Novità da Montalcino: al presidente Rivella piace suonare il trombone, ma con la sordina…

Novità anche questo pomeriggio da Montalcino.
Anche se è sabato al Consorzio del Brunello non dormono e hanno inviato, a firma del Presidente cavalier Ezio Rivella, una nuova lettera ai soci, con oggetto, mi dicono, io la lettera non l’ho letta, “Assemblea del 7 settembre prossimo”, articolata in cinque punti.
Da quello che si evince, così mi hanno raccontato, dalla lettera ai soci, il Consorzio non ha alcuna intenzione di accogliere l’invito di Francesco Illy (fatto proprio da circa un centinaio di soci) a rimandare l’assemblea. Anche per evitare quella che lui definisce “una trappola”.
Mi sarebbe piaciuto, come ho sempre fatto, ricevendole regolarmente da svariati produttori, per completezza dell’informazione e per alimentare un trasparente dibattito su quanto sta accadendo e si annuncia, pubblicare anche il testo di questa nuova lettera agli associati.
Ho deciso, per il momento, di non farlo, perché la lettera, come mi hanno letto al telefono, contiene in fondo la seguente testuale avvertenza, che spero di riportare bene avendo preso appunti durante le telefonate ricevute:
“Le informazioni contenute nel presente documento e negli allegati sono riservate al destinatario indicato.
A chi legge il presente avviso, se non è l’effettivo destinatario, o un dipendente, o la persona responsabile della consegna della comunicazione, si notifica che è proibito qualsiasi uso, copia, distribuzione o divulgazione di quanto in esso contenuto AI SENSI DELL’ART.16 CODICE PENALE E DI QUANTO STABILISCE LA LEGGE SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI.
Se questa comunicazione Vi è pervenuta per errore Vi preghiamo di informarci immediatamente. Il contenuto del presente documento e degli allegati NON VA LETTO MA DISTRUTTO”.

Visto e considerato che già in passato ho sfiorato (eufemismo) noie di carattere legale con aziende di Montalcino per quanto pubblicato sul mio blog e non avendo intenzione di finanziare il Consorzio, in attesa di consultarmi lunedì con il mio avvocato, (devo solo scegliere tra Perry Mason e l’avvocato Taormina…) mi astengo, prendendo atto, come viene annunciato, che l’assemblea si terrà regolarmente all’ora e nel luogo previsti, di una clamorosa novità.
Il presidente Rivella ed i consiglieri del Consorzio hanno deciso di darsi al jazz, di mettere su una jazz band, e hanno scelto di suonare esclusivamente tromboni e trombe, ma con sordina, o wa-wa.

E chissà mai che non abbiano in animo di fare una sorpresa ai soci del Consorzio, in occasione dell’assemblea del 7, presentando in anteprima assoluta la prima esecuzione della suite per tromboni e tromba (con sordina) dal titolo “Della completezza dell’informazione”. Sottotitolo, “trasparenza, questa sconosciuta”…

p.s. per maggiore chiarezza, perché tutti capiscano e non ci siano dubbi, ecco anche la versione in inglese dell’avvertenza contenuta, così mi hanno detto, nell’ultima lettera inviata ai soci del Consorzio del Brunello:
“The information contained in this document and in the attachments are reserved for the recipient to whom it is addressed. To whoever reads this communication, if not that to whom it is addressed or their employee or the person responsible for distributing incoming mail, you are advised that any use, copy, distribution or divulgence of the contents is prohibited UNDER CLAUSE 16 OF THE PENAL CODE WHICH COVERS LEGISLATION FOR DATA PROTECTION. If this communication has come to you by mistake, please let us know immediately.  The contents of this document and its attachments SHOULD NOT BE READ BUT SHOULD BE DESTROYED”.

 

18 pensieri su “Novità da Montalcino: al presidente Rivella piace suonare il trombone, ma con la sordina…

  1. si adegui Ziliani alla moda di montalcino: ci vuole un negosio di reti, guadini,lacci, tagliole, trappolette, botole, buchi neri e trompe l’oeil.

  2. E’ semplice: ci si procura la lettera in modo fisico (niente mail, fax o altre cose tracciabili) e poi si pubblica in forma ipotetica il testo tale e quale, cioè così: “immaginiamo che un consorzio Toscano…..” e tanti auguri a quelli che hanno la faccia come….

  3. Che ci sarà mai di tanto clamoroso da nascondere non si sa bene, si tratta di un consorzio di produttori di vino, che per quanto buono, vino rimane e non si tratta di una riunione strategica per smaltire scorie nucleari che per motivi di salute e di sicurezza come tale deve rimanere segreta.
    L’ultima parte del comunicato è divertentissima, se una persona si trova fra le mani la comunicazione del Consorzio per caso o per sbaglio, non deve leggerla ma distruggerla immediatamente.
    Mancando di fiammiferi se non molto corposa, si potrebbe anche mangiare come ai tempi di 007 missione goldfinger.
    Il cavalier Rivella pare diventato sospettoso come Cernienko, invece solo di vino di Sangiovese si tratta.

  4. Andrea, è vero, si tratta “solo” di vino, ma anche con il vino si fanno porcherie, spesso e volentieri, ed è bene che non si sappia in giro. Ora, vi siete chiesti se uno volesse uscire dal consorzio a quali problemi andrebbe incontro?
    Vi siete chiesti, finché la regola è quella “ha più potere chi ha più ettari di vigna”, quanto possa essere difficile dare un freno a certe “trombe”?
    Vi siete chiesti il recente scandalo quali conseguenze concrete ha portato? Ovvero, dei 2000 ettari di vigna iscritti a Brunello, quanti e quali sono tutt’ora a sangiovese?
    E’ evidente che, non potendo dimostrare nulla con documentazioni incontrovertibili, tutti, noi compresi, siamo costretti a girare intorno ai veri motivi per cui si sta ancora una volta forzando la mano per votare un disciplinare che ha, con tutta probabilità, uno scopo ben diverso da quello apparente di voler assecondare un mercato immaginario.
    Inoltre c’è un altro, grosso, enorme problema. L’allargamento a dismisura degli ettari vitati e l’andamento climatico sempre più complesso e difficile da gestire, stanno mettendo in ginocchio molte produzioni, e il sangiovese si sa, è il primo a soffrirne. Non si può vendemmiare a inizio settembre (come avverrà quest’anno) senza conseguenze sugli equilibri di maturazione delle uve, in molte zone tutt’altro che raggiunti. E questo si che è un problema, che in questo momento cade come una mannaia su una realtà già in estrema difficoltà, significa come minimo dover rimediare pesantemente in cantina.
    Quindi, non c’è molto da stupirsi di ciò che sta avvenendo. Chi ha più difficoltà, chi ha ancora i cassetti in disordine, deve trovare una soluzione veloce per correre ai ripari.
    La soluzione vera sarebbe ridurre gli ettari vitati a sangiovese, lasciando solo le zone dove questo dà i migliori risultati, ma questo potrebbe significare per alcune aziende un costo enorme e una forte riduzione della produzione di Brunello e Rosso, stante l’attuale disciplinare.
    Molto meglio lasciare tutto così e cambiare solo il disciplinare no? Due piccioni con una fava (i due piccioni dovreste averli dedotti chiaramente da quanto ho scritto…)

  5. Lo stile. Bisogna osservare lo stile, in questo caso: forse si vuole intimorire i giornalisti e i blogger che parlano di montalcino. è qualcosa che ricorda purtroppo i regimi che non vogliono far dire le cose anche le più normali, perché anche in questo caso una convocazione o una conferma di convocazione di cui conosciamo tutti i contenuti non è niente di strano. però se ci scrivo che è vietato parlarne o scrivere del contenuto magari qualcuno se la fa sotto.
    forza giornalisti ancora una volta son brutti tempi per voi. non vogliono leggere niente che non sia un cane che ha morso un cristiano o la ricetta delle penne all’arrabbiata. certo non vogliono nemmeno sapere perché è arrabbiata, anche se è solo una pastasciutta. però hanno la pancia molle e fanno affondare l’Italia continuando a rincorrere il peggio, perché pensano solo ai numeri e alle proprie tasche, certo non pensano al bene di montalcino. di chi sto parlando? di tutti quelli che cercano di cancellare i prodotti unici perché non son capaci di farli oppure perché hanno fatto scelte sbagliate. di quelli e solo di quelli che hanno quelle caratteristiche sto parlando e se ci sono uomini così bisogna cominciare a contestarli. non dico che ci sono davvero, perché non riesco a credere che qualcuno sia così senza capacità di ragionamento, ma se c’è deve cominciare a fare un passo indietro e riflettere su dove ha sbagliato.

  6. Caro Franco, in qualità di destinatario del messaggio, in base normativa che hai citato, ho la facoltà di disporre liberamente del medesimo. Quindi te lo invio perché tu lo legga e/o lo pubblichi al solo fine di far sapere che una è normalissima lettera che non contiene nulla di esplosivo, scandaloso o sconvolgente; non contiene dati sensibili, riservati ed altri argomenti classificati che nessuno si sognerebbe mai di mandare per mail. Molte volte la legge sulla privacy amplifica una morbosa curiosità su documenti che poi hanno il valore di lista della spesa. Solo per questo.

    Protocollo n° 1659 I 1
    Montalcino 3/9/2011
    A TUTTI I SOCI
    LORO SEDI

    Oggetto: Assemblea del 7 settembre prossimo

    Gent.mi Soci,
    In questi giorni sono state fatte circolare voci, documenti e notizie false e tendenziose (condannabile in particolare la leggerezza con la quale si diffondono notizie sulla qualità dell’annata in corso), pertanto ritengo opportuno precisare quanto segue:
    1. L’assemblea del 7 settembre p.v. è stata convocata a norma dello Statuto Sociale del Consorzio e si terrà regolarmente nel luogo ed all’ora previsti;
    2. L’Assemblea non riguarda in nessun modo modifiche al Disciplinare del Brunello di Montalcino, il quale per noi tutti deve essere prodotto con 100% di Sangiovese;
    3. Dopo lunghe discussioni ed anni di tentennamenti, è assolutamente necessario fare chiarezza per poter impostare programmi futuri; come noto ci sono due tesi, una che sostiene di non procedere a modificare il Rosso di Montalcino e una che supporta la modifica con l’introduzione facoltativa di vitigni autorizzati in Toscana diversi dal Sangiovese; ambedue hanno pari dignità e l’Assemblea si deve finalmente pronunciare con le modalità previste; è importante decidere in piena libertà per definire quale dovrà essere il Rosso di Montalcino;
    4. Il territorio montalcinese presenta aspetti e caratteristiche assai diversi nelle sue varie parti. Solo una valutazione molto approfondita, da fare quando le uve saranno effettivamente in cantina, potrà stabilire l’effettiva qualità della vendemmia 2011; invitiamo pertanto tutti i Soci ad astenersi
    dall’esprimere pareri superficiali ed affrettati che possono causare gravi danni per il lavoro di tutti noi;
    5. Se da un lato è legittimo approvare o meno l’operato della Commissione tecnica che ha lavorato per mesi coinvolgendo i Soci in numerose riunioni ed incontri, dall’altro non è assolutamente tollerabile che si metta in dubbio l’onestà dei Consiglieri con informazioni false e strumentali. In tal senso il
    Consiglio tutto si auspica la più amplia partecipazione al voto affinché la decisione che verrà assunta
    sia maggiormente rappresentativa.
    Si informano i Soci che, per qualsiasi delucidazione e chiarimento in merito all’Assemblea, può essere contattata la Commissione rapporti con i Soci nelle persone di Marco Cortonesi, Bernardo Losappio, Maurizio Lambardi.
    Ribadendo che l’Assemblea del Consorzio è l’unico luogo dove possono essere prese queste decisioni, così come è sempre avvenuto nella vita del Consorzio, ringrazio per l’attenzione e invio cordiali
    saluti a tutti voi.

    IL PRESIDENTE
    Cav. Lav. Ezio Rivella

    • ringrazio l’amico Carlo Lisini, proprietario di una delle aziende storiche di Montalcino, tra le protagoniste della fondazione del Consorzio nel 1967, per aver voluto mettere i lettori di Vino al vino al corrente dei contenuti della lettera ai soci inviata ieri. Una lettera alla quale vecchi e nuovi “musicisti jazz” avrebbero voluto, chissà perché, mettere la sordina…

  7. Ziliani, ho letto molto attentamente la lettera che le è pervenuta da Lisini, e che riporta al punto 3:
    “due tesi, una che sostiene di non procedere a modificare il Rosso di Montalcino e una che supporta la modifica con l’introduzione facoltativa di vitigni autorizzati in Toscana diversi dal Sangiovese; ambedue hanno pari dignità e l’Assemblea si deve finalmente pronunciare con le modalità previste”.
    A mio avviso c’è una discrasia, sicuramente non voluta, fra questo assunto e il punto 1) dell’Odg. Perché nel punto all’OdG non si chiede di discutere e votare su queste due tesi ma su due ipotesi di una tesi sola.
    Cioè il CdA nel redigere l’Odg ha superato l’aspetto delle due tesi contrapposte (in sé legittime) ma di fatto sembra “costringere” a votare per due ipotesi afferenti entrambe ad una tesi sola, evidentemente data per scontata. Alla commissione per i rapporti con i Soci andrebbe chiesto come fa a votare uno che non vuole cambiamenti allo statu quo.

  8. Gentile signor Giuliani, l’attuale polemica sul taglio (personalmente sono assolutamente) contrario non può rendere lecita la messa in dubbio del lavoro di tanti agricoltori montalcinesi. I 2.100 ettari di Brunello di Montalcino sono tutti sangiovese, come controllato continuamente da un organo terzo certificato non da noi, ma dalla Comunità Europea. Il 25% dei vigneti viene controllato a sorteggio ogni anno, più il 5% di quelli controllati negli anni precedenti; dopo gli scandali sono cambiate molte cose, oggi non esiste settore alimentare più controllato al mondo. E noi NON SIAMO TRUFFATORI, nè come singoli nè come comunità. Qualcuno ha sbagliato ed ha pagato caro, anche chi non ha sbagliato ha pagato e nessuno ha voglia di lasciare la testa sul ceppo. Nè di lasciare che il vicino metta a rischio noi tutti. Se ha informazioni precise vada alla Procura della Repubblica e le saremo tutti grati, altrimenti non metta ombre sul nostro lavoro senza motivo.

  9. Anche io mi sono chiesta come si svolgerà questa votazione!!!
    Da come appare non ci sono alternative.Detto da uno dei consiglieri l’ unica opzione possibile e’ votare una opzione per volta così da poter dire di no ad ognuna delle due.
    Spero che tutti i contrari al cambiamento si presentino mercoledì in assemblea

  10. Produttore@ conosco il suo vino e apprezzo. avanti così e andate tuttitutti all’assemblea e fate valere il vostro lavoro. ora votare per il cambio vuol dire confessare peccati che pochi hanno commesso: lasciate che se li sbuccino i peccati quelli che hanno peccato.

  11. @ Roberto,
    sul come si fa il vino potrei raccontarti cose da far accapponare la pelle e il discorso “solo vino” era per stemperare un pò i toni, anche se da questo “solo vino” c’è da tener conto che se non si è un pò attenti c’è da mettere in male condizioni un territorio, famiglie, futuro di persone se messo in discusssione un modo di fare e intendere un territorio, il proprio vino, la sua riconoscibilità e non secondario il rispetto di regole che travalicano la merceologia di un momento che a breve potrebbe dimostrarsi miope e deleterio e tenere le cantine piene per secoli.
    Montalcino è la punta di diamante del sistema enologia toscana e per questo guardiamo tutti alla sua evoluzione e stabilità.
    Poi a farlo diventare come il Chianti Classico sono sempre in tempo.

  12. Gentile viticoltore montalcinese, qual è il problema a firmarsi? Lei è incorso ancora una volta, come è giù accaduto in passato, nell’errore di credere che qualcuno (in questo caso il sottoscritto) ritenga che a Montalcino sono tutti imbroglioni. Mai passata neanche lontanamente un’idea del genere, se così fosse non ci sarebbe bisogno di indire queste assemblee, si cambierebbe con un tacito accordo collettivo il disciplinare e pace.
    E’ proprio perché ci sono molti produttori onesti che questa forzatura, chiara a tutti, testimonia che qualcosa non torna.
    I controlli ci saranno pure, ci mancherebbe, ma evidentemente l’urgenza di voler mettere altre uve almeno nel Rosso, visto che per ora il Brunello non si può toccare, lascia adito a pensare che qualcuno, giustamente scottato da quanto accaduto in passato, voglia tutelarsi per il futuro.
    E questo qualcuno non si preoccupa minimamente del fatto che MOLTI altri, invece, non sono affatto contenti all’idea di andare a creare un Rosso A e un Rosso B. Non funziona neanche commercialmente.

  13. Pingback: Quinto quarto » Montalcino, quale futuro?

  14. forza e calma, questo serve. per far capire a chi spinge per l’introduzione di altre uve che non serve usurpare una denominazione per capitalizzare raccolti non tipici. quelli che il marcketing lo sanno davvero ci potrebbero lavorare. nessuno vuole il male di qualcuno. però è anche giusto che chi si è fatto il mazzo a tirare su il sangiovese e non ha avuto e non ha mai la vita facile, perché è una uva birba e dispettosa non deve essere livellato al basso.

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