Rosso di Montalcino: che fare? La parola al conte Francesco Marone Cinzano

Sul tema Rosso di Montalcino Doc, cosa fare dopo la votazione del 7 settembre dell’Assemblea dei soci del Consorzio del Brunello, che ha visto imporsi con il 69% contro il 31% una netta maggioranza di produttori che vogliono che l’altro grande vino di Montalcino continui ad essere prodotto esclusivamente con uve Sangiovese, dopo aver registrato – leggete qui – il punto di vista di uno dei più tenaci avversari del cambio di disciplinare,  Stefano Cinelli Colombini, ho pensato che fosse importante ascoltare anche il conte Francesco Marone Cinzano, figlio del conte Alberto Marone Cinzano che nel 1973 acquistò la storica Tenuta Col d’Orcia a Montalcino, di cui Francesco è oggi Presidente.
Nel 2007 Francesco Marone Cinzano è stato eletto Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, carica da cui si dimise nel maggio 2008.
Le sue interessanti e meditate argomentazioni, svolte con la consueta pacatezza ed il buon senso ed equilibrio che lo contraddistinguono, le potete leggere in un’ampia intervista, pubblicata sul rinnovato sito Internet dell’A.I.S.
Voglio solo anticipare la risposta di Marone Cinzano alla mia prima domanda, quando gli ho chiesto: posso avere un suo commento sul voto del 7 settembre che ha decretato a larga maggioranza il no dei produttori ad un cambio di identità o quanto meno ad una doppia identità del Rosso di Montalcino?
La risposta è stata chiarissima: “L’esito del voto ha decretato il mantenimento dell’identità unica, irripetibile, strettamente legata al territorio che il Rosso di Montalcino rappresenta. Un voto diverso avrebbe portato una perdita d’identità e non a un cambio.
Ho sempre definito il Sangiovese come una varietà “timida” nel senso che si lascia sopraffare aromaticamente e analiticamente anche solo da piccole percentuali di altri vitigni. Basta meno del 15% di correttivi estranei per renderlo irriconoscibile”.
Difficile, dal mio personale punto di vista, non essere totalmente d’accordo.

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Un pensiero su “Rosso di Montalcino: che fare? La parola al conte Francesco Marone Cinzano

  1. Condivido in pieno le pacate parole dell’amico Francesco, e così pure il suo appello al Consiglio perché organizzi un’ampia discussione tra i produttori per definire quale futuro vogliamo per il Brunello e gli altri vini di Montalcino. Il buon senso dovrebbe far capire che elaborare piani (di marketing o altro) non ha senso se prima non si costruisce il consenso per farli approvare dall’assemblea. Sicut Rosso di Montalcino docet.

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