In memoria di un caro amico che se ne va…

Chi ha la fortuna e la consolazione di poter godere del conforto della fede troverà di certo una “spiegazione” per quanto è successo e vi dirà si è fatta la volontà di Dio.
Chi invece, come me e come tanti, su questo conforto non può contare trova osceno, assurdo, e soprattutto insensato che a soli 52 anni, improvvisamente, un caro amico e collega, diciamolo uno di quelli con una marcia in più, un esempio, uno dei più bravi in assoluto, sia colpito da un ictus e giaccia in un letto d’ospedale, in regime di morte cerebrale, in attesa che termini l’agonia e si possa dire la parola fine alla sua esistenza terrena.
Il rispetto per il destino tragico che si sta compiendo e per il dolore della famiglia impone di non fare il nome di questa persona che ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere da metà anni Ottanta e da cui ho imparato molte cose, innanzitutto il coraggio di essere indipendenti e di non rinunciare per la propria libertà di espressione a nulla. E di non scendere a compromessi. Voglio solo esprimere per ora il mio profondo dolore e lo sconcerto per quanto accaduto ed il senso di impotenza e di rabbia che mi ha preso da quando ho saputo, nel tardo pomeriggio di ieri, il dramma che si stava consumando.
Ci sarà tempo e modo per ricordare questo caro amico, per celebrarne il valore di grande cronista del vino, il suo fare schivo e asciutto, il suo caratteraccio, proverbiale, che lui riconosceva e che lo faceva comunque apprezzare a prescindere.
Perché era difficile non volergli bene, anche se era (faccio fatica a scrivere era) ruvido come la carta vetrata e di tempra montanara come pochi. Per ora mi basta esprimergli pubblicamente qui, come uno sfogo al dolore sordo che provo, il mio affetto, la mia gratitudine per quanto mi ha insegnato, per quella lezione di giornalismo, applicata allo strano mondo del wine & food, che ce lo farà sempre ricordare. Che la terra ti sia leggera, caro amico…

24 pensieri su “In memoria di un caro amico che se ne va…

  1. Prendi il suo testimone e continua a scrivere come se lui potesse sempre leggerti. Farete i conti dopo, come sempre.
    Un abbraccio a te ed alla sua famiglia.
    Mario Crosta

  2. Mi è capitato di incontrarlo svariate volte per motivi professionali, durante la sua ultima visita, diversi anni orsono, mi sembrò che sotto quel comportamento da orso, ci fosse un carattere dolce e sensibile. Mi dispiace…

  3. caro Franco, era anche mio amico…
    condivido con te rabbia e sconforto, come il fatto di avere imparato molto da lui e di provare un affetto sincero e schietto, senza compromessi, come era il suo modo di fare e di dire.
    diciamo addio ad una grande persona. facciamo tesoro di ciò che ci ha insegnato e guardiamo avanti, per non disperdere ciò che ha costruito.
    stefano

  4. Me lo ricordo quando ancora veniva al ristorante dove lavoravo con il suo “capo”,ma lo voglio ricordare qualche mese fa quando si parlava di vino seduto qui con me.
    Per me un’altro mentore che se ne va.
    Giorgio

  5. il lutto é di tutti coloro che sono stati amici e compagni di strada, in tanti anni di attività nel mondo del giornalismo su vino e cibo, di Franz, di chi ne ha apprezzato la dirittura morale, l’onestà intellettuale, il rigore, il carattere schivo, non da pacche sulle spalle, ma da “”parla poc e pica tat” come dicono a Bergamo. Il mondo del giornalismo perde uno dei suoi protagonisti più veri, che non voleva essere protagonista, che non si prendeva troppo sul serio, ed era totalmente alieno da atteggiamenti da primadonna. Una cara persona cui mi legano tanti ricordi, anche di persone che ci sono state amiche e che ci hanno già lasciato: Giancarlo Godio, Gianni Bortolotti, Rinaldo Bertolin, i primi nomi che mi vengono in mente… Mi sembra impossibile credere che questa cosa assurda sia potuta accadere…

  6. intervengo solo ora, perché fino all’ultimo ho sperato.
    parlavo di lui proprio la settimana scorsa con un produttore, ricordando e ribadendo quanto tu hai già scritto.
    cosa altro aggiungere?

    • nulla da aggiungere caro Masna, se non che ora quelli come me e te, ora che Franz se ne va, sono destinati a sentirsi ancora più soli in questo mondo del vino che frequentiamo da così tanti anni e che ci é sempre più estraneo..

  7. Sono passati ormai ventun’anni da che ci siamo incontrati la prima volta e non per motivi di ordine professionale ma grazie alla conoscenza di comuni amici uniti dalla passione per la montagna . Assieme in Patagonia , assieme in Giordania , assieme più volte su qualche bella cima o parete delle Dolomiti o delle Alpi , Franz come me non era un grande dell’alpinismo ma sicuramente amava stare in montagna , vivere la montagna , provare quelle sensazioni che solo in quei luoghi riesci a provare .
    Sì non aveva un carattere semplice e non esitava a far valere le proprie ragioni e spesso con toni anche accesi ma era lui e anche per questo gli siamo stati amici .
    Porterò per sempre con me il ricordo dei bei momenti , alcuni anche forti , passati assieme e se mi appassiono di vino forse chissà lo devo anch a lui , alle grandi bottiglie che sempre accompagnavano i nostri incontri .
    Ciao Franz

  8. Mi sono sempre chiesto come mai non fosse riconosciuto come il più grande,come del resto avevano pronosticato tutti compreso Gino Veronelli,meno di un mese fa un mio grande amico mi ha risposto :” lo è ma non gli importa di mostrarlo”. Il mio è un commosso tributo,auguro tanta serenità a tutti quelli che gli hanno e gli vorranno sempre bene.

  9. ‎Francesco ti abbraccio prima di questo ultimo viaggio,
    ringraziandoti per tutti i momenti belli e brutti che ho avuto la fortuna di condividere insieme a te.
    Non ho altre parole per esprimere il vuoto che lasci, in questo demi-monde che abbiamo involontariamente costruito, certamente senza la tua collaborazione, perché tu ti sei sempre ben guardato dall’avvallare compromessi e situazioni non trasparenti.
    Grazie ancora.
    Riposa in pace,maestro di rigore ed umiltà .
    Maurizio

  10. Alla Sua famiglia il nostro affetto, la nostra preghiera nella certezza della Resurrezione.
    A Te, caro Franco, al Masna, agli uomini di buona volontà, il dovere di raccogliere il testimone.
    aldo vaira e famiglia

  11. La salma di Francesco Arrigoni verrà esposta dal pomeriggio di oggi 4 agosto nella cappella di San Bernardino a Villa d’Adda e i funerali si svolgeranno nel primo pomeriggio di domani 5 agosto nella parrocchia locale.
    Vivo in Polonia ma sarò lì idealmente e alla stessa ora dirò una preghiera con voi che vorrete essere presenti.

  12. aneurisma… brutta bestia! Mia moglie l’ha avuto quattro mesi fa e gli è stato diagnosticato solo dopo venti giorni. Praticamente ha vinto un doppio super-enalotto! Proprio in questi giorni è stata operata dall’altra parte del cervello, dato che è sempre bilaterale. Leggendo queste tragedie mi rendo conto di quanto io sia stato fortunato e mi associo in pieno al dolore dei familiari, indipendentemente da quanto importante fosse Francesco per il mondo del cibo. Quella è e resta una cosa insignificante…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *