Doc Casteggio: ma che cos’é? Visto che il Consorzio non ve lo dice, per saperlo tutti sabato mattina ad Oltrevini

Dobbiamo davvero essere grati ad Emanuele Bottiroli, “responsabile della promozione” del Consorzio vini Oltrepò Pavese. E’ grazie al suo blog Wine Break, e alle notizie presenti in home page che gli appassionati di vino oltrepadano potranno scoprire che sabato 17 e domenica 18 settembre a Casteggio, località posta al centro della zona di produzione dell’Oltrepò Pavese, si svolgerà la manifestazione denominata Oltrevini, (che qualcuno ha prontamente definito in stile “nozze con i fichi secchi” e dal “tonfo d’immagine non salutare per le aziende partecipanti”) di cui si legge nel sito Internet dedicato, e di cui ho dato notizia anch’io qui.
Al buon Bottiroli, che dà notizie anche tramite la sua pagina su Facebook dove parla di Oltrevini, dobbiamo essere grati anche perché sempre tramite il suo blog, in un post di un anno fa denominato Nuovi disciplinari per Doc e Igt riusciamo a sapere qualcosa della novella Doc Casteggio, che sarà tema di un dibattito previsto, a Casteggio, sabato mattina.
Apprendiamo pertanto che: “Doc Casteggio. Nuova denominazione riservata al vino rosso (ottenuto principalmente da uve Barbera, almeno il 65%) di grande pregio e rinomanza storica, prodotto nella fascia vitivinicola collinare del comune di Casteggio e i comuni confinanti di Borgo Priolo, Corvino San Quirico, Montebello della Battaglia, Calvignano, Oliva Gessi e Torrazza Coste.
Produzione massima a 8.5 tonnellate/ettaro, uve raccolte manualmente, affinamento complessivo di almeno ventiquattro mesi a partire dal 1º novembre dell’anno di produzione delle uve, di cui almeno dodici mesi di invecchiamento obbligatorio in botti di rovere di qualsiasi capacità ed almeno sei mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione. Oltre i 3 anni d’invecchiamento viene poi prevista la versione riserva”.
Una Doc di cui ci viene rivelato qualcosa dal sito Internet della Regione Lombardia, ovvero che “il riconoscimento della nuova DOC “Casteggio” era stato richiesto dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese con l’obiettivo di restituire risalto e visibilità a un vino che tradizionalmente, sino all’inizio del secolo scorso, veniva prodotto nella zona coltivata a vigneto prossima all’abitato di Casteggio.
Sotto il marchio “Casteggio” veniva infatti prodotto e imbottigliato un vino rosso fermo, originato da uve autoctone con prevalenza di Barbera”.

Sul sito Internet del Consorzio vini Oltrepò, nonostante il Consorzio dia il patrocinio alla manifestazione (come si vede dal logo riportato in alto a destra dell’home page del sito della rassegna) della manifestazione Oltrevini nessuna traccia, mentre per sapere in che cosa consista la Doc Casteggio occorre fare un po’ di salti mortali. In omaggio alla chiarezza e razionalità della comunicazione, che è una delle caratteristiche, anzi, delle armi vincenti del Consorzio presieduto da Paolo Massone.
Se uno pensa di trovare notizie sulla Doc Casteggio nell’elenco dei vini a denominazione oltrepadani presente, qui, nello spazio sul sito Internet del Consorzio, si sbaglia, non troverà menzionata la novella Doc.
Troverà notizia della Doc Casteggio, se non ha già gettato la spugna e proseguito pazientemente la ricerca, nella sezione Ufficio tecnico – disciplinari, quando avrà scaricato il file zippato dei vari disciplinari e trovato anche quello della Doc Casteggio stabilita con decreto del 3-8-2010. E troverà indicazioni precise all’articolo 2 sulla base ampelografica che stabilisce: “Il vino di cui all’articolo 1 deve essere ottenuto dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: Barbera: minimo 65%; Croatina, Uva Rara, Ughetta (Vespolina) e Pinot Nero, congiuntamente o disgiuntamente, fino ad un massimo del 35 %.”.
Resta poi il fatto, come ho già accennato, che per sapere che “a settembre torna Oltrevini, la 41esima “Rassegna dei Vini di Casteggio”. Appuntamento con l’enologia e il gusto è in agenda per venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 settembre alla Certosa Cantù di Casteggio (la storica area Truffi è infatti in fase di ristrutturazione). Protagonista sarà la neonata Doc Casteggio, offerta in assaggio in anteprima” si deve per forza leggere Bottiroli.
Mentre per sapere in che cosa consisterà il convegno di sabato, dobbiamo leggere qui, per apprendere (non molto in verità) che “Non potevano mancare i convegni, momenti importanti per gli operatori e il pubblico. Due sono gli appuntamenti in programma.
Il primo, in agenda il sabato mattina, sarà dedicato alla D.O.C. CASTEGGIO. ORE 10.30 – SALA AUDITORIUM – Il Casteggio: sette Comuni, un territorio DOC – CONVEGNO. Tavola rotonda a cura del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese sulla neonata D.O.C. Casteggio, frutto di un meticoloso lavoro di ricerca e riattualizzazione di un’antica storia di produzione, che torna patrimonio presente per ben sette Comuni.
Si approfondiranno le “case history” nazionali dei vini-territorio, indagando il successo delle etichette che comunicano il binomio tra qualità enologica e terroir unici.
A breve l’elenco competo dei relatori. Maggiori informazioni sul convegno Emanuele Bottiroli”.

In conclusione verrebbe da chiedersi, visto che sul sito del Consorzio non viene precisato, di quale “anteprima di vino” Casteggio Doc si tratti, di quale annata, e poi da cercare l’arcano motivo per cui Bottiroli, che sembra essere il depositario della pozione magica, una sorta di Mago B., pur occupandosi della promozione e comunicazione (parola grossa, trattandosi di Oltrepò…) del Consorzio, con ruolo di ufficio stampa, si tenga le notizie per se, per la sua pagina di Facebook, per il suo blog e non le pubblichi, come verrebbe logico pensare, sul sito Internet consortile.

Ma credo che abbia ragione Briscola. Quando si tratta di Oltrepò Pavese e del Consorzio di quella bellissima zona, appellarsi alla razionalità e al buon senso è una pia illusione, perché lì, forse, valgono solo le regole che valgono su Marte e sulla Luna, non certo nelle altre zone del pianeta Terra…

20 pensieri su “Doc Casteggio: ma che cos’é? Visto che il Consorzio non ve lo dice, per saperlo tutti sabato mattina ad Oltrevini

  1. Ma cosa si pretende da un Consorzio dei vini, forse che debba occuparsi pure dei vini? Al Consorzio dell’Oltrepò sono anche fin troppo occupati in tutt’altre faccende ben piu’ importanti per occuparsi pure della promozione dei loro vini, cacchio! Prima viene il caffe’, lo smalto sulle unghie, i commenti delle partite di calcio, e poi, se avanza tempo, c’e’ anche il vino. Ma pensa te che pretese che avete! Ma in che mondo vivete, eh? Non lo sapete che i soldi vanno sempre sprecati o buttati dalla finestra? Il vino e’ proprio l’ultima cosa di cui deve occuparsi un Consorzio dei vini che si rispetti. Tie’!

  2. Signor Ziliani, mi scusi: vorrei precisare che su Marte siamo meno complicati.
    Brisky 🙂
    In riferimento al mio post da Lei linkato, alla fine abbiamo deciso di chiamare le etichette “Marte Bianco” e “Marte Rosso”. Ci è parso che “Marte Rosso” facesse più brand. Concorda?

  3. Avendo visto come hanno offerto il Barolo settimana scorsa a Barolo. Un banchetto sotto un tendone con 30 e passa gradi e nessun tavolino. Il cibo in altra area…Nessuna spiegazione ai turisti. Ovviamente nessuno che parlasse almeno inglese. Ovvio che non sono manifestazioni per professionisti, ma se ai tanti stranieri parli in dialetto…
    Ormai ho lasciato ogni speranza di vedere qualche iniziativa gestita con professionalità.
    Però son buone occasioni per fare dei giri in mountain bike. Ridiamoci sopra, ma non ci resta che piangere.
    Comunque apprezzo molto che tu riesca ancora a indignarti, anzi a incazzarti.

    • Dal più volte evocato nell’articolo Emanuele Bottiroli ho ricevuto la seguente replica:
      “Caro Ziliani, non è nostra intenzione fare mistero di nulla. Semplicemente l’Oltrepò Pavese sta ripensando la sua comunicazione web (i lavori sono già in avanzata fase) e il suo nuovo portale riassumerà in sé in forma organica ciò che in passato era stato frammentato in mille rivoli, come lei aveva già molto opportunamente osservato nei mesi scorsi.
      In questa fase il motore del sito http://www.vinoltrepo.it funziona a rilento per motivi di “età del software” e quindi abbiamo scelto nell’ultimo periodo di caricare solamente poche, essenziali informazioni.
      Per quanto concerne Oltrevini sottolineo solo che il Consorzio è partner ma non organizzatore della manifestazione e dunque è comprensibile la sola segnalazione via blog o social network.

      Il dibattito sulla neonata DOC Casteggio a Oltrevini si svolgerà secondo il programma che segue e che oggi sarà pubblicato sul sito della manifestazione.

      OLTREVINI, CERTOSA CANTU’ DI CASTEGGIO
      SABATO 17 SETTEMBRE ORE 10.30 – SALA AUDITORIUM
      Il Casteggio: sette Comuni, un territorio DOC
      Tavola rotonda a cura del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese sulla neonata D.O.C. Casteggio, frutto di un meticoloso lavoro di ricerca e riattualizzazione di un’antica storia di produzione, che torna patrimonio presente per ben sette Comuni. Si approfondiranno le “case history” nazionali dei vini-territorio, indagando il successo delle etichette che comunicano il binomio tra qualità enologica e terroir unici.
      Al tavolo dei relatori:
      Claudio Micalizio (moderatore), Direttore di TelePavia
      Paolo Massone, Presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese
      Francesco Montresor, Presidente del Consorzio Tutela Lugana Doc
      Carlo Alberto Panont, Direttore Generale della Società consortile per azioni Riccagioia
      Enrico Gerli, titolare del ristorante I Castagni di Vigevano (stella Michelin)
      Oreste Corradi, titolare del ristorante Locanda Vecchia Pavia Al Mulino di Certosa di Pavia (stella Michelin).
      Cordiali saluti, Emanuele Bottiroli”

      • prendo atto del sottile distinguo del responsabile dell’Ufficio stampa del Consorzio Oltrepò, secondo il quale
        “Per quanto concerne Oltrevini sottolineo solo che il Consorzio è partner ma non organizzatore della manifestazione e dunque è comprensibile la sola segnalazione via blog o social network”.
        Anche in questo caso non capisco, ma mi adeguo

  4. Ziliani, mi compiaccio con Lei per il Suo nuovo evidente ruolo di Ufficio Stampa del Consorzio e di Oltrevini! 🙂 Non lo neghi: sta comunicando più Lei negli ultimi 3 giorni che non tutti gli altri in tutta la storia dell’Oltrepò Pavese dai tempi di Strabone. Sta anche cercando di far chiarezza: bravo!
    Brisky

  5. Timidissima domanda: ma non c’erano ristoratori a Casteggio e circondario (Oltrepò Pavese) da invitare al Convegno, giusto perché trattandosi di Doc Casteggio forse un collegamento con la ristorazione locale non avrebbe fatto male? Noi a Marte il brand lo intendiamo diversamente, mah! Con tutto il rispetto per gli stellati invitati, ma è notorio che a Pavia e a Vigevano l’identità della cucina è un po’ diversa. In Oltrepò mi risultano esistere fior di ristoratori con Carte dei Vini curate proprio in senso di identità territoriale.
    Brisky
    Il Lugana è “le (plurale, n.b.) case history nazionali”? Ah. Il Lugana è una (singolare) case history omologa alla Doc Casteggio? Ah.

  6. Io ho rispetto delle altrui opinioni ma mi disturba l’inseguimento dell’equivoco.
    Vi invito a Casteggio a vedere e ascoltare.
    Poi capirete chi fa danno e chi no.

  7. Sig Bottiroli, gli inviti andrebbero fatti con chiarezza e con tempi e metodi adeguati ai professionisti del settore e anche ai privati. Oggi grazie a internet per farlo non servono più grandi budget.

  8. Io avevo letto che questo giornalista ha anche altri impegni…
    Insomma, se è vero, ha un bel parterre de roi da cui portare visitatori e promuovere quello che fa per Oltrevini.
    Forse per questo lascia i suoi testi sui suoi siti, forse perché sa che sono più letti di quelli del Consorzio.
    Se è così, fa bene… o no?

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