Piemonte Land of Perfection: cui prodest?

Ho letto su Agricoltura on line, giornale telematico che appare sul sito Internet del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali il seguente comunicato stampa che riporto nella sua integrità: “E’ stata costituita la Società Consortile “Piemonte Land of Perfection S.c.a.r.l”, un organismo associativo, promosso dalla Regione Piemonte, con l’obiettivo di sostenere le aziende vitivinicole piemontesi nell’ambito della competizione globale. L’iniziativa ha visto il sinergico coinvolgimento delle realtà collettive maggiormente rappresentative del comparto vitivinicolo piemontese: il Consorzio di tutela dell’Asti docg, il Consorzio di Tutela del Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Roero, il Consorzio di tutela dei vini d’Acqui (riferimento per il Brachetto d’Acqui docg); inoltre il Consorzio dei vini d’Asti e Monferrato (riferimento per Barbera d’Asti docg), la Produttori Moscato Associati, la Vignaioli Piemontesi, la Cantina Sociale di Canelli. Tra gli obiettivi quello di determinare le strategie di valorizzazione a medio-lungo termine delle denominazioni piemontesi e del territorio mediante una cabina di regia costituita dai principali rappresentanti del comparto vitivinicolo piemontese e rappresentare l’interlocutore principale per la Regione Piemonte nella definizione della programmazione Regione in materia vitivinicola. La Società Consortile Piemonte Land of Perfection S.C.A.R.L si confronterà e coordinerà con la Regione Piemonte in materia di definizione della programmazione regionale e potrà accedere ai finanziamenti comunitari disponibili (Piano di Sostegno Ocm vino, Programma di sviluppo rurale) attuali e futuri”. Francamente dalla lettura di questo comunicato, redatto in puro burocratese ministeriale, con un linguaggio non si sa se volutamente criptico, non avevo capito nulla e allora googleggiando mi sono messo alla ricerca di spiegazioni. Che ho trovato qui, sul sito della Vignaioli Piemontesi, e addirittura su un sito Internet dedicato dove ho letto: “Scopo del progetto promozionale in oggetto è proporre, unitamente e per la prima volta sui mercati extra-europei, il territorio “Piemonte” insieme al vino “Piemonte” in tutte le sue tipologie. E’ questa la motivazione che porta a non tradurre il termine “Piemonte” in lingua inglese. Lo slogan Piemonte Land of Perfection è stato studiato per fidelizzare quella tipologia di consumatori meno legati ai concetti di denominazione di origine e più rivolti ad una indicazione di vitigno fornendo, come alternativa, un luogo geografico e cercando di connotare il Piemonte con maggiori appeals in termini socio culturali o di tendenza. La strategia di promozione è fondata sulla condivisione da parte dei partecipanti degli obiettivi, non solo di mercato, da raggiungere nei mercati considerati. La condivisione è tale che, tutte le aziende partecipanti, pur se sostanzialmente diverse tra loro per tradizione, storia, vocazione e produzione, si sono dichiarate disponibili a veicolare il logo “Piemonte Land of Perfection” usandolo nelle loro comunicazioni, supporti promozionali, eventi, portando avanti, conseguentemente, con il supporto del capofila, anche una promozione istituzionale sul prodotto e sul territorio. Funzione questa imprescindibile per le aziende partecipanti al raggruppamento che sono cooperative o aziende commerciali comunque vicine per costituzione al mondo cooperativo”. Beh, diciamo che questa “spiega” aiuta a capire qualcosa di più del progetto, ma noiosa e prevedibile soluzione di ricorrere all’inglese invece che all’italiano (o al piemunteis…) per decantare questa “terra di perfezione”, qualcuno vuole aiutarmi a capire, e dire che io il Piemonte del vino lo frequento e lo amo, profondamente, questo progetto “cui prodest”?

6 pensieri su “Piemonte Land of Perfection: cui prodest?

  1. Land of Perfection, non é male come slogan ed é anche facile da ricordare. Il resto non so, l’idea sembra buona ma il rischio di impantanarsi ancora di più fra “chi fa cosa” e “chi si prende la responsabilità”é forte. Figurati capire chi ci guadagnerà!
    Che fatica leggere tutti questi comunicati stampa, spiegazione degli stessi, ri-spiegazione della spiegazione!

    Franco, dieci punti in più perché hai scritto “cui prodest” e non “qui prodest”.

  2. Credo che la capacità di porre in essere una politica consortile seria, fatta per sostenere REALMENTE un territorio e/o dei produttori sia fondamentale ed importante. Sbarcare sui mercati esteri è oneroso sotto tanti punti di vista, far parte di una struttura funzionante, che agisce con intelligenza e rispetto (non fare la mosca cocchiera, non tutelare gli interessi solo dei grandi, non usare le trasferte solo per portare la moglie a far shopping a Shangai o i ragazzi a vedere NYC etc etc) può essere un concreto supporto a tante cantine. Spetta certo anche alle medesime vedere se è nel loro interesse utilizzare proficuamente simili strumenti (della serie: se sono piccolo e non ho poi la capacità di sostenere la presenza in mercati difficili e lontani, che m’imbarco a fare?). Ma ripeto: ben vengano strumenti efficaci, “puliti”, preparati, lontani da logiche politiche o spartitorie, …nell’aiutare la promozione del vino italiano. In Cina l’azione del CIVC come del CIVB è stata molto importante ed efficace nel promuovere il vino francese. Al di là del valore proprio del prodotto francese, è indubbio che un lungo lavoro di marketing è incentrato sul terroir e non sul singolo vitigno o produttore, sia stato alla base del successo del vino d’oltralpe. Per cui, fortunati coloro che possono contare su una siffatta politica e su consorzi e associazioni capaci di attuarla. Auguro ai produttori piemontesi che il nuovo organismo associativo lavori bene e porti loro i vantaggi sperati

  3. Che bella sorpresa! Mi fa piacere sapere che qui, proprio nella mia regione qualcuno si stia preoccupando dei miei interessi, grazie Franco per avermi avvisata! Ora starò più attenta a leggere tutti gli articoli del Ministero dell’Agricoltura per non cadere dal pero. Poi dovrò cercare e seguire meglio tutte le notizie dei vari Consorzi (ma non ne faccio parte anch’io? sono certa che non appena avranno deciso quanto dobbiamo partecipare, espresso in Euri, ne avrò comunicazione diretta). Lunga vita al nuovo nato e tanti auguri per una fattiva cooperazione con noi piccoli produttori.

  4. Scusate, ho letto solo ora il “sito dedicato”, quello della Vignaioli e naturalmente il comunicato stampa sul sito web del Ministero. Non ho ben compreso (forse sono davvero impedita!) chi finanzia chi. Lo scopo è chiaro: promozione del territorio e dei suoi vini. Ma il territorio di chi ed i vini di chi? Si, certo a New York, ottima location. Mi sfuggono particolari che mi piacerebbe poter capire meglio. Chi mi aiuta?

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