Settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull’età…

In questi giorni che si avvicinavano al compleanno di oggi mi è venuta in mente una canzone di Francesco Guccini che ho tanto amato anni fa, tratta dall’album Radici uscito nel lontanissimo, remoto 1972.
Si tratta della Canzone dei dodici mesi, con un testo bellissimo che giunto a settembre, il mio mese, recita: “Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età, dopo l’estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità… Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, e come stintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità…”.
In effetti la perplessità , il dubbio, il ripensamento sugli anni e sull’età, sono sentimenti normali quando si tocca, come accade a me oggi, la soglia dei 55 anni.
Tempo di bilanci dunque, che mi riescono più impietosi e meno indulgenti del solito, di interrogativi, sugli amici che se ne sono andati, su chi sono, cosa faccio, dove sto andando, cosa sto facendo della mia vita, sullo strano lavoro  di cronista del vino attivo anche via Web che mi sono scelto.
Il pensiero dominante è stato ed è tuttora, mentre scrivo, quello di mio padre Gianbattista, e la consapevolezza che arrivando a 55 anni, oggi, sono vissuto più di lui che essendo nato il 9 agosto del 1926 ed essendo scomparso, trent’anni fa, il 7 giugno del 1981, non è riuscito a vivere a lungo quanto sono riuscito a fare io.
Anni fa mi ero convinto, non so perché, che non sarei riuscito a vivere quanto lui, che anch’io, per la volontà bizzarra del destino, me ne sarei andato, togliendo il disturbo, prima.
E oggi che questa strana “auto-profezia” non si è realizzata, se da un lato sono felice, visto che ho grandi progetti e aspettative di vita davanti a me, ché di vita ho veramente “sete” e sento di aver raggiunto un equilibrio e una serenità che un tempo mi erano estranee, dall’altro lato mi sento stranamente in colpa.
Come se il fatto di avere vissuto di più di quanto sia stato concesso dalla sorte al mio povero babbo, che non ha fatto in tempo a vedere il suo quasi astemio figlio (lui che aveva pochi mezzi ma ogni tanto amava concedersi una bottiglia di Barolo della casa Einaudi, quella di una volta, lui che mi ha introdotto alla lettura di Veronelli, oltre che del maestro Montanelli, di Guareschi, Longanesi, Flaiano) diventare un giornalista del vino in servizio permanente effettivo, costituisse un “peccato” di cui mi dovessi scusare e discolpare.
E’ con questo strano sentimento, colmo di malinconia, di rimpianto, di velata tristezza, che affronto questa giornata e cerco di superare indenne la boa di questo 55esimo compleanno, di una vita da tanti anni dedicata al racconto del vino e con il vino strettamente e saldamente intrecciata.
“Mai paura” amava dire mio padre e me lo ripeto ora anch’io, per tenermi compagnia e farmi coraggio…

43 pensieri su “Settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull’età…

  1. Carissimi auguri di buon compeanno Franco. Mia nonno, che ha vissuto fino a 94 anni, diceva sempre che la vecchiaia è un grande dono che la vita ti fa, in molti non la raggiungono purtroppo.Sei ancora troppo giovane e vivace per essere triste il giorno del tuo compleanno.

  2. Tantissimi auguri di BUON COMPLEANNO FRANCO|
    Bellissimi pensieri e riflessioni ma un po’ tristi.
    Spero che la vita ti porti tanta soddisfazione e allegria. Sopratutto ti auguro che si realizzino i tuoi sogni. Con tutto il cuore, elisabeth

  3. Auguri di non avere
    Mai Paura.
    di quello che c’è girato l’angolo,
    di quello che dirà la gente,
    del tempo che farà,
    degli anni che passano,
    della verità,
    di quelli più grossi di te,
    di dire quello che si pensa.

  4. Quello di considerare l’età del proprio padre come un “orizzonte” dev’essere un feeling comune a coloro che hanno un padre che se n’è andato troppo giovane (il mio a 36 anni).

    Auguri a te e grazie per aver stimolato un momento di intimità e ricordo.

  5. Settembre è un mese magico, chiude l’estate ed è preludio d’autunno con tutti i colori che la natura inizia a dipingere e neppure fai in tempo a guardarli che già sono cambiati, sfumando dal verde al rosso al bruno tutte le tonalità possibili.
    Noi settembrini di ultima decade siamo particolarmente sensibili ai colori della vita e vogliamo dipingerli tutti con la stessa abilità. Ma quando un colore sfuma per lasciar posto ad un altro, non dobbiamo rattristarci. Solo accettare con serenità portandoli nel cuore.
    Come te e Francesco ho vissuto la stessa esperienza nei confronti del babbo, una pubblica confessione che ci unisce. Ancora auguri caro amico.

  6. Che bellissime parole, Franco! La malinconia penso che sia il ” bellissimo peso” da portare sulle spalle con lo scorrere del tempo e l’invecchiare ( brutto verbo che nessuno oggi vuol più pronunciare). Un carissimo ed affettuoso augurio per questo ed altri futuri e sereni compleanni!

    • un carissimo amico del mondo del vino mi ha inviato via mail questo commento al mio post, un commento così bello che mi sento, senza fare il suo nome ovviamente, di condividere con voi: “Caro Franco, ho letto il tuo post e voglio farti gli auguri per questi tuoi splendidi 55 anni, gli ultimi 25/30 dei quali (scusami l’approssimazione, ma allora non ci conoscevamo ancora) passati sulle barricate a difendere a oltranza e con coerenza lo spirito e la sostanza delle cose fatte per bene e ad indignarsi con crescente veemenza per le cialtronate di noi vinattieri ( a volte presunte, più spesso reali)… E volevo dirti che ti capisco bene anche quando parli di tuo padre. Io l’ho perso che avevo solo 9 anni e lui ne aveva solo 29, e anch’io mi sento – ormai sono quasi 30 anni che dura – un sopravvissuto, perché so che sto vivendo cose che lui aveva probabilmente solo intuito, forse sperato e nulla più…Forse perché i miei ricordi di lui si sono fermati allora, ho imparato ad ogni compleanno (e soprattutto dopo i 50) a scacciare la malinconia, il rimpianto, la tristezza pensando alle opportunità che la vita mi offre ogni giorno e che lui non ha potuto avere, ma anche alle persone che mi sono state e che mi sono care e che – dopo di lui – sono state importanti per la mia crescita, per la mia maturazione personale, per il mio equilibrio. E quindi ad ogni ricorrenza brindo idealmente a lui con loro, a chi non c’è più e a chi continua ad onorarmi della sua amicizia e della sua stima. E soprattutto a chi mi vuole bene oggi e continua a volermene, tenacemente: alla mia famiglia, che con l’affetto e la presenza riempie le mie giornate e i miei sogni, e dà il senso ultimo ad ogni mio gesto. È anche per loro, caro Franco, oltre che per noi stessi e per la nostra dignità personale, che dobbiamo andare avanti sereni e consapevolmente responsabili che quello che stiamo facendo, nel grande e nel piccolo, troverà dopo di noi altri che seguiranno il nostro esempio e raccoglieranno il nostro testimone, magari (senz’altro) correggendo il tiro, con più strumenti e più possibilità, proprio come abbiamo fatto noi con chi ci ha preceduto”.

  7. Siamo in molti ad avere lo stesso sentimento quando avanziamo ancora di un anno e siamo piu’ vecchi dei nostri genitori.
    Mi unisco al coro degli auguri inviando una poesia sull’autunno di Vincenzo cardarelli:

    Autunno. Già lo sentimmo venire
    nel vento d’agosto,
    nelle pioggie di settembre
    torrenziali e piangenti
    e un brivido percorse la terra
    che ora, nuda e triste,
    accoglie un sole smarrito.
    Ora che passa e declina,
    in quest’autunno che incede
    con lentezza indicibile,
    il miglior tempo della nostra vita
    e lungamente ci dice addio.

    Caro Franco, pero’ io aggiungo “non perda tempo e rinvii il tempo dei bilanci fra 50 anni”

  8. tanti auguri! Il tempo è soggettivo come le guide dei vini… L’importante è avere voglia di vivere e di mettersi continuamente in gioco..

  9. Sono ritornata a spigolare negli auguri… prima di tutto per ri-suggerirti “gassata”, perché sfrizzola il velopendulo (se devo spiegare che cos’è lo faccio, ma tutti se lo sono guardato qualche volta) e tiene su, su.
    Così ho scoperto che i più ‘tigliosi’ e polemici son lì a farti gli auguri … e bravo il sciur Franco!
    Auguri.

  10. Il 26 ottobre non è poi così lontano, auguri da un quasi coetaneo. Un amico mi ha donato una citazione da un libro sui riti di iniziazione, che io passo volentieri come regalo di compleanno; il saggio disse che aveva vissuto, studiato e meditato cinquantacinque anni sul mondo e sulle cose, ed ora lui era pronto per il mondo ed il mondo era pronto per lui. Buon viaggio!

    • bella riflessione, grazie Stefano! Sono pronto ad affrontare il mondo… Con chi amici che ho a Montalcino (da dove oggi mi sono arrivati diversi auguri, alcuni sorprendenti) posso affrontare qualsiasi cosa… 🙂

  11. Hai presente caro Franco il film “Il buono, il brutto, il cattivo”?
    Ad un certo punto il grandissimo Tuco chiappa una legnata nello stomaco da un sergente nordista brutale e manesco (Mario Brega) e Tuco (Ely Wallach) gli sussurra agremente stemperato dal dolore “Mi garbano quelli grossi, che quando cascano fanno tanto rumore”.
    Serenamente e con tanta ironia ne hanno ancora da cascare tanti di quelli grossi e daltonici che per errore di vista, scambiano merlò per sangiovese e fan rumore…………. augurissimi Franco

    http://www.youtube.com/watch?v=_SlcM0BzTvE&feature=related

  12. A settembre comincia la raccolta. Il frutto del lavoro dei mesi precedenti ripaga lo sforzo compiuto. Niente é più bello dell’uva che arriva in cantina.
    Nel settembre della tua vita, caro Franco, non voltare troppo la testa indietro ma tieni gli occhi fissi su quello che ancora hai avanti a te.
    A tuo padre saresti piaciuto e se lui adesso é in pace tu hai ancora battaglie da combattere, con te stesso prima di tutto.
    La malinconia é un ottimo carburante, ma deve essere corroborata dalla curiosità per il futuro. Il tempo per vivere solo di ricordi e non di aspettative non é ancora arrivato.

    Auguri autunnali da NY

  13. Franco, le riflessioni , le perplessità,le malinconie che esprimi nella tua bella”lettera”,rivelano una tensione verso il futuro,unita alla consapevolezza della bontà di ciò che oggi stai facendo, che fanno di te un ”adolescente”.Nel senso più gagliardo del termine.Colui che cresce, che esplora, che cerca e si migliora.Che non depone mai le armi,che svolge la propria professione con lo stile di chi sa e con il naturale anticonformismo di chi non è mai nel gregge. Avvezzo agli scomodi spazi delle minoranze,non ai troppo facili plausi dello spettatore distratto.Buon Compleanno Franco e,sopratutto, non pensare con timore alla Fine:come diceva un grande del Novecento,”chi teme la morte,non è vissuto mai”.

  14. I compleanni sono una cosa che qui a Marte abbiamo abolito da due trilioni. I compleanni sono una cosa che ci ricordava come ogni inizio è anche una fine, quindi ci rattristavano un po’. Se ci pensi, il giorno che ne compi 55 in realtà inizi ad averne 56. Oh, che tristezza! Abbiamo quindi abolito il compleanno semel in anno e da allora ogni giorno ci salutiamo dicendoci “Buon complegiorno!” perchè è meglio pensare di nascere sempre, con un sole nuovo, un giorno nuovo, parole, nuove, pensieri nuovi, un mondo uguale ma nuovo e ogni giorno si nasce. Per cui anche oggi, che non è il tuo compleanno, ti dico “Auguri, Franco!”.
    Tutto quanto ho scritto è molto tenero, lo so, e forse anche bello. Ma tutto ciò, se attivi l’audio, ha il rumore delle unghie sui vetri perchè ieri mi sono dimenticata di fare gli auguri al mio grande amico Franco Ziliani, che è il mio terrestre preferito, tanto da sembrarmi spesso un marziano (vuole essere un complimento). Quindi sto cercando di “salvarmi” in corner, con la faccenda del complegiorno… che forse è anche vera, almeno un po’.
    Brisky 🙂

    • in effetti ti stavo aspettando al varco Briscola, avendo notato che eri mancata all’appello degli auguri, cosa che aveva reso il mio 55° compleanno un po’ meno felice… 🙁 Mi piace molto l’idea del complegiorno, ma perdiana potevi farmi aspettare un po’ per farmi notare che comincio ad averne 56. Mi pesano già tanto 55… Ma sei perdonata, perché sei una cara amica Briscola

  15. sono una Briscola perfida, si sa 🙂
    e questo è il mio dono del complegiorno… tratto da:
    Nessun luogo è lontano
    di Richard Bach

    “Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?
    Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?”

    Rae, cara!
    Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno!
    La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena […]. E’ venuto il momento di aprire il regalo. I regali di latta e lustrini si sciupano subito, e via. Io invece ho un regalo migliore, per te. E’ un anello da mettere al dito. E brilla di una luce tutta sua. Nessuno può portartelo via; non può essere distrutto. Tu sei l’unica al mondo che riesca a vedere l’anello che io ti dono, come io ero l’unico in grado di vederlo quand’era mio. Questo anello ti dà un nuovo potere. Messo al dito, potrai levarti in volo con tutti gli uccelli dell’aria – vedere attraverso i loro occhi dorati – palpare il vento che sfiora le loro vellutate piume – e potrai quindi conoscere la gioia di sollevarti lassù, in alto, al di sopra del mondo e di tutte le sue pene. Potrai restarci quanto ti parrà, su nel cielo, al di là della notte, e oltre l’alba. E quando avrai voglia di tornar giù di nuovo, vedrai, tutte le tue domande avranno risposta e tutte le tue ansie si saranno dileguate.
    Al pari di ogni cosa che non può toccarsi con mano o vedersi con gli occhi, il tuo dono si fa più potente via via che lo usi.
    […]le uniche cose che contano sono quelle fatte di verità e di gioia, e non di latta e lustrini.
    […]Tu non hai compleanno, perché sei sempre vissuta; non sei mai nata, e mai morirai. Non sei figlia di coloro che tu chiami papà e mamma, bensì loro compagna d’avventure, in viaggio alla scoperta delle cose del mondo, per capirle.
    Ogni regalo che ti fa un amico è un augurio di felicità: così pure questo anello.
    Vola libera e felice, al di là dei compleanni, in un tempo senza fine, nel persempre. Di tanto in tanto noi c’incontreremo – quando ci piacerà – nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire.

    Brisky 🙂

  16. Ieri è stata una giornata impegnativa, ma strafelice per me e mia moglie 😀 (ahimé interista… 🙁 ), e non ho avuto il tempo di associarmi ai tanti auguri…
    Approfitto allora oggi, Franco: augurissimi per i 55 appena fatti e…per i 56 che iniziano, come ricorda Briscola…!
    E oggi arriva pure una nota positiva da Bologna, vero Franco? 😉

  17. Auguri sentiti e sinceri ! Certo “Canzone dei dodici mesi” sia che la si veda mese per mese che sull’intero arco dell’anno (che sempre se ne va e sempre è simile a quello prima) dovrebbe far riflettere e pensare tutti e ciascuno di noi. Fare bilanci della propria vita a volte è davvero impietoso ma penso ci serva a muoverci verso una costante ricerca della serenità, anche quando a volte la si coglie solo per alcuni attimi. Auguri ancora.

  18. Per come ti conosco questa foto che illustra il pezzo è sbagliata, non ti rappresenta. Ti immagino molto di più come un campo di grano giallo che fa da contrasto all’azzurro, vicino il castello ottagonale di Federico II…
    Auguri

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