro potranno darci ancora molto e per lungo tempo. Un caro saluto a Gianni.

  3. Grazie Franco, Silvana e Giovanna: leggervi, e leggere di persone che hanno lasciato un segnale di umanità e poesia in questo mondo che ci appare sempre più alla deriva, mi ha commosso e scaldato il cuore.

  4. Desidero ricordare la figura del Maestro Dr. Gianni Gallo che ebbi la fortuna di conoscere sia pure solo per telefono.
    Il suo ricordo rimarrà nella mia memoria e nei miei pensieri attraverso le 117 sue etichette di grappa,che fanno parte della mia collezione di circa 6000 esemplari.
    Grazie Gianni,non ti dimenticherò mai!
    Corrado De Crescenzo

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