Vino e politica – Ministero delle Politiche Agricole: come siamo caduti in basso!

Mamma mia come siamo caduti in basso al Ministero delle Politiche Agricole! Non contento di essere indagato per mafia e corruzione il responsabile di un dicastero tanto importante e strategico se in Italia ci fosse un ordinato e coerente ragionamento sull’economia e su quelle enormi potentialità che sono legate all’agricoltura, dicevo, tale Saverio Romano, uno a cui piacciono tanto le Doc ad un tanto al chilo, arriva a contrattare la sua inspiegabile (!?) ascesa al governo ricorrendo all’arma sottile del “ricatto”.
E dichiara: “Io sono il leader di un partito politico che sostiene il governo – avverte Saverio Romano -. Con numeri diversi cambierebbe la maggioranza». I «numeri diversi» a cui il ministro allude sono quelli di una eventuale sfiducia contro di lui”.
Povero mondo del vino, dell’agricoltura italiana, se deve fare riferimento, suo malgrado, ad un personaggio del genere!
Come sono lontani, ahinoi, i tempi di Marcora e persino di Giovanni Goria, e come figurette di secondo piano come i Romano riescono a fare apparire dei giganti, al confronto, la sequenza di politici che si sono avvicendati alla testa del Ministero dal dopoguerra, e figure non certo irresistibili come Diana, Mannino, De Castro, e, cosa mi tocca dire, Pecoraro Scanio e Alemanno! Sapete cosa vi dico? Che io, uomo di destra, non vedo l’ora (si fa per dire) che vada la sinistra al governo e che alle Politiche Agricola finisca un uomo capace di visioni e scelte coraggiose come Carlin Petrini!
Ma questo sinistro centro-sinistra avrebbe mai gli attributi per affidare al fondatore di Slow Food un simile incarico?

35 pensieri su “Vino e politica – Ministero delle Politiche Agricole: come siamo caduti in basso!

  1. Credo che mettere lì uno competente sarebbe un grave problema, anche per la sinistra. Dovesse essere ministro Petrini, farebbero di tutto per imbrigliarlo. Il nostro è un Paese che odia le competenze, conta il clan, la tribù. Diceva Ennio Flaiano: siamo un Paese fondato sul cognato.

  2. Questa dx ha toccato il fondo e fa venire le lacrime agli occhi.
    Come fa una persona di mondo come lei ad essere schierato con simil schifo?
    La sua mi sa di schieramento ideologico precostituito, a me non piacciono le ideologie che terminano in ” …Ismo “

    • neanche a me franco, soprattutto quell’ideologia, sconfitta dalla storia e dal buonsenso che si chiama comunismo.
      Io non sono schierato con nessuno: mi sento e sono orgogliosamente di destra, ma con i vari Berlusconi, Bossi, Fini, non ho nulla a che fare. E non li voto di certo

  3. la prossima settimana bossi e maroni salveranno anche il Romano, dopo aver salvato il Milanese..
    un altro regalo dei padani al settore primario, dopo quel bel fenomeno di prosecchino-latte-zaia-mcdonald

  4. Ciao Franco, quando è salito Romano al Ministero, ho letto il suo curriculum e chiarissimo appare che ha studiato, come avvocato, ma non ha mai lavorato.

    Diciamo che fra tutti i Ministri dell’Agricoltura che abbiamo avuto, uno forse competente per origine agricola, era appunto Zaia, che piaccia o meno quello che ha fatto.

    Il suo breve successore, anch’egli Veneto, Mr. Galan, con l’agricoltura ha qualche competenza, possiede nonostante il suo stipendio, un’azienda agricola, che a quello che ho sentito… (omissis)

    Leggo ora che Romano è indagato ma… siamo sicuri che siamo in una Repubblica e non siamo in mano alla gestione della mafia?
    P.S. anche Cuffaro possiede un’azienda vinicola (intestata alla moglie) che ha preso un sacco di soldi dall’Unione Europea, da fondi ministeriali e dalla Regione Sicilia.

  5. Stefano Menti@, di mio non sarei sospettosa più di tanto; ma con l’andazzo che ogni giorno scopriamo (non solo sui giornali o radio o rete) anche come cittadini che tentano di vivere e lavorare ‘normalmente’, ormai non possiamo non renderci conto che ogni attività viene complicata artificiosamente, per fare in modo che ‘qualcuno’ possa trarne un qualche beneficio.
    Questo vale per tutti gli atti e i gesti della vita quotidiana, e ancora di più per le ‘pratiche’ (pochissimo pratiche) i permessi, le licenze, …
    L’agricoltura è un settore d’oro, da questo punto di vista: do per scontato che sia un giardino di opportunità per gli amici degli amici.
    Da quello che so, la burocrazia, in agricoltura è divenuta una via crucis, anziché essere la garanzia del rispetto delle regole e degli interessi, dei consumatori e degli agricoltori; invece di aiutare a non sbagliare, è fatta in modo labirintico …
    Quanto al ministro (mai più maiuscole per definire cariche riempite da questa generazione di politici dal profilo incerto), parla, parla, parla.

  6. Caro dott. Ziliani,
    mi emoziona sempre sentire qualcuno che ha ancora il coraggio di dire “sono di destra”, per di più precisando e spiegando a chi non capisce (o finge di farlo) che la “destra” ed i suoi ideali non hanno nulla a che vedere con l’attuale maggioranza.
    Proprio per questo, quando trova qualcuno per cui votare, gentilmente faccia un fischio… sono dieci anni che non vado più perchè nessuno rappresenta i miei valori…
    Tornando al ministro, non posso che condividere al 100%.
    Se aggiungiamo, per rincarare la dose, una considerazione su chi abbiamo come ministro del turismo, ecco spiegato in due righe (e due persone) come ci fumiamo due ambiti che potrebbero darci il 50% del PIL…

  7. Sottoscrivo con entusiasmo, da sinistra, tutto, ma proprio tutto quello che scrive Alberto Cantarello@, a cominciare dalle considerazioni su PIL e ministri in carica: così buttano via quello che potrebbe servire al paese in un momento così delicato (c’è anche altro, ma intanto turismo culturale e paesistico insieme all’agricoltura di fascia alta sarebbero da mettere al riparo dall’imbecillità: stiamo facendo un ‘tour’ per promuovere il turismo con un’etichetta in ‘inglese’: Italy “in” tour!).
    Osservo che cultura e ideali potrebbero essere a destra o a sinistra: in entrambi i casi hanno piena cittadinanza.
    Però i cosiddetti politici hanno pensato solo agli affari, gli affari loro.
    Ziliani@: il ministro parla, parla, parla. E dice parole vuote, il loro significato per lui non significa nulla. E’ perfettamente inscritto in questa rappresentazione.

  8. Silvana, anche a me emoziona sempre sentire qualcuno che ha ancora il coraggio di dire “sottoscrivo con entusiasmo, da sinistra”, per di più precisando e spiegando a chi non capisce (o finge di farlo) che “cultura e ideali potrebbero essere a destra o a sinistra: in entrambi i casi hanno piena cittadinanza”, come hai ben fatto tu. In vino veritas. Il resto lo hai ben espresso tu che cos’e’. Pertanto e’ perfino inutile, tra di noi, dividerci in destra o sinistra. Il vino unisce, non divide. In questo sta il piacere di una buona bottiglia in compagnia. Senno’ e’ una bevanda alcolica qualsiasi, tanto per sballarsi un po’.

  9. per ri-cucire ‘sto paese …, anzi, più che ricucire ormai si dovrebbe parlare di ‘suture’, anzi vorrei rispolverare la parola ‘risarcire’, inteso in entrambi i sensi: restituire il maltolto e risarcire una ferita, una crepa nel muro, una fessurazione in un’opera d’arte.
    E’ una parola bellissima e colgo l’occasione di ricordare al ministro del turismo che la pubblicità e la promozione all’Italia si fanno in italiano; non per neo autarchia, ma perché il pubblico che dovremmo volere, dovrebbe far parte di quella moltitudine che è interessata all’Italia bella, all’Italia colta (ma non saccente), all’Italia affabile (ma elegante), all’Italia saporita (ma non McD). Insomma, al paese della lingua di Dante, che moltissimi studiano per puro piacere; al paese del Borromini, non a quello delle altre B, che troviamo su Chi.
    Mi scuso per la tirata, dovuta anche alla caduta degli zuccheri (sugar slump).
    Ciao Mario Crosta!!!

  10. Chiarisco: “la promozione si fa in italiano (ad hoc, ovviamente), ma si fa all’estero.
    Aggiungo: in questo momento, si può (si potrebbe) comunque fare promozione, solo se ci si rende conto che si cammina/nerebbe sulle uova.

  11. Riscontro con delusione che si continua ancora a parlare di destra e sinistra, concetti ormai obsoleti e privi di senso concreto che incitano ad incrementare dibattito e dissertazioni sul tema, anticamera di dispute sui massimi sistemi, utili solo per legittimare la casta e tollerarne le malefatte. Per essere in tema, il vino dalla seconda meta’ del XX secolo e’ stato sicuramente migliorato con l’apporto della ricerca scentifica, ma si stenta a riscontrare pari progresso nei comportamenti politici ed aggiungo, oggi nel mondo civile sembrano annullati secoli di progresso.
    Io mi auguro presto un azzeramento di tutta la classe dei politici che si sono arrogati il diritto di rappresentarci in parlamento, a casa tutti, senza distinzione per evitare disguidi. Dall’una e dall’altra parte si sono rivelati alcuni indegni, altri incapaci inetti ed inadeguati ed io aggiungo che occupano quelle sedie illegalmente, abusivamente e contro la Costituzione della Repubblica. Ed anche la classe degli alti burocrati andrebbe mandata a casa perche’ , e nei casi migliori, ha contribuito alla creazione di un sistema cialtrone e corrotto.

  12. A Francesco, che ha scritto da uomo di sinistra “tutto tranne che un ideologo al ministero”, chiedo che cosa ci sia di male nell’ideologia. Come mai anche lui si pieghi al gioco barbaro del connotare negativamente tutto ciò che non sia populista, gioco che impera nelle tv di regime e che ormai deve averci proprio piallato la mente visto che anche i “sinistri” ci cascano. L’ideologia è semplicemente avere un sistema logico di idee, credo non ci sia nulla di male. Poi le si può on condividere, e quindi sarebbe stato meglio che il suddetto Francesco scrivesse qualcosa del tipo “Petrini no, quello mi sta sulle balle”. Sarebbe più onesto e meno triste.

  13. per qualsiasi ministero mi accontenterei di persona preparata sull’argomento, onesta, seria e coerente. Magari anche non in vendita al miglior offerente, che sia un’industriale o una multinazionale o una lobby qualsiasi.
    Utopia.

  14. Carlo B., nulla di personale contro Petrini, ma la sua idea di agricoltura (e non parliamo della prassi, xchè ho avuto a che fare con gli amici di slowfood) semplicemnete, a mio parere non salverà la produzione italiana. Delle malefatte ideologiche di slow food ( ed dei sodali della coldiretti) ne ho parlato già ampiamente altre volte e sinceramente, da sinistra, non ne ho più voglia. Da sinistra noto solo che abbiamo abbandonato ogni idea di progresso e scienza in favore del pseudoritorno al buon tempo andato (che non esisteva!). Lavoro nel settore, come faccio ad andare d’accordo con uno che bel bello dice che il latte si può bere crudo? Certo è vero, si può, ma devi dire anche i rischi che si corrono (esemp o SEU ed altri) invece li si glissa sempre. O che se viene fuori che una coltivazione bio ha fatto una quarantina di mnorti parla di attacco al bio? via ,via siamo seri.
    saluti

    • vedo che nemmeno di fronte al sacro e riverito nome di Carlin Petrini (che pensavo potesse mettere d’accordo tutti) le diverse anime e sensibilità della sinistra trovano concordia e riescono ad evitare di litigare!

  15. per giocare con le parole qui mi sembra un downgrade…, allegri verso l’abisso. vedremo come ne usciremo i sede comunitaria con la riformja della PAC, vediamo vediamo…

  16. @Franco, e che sinistra saremmo senza dividerci, s’è iniziato ormai due secoli fa ai tempi della III internazionAle vuoi che ci si fermi ora?

  17. Francesco, anche lei mi sembra che abbia la sua ideologia. Mi chiedo perché usi quella parola in termini negativi. Su quello che dice di Petrini glisso, bisognerebbe che approfondisse un po’ di più e non riportasse frasi distorte da altri (come la vicenda sul bio, c’è un articolo di Repubblica dove Petrini paventa soltanto l’idea che qualcuno potesse cavalcare quella vicenda per “attaccare” il bio, come a dire: “ci manca solo più quello”). Se poi il modello di scienza per la sinistra è nuke-Veronesi o chi foraggia (multinazionali delle sementi che fanno soltanto i loro interessi) le fondazioni dalemiane, beh, siamo mal messi. L’agricoltura e il mondo del cibo sono complicati, non possono prescindere dal contesto locale se vogliono essere affrontate con un minimo di buon senso e non ci son oformule scientifiche valide ovunque, perché agricoltura e cibo sono fatte da uomini in determinati territori, non si può mai generalizzare, si genererebbero nuovi errori cercando di risolverne altri, come è sempre successo….

  18. Vede caro Carlo lei cita Repubblica: io sono un letore di quel quotidiano dal lontano 78, ancora ragazzzino, ma questo non fa di me un lettore acritico. Repubblica, alla quale ho scritto diverse volte tratta le questioni dell’alimnetare solo ed esclusivamente tramite la lente petriniana. (ricorda il latte di bufala dalla Bolivia???!!!!)sarà figo, sarà chic sarà quel che sarà ma le assicuro, da tecnico, che rende un pessimo servizio ai lettori fornendo un’immagine FINTA dell’agricoltura e FINTE soluzioni. Mi dispiace ancor più perchè negli ultimi anni sul carro di repubblica ha trovato comodo posto anche la Coldiretti e le sue veline tanto che ora gli articoli sembrano dettati direttamente da Bra o ripresi pari pari dai comunicati stampa. E poi, sinceramnente, non crederà mica che le multinazionali dei semi (magari, orrore OGM!!!) affamino i coltivatori perchè questi non possono essere riutilizzati? Lasci queste cose al mio amico Capanna, per carità.
    PS e non sono dalemiano, giro troppo per le campagne e per le aziende agroalimentari per potermelo permettere

  19. ognuno ha i suoi punti di vista, che dire. il mio commento voleva essere soprattutto una domanda sull’uso dispregiativo della parola “ideologico”, che continuo a non capire e a non condividere. visto che lei è di sinistra, almeno su questo sarà d’accordo, o dopo essere stato un lettore de la repubblica è passato a il giornale mutuandone anche la becera retorica?

    • Carlo B, una domanda: si compie qualche delitto in Italia, si diventa soggetti oggetti di attenzione della Magistratura, si viene additati al pubblico ludibrio se si confessa di essere lettori del Giornale?
      Tanto per saperlo..
      Io confesso di esserne lettore sin dal primo numero (ora molto più tiepido e meno entusiasta e della versione on line) e di averci anche lungamente scritto all’epoca di Montanelli e della prima direzione Feltri. Divento un reprobo per questo? Mi mandate le guardie rosse o i katanga sotto casa?
      Situazioni già vissute caro Carlo B. e sono sopravvissuto…

  20. @CarloB, non sono certo passato al giornale ne tantomeno ho adotato la retorica di sallusti & C. ma, se per lei ragionare con l’evidenza empirica dei fatti (marx diceva che i fatti hanno la testa dura, visto che residuato delle frattocchie?), non accontentarsi dei facili slogan e delle ricette miracolistiche è “becera retorica” la mia interlocuzione con lei finisce qui e l’ideologia, sorry, si vede benissimo dove alberga. Si guardi allo specchio e troverà la risposta

  21. ma no ziliani, lei può leggere ciò che vuole e credo che non debba temere nulla, al massimo potrà essere invitato a qualche festa a palazzo grazioli, se le va di fortuna.

    @francesco: io certo ho la mia ideologia e lei, non ne abbia timore, ha la sua, che è diversa dalla mia. meno male, viva la diversità. ha la sua ideologia perché dice di basarsi sui fatti ma poi cita le idee altrui in modo superficiale, dimostrando di non aver letto bene i documenti e gli articoli che ne attestano l’impianto ideologico (e slow food e coldiretti non sono la stessa cosa, mi creda). forse la sua ideologia non le consente un’analisi obiettiva? o forse, e mi sa che è più probabile, ha avuto dei problemi nella sua esperienza con “gli amici di slow food”? in ogni caso non mi ha risposto. sopravviverò felice che la discussione finisca qui.

    • Carlo B. alle “feste” a Palazzo Grazioli se ha piacere ci vada pure lei. Io non ritengo “una fortuna” essere invitato a cose tanto squallide. Se a lei piacciono..
      Io preferisco una bella merenda sinoira, una bella passeggiata su e giù per i bricchi del Barolo, un bel bicchiere di Barbaresco o Barolo di quelli autentici, e lei?

  22. Bah, saro’ anche un tipo all’antica, ma dai testi che leggevo mi risulta che l’ideologia e’ sempre quella della classe dominante, mentre un’altra cosa e’ la weltanschauung, cioe’ la concezione del mondo, in genere alternativa. Siccome ho una concezione della giustizia un po’ diversa dal facile giustizialismo ad uso politico, non posso he dubitare di un’inchiesta rimasta per sette anni nei cassetti che di colpo viene dissotterrata soltanto dopo il 14 dicembre 2010 per far cadere, con il ministro che allora passo’ dalla parte della maggioranza, un intero governo ed un’intera legislatura. Non e’ dunque su questo che si basa la critica fatta da questo post a Romano e non srebbe neanche giusto deviare su questo la discussione. La verita’ e’ che ci sono delle grosse riserve per il suo operato all’Agricoltura, tanto che perfino io comincio a rimpiangere certi atti concreti ed importanti di Marcora, Goria, Diana, Mannino, De Castro ed Alemanno, nonche’ auspicare che possa fare ancora qualcosa di buono in quel ministero perfino Carlin Petrini, nonostante tutte le critiche che potremmo fargli, alcune sicuramente per tifoseria politica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *