Congresso A.I.S. Lecce: le principali notizie date nel live blogging

E’ stata una bella esperienza seguire, in una Lecce più bella e affascinante che mai, lo svolgimento del 45° Congresso di quell’Associazione Italiana Sommeliers, la principale delle associazioni della sommellerie italiana, di cui mi onoro di essere collaboratore da diversi anni. E per la quale curo le news e la rassegna stampa del rinnovato sito Internet, oltre ad avere collaborato, sino alla sua chiusura, alla rivista De Vinis. Che, forse, potrebbe presto tornare in una versione on line.
Bella esperienza da un punto di vista professionale, ma soprattutto, consentitemelo, dal punto di vista umano, perché mi ha consentito di apprezzare una volta di più la calda ospitalità del Salento e dei salentini, l’efficienza (quasi teutonica!) del team di A.I.S. Puglia, che ha organizzato splendidamente, nel migliore dei modi, il Congresso, e di ritrovare vecchi amici e incontrarne di nuovi, che (riscaldandomi il cuore e riempiendomi, consentitemelo, di soddisfazione) mi hanno manifestato il loro apprezzamento per la mia collaborazione con A.I.S e mi hanno fatto sentire, una volta di più, anche se sono e resto solo un collaboratore esterno, senza incarichi ufficiali, parte della “famiglia A.I.S.”.
Seguire il congresso è stata anche l’occasione per ridare vita, e curare, al blog del Congresso A.I.S., che continuerà a seguire “live blogging” i momenti più importanti della vita dell’Associazione (appuntamento lunedì 14 novembre da Milano per la finale del Premio Franciacorta, concorso che premia il miglior Sommelier d’Italia) e cercare di rendere, attraverso una serie di post, l’atmosfera di quello che stava accadendo e informare circa le notizie più importanti prese.
Ho pensato dunque di segnalare anche su Vino al vino, mediante il link ai post, alcuni degli articoli principali.
In primis il testo integrale della relazione pronunciata dal Presidente Maietta al Congresso, l’annuncio delle location dove si svolgeranno le prossime edizioni del Congresso, dal 2012 al 2015, quindi le prime impressioni su un’emozionante degustazione verticale di quell’autentico fuoriclasse dell’enologia pugliese che è il Graticciaia della Agricole Vallone.
A proseguire la cronaca di un ottimo convegno sul tema “Le giovani generazioni e l’alcol. Oltre i soliti luoghi comuni” e quella di un orgoglioso/grintoso intervento pronunciato nel corso dell’Assemblea nazionale dal presidente dell’A.I.S. Antonello Maietta.
Infine, a riprendere e supportare quello che avevo già sostenuto in questo post, ovvero che la Regione Puglia può contare, per la tutela e promozione del proprio ricco sistema agroalimentare su un eccellente amministratore (e uomo di pensiero), l’assessore Dario Stefàno, il resoconto del suo intervento pronunciato a braccio in occasione del convegno sopra citato.
E poi, per concludere con un sorriso, l’annuncio di un’idea di ipotetico (e spassoso) wine reality show venuta a quel geniaccio della televisione che è Gianni Ippoliti, con il quale ho avuto un simpaticissimo incontro, prodromo, credo, di altri. Se questo progetto prenderà veramente piede e si concretizzerà…
Perché anche questo, tanto calore, tanto amore per il vino, tanta umanità (e altro…) è stato il fantastico 45° Congresso A.I.S. di Lecce.

17 pensieri su “Congresso A.I.S. Lecce: le principali notizie date nel live blogging

  1. Sono fiero di essere stato il primo a inserire un commento ai tuoi scritti sul blog dell’AIS, anche se sono finora l’unico (eppure e’ così facile registrarsi cliccando in alto a sinistra nella Home del nuovo sito AIS), perche’ e’ stato, secondo me, un congresso di svolta. Spero che si pubblichino per intero i due interventi del Presidente e di Stefàno, che magari sono stati registrati. Un eventule programma sul vino con te e Ippoliti sprizzerebbe simpatia da tutte le parti e lasciatelo dire da chi, come me, ha avuto la fortuna di vedere tutte le belle puntate del programma televisivo di Gino Veronelli e Nichi Stefi, una vera pietra miliare. In bocca al lupo!

  2. Non rammaricarti troppo, caro Franco, perchè i motivi della scarsa partecipazione al blog dell’AIS non sono a te imputabili. La concorrenza di FB et similia sta rendendo difficoltoso trovare il tempo di seguire nuovi blog.
    Nel caso specifico, anche se in termini assoluti pesa sicuramente poco, può avere contribuito il (negativo) ricordo del fatto che, qualche anno fa, l’AIS aveva un Forum e, non gradendo le critiche, ha pensato bene di chiuderlo in modo arbitrario…

  3. Bisognerebbe rendere i caratteri un po’ piu’ leggibili, sono scritti troppo in piccolo e instradare meglio chi non era registrato (come me) perche’ appena clicchi per fre un commento ti appare la scritta che e’ necessrio “essere collegati” e invece si doveva scrivere “essere registrati) e mettere un link alla registrazione. Invece uno deve andare apposta a cercare da solo come fare, quindi i piu’ rinunciano. Speriamo che migliorino anche questo servizio, perche’ tu ce l’hai messa tutta e non credo che nessun altro abbia nulla da dire (infatti ne parlano qui, dunque potrebbero dire le stesse cose anche là). La svolta dell’AIS va sostenuta, spero che gli stessi sommelier lo capiscano, perche’ hanno un grande compito oltre a quello di abbinare bene vini e cibi. Lo vedo, per esempio, da un ragazzo sommelier AIS che a marzo e’ venuto qui in Polonia e gira dappertutto soltanto nei ristoranti a proporre buoni vini italiani, a organizzare degustazioni di un certo livello, insomma l’educazione al bere bene. Non sono soltanto dei… camerieri!

  4. Mi e’ piaciuta molto la relazione del Presidente che hai pubblicato oggi nel blog dell’AIS, Franco. In particolare il concetto della frase: “Il collante che ci dovrà unire non potrà più essere la categoria di appartenenza, ma lo spirito di servizio che da quasi 50 anni abbiamo messo a disposizione del mondo del vino e delle bevande alcoliche di pregio”. Ma penso che i tuoi lettori possono andare a leggersela tutta d’un fiato (parla come beve, il Presidente!) e anche a commentarla, qui o la’ o in entrambe i blog.

  5. ma dell’annuncio dato dal presidente dell’A.I.S. e riferito da Luciano Pignataro sul suo blog
    http://www.lucianopignataro.it/a/breaking-news-congresso-nazionale-ais-a-lecce-daniele-cernilli-diventa-il-responsabile-nazionale-area-comunicazione-il-commento-di-ziliani/30987/
    lei non ha niente da dire Ziliani? Ma davvero si é felicitato, come scrive Pignataro, per quell’incarico dato dall’A.I.S. ad una persona con cui non ha certo ottimi rapporti?
    Stento a crederlo. O ci sta raccontando bugie o é cambiato. Oppure sta diventando buono ed é innamorato, chissà…

    • cara Silvana, buono o buonista non sono diventato né intendo diventare. Magari, complici i 55 anni compiuti, un po’ più realista… Confermo le dichiarazioni che ho rilasciato al collega Luciano Pignataro. L’A.I.S. non si é portata in casa, come “responsabile nazionale dell’area comunicazione” un pinco pallo qualsiasi, ma una persona di lunga esperienza nel campo del vino italiano. Ovvio che io mi complimenti con A.I.S. per questa scelta. Poco conta la mia simpatia o meno con la persona in oggetto, non credo che ci chiederanno di diventare amici…
      E penso anche, visto che il Presidente Maietta mi ha confermato che la mia collaborazione in atto da anni con A.I.S. prosegue, che andrò avanti a fare informazione per A.I.S. sul sito Internet, e che il dottor Cernilli si occuperà di altre cose. E’ sicuramente un valido comunicatore, come ha confermato con il puntuale intervento pronunciato nel corso del convegno di Lecce di sabato mattina.

  6. Io invece ho letto gia’ Sabato 8 alle 17.33 un pezzo dedicato da Franco su quell’argomento di cui parla massimo. Se mssimo vuol far litigare la gente lo dica pure chiaro, ma si tolga almeno le fette di salame sugli occhi perche’ il commento di Franco e’ proprio in questo pezzo, che riporto:
    “Daniele Cernilli invece, di cui il presidente dell’A.I.S. Maietta ha annunciato la fresca nomina a “responsabile nazionale dell’area comunicazione” dell’Associazione, in un intervento a braccio ha esordito ricordando come dagli anni Sessanta ad oggi il consumo di vino pro capite in Italia sia passato da 100 litri a 45 e ha denunciato che “una parte dei giovani si fa anche di vino”, ma soprattutto di “bevande alternative prodotte da multinazionali dal sapore accattivante e a basso tenore alcolico, bevande che ti fregano anche senza che te ne accorgi”.
    Una “roba colorata frizzantina dolce alcolica” la cui attrattiva per molti giovani privi di cultura del bere è innegabile. Ha denunciato anche l’estraneità alla cultura italiana della cosiddetta “cultura dello sballo”, figlia di una “cultura” che parte dagli anni Settanta, e ha proposto che il libro di Baldassarre, pieno di buon senso e di grande utilità, venga adottato come libro di testo in occasione dei corsi A.I.S.”

    • ognuno legge quello che vuole leggere Mario. E capisce quello che riesce o vuole capire… Se aspettano polemiche da me su quella legittima decisione di A.I.S. campa cavallo…
      Ho anche detto al Presidente Maietta e lo ripeto qui, che se lo ritiene opportuno sono disponibile ad un incontro con il nuovo “responsabile nazionale dell’area comunicazione”.
      Ma prego i lettori di non fermarsi a questo aspetto, marginale, del mio post, e di andare a leggere gli articoli e a lasciare, lì, sul blog A.I.S., i loro commenti

  7. ho letto la sua “risposta” Ziliani e mi sembra, non se la prende, quella di un furbetto un po’ “paraculo”. Lei non la conta giusta e sono sicuro che non riuscirà a lungo a reggere questo gioco e che prima o poi dirà veramente come stanno le cose.
    Vederla parlare bene del “dottor Cernilli” come lo chiama lei,é davvero incredibile. Allora forse é davvero innamorato!

    • grazie per il “furbetto un po’ paraculo” Massimo, molto gentile!
      Lei é libero di pensarla come vuole, anche sul fatto che io sia innamorato… ma io sull’argomento su cui prova a “sfruculiarmi” non aggiungerò alcunché. Ho già detto quello che mi sentivo di dire.
      p.s. non ho cestinato il suo commento, nonostante il “paraculo” perché mi sembra che a differenza di altri lei non insulti gratuitamente e se proprio lo fa, é con una certa dose di affetto o simpatia… Mi sbaglio?

  8. Infatti, Franco, se vogliamo vedere la “svolta” storica dell’AIS con Maietta anche da un’altra ottica, il fatto stesso di avere Cernilli e Ziliani come comunicatori e’ una scelta vincente, la migliore possibile. E’ ora di finirla di dividere il mondo degli scrittori del vino in squadre, con i relativi tifosi, i pretoriani che trovano la loro ragione di esistere soltanto nell’aizzare allo scontro. Io mi divertivo sempre, a San Siro, ai derby, quelli con 5 o con 6 goal da far rizzare i capelli per l’emozione. Sono sempre passato col berrettino della nostra Inter tra quelli della Fossa dei Leoni del Milan, che mi hanno sempre sfottuto da lontano ma mai hanno avuto comportamenti da sfegatati o da idioti, come invece qualcuno che agisce nell’ombra vorrebbe. La competizione tra campioni secondo me e’ un bene che si fa a tutto lo sport, come far lavorare insieme ad un unico grande progetto Ziliani e Cernilli. Ognuno coi suoi pregi, ognuno coi suoi difetti. Ma cio’ che conta e’ il gioco di squadra. I Francesi, che non sono un bel nessuno, ci riescono ed e’ in questo che ci battono sempre. Vuoi vedere che con Maietta cominceremo a dimostrare al mondo cos’e’ davvero la sommellerie italiana? E a quelli che continuano a punzecchiare, che vorrebbero sempre farvi litigare, come il bannato di cui sopra (finalmente tieni il pugno duro, eh?) ed il suo compare che non porta gli occhiali, lo spazio si riduce, perche’ gli altri commentatori ed i lettori hanno ben capito cos’e’ in gioco. Una svolta vera, che non e’ poco. Chi rema contro, fa parte della preistoria del vino italiano. Noi dobbiamo tornare non dico ai 105 (erano 105, non soltanto 100) litri pro capite, va bene anche qualcosa di meno, ma consapevoli e piacevoli e salubri. E’ un programma ambizioso, ha bisogno del massimo sforzo da parte di tutti. Anche per questo chiedo ai tuoi lettori di andare a registrarsi sul blog dell’AIS e di cominciare a dire la loro anche lì. Giusy Andreacchio lo voleva fare, ha avuto qualche difficolta’, se ci legge avra’ gia’ capito come si fa a registrarsi. Avanti, che c’e’ posto!

  9. Non ci vedo niente di “strano” in questa ‘contemporaneità’, non in quel senso che ho avvertito strisciare in qualche commento. Nella mia vita di lavoro mi è capitato tante volte di essere collega di qualcuno da cui la pensavo in modo clamorosamente diverso, e ci son convissuta. Mica uno deve diventare amico e sodale di tutti i colleghi. E’ ovvio che il lavoro richiede un certo comportamento. Il lavoro. Le marchette sono invece un’altra cosa. Questo è lavoro: che si vuole, un duello ogni mattina all’alba?

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