Enoteka Polska a Varsavia: ottimi vini e cucina e grande rapporto prezzo-qualità!

Devo da tempo, e mi spiace, mantenere la promessa e l’impegno, soprattutto con me stesso, che di cose belle e istruttive da raccontare ne ho a iosa, di riferire della mia prima esperienza, bellissima, in terra di Polonia, in quella città stupenda che è Varsavia.
Risale a maggio il mio primo tour polacco e nei mesi che sono trascorsi ho ulteriormente intensificato i miei rapporti con wine writer e importatori in attività laggiù.
Qualcuno, Piotr Kamecki, alias Centrum Wina, l’ho incontrato in Italia, un mese fa sul Lago di Garda, o è stato ospite ancora prima, in giugno, come l’amico e collega Marek Bienczyk, in Puglia in occasione della prima edizione di Radici del Sud.
Con altri, ad esempio i wine writer Wojciech Bonkowski, che sul suo blog Polish wine guide (in inglese) ci ha recentemente deliziato con un post sul Gattinara, e poi Tomasz Prange-Barczynski e Andrzej Daszkiewicz, di cui cerco di decifrare gli articoli sull’edizione on line della principale rivista polacca Magazyn Wino (che celebrava mercoledì Franco Biondi Santi) ho contatti continui via mail.
Come pure con un’altra brava importatrice, Dorota Madeiska, responsabile della Rolmex Winkolekcja che da un’esperienza maturata in Puglia nel novembre lo scorso anno ha tratto lo spunto per mettersi ad importare aziende come Candido e Botromagno.
E poi non posso dimenticare un altro eccellente importatore, Robert Mielzynski, che di vino ne sa, eccome.
Allora, in attesa di tornare alcuni giorni in novembre a Varsavia, per un grande e spumeggiante evento di cui parlerò a tempo debito, comincio finalmente a rompere il ghiaccio parlando di un altro bravo importatore di cui ho fatto la conoscenza, sempre per il fondamentale tramite della carissima amica Elisabeth Poletti Babinska che mi ha introdotto, Bonkovski a parte, a tutto l’eno-universo polacco, in maggio.
Importatore che come buona parte degli importatori in Polonia completa l’attività di importazione e distribuzione di vini esteri con la loro proposta diretta ai consumatori finali mediante un ristorante che spesso è posto all’interno delle strutture che ospitano uffici e magazzini delle loro società.
Il personaggio, che ho scoperto solo in questi giorni essere nato il 23 settembre proprio come me (auguri Maciej!) è un ingegnere con la grande passione per il vino, si chiama Maciej Bombol, e ha creato a Varsavia nel 2008 quel posto delizioso che corrisponde al nome di Enoteka Polska.
Un posto che è contemporaneamente ristorante, wine bar e wine shop creato da tre soci di capitale, tutti con la grande passione per il vino, aperto dalla primavera del 2009 nel cuore della Città Vecchia a Varsavia (ul. Dluga 23/25) con l’obiettivo di creare un posto nuovo, una combinazione di ristorazione di qualità a prezzo contenuto, una proposta di wine bar con vini anche a bicchiere a prezzo moderato e un luogo dove acquistare direttamente i vini che Bombol seleziona e importa.

In poco più di due anni di attività il locale ha già ottenuto il riconoscimento per il miglior locale del 2009 assegnato dal Warsaw Insider magazine, la nomination come miglior ristorante e poi la seconda posizione assoluta in classifica da parte della Gazeta Wyborcza, e ancora da parte del Warsaw Insider il riconoscimento come migliore wine bar del 2010.
Al ristorante, come ho sperimentato in maggio, trovando un ambiente luminoso e accogliente, un ottimo servizio, un’atmosfera davvero simpatica, si mangia davvero molto bene e come potete vedere agevolmente dal menu (niente paura è scritto anche in inglese!) si può sorprendentemente gustare una cucina d’ispirazione italiana, con i nomi dei piatti scritti nientemeno che in italiano. Questo perché Bombol è un convinto ammiratore del nostro Paese e della nostra cucina.
Pertanto troverete (a Varsavia arrivano regolarmente materie prime italiane di qualità e nei ristoranti è prassi normalissima che quando vi portano il pane, generalmente molto buono, aggiungano anche una ciotolina con ottimo olio d’oliva extravergine italiano) piatti come carpaccio di manzo, vitello tonnato, caprese di bufala, crema di pomodoro, risotto alla milanese, bucatini con pancetta affumicata, costolette di agnello al Chianti con verdure, scaloppine di vitello al limone, ecc. E naturalmente, tra i dolci, il classico tiramisu.
Io che per andare a Varsavia avevo rinunciato alla mia tradizionale visita di maggio nelle Langhe per gli assaggi di Nebbiolo Prima cosa ho fatto? Nientemeno che il San Tomaso con nostalgie piemontarde e quindi dopo un ottimo carpaccio di manzo (in Polonia ho trovato regolarmente ottima carne) cosa ho scelto? Proprio gli amati Agnolotti ai funghi porcini e prosciutto, (in polacco Pierozki z borowikami I prazona szynka parmenska) che ho trovato sorprendentemente buoni sia nella sfoglia, sottile e ben tirata, e nel ripieno.



Enoteka
(mi raccomando la K, perché a Varsavia è pieno di Enoteca con la c…) Polska è però anche e soprattutto un ottimo importatore, che ha deliberatamente rinunciato ad importare gli economici e molto popolari Vini del Nuovo Mondo (Argentina e Cile vanno molto forte) per puntare solo, come potete vedere qui, su vini di tradizione europea prodotti da Italia, Francia, Spagna e Austria.
Oltre al punto vendita presso l’Enoteka viene rifornito il canale Horeca a Varsavia e nel resto della Polonia.
Date un’occhiata a quali vini siano stati selezionati da Bombol e dai suoi collaboratori (alcuni dei quali ho conosciuto) e avrete subito un’idea di trovarvi di fronte ad una persona che conosce il vino e sa veramente il fatto suo. Barolo (e altro) di Francesco Rinaldi, il Gattinara di Travaglini, il Collio di Borgo del Tiglio ed i Colli orientali delle Due Terre, Soave di Suavia, Valpolicella e Amarone delle Salette, l’Aglianico del Vulture di Elena Fucci e poi, scendendo in Toscana, il Brunello di Montalcino de La Rasina, i Chianti Classico di Isole e Olena e San Giusto a Rentennano, i vini pugliesi dell’Accademia dei Racemi, per citare solo le scelte che più mi sembrano centrate.
Belle le scelte francesi, nonché quelle spagnole e austriache.
I prezzi dei vini, che vedete qui, va ricordato che il rapporto tra moneta locale, lo Zloty, e l’euro (che prima o poi entrerà in vigore anche in Polonia) è come potete leggere qui, semplice, visto che un euro equivale a 4,5183 Zloty polacchi, e un Barolo che pagate 135 Zloty equivale a 30 euro, sono quelli praticati al ristorante, nel punto vendita sono del 20% più bassi.

Una proposta, dunque, di assoluta onestà che porta il ristorante ed il punto vendita dell’Enoteka Polska ad essere sempre pieno, con necessità di prenotazione preventiva soprattutto la sera.
Pertanto, se vi capitasse di trovarvi a Varsavia (dall’aeroporto di Milano Orio al Serio sono giusto due ore di volo, con la compagnia ungherese Wizzair) vi consiglio di non perdere l’occasione di fare un salto all’Enoteka. Qui tutti gli elementi utili (anche una Google map) per raggiungerla.
E non dimenticate di stamparvi questo articolo e dire (tutto il personale parla inglese) che vi mando io!

Enoteka Polska restaurant, wine bar and wine shop
ul. Dluga 23/25 00-238 Warszawa restaurant and wine bar – phone: +48 22 831 34 43 wine shop – phone: +48 22 635 55 10
e-mail: enoteka@enotekapolska.pl
Sito Internet www.enotekapolska.pl

27 pensieri su “Enoteka Polska a Varsavia: ottimi vini e cucina e grande rapporto prezzo-qualità!

  1. Thank you for your excellent article about Enoteka Polska. Is really a very good place for all the Polish friends of wine here in Warszawa Kindest regards Jerzy

  2. Mi fa molto piacere questo articolo, sono contento che tu ti sia trovato bene nel Paese in cui ho deciso di vivere e che tu abbia incontrato dei veri amici del vino. Hai conosciuto anche “kapka” e ce ne sono ancora altri che incontrerai tramite loro. Come ti avevo piu’ volte detto prima, valeva proprio la pena una tua visita e sono certo che anche la prossima, ad inizio novembre, col Franciacorta al suo debutto in grande stile, ti troverai benissimo. Spero che un giorno ti portino anche al sud, a Jaslo, a incontrare Roman Mysliwiec ed Elwira e Wiktor Szpak che fanno i pionieri nella “Bussìa” polacca, ad assaggiare i loro vini. Non potevo esserci, quando sei venuto, non credo che ci saro’ nemmeno a novembre. Vivo nei boschi, fra le montagne, sto bene con i funghi, i cerbiatti, gli scoiattoli. Non e’ piu’ il mio mondo quello delle luci della ribalta, mi e’ bastato dare una mano alla sua nascita, di contribuire al suo crescere, di fargli una propaganda entusiasmante in Italia attraverso Enotime che li ha ospitati e lanciati molto volentieri. Ma ora io sono con Angelo e Maria Grazia, in un mondo del vino che non e’ mai cambiato e che ci e’ rimasto nel cuore. Vi incoraggio a proseguire, ma io mi fermo qui. Sono molto felice davvero che finalmente te ne occupi tu, come si deve, come meritano. Adesso che s’intravvede la Terra Promessa, sono soddisfatto. Szerokiej drogi.

  3. Grazie infinite per questo bell’articolo, a nome di tutti gli appassionati del vino italiano in Polonia. Preciso che Varsavia é soltanto un piccolo assaggio della Polonia.

  4. Ci ho lavorato 2 anni, a Danzica, abitando sull’isola Sobieszewska alla foce della Vistola, fra i cinghiali e i funghi, pesce fresco tutti i giorni alla taverna sul porticciolo di Swibno. Per me rimane la terra piu’ bella. Mi manca piu’ dell’Italia!

  5. Mario è un’enciclopedia (e atlante) vivente non solo dell’Italia ma anche della Polonia, che ora scopro con grande orgoglio, ama di più della sua patria. Condivido il suo parere su Danzica. Sono di Poznan, la grande città dei affari e delle fiere internazionali, bella ma non paragonabile con altre bellezze polacche come Cracovia, Torun e Danzica, per citare solo alcune.

  6. Kochana Kasiu, Danzica e’ Polonia adesso, dopo la seconda guerra mondiale, ma per secoli e’ sempre stata una Libera Citta’ marinara in autogoverno, dove ci sono i fierissimi Kaszuby che ho avuto l’onore di conoscere lavorandoci insieme e con cui ho fatto amicizia (e bisboccia!). Qualcuno di loro fa pure vino d’uva nei dintorni! I loro nonni hanno resistito per giorni e giorni ai bombardamenti tedeschi dal mare, scrivendo a Westerplatte la pagina piu’ eroica della resistenza antinazista del Baltico, mentre i loro padri hanno iniziato da lì ad abbattere il regime filosovietico, prima ancora del muro di Berlino. Diciamo che il loro carattere e’ semplicemente meraviglioso, molto simile a quello italiano, ecco perche’ mi manca molto Danzica, la Venezia del Nord, e consiglio a Franco di non perdere tempo ad andarci (anche alla tavernetta di Swibno sull’isola Sobieszewska e nella sua foresta sul mare). E’ tutto un altro mondo, dove Franco potra’ respirare quello che ho respirato io per due anni e potra’ capire perche’ i garibaldini hanno combattuto a fianco dei Polacchi e nel vostro inno nazionale c’e’ la frase “z ziemi wloskiej do Polski” (trad.: dalla terra italiana in Polonia).

  7. su molte cose sono d’accordo,la Polonia è un paese molto bello,sono anche d’accordo che molti prodotti italiani si trovino in molti ristoranti,d’accordo anche sul buon rapporto qualità prezzo,però perchè non si parla o non si polemizza sul fatto che molti importatori fanno affari non guidati dalla passione per il vino e la cultura di esso,ma cercando di tenere nell’ignoranza le persone?
    è giusto considerare il vino come una cosa inanimata?
    è giusto fregarsene della cultura del vino giocando sul consumo poco o per niente consapevole?

    • gli importatori che ho conosciuto io e parlo di alcuni tra i più importanti, direi anzi i primi tre-quattro della Polonia, sono dei grandissimi appassionati e conoscitori di vino e sono lontani anni luce dal ritratto, superficiale, che lei ne fornisce con il suo “commento”

  8. accetto ogni critica personale mi si voglia muovere,anzi ne sono felice,non conosco personalmente le persone(importatori)da lei citate,sono decisamente i primi(per quantità)importatori della Polonia,sicuramente non è mia intenzione generalizzare,ma spesso,questi,che a casa loro bevono grandi vini,e di questi si intendono,quando riforniscono i canali horeca,non lo fanno personalmente,lo fanno fare da persone che di conoscenza del vino hanno poco e il quale unico scopo è quello di concludere l’accordo più vantaggioso possibile,in barba alla promozione culturale…………………….
    Alcuni importatori che ha citato hanno sicuramente coscenza e bei vini,altri no,e il solo e unico scopo è commerciale,e le assicuro che il mio commento è tutt’altro che superficiale,perchè anche se non conosco le persone,conosco molto molto bene le loro azioni e non è su questo che si giudicano le persone?

  9. rispetto tantissimo l’amicizia,però il business è una cosa, e trattare il vino seriamente è un’altra.
    Le assicuro che le basi di appoggio,circa ciò che dico,sono molto solide,è suo dovere mettere in dubbio la mia parola,ma è anche suo dovere verificare come stanno davvero le cose nella difficile realtà enogastronomica polacca.

    • Max, qui l’amicizia é solo un elemento aggiuntivo del mio discorso. Quelli da me citati sono importatori di primario valore che ho visto all’opera sia a Varsavia che in Italia. Non parlo per sentito dire, ho verificato e toccato con mano. Se lei ha altri elementi mi aiuti a capire, il suo discorso continua ad essere generico.

  10. il lavoro da fare per dare lustro al vino in Polonia,come espressione culturale è tantissimo,chi fa quantità non sempre fa qualità.
    Anche io penso che gli importatori di cui parla siano di primaria importanza in Polonia,soprattutto circa il volume di affari,ma quello di cui parlo in generale è come è recepito il vino e la cultura intrinseca ad esso,parlo della situazione in generale,ed è su questo che tutti dobbiamo lavorare,perchè dobbiamo dare importanza alla nostra passione,che è semplicemente nella sua complessità,il vino………..
    In Polonia ci sono circa 700 importatori,molti dei 700 non danno per niente valore al vino,anzi…………….
    Oltre a quelli che ha citato Lei,per esempio,sono seri anche SALUTE e Vini e Affini,ce ne sono alcuni anche molto molto seri,ma quello cho voglio dire,è che il vino deve essere sopra ad ogni politica e/o questione,ecco il mio punto di vista.

  11. sto leggendo questo scambio e mi meraviglio come una persona può dare certi giudizi cosi superficiali. Solo perché ha toccato le cose superficialmente, senza conoscere come funziona il mercato in questo campo. Si e’ aperto solo da una decina di anni ed ovvio che ancora ce’ un po’ di caos ma sopratutto, lei sig. max parla l’inglese o polacco per poter esprimere i suoi pareri che hanno poco a che fare con la realtà di quel Paese?
    Come si permette di contestare o mettere qui le sue idee o le sue impressioni che sono assolutamente sballate?
    Io ci lavoro da parecchi anni con degli importatori citati nell’articolo, con dei giornalisti che sono degli esperti e che quando vengono qui lasciano a tacere i nostri. Anche semplice gente ma quella appassionata del vino che gira per il mondo per imparare le meraviglie e i segreti di questo settore sono sicuramente più informati ed esperti di lei. Eppure hanno l’umiltà piuttosto di tacere per non sparare quello che gli venga in testa prima di pensarci.
    Se lei vuole scrivere su questo blog che e’ professionale, prima faccia qualche scuola. Anche quella che insegna ad ascoltare prima di parlare. Soprattutto quando non si ha nulla da dire

  12. Carissima Elisabeth,la ringrazio di avere scritto e dei consigli che mi ha dato,La ringrazio anche di avermi dato dell’ignorante e consigliato di stare zitto,però,mi permetta,innanzitutto il mio discorso è molto generale,quindi rispetto e stimo molti degli importatori citati da Ziliani e tantissimi giornalisti polacchi che di vino ne sanno di gran lunga più di me,e non penso proprio di aver mai detto, ne scritto il contrario………
    Quando lei mi chiede,se parlo inglese o polacco,per poter esprimere pareri sul quel paese,beh io le dico che per me non è “quel paese” ma per me è “questo paese” mi spiego?
    Cosa le fa pensare che io parli in modo superficiale o per sentito dire?
    Può non essere d’accordo con me,e questo lo posso capire,a questo serve il confronto non crede?
    Magari,prima di mettermi in bocca,parole e giudizi mai espressi,usi un attimo di delicatezza e accortezza.

    • Max, resto anch’io dell’idea che lei, anche se vive in Polonia come mi sembra di capire, abbia un’idea un po’ distorta dell’etica degli importatori polacchi. Pertanto trovo legittimo il tono e la portata di quello che le ha detto la Signora Elisabeth

  13. se sono stata scorretta. Chiedo scusa. Non e’ nella mia educazione. Non volevo offendere nessuno. Ognuno si basa sulle esperienze quelle che gli capitano. Del resto lo faccio anch’io. Riguardo il problema del vino in Polonia, per il momento e’ ancora un mercato molto difficile. Ma bisogna guardare la storia e capire che non tutto gira al meglio da nessuna parte e sopratutto in Polonia che ha avuto delle serie e dolorose avversità nel corso del suo lungo passato.
    Prima che si sistema tutto e sopratutto si chiarisca la posizione politica (purtroppo anche se invisibile, c’é la lotta del vecchio sistema con il nuovo) ci vorrà un po’ di tempo e pazienza. La gente a volte non sa da dove prendere buon esempio.
    Ma le assicuro che ci sono….sempre nel mondo del vino, persone molto preparate, corrette, ben educate con i quali e’ un piacere lavorare.
    Un saluto e buona giornata. Elisabeth

    • non mi sembra proprio tu sia stata scorretta Elisabeth. Hai solo difeso, e con la giusta decisione ed un pizzico di indignazione, la serietà e professionalità degli importatori con i quali tu operi, con straordinari risultati (lo vedremo anche il prossimo 9 novembre…) in terra polacca.

  14. Sig.ra Elisabeth,confermo al 100% e anche di più,la descrizione della situazione del vino in Polonia che ha fatto 25 ottobre alle 14:21,è proprio così,ci sono tantissime persone preparate,anche molto molto preparate e con la passione e l’impegno di tutti le cose andranno sempre meglio.
    Conosco il suo impegno a favore del vino e per questo l’ammiro,sono certo che le molte esperienze ci portino ad avere gli stessi obbiettivi,magari percorrendo anche strade diverse,ma il fine giustifica i mezzi………………..
    Conosco gli importatori con i quali collabora e i vini che promuove,che sono di assoluto rispetto,infatti proprio per questo non comprendevo l’indignazione,ma non importa,adesso ci siamo compresi e sono sicuro che,guidati dalla passione per il vino,i nostri pensieri e le nostre azioni sono simili.

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  16. sono pienamente daccordo con lei Signor Ziliani riguardo la cultura del vino in Polonia lo dimostrano anche i grafici degli ultimi 10 anni! Tanto è vero che il mio progetto nel prossimo futuro sarà quello di esportare in Polonia dell’ottimo vino del centro Italia che secondo me è ottimo qualità prezzo!
    Da molti anni viaggio in Polonia conosco molto di questo stupendo paese comprese le tradizioni e i cibi.

  17. Sicuramente sarei molto grato se qualcuno mi potesse aiutare riguardo le burocrazie, o darmi qualche dritta, vista la mia inesperienza nel settore, non so ancora come iniziare ma questo progetto mi affascina molto.

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  19. Buonasera, volevo chiedere alcuni consigli riguardo l’esportazione di vino del Centro italia- Toscana-Umbria.la mia famiglia produce un ottimo Chianti Classico e IGTe un mio cugino , in Umbria, produce il Sagrantino di Montefalco.

    come posso muovermi per esportare il vino in Polonia ?
    Ho letto con molta attenzione alcuni importatori, come si possono contattare ?

    mi potete aiutare per favore ?

    Grazie
    Riccardo

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