Rosso di Montalcino, cosa fare ora ? Intervista a Stefano Cinelli Colombini

Ancora un Cinelli Colombini, protagonista di Vino al vino.
Dopo il post di lunedì riservato a Donatella Cinelli Colombini, vice presidente del Consorzio del Brunello, e alle singolare scelta di premiare un giornalista belga le cui conoscenze in materia di Brunello sono tutte da dimostrare, tocca oggi al fratello, proprietario della storica azienda ilcinese Fattoria dei Barbi.
Come ho scritto, piaccia o non piaccia a qualche commentatore cui piace molto gettare schizzi di fango, nella recente “battaglia”, che ha visto ampiamente schierata per il no un vastissimo schieramento di influenti giornalisti, wine writer, opinion leader internazionali, a difesa del Rosso di Montalcino, perché restasse a base Sangiovese 100% senza il ricorso ad altri vitigni internazionali, battaglia che si è conclusa con la votazione del 7 settembre che ha visto imporsi con il 69% contro il 31% chi sosteneva che il Rosso di Montalcino dovesse rimanere com’è, Stefano Cinelli Colombini ha fatto ampiamente e brillantemente la sua parte.
E per capire, ora che il rischio di trovarsi di fronte ad un Rosso di Montalcino super tuscanizzato, santantimizzato, cabernetmerlotizzato, è stato sventato grazie alla decisione della stragrande maggioranza dei produttori, quali siano gli scenari, cosa si debba fare per ricucire la frattura che la votazione e le discussioni nelle settimane che l’hanno preceduta hanno prodotto, per ritrovare unità d’intenti e comunicare meglio la particolarità del Rosso, la sua personalità che lo distingue dal Brunello, ho pensato di dare la parola proprio a Cinelli.
Che ha parlato e detto la sua in una lunga e credo interessante intervista, pubblicata sul rinnovato sito Internet dell’A.I.S.
Buona lettura!

16 pensieri su “Rosso di Montalcino, cosa fare ora ? Intervista a Stefano Cinelli Colombini

  1. Con Stefano abbiamo impiegato il mese di agosto a spiegarci, prima della storica assemblea. Secondo me bisogna creare una DOCG Rosso di Montalcino Superiore (ovviamente 100% Sangiovese) estraendola dalla DOC attuale, visto che ormai tanti altri vini stanno riqualificandosi ulteriormente per questa strada, che sembra la piu’ veloce per avere l’autorizzazione anche europea. E lasciamo la DOC Rosso di Montalcino svuotata dalla tipologia monovitigno, consentendo una minima aggiunta di altre uve. Sara’ un’idea bislacca, questa mia, ma mi sembra l’unico modo per pacificare gli eterni contendenti e mirare a ben altra riqualificazione territoriale piramidale (sul modello francese, per esempio) per il Brunello di Montalcino e ad un rilancio alla grande, finalmente unitario (anche nei finanziamenti), di questa bellissima zona che merita un piano enoturistico di alto livello, non lasciato alle iniziative dei privati e ad eventuali prossimi “boscareto” .

    • idea superata Mario, i produttori si sono pronunciati chiaramente, con un 69% contro un 31% lo scorso 7 settembre. O vuoi essere tu, come sta facendo già qualche collega giornalista, a ridare fiato e “argomenti” a Rivella& Co… ?

  2. Appunto perche’ gli altri stanno ridando il fiato a qualcosa di diverso, io ridarei il fiato alla mia opinione, che mi sembra la migliore per tutelare il sangiovese 100%, sia con una DOCG per il maturato anni in legno (cioe’ il Brunello di Montalcino), sia con un’altra DOCG per quello che non tocca legno o ne tocca poco (cioe’ il Rosso di Montalcino Superiore). Ai consumatori picciono tutti e due, il Rosso si e’ conquistato (almeno con quei produttori che hanno lavorato bene e che lo amano come un altro figlio) uno spazio che secondo me va maggiormente valorizzato. Pero’ non insisto piu’ nei miei commenti sulla mia proposta, non ti preoccupare. Ho forse esagerato prima e non intendo ripetermi. In ogni caso, qualcuno dovrebbe pur prepararsi nell’eventualita’ di un’altra guerra. Vinta una battaglia occorre un trattato di pace, senno’ si ricomincia. Non lo sapevi?

    • sono benissimo a conoscenza che dopo le battaglie si stendono trattati di pace, ma a me piace non accontentarsi di vincere una battaglia, ma di vincere la guerra. Le battaglie sono episodi, le guerre ed il loro andamento dettano poi i trattati…

  3. In bocca al lupo, Franco!
    A te ed ai moschettieri gli assalti all’arma bianca, a me tenere pronte le barelle per gli eventuali feriti…

  4. ottima intervista e idee chiare. @Mario, hanno votato, ora basta via, altrimneti si fa così: una votazione al dì finche non si vota come dico io

  5. @mario crosta.
    Non mi sembra utile introdurre una denominazione rosso di montalcino superiore, perchè essendo una doc di ricaduta,, fare una denominazione “superiore” o eventualmente “riserva” sarebbe come riportarlo o paragonarlo alla denominazione da cui ricade, cioè il Brunello. Spero di essermi spiegato in modo corretto.
    Andrea Terraneo

  6. Dato che ilcinese la butta in politica, copio-incollo il commento di un lettore del “Giornale” a quell’articolo demenziale:

    povero veneziani… adesso anche la patetica storia del carognismo di sinistra, come se a destra non ci fosse, come se avesse un colore politico… il fatto e’ che nessuno ti nega la parola, nessuno ti brucia i libri, ti piacerebbe passare per un martire culturale, ma non ti prendere in giro, la verita’ e’ che sei mediocre anche come pensatore asservito, e lo dice il mercato, che anche questo non ha colore politico. Ringrazia che ancora ti fanno scrivere qui, nel gazzettino dei bananas, dove non bisogna essere bravi, ma soltanto rispettosi del padrone…

  7. Scusate Siria e Ilcinese, ma una delle cose più belle del vino è proprio che la politica non c’entra un tubo, e voi ce la volete ributtare nel mezzo? No, voglio continuare a sbronzarmi con comunisti, fascisti, industriali, commesse, omo, etero, un si sà e chi più ne ha più ne metta. Persino coi milanisti, pensa un pò!

    • roba da non credere!!! Un romano, ex allenatore della Juve (e della Roma) allenatore della Beneamata. Scommettiamo che con lui alla guida questa é la volta “buona” (come si augurano i nostri avversari) che finiamo dritti filati in serie B?
      Altro che licenziare allenatori e prenderne di mediocri: é il Signor Moratti che dovrebbe fare un passo, anzi due, indietro. Se trovasse un gonzo disposto a rilevare la sua squadra e a investirci/buttarci (in tempi di crisi divorante) un sacco di soldi…, ma ahimé, non lo trova…

  8. Coraggio Ziliani, magari stasera l’Udinese le darà una magra soddisfazione… ebbene sì, mi piace il calcio, come a mia madre peraltro. Purtroppo per lei siamo entrambe milaniste. Ho definito demenziale l’articolo perché pende da una parte sola dimenticando gli editti bulgari contro Biagi, Luttazzi ecc. Che molti preferiscano zittire gli avversari anziché confrontarsi con loro è un dato di fatto; che questa sia una prerogativa della sinistra, come dice il falso Veneziani, proprio non lo accetto.

  9. In effetti, pur essendo mio concittadino (ma lui è di Testaccio e io della Garbatella…), sulle possibilità e capacità del sig. Ranieri non mi arrischierei a scommetterci…

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