Taurasi riserva 1997 Di Meo: un grande rosso classico in splendida forma

Si dice spesso, con un’espressione che non mi sento francamente di condividere, trattandosi di uve e vini ben diversi, che l’Aglianico ed il Taurasi sono il corrispettivo del Nebbiolo e del Barolo al Sud.
Analogie dovute alla “razza” delle due uve, al loro spiccato carattere tannico a parte, alla personalità indubbia che entrambe le cultivar esprimono, la vera grande similitudine tra il Barolo e la grande Docg che si produce nel territorio dei comuni di Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemileto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle e Venticano, tutti in provincia di Avellino, credo sia data dalla grande attitudine all’invecchiamento, alla capacità di sviluppare tesori di complessità con un lungo affinamento dei vini in bottiglia.
Però se è abbastanza normale, almeno per quelli come me che sono soliti frequentare assiduamente le Langhe, bere Barolo (e anche Barbaresco) di 15-20-30 anni e più, non capita di sovente, o quanto meno non è capitato spesso a me, di degustare dei Taurasi nella loro fase di lunga evoluzione e di trovarli in splendida forma.
Non ringrazierò pertanto mai abbastanza l’opportunità che mi è stata data di recente di sostare piacevolissimamente ai tavoli dell’Oasis antichi sapori di Vallesaccarda, perché oltre a gustare una cucina stupenda e godere di una perfetta ospitalità, dalla cantina amorevolmente curata dalla famiglia Fischetti sono salite due bottiglie (in verità ce ne sarebbe una terza, il Fiano di Avellino 2006 di Picariello, che però non mi ha colpito come le altre due) da applausi.
Il Fiano di Avellino 2007 Aipierti di Vadiaperti di cui ho già scritto qui, ed uno splendente Taurasi riserva 1997 dell’azienda agricola Di Meo di Salza Irpina.
Conosco e apprezzo da anni il lavoro di Roberto Di Meo (enologo che in passato ha avuto anche importanti responsabilità a livello dell’Assoenologi in Campania) e dei due fratelli Erminia e Generoso che con lui conducono la bella azienda posta nella località a 550 metri di altezza, in un territorio collinare votato alla viticoltura.
Però, pur conoscendo e apprezzando i loro Fiano, Greco, Coda di Volpe, Sannio Falanghina, non mi era mai capitato, e pur riconoscendo in Roberto la tempra del “rossista” di vaglia, di imbattermi in un suo Taurasi che mi convincesse a tal punto.

Roberto Di Meo

Dovevo tornare in Irpinia, a Vallesaccarda, per trovare un Taurasi, da uve provenienti da Taurasi e Montemarano, affinato due anni in rovere di Slavonia e barrique francesi, e poi affinato 24 mesi in bottiglia, di così nitida e fiammeggiante espressione, così in splendida forma e godibile. Ancora di più sul mio magnifico Agnello irpino pomodorino e menta.
Stupefacente, per brillantezza, integrità, brillantezza, luminosità (un rubino intenso squillante, con appena un’unghia sul granato) il colore, e subito, sin dal primo gesto di portare l’ampio ballon al naso, l’impressione di trovarsi di fronte ad un vino succoso, ampio, carnoso, ben polputo, con una fruttuosità (prugna più che ciliegia) ben pronunciata, impreziosita da striature minerali di grafite, polvere da sparo e pepe nero, e da evoluzioni aromatiche terziarie che richiamano la liquirizia, il rabarbaro, il cuoio ed il tabacco.
Il tutto in una cornice di grande freschezza, addirittura con una vena leggermente balsamica e mentolata.
Perfettamente coerente anche la bocca, ampia, calda, piena, di grande soddisfazione, con una bella struttura tannica ben sottolineata ma non aggressiva ed una certa terrosità ed un’acidità ben calibrata a dare nerbo e slancio al vino, con il ritorno, anche in retrogusto, di quella freschezza mentosa che già appariva all’esame olfattivo, ed un contributo del legno che si fa solo leggermente avvertire in termini di speziatura sul finale.
Gran bella bottiglia e 14 anni di età portati in splendida forma, ancora con margini di energia da spendere.
p.s. di questa grande bottiglia ha scritto anche Luciano Pignataro, qui

Azienda Agricola Di Meo s.a.s.
Contrada Coccovoni, 1
83050 Salza Irpina (AV)
tel.: +39 0825 981419
fax +39 0825 986333
sito Internet http://www.dimeo.it/
e-mail info@dimeo.it

 

Un pensiero su “Taurasi riserva 1997 Di Meo: un grande rosso classico in splendida forma

  1. Franco, apprezzo molto il Taurasi e comunque l’Aglianico in generale.
    Per questo ho dato un’occhiata anche al sito di Luciano Pignataro, e…ho letto anche il commento “molto simpatico” nei tuoi confronti da parte di un lettore…pubblicato proprio poco fa.

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