We will never forget: 11 settembre, dieci anni dopo…

Le abbiamo tutti negli occhi, nella mente, nel cuore, queste e tante altre immagini di quel giorno terribile.
E comunque la si possa pensare su quel Paese, su quel sistema politico, su quella way of life, su quel modello economico, sulle guerre (di liberazione o di conquista?) che nacquero come conseguenza da quell’evento, sulle contraddizioni (e la grandezza) degli Stati Uniti, se si è essere umani, se parole come sofferenza, pietas, orrore, hanno un senso, non si può non essere, quel giorno come oggi, dieci anni dopo, dalla parte delle vittime di quell’atto sconsiderato e criminale, delle loro famiglie e di quel Paese colpito ferocemente da quell’atto di guerra.
L’attacco alle Twin towers di New York, alle due torri del World Trade Center, la follia del terrorismo più fanatico e pericoloso, i tantissimi morti, la desolazione, la paura, il senso di vuoto e di sgomento, l’incredulità, restano marchiate sulla mia pelle e in me con la stessa devastante forza di quel giorno.
Non posso dire altro che non dimenticherò, non dimenticheremo mai, we will never forget…

46 pensieri su “We will never forget: 11 settembre, dieci anni dopo…

  1. C’è solo da sperare,Franco, che i proverbiali tenacia e patriottismo a stelle e strisce ricollochino,malgrado quel giorno, gli Stati Uniti nel vecchio storico ruolo di forza motrice del mondo civile.A fianco dell’Europa,naturalmente.Per tutto ciò che arriva da Oriente,Medio o Estremo,o da Sud,io direi che c’è tempo.Più tardi succede meglio è. O forse è già successo?

  2. Quel giorno a New York c’erano alcuni colleghi. A parte l’esperienza diretta di Lucio Caputo, commovente e fortunatamente finita bene, sarebbe bello se qualcuno di loro raccontasse quelle ore cosi’ drammatiche.

  3. Ero negli uffici della Regione Toscana a Firenze. Parlavo con un loro consulente. Gli è suonato il telefono e l’ho sentito chedere “come a New York, cosa..?”. Nello stesso momento mi è suonato il cellulare, dentro c’era mio figlio che chiamava dalla redazione del giornale in cui lavora, urlando “…è la fine di New York, sta succedendo il finimondo aerei contro le torri gemelle”. Io sono uscita e sono andata in centro a Firenze: non so come mai ma pensavo che un aereo potesse schiantarsi contro il campanile di Giotto. Ho incontrato una donna che piangeva…
    Quella sera tornando a Montalcino mi sono fermata per strada e ho fatto una cosa che non ho mai fatto e che non faccio mai: sono entrata in un bar e ho bevuto una cocacola.
    Una specie di gesto di solidarietà!?

    • é vero Silvana, quel giorno ha cambiato molto di noi. Io per anni sono stato anti-americano, da destra, alla Alain de Benoist – http://it.wikipedia.org/wiki/Alain_de_Benoist – ma anti-americano. Da quel giorno terribile non riesco più a pensare quello che pensavo degli States, e mi onoro di avere numerosi amici e colleghi wine writer, da Jeremy Parzen a Gregory Dal Piaz, da Tom Hyland ad Alfonso Cevola, in quel Paese.
      Ancora oggi, che in 55 anni di vita non ho ancora messo piede in terra americana (ma sento che nel 2012 lo farò…), mi sento solidale con gli americani e mi stringo a loro, ricordando quel massacro orrendo di 10 anni fa…

  4. Ero in enoteca. Ricordo la telefonata di mia sorella..”Patti, accendi la radio, la tele, qualunque cosa: hanno attaccato le Torri gemelle, Il Presidente è sull’ AF One..è scoppiata la fantascienza”. La città si fece silenziosa e vuota d’un colpo. Un momento surreale, nessuno riusciva a capire e intanto nessuno riusciva a respirare.
    Era scoppiata la follia umana. Unforgettable.

  5. E’ giustissimo però l’11 settembre va ricordato anche per il golpe cileno del 1973 in cui i militari rovesciarono un governo democraticamente eletto con la fattiva collaborazione degli USA, dando inizio a lunghi anni di dittatura sanguinaria.

  6. Noi a Marte pensiamo che quando qualcuno uccide un essere umano, il sangue ha sempre e solo un colore. E quel colore non è mai quello di una bandiera.
    Brisky

  7. Gli omicidi accertati del regime di Pinochet sono 30.000, 10 volte tanto quelli delle torri gemelle. E’ vero, le due cose non sono sullo stesso piano.

  8. Quando ho visto in televisione Lucio Caputo intervistato appena uscito dalla torre pochi secondi prima che crollasse ed ho visto che era vivo mi e’ venuto un nodo in gola. Lui era appena poco sotto, si e’ salvato solo per questo, ma poteva anche essere sopra ed avremmo perso l’uomo piu’ importante per il wine and food italiano negli USA, un italiano di cui essere orgogliosi. Magari non ci legge, ma se ci legge mi piacerebbe tanto sapere se si e’ ripreso, come si e’ ripreso e che cosa vorrebbe ancora dirci.

  9. non parlerò di vino… quindi faccia lei.
    proprio perchè siamo in un giorno che ha visto una carneficina ingiusta e terribile di persone innocenti, avvenuta nel centro di una delle nazioni più democratiche, ricche ed evolute del mondo (allora almeno), sarebbe doveroso non dimenticare la strage di giovani, vecchi e bambini che sta continuando a perpetrarsi in Somalia, Sudan, ecc. Non sono forse le nazioni toccate direttamente o indirettamente da quel gesto disumano di dieci anni fa che hanno bellamente chiuso gli occhi di fronte alle tragedie africane? Anzi, hanno continuato a lucrarci sopra vendendo armi e girandosi dall’altra parte. L’11 settembre dovrebbe far riflettere anche su questo lato della medaglia. Rossi, neri, poveri, ricchi, terrestri e marziani siamo tutti uguali: lo vogliamo capire o no? Non vi sono stragi di serie A e di serie B. Se non se ne parla ora con gli occhi pieni di terrore apocalittico… quando?

  10. Vivo negli Stati Uniti dal 1999, e non dimentichero’ mai quella mattina di 10 anni fa. All’inizio totalmente incredulo che una cosa del genere potesse succedere, dettata dalla follia di alcune persone. Poi dopo c’e stato lo schock, nel momento in cui ho capito che tutto cio’ fosse realmente accaduto.
    L’America da allora e’ sicuramente cambiata, ma comunque quel grande dramma ne ha fatto un paese ancora piu’ grande e che crede nel senso di liberta’ ed uguaglianza.
    God bless America.

  11. caro franco …non si tratta di essere pro o anti americani….
    Siria indubbiamente ha radici polemiche, ma nemmeno noi o Voi…nascondervi dietro ai pro e contro…..
    Di certo la politica americana ha condizionato il mondo nel bene…..fino agli anni cinquanta…ma poi non so chi si è fatto prendere la mano…ed il Cile come dice Siria è indubbiamente uno di quelli episodi che ci dovrebbero far riflettere quando ci schiera!
    Ciao
    Klara

    • Klara, chiedo troppo all’intelligenza dei miei lettori se chiedo loro evitare polemiche, discussioni politiche, tirate filo o anti-americane, in una giornata del ricordo come questa dove dovremmo essere tutti, senza eccezioni, senza se e senza ma, senza questioni, solidali con chi é stato attaccato l’11 di settembre di 10 anni fa, e con le vittime di quel gesto criminale, simbolicamente criminale, senza eguali? Qui si tratta di essere, senza esitazioni, dalla parte delle vittime e basta.
      Se chiedo troppo chiedendovi questo, beh, allora andate a leggervi e commentate su altri blog, non su questo!

  12. Ma Franco..!
    Il mio voleva solo essere un semplice intervento,ma certo e scontato che siamo tutti dalla parte di quella povere gente!!
    Ma perche perche rilevi sempre vene polemiche in quello che si scrive nel tuo blog,rispetterò il tuo desiderio!
    Klara

  13. Concordo completamente con Franco. Che fate? Rivendicate il primato dei morti secondo colore bandiera e partito?
    “Sei ancora quello della pietra e della fionda,
    uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
    con le ali maligne, le meridiane di morte,
    – t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
    alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
    con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
    senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
    come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
    gli animali che ti videro per la prima volta.
    E questo sangue odora come nel giorno
    quando il fratello disse all’altro fratello:
    “Andiamo ai campi”. E quell’eco fredda, tenace,
    è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
    Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
    salite dalla terra, dimenticate i padri:
    le loro tombe affondano nella cenere,
    gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
    (da “Giorno dopo giorno” – Salvatore Quasimodo)
    LEGGETELA. RILEGGETELA. Magari provate a CAPIRLA.
    Poi guardate la prima foto in alto. Vi sembra un uomo incerto fra ideologie opposte?
    Brisky 🙁

  14. Sono d’accordo con te, Franco, sul rispetto dovuto a questa ricorrenza.
    Pertanto oggi non farò commenti.
    Domani, però, se non ti dispiace, esporrò molto brevemente anche il mio pensiero.
    D’altra parte, se hai ritenuto opportuno pubblicare questo post, immagino che ti aspettassi anche qualche commento, no?

    • tutti i commenti sono i benvenuti Paolo, purché siano nel segno del rispetto per i morti e della compostezza che un evento tragico del genere, anche a dieci anni di distanza da quando si verificò, richiede…
      Fare polemica politica, come ha fatto, tanto per provocare, tale Siria, oggi, é assolutamente privo di senso e fuori luogo.

  15. Vedi Franco
    I miei antenati sono di origine ebraiche, ed di ricordi ho pieno il cuore.
    I credimi poche come me possonorispettare quelle vittime……ed ha rguone Paolo.
    Comunque il mio non era un intervento polemico..e me ne dispiace se tu ed io non ci siamo capiti,

  16. Questo e’ un giorno per ricordare un certo episodio in un certo paese. Per ricordare come l’abbiamo vissuto dieci anni fa. Mi sembra questo l’intento del post.
    Le vittime innocenti di quel giorno non sono certo le sole. Vittime innocenti di odio, politica spietata, odio tribale ce ne sono state e continuano ad esserci. Forse Franco Ziliani non ne parlera’, forse si’. Oggi pero’ ha scritto parole che riguardano l’11 settembre 2011 negli USA e l’ha fatto in modo chiaro. Cerchiamo di riflettere su questo.

  17. Diciamo allora che oggi ha ragione Franco e ha ragione Nelle Nuvole: ricordiamo come l’abbiamo vissuto.
    Ricordo bene quando iniziarono ad arrivare le prime notizie. Come spesso accade in questi casi, ricordo che la notizia parlava di un possibile incidente, forse un guasto, al primo aereo, che per questo si era “accidentalmente” schiantato su una delle torri del WTC.
    Ovviamente l’arrivo del secondo aereo ha tolto ogni dubbio su un possibile incidente…
    Ricordo anche che stavo guardando alla televisione, il pomeriggio, le immagini che iniziavano ad essere trasmesse dai TG.
    Purtroppo quelle immagini le stavo vedendo a casa di mia madre, mentre aspettavamo l’arrivo dell’ambulanza per portarla in ospedale, dove 4 giorni dopo avrebbe terminato la sua esistenza…
    Potete quindi immaginare, credo, quali pensieri prevalenti potevano passarmi per la mente l’11 settembre 2001…

  18. É uno dei pochi giorni in vita mia di cui ricordo ogni dettaglio. Ero in vigna con un giornalista inglese, e mia madre mi disse di correre che stavano bombardando New York. Non ci pareva possibile, ma una torre bruciava. Poi un altro aereo, un urlo e ne bruciava un’altra. Avevo dormito lí la mia prima notte in America. Per due notti non sono riuscito a prendere sonno, era finito un mondo.

  19. Purtroppo devo dire io c’ero.
    Ero a NYC per un tasting e l’aver vissuto quei momenti mi rattrista ancora oggi.
    Oggi, dieci anni dopo, sono nuovamente a NYC, a pochi isolati dal WTC e credetemi si “respira” la stessa aria, la stessa impotenza e la stessa tristezza di quel giorno.
    Non sono americano, ma per chi ha visto con i propri occhi le persone che erano qui, per un giorno posso dire…sono americano anche io!

  20. Per onestà e giustizia verso tutti i colori e tutti gli animi, ci aspettiamo allora che il 28 ottobre o il 15 novembre o il 42 di brumaio si parli finalmente anche delle altre stragi e con la stessa intensità… Altrimenti anche briscola mi cade sullo stesso grido che manda al vento…

  21. Scusi signor Zappalà se mi permetto, ma la storia é piena di stragi. E c’é sempre qualcuno che le percepisce come ingiuste, e qualcuno che scrolla le spalle. L’11 settembre é qualcosa di diverso, perché tutti (o quasi) abbiamo sentito dentro di noi che il mondo del dopo sarebbe stato diverso da quello del prima. E che nel nuovo tempo tutti avremmo perso qualcosa, ognuno nel suo privato sa cosa perso lui. Con il massimo rispetto per chi è stato ucciso da Pinochet o da Pol Pot, quelle sono state stragi efferate e tremende ma non hanno cambiato il corso della storia. Forse purtroppo, chissà, ma sia come sia non lo hanno fatto.

  22. Bene, fortunatamente anche questo 11 settembre è passato e con lui le tante paure che l’accompagnavano.
    Avevo promesso a Franco, ma ancora di più a me stesso, che passato il momento della commemorazione, sacrosanta, e dei ricordi, incancellabili, avrei detto brevemente la mia.
    Questo non è un blog politico, lo sappiamo bene. E’ tuttavia un blog ove il suo autore, Franco Ziliani, ha l’ottima capacità di riuscire ogni tanto a non limitarsi all’argomento principe, cioè il vino e il suo mondo, ma di “mettere sul tavolo” della discussione anche altri argomenti, che possono andare dal calcio fino a questioni ben più serie e importanti, come quella di questo post.
    Detto ciò, spero di non essere fustigato o preso a parolacce da chi la pensa, o dice di pensarla, in maniera diversa dal sottoscritto. Però, su questo argomento, mi sento di poter condividere molti dei pensieri e dei punti espressi, per esempio, da Enzo Zappalà.
    Lao Tse, primo filosofo della filosofia Tao, seicento anni prima di Cristo affermava che “un solo albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce”. Bene, parafrasando quella affermazione, per quanto mi riguarda è normale che un avvenimento come l’attentato alle Torri gemelle del WTC (criminale e vigliacco, tengo a precisarlo bene) abbia suscitato molto più scalpore (rumore) di tanti altri atteggiamenti, poteri economici occulti (ma neanche tanto) che contribuiscono a far sì, ad esempio, che da decenni e decenni la gran parte dei Paesi dell’Africa e di altre parti del mondo li si continui a voler definire “Paesi in via di sviluppo”, termine che odio ogni giorno di più per l’ipocrisia che rappresenta.
    L’argomento meriterebbe pagine di discussioni, di confronti e di argomentazioni, ma non è questo il posto adatto.
    Meglio allora continuare a parlare di vino…

    • Paolo, ieri nel post pubblicato in occasione del decimo anniversario dell’attentato alle Torri gemelle, ho semplicemente voluto esprimere il mio cordoglio, il mio immutato orrore per quel gesto, la mia vicinanza, umana, alle vittime e ai loro cari. Non era un intervento “politico” e sono felice che alcuni l’abbiano capito, mentre altri non ci sono riusciti o hanno evitato di farlo…

  23. Pienamente d’accordo Franco, e ripeto che anche per me il discorso finisce qui…
    Anche se…permettimi di dirtelo, la tua vena giornalistica di “Franco tiratore” anche in questo caso non si è trattenuta, quando parli delle “guerre (di liberazione o di conquista?) che nacquero come conseguenza da quell’evento”: il tuo dubbio tra parentesi non meritava forse una sia pur minima risposta?

  24. per quale motivo non vi è bisogno di sostegno alle ceninaia di migliaia di bambini o di genitori che hanno perso i loro cari per la fame, le guerre di potere o di pseudo-religione che i paesi “del primo mondo” hanno scatenato nel “terzo” o “quarto”? Questa non è politica ma razionalità e libertà di pensiero. Qui si parla di vino e molti dei tragici caduti delle torri gemelle conoscevano sicuramente il vino. Gli abitanti del Sudan, del Congo, dell’Angola, del Ciad, della Somalia non sanno nemmeno cos’è. Per rispetto a loro, ogni tanto, bisognerebbe dire o fare qualcosa. Io ho adottato nel mio piccolo due bambini e non ho chiesto di che credo politico fossero i genitori. Caro Ziliani, lei cerca di vedere risvolti polemici a tutti i costi. E invece no. Ogni tanto bisognerebbe aaprire gli occhi e gli animi non solo seguendo le realtà mediatiche o i pianti sacrificali standardizzati. Sono le nazioni ex-dominanti (ora tocca alla Cina, all’India e al Brasile, e in fondo ne sono contento…) che dovrebbero essere state meno ignobili verso i poveri e i derelitti senza sfruttarli in tutti i modi e senza pietà. Io non parlo nè di Cile nè di Oriente, parlo solo di innocenti condannati a morte dagli occidentali senza dargli alcuno scampo. Gli innocenti sacrificati sono tutti uguali, siano nelle torri che nelle capanne o nella savaana senza un goccio d’acqua. Ma almeno i primi vengono ricordati dai media e dai loro cari, i secondi nemmeno questo…
    Sì, sì, questo è un sito di vino e di sue aride polemiche… non credo sia male, però, fare vedere ogni tanto che non siamo burattini al servizio dei media e di ciò che ci impongono di vedere e di dire. Prima di appassionati del vino dovremmo essere veri uomini… Forse, se lo fossimo nel profondo, si potrebbe discutere molto meglio di qualcosa che è ben superiore alla gretta polemica o alla squallida valutazione e che fa parte integrante della storia della vita sulla Terra e della cortissima esistenza dell’uomo… Dobbiamo aspettare l’11 settembre per scoprire il marcio che esiste nel mondo? Direi proprio di no, sotto qualsiasi colore politico o bandiera.

    • adesso mi ha proprio stancato signor Enzo Zappalà: se questo é, come dice lei, un sito di “aride polemiche” vada altrove a leggere e a commentare!
      Continua a non voler capire, non é che non ci arriva, volutamente non vuole capire, che il post di ieri si riferiva al solo attentato dell’11 settembre, e basta ed é inutile e fuori luogo tirare in ballo, come lei ha fatto, altre vicende politiche, il problema della fame nel mondo, le “guerre di potere o di pseudo religione”.
      Nobilissimi e giustissimi temi, che meriterebbero, altrove, non qui, ampie trattazioni e discussioni, ma che con una semplice rievocazione dell’attentato a dieci anni, e la pura espressione di uno stato d’animo, il mio, di fronte a quel fatto sconvolgente, non c’entrano assolutamente nulla.

  25. Sono tornata ieri da Dubai e ho fatto l’esperienza di salire sulla torre forse piu’ alta del Middle East: Burj Khalif..mentre salivo al 128 piano, raggiunto nella nano misura di un minuto (dico nano considerando quella altezza) ho provato un brivido e ho pensato come nel mondo i vari paesi si fanno la ‘guerra’ per manifestare la loro potenza, per soddisfare la sete di potere e dimostrare di cosa sono capaci…questo senza guardare in faccia ai civili, alla gente comune e ho pensato nello stesso istante a Ground Zero dove sono stata l’anno scorso e da dove non riuscivo a distogliere lo sguardo, ad andare via tanto era l’incredulita’.. il parallelismo mi ha fatto rabbrividire e ho pensato all’america un paese che, anch’io come Franco, ho guardato nel passato con riserve e che invece dopo la mia visita mi ha insegnato a guardare sempre piu’ dalla parte della liberalita’, all’accettazione con dignita’ della realta’. Scendendo dalla torre mi sono soffermata a leggerne la storia e i nomi di chi l’ha costruita. Pochi musulmani..quasi tutti architetti ed ingegneri inglesi e americani….

  26. caro Ziliani, … non riesce a seguire il mio discorso per partito preso. Sicuramente le dà fastidio uno che pensa con la propria testa: io NON parlo di politica e lei risponde che io ho parlato di vicende politiche. Vede politica nelle stragi dei bambini africani o dei bambini soldato del Congo? Io vedo solo orrore e basta. Mi chiedo: ci è o ci fa? E con questo torni pure a cassare chi non segue il zilianesco pensiero (?)

  27. Andavo spesso a Ny in quel periodo. Era il 10 settembre 2001, tardo pomeriggio, mi preparavo al rientro in Italia, per il traffico il taxi su cui ero si muoveva lento, in coda nel Queens verso il JFK. Solo, era il momento dei pensieri, as usual, e c’era tempo per osservare le Torri Gemelle che si elevavano fredde tra gli altri grattacieli. Sarei dovuto andare laggiù quella mattina, ma un acquazzone mi aveva tenuto nel quartiere a me più familiare. Pochi minuti più tardi nel terminal in cui ero solito fare ceck in, presto mi rendevo conto che l’atmosfera era diversa dal solito, l’ansia era palpabile, policemen in borghese si occupavano del deflusso della gente, alcuni – mi accorsi – erano anche tra il personale del check in. Era impossibile abbandonare un bagaglio incustodito per pochi secondi. Il giorno dopo, quando ogni emozione, immagine erano ancora così vivi nella mente, ecco il terribile susseguirsi degli eventi, le chiamate vs NY, poi il silenzio.

  28. Anch’io ho un ricordo molto vivo del senso di orrore, paura e sgomento di quel giorno. Non avevo mai provato una sensazione del genere (ed ho passato i 50…). Però anch’io, come altri su questo blog, mi sono fatto delle domande, colpito in qualche modo dal risalto particolare che è stato dato in questi giorni a questa ricorrenza. Confesso un certo disagio di fronte alla palese differenza dei nostri comportamenti e mi sono dato questa risposta: quei morti, quei fatti ci hanno colpito perchè hanno riguardato gente come noi, gente che era andata a lavorare prendendo l’autobus o il metro in una città simile alle nostre. Ed allora capisco meglio il mio disagio: altri morti, altre tragedie, altri attentati colpiscono persone che in qualche modo sentiamo “diverse” e comunque lontane: quasi nessuno ne parla e lo spazio sui giornali, TV e media in generale è minimo. Credo che questo non sia giusto e che ci debba in qualche modo fare riflettere.

  29. Anch’io concordo con Angelo Cantù, in particolare dove nel finale scrive:
    “altri morti, altre tragedie, altri attentati colpiscono persone che in qualche modo sentiamo “diverse” e comunque lontane: quasi nessuno ne parla e lo spazio sui giornali, TV e media in generale è minimo. Credo che questo non sia giusto e che ci debba in qualche modo fare riflettere.”
    Peccato che la “par condicio” è un’utopia…

  30. ciò che dice Angelo è esattamente ciò che dico io. Tuttavia, non è mai tardi per cominciare a riflettere e valutare con razionalità. Se no si rischia veramente di cadere nel razzismo, più o meno velato: a noi che c’importa dell’Africa..? Tanto loro ci sono abituati… Quando si arriva a questo pensiero più o meno inconscio bisogna fermarsi e pensare che tutti insieme (di ogni razza e colore) siamo una piccola parte (forse insignificante e poco duratura) di ciò che vive sulla Terra da una frazione di secondo della sua esistenza. E la Terra è un granello microscopico nel Cosmo… Questi pensieri (enoici o no) mi fanno venire brividi ben maggiori delle terrificanti immagini delle torri gemelle. Ben vengano i ricordi, ma che servano a ricordare tutto e non solo che ci è vicino per comodo: le stragi degli incas in nome della fede cristiana, degli arabi durante le crociate per conquistare la NOSTRA Gerusalemme, degli indiani d’america, dei cinesi durante l’occupazione giapponese, dei campi di sterminio tedeschi e russi, ecc., ecc. Inssomma un giorno del ricordo e del pensiero generale (e che sia pure l’11 settembre perchè ha toccato l’uomo occidentale in tempo di pace…si fa per dire…) che aiuti a riflettere soprattutto i giovani che potrebbero ancora cambiare qualcosa del futuro umano. Ricordiamoci che la Natura, quando ha capito che i dinosauri erbivori erano troppi ha iniziato a inserire veleno nelle foglie delle piante… Non le sarà difficile fare lo stesso anche con questo scimpanzè evoluto che divide le stragi in serie A e serie B e che non è stato capace di usare il proprio meraviglioso cervello.
    Bravo Angelo!

  31. Franco:

    Ringraziarla per ricordare il giorno terribile che era il 11 settembre, 2001. Mentre questa tragedia ha colpito le rive del mio paese, era davvero un avvenimento che ha colpito il mondo occidentale intero.

    Noi nell’America – poiché tuoi in Italia – ha una volontà forte e non saremo sconfitti dai terroristi. Siamo stati feriti, ma siamo emersi come un paese più forte.

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