Garantito… da me! Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico superiore Santa Maria d’Arco 2009 Ceci

Attenzione cari lettori, perché vi dico subito che sto per farvi un regalo. No, non vi comunicherò che sto per chiudere Vino al vino, come magari si augura qualche minus habens che continua ad attaccare me e questo blog senza alcun motivo, ripetendo un noioso ritornello, altrove, ma mi limiterò a segnalarvi un piccolo grande vino di un’azienda agricola poco nota.
Se vi piace il Verdicchio dei Castelli di Jesi ve ne voglio suggerire uno, assolutamente garantito, veramente buonissimo, prodotto da un’azienda agricola di San Paolo di Jesi, che si auto-definisce “una piccolissima azienda dove la maggior parte della nostra produzione vinicola è rappresentata da vino (Verdicchio, Marche Bianco e Rosso, Rosso Piceno, ecc) apprezzato da tutti per la qualità e per il prezzo che viene venduto “sfuso” solo a clienti privati sia qui in cantina sia consegnato direttamente da noi della famiglia a clienti/amici principalmente del Nord Italia.
A questo vengono affiancate le nostre selezioni: Verdicchio dei Castelli di Jesi d.o.c. Classico Superiore Santa Maria d’Arco e Rosso Piceno d.o.c. Santa Maria d’Arco”.
Poche bottiglie, diecimila in tutto, che vi invito caldamente a non lasciarvi sfuggire, visto l’eccellente rapporto prezzo-qualità, sia del Verdicchio sia del Rosso Piceno “Santa Maria d’Arco” che è di 7 euro Iva compresa.
L’azienda in oggetto si chiama Ceci Enrico, è situata sulle colline di San Paolo di Jesi, e l’azienda agricola inizia la propria attività viti-vinicola negli anni ‘60 ed è gestita da Enrico e dal figlio Mauro, con la collaborazione di tutta la famiglia.
Su diciotto ettari totali, l’azienda dispone di otto ettari di vigneto (Verdicchio-Montepulciano-Sangiovese-ecc.), mentre “la restante superficie è coltivata a cereali ed olivi. Le nostre vigne sono dislocate su differenti versanti delle colline che, da sopra San Paolo, scendono dolcemente verso la sponda destra del fiume Esino.
La posizione dei vigneti è stata scelta per carpire le caratteristiche dei diversi terreni e del particolare microclima di tutto il territorio comunale che rende unico il sapore e il profumo del vino. L’esposizione varia da Nord-Est a Sud-Ovest e l’altezza da 200 a 400 metri, con esposizione a Nord-Est. Intendiamoci, per me l’attività dell’azienda Enrico Ceci non è una novità perché ne scrissi già sei anni fa (come si può leggere nella sezione Dicono di noi del sito aziendale) dopo aver “scoperto” il vino in occasione di una delle periodiche degustazioni di vini marchigiani che quel grande e appassionato promoter che è stato il direttore e anima di Assivip Giancarlo Rossi mi aveva, con la professionalità che gli è sempre stata riconosciuta da tutti, organizzato.
Nel Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico superiore Santa Maria d’Arco, questa volta di annata 2009, mi sono nuovamente imbattuto degustandolo, anzi gustandolo tout court, due volte: il pomeriggio di venerdì 21 e poi di sabato 22, degustando da solo, introdotto da Alberto “Richelieu” Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela vini, e poi in compagnia degli altri relatori partecipanti alla tavola rotonda su Verdicchio 2.0, presso la bella e ospitale Enoteca Regionale di Jesi.

In entrambi i casi sono rimasto colpito dalla personalità di questo Verdicchio, prodotto per la prima volta nel 2001 da una selezione di uve aziendali 100% Verdicchio raccolte a cassetta e sottoposte a pigiatura soffice seguita da fermentazione a temperatura controllata.
Verdicchio da vigneti di età variante da 5 a 30 anni con bassa densità d’impianto, circa 2.000 ceppi per ettaro per i vecchi impianti e circa 3.500 per quelli più recenti, ma con rese per ettaro contenute in circa 80/90 quintali d’uva, posti nel cuore della zona del Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico.
Vino che nasce da un’accurata vinificazione, con l’uva viene raccolta in cassette, sottoposta a pressatura soffice con pressa orizzontale e decantazione statica del mosto a freddo. Fermentazione a temperatura controllata, affinamento in botti d’acciaio con un breve passaggio in botti grandi di quercia prima dell’imbottigliamento che avviene dopo circa 9 mesi dalla vendemmia con successivo affinamento in bottiglia per altri 3-4 mesi. Perché mi è piaciuto, e tantissimo, ed è piaciuto molto ad altre persone che hanno assaggiato con me, ad esempio la marketing blogger Monica Pisciella di Wineup http://www.wineup.it/ l’artista blogger Vincenzo Reda e http://www.vincenzoreda.it/ e la giornalista anconetana Stefania Zolotti .
Mi è piaciuto perché è buono e personale e sfida quello che gli stessi produttori avvertono come una grande difficoltà, specialmente di questi tempi, “riuscire a farsi conoscere e a trovare la strada giusta per far si che gli operatori del settore non continuino a dire: “Siete tanti, siete sconosciuti, i Verdicchio son tutti uguali, ecc., ecc.
Ma i Ceci sono molto determinati, non si scoraggiamo e tengono duro e fanno bene. Attualmente hanno in commercio la vendemmia 2009 sia per il Bianco che per il Rosso ed il Verdicchio 2010 uscirà tra qualche mese, e “probabilmente qualcuno lo vorrà anche in occasione del Natale per fare regali”. Cosa che vi consiglio spassionatamente di fare.
Buonissimo questo vino perché propone un’idea alta, complessa, ma straordinariamente beverina e godibile del Verdicchio, leggermente maturo nei profumi intensamente fruttati, solari e mediterranei (come rivela anche il magnifico colore paglierino oro splendente) che richiamano gli agrumi, anche canditi, e la frutta gialla (pesca e pesca noce soprattutto) e poi fiori bianchi e mandorla ma poi via via sempre più elegantemente minerale, calcareo, salato, dotato di una nitidissima definizione aromatica.
Sale e una splendida acidità che spinge al gusto, con una vena di mandorla amara finale e nerbo preciso, infinito affilato profondo verticale petroso, un perfetto equilibrio tra frutta, sale, acidità, un allungo di grande dinamismo e una capacità di farsi bere davvero straordinaria, abbinandolo non solo a preparazione a base di pesce, magari le code di mazzancolle in potacchio con patate e olivette, i ravioloni ripieni di calamari e borlotti con salsa di zucchine, i fantastici pennoni di Giovanni Perna con lumachine di mare, che ho gustato sabato sera a cena al sempre ottimo ristorante del Fortino Napoleonico di Portonovo, ma un classico del territorio come il coniglio in potacchio.
Beh, il consiglio ora ve l’ho dato a voi ora deciderne se farne tesoro…

Azienda Agricola Ceci Enrico
via Santa Maria d’Arco, 7
60038 San Paolo di Jesi (An)
tel.e fax +39 0731 779033 cell. 347 2530596
sito Internet www.cecienrico.it
e-mail info@cecienrico.it

12 pensieri su “Garantito… da me! Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico superiore Santa Maria d’Arco 2009 Ceci

  1. Non è che mi hai saccheggiato la cantina? Inizio ad aver questo sospetto. Se sei a Fornovo domenica ci mettiamo d’accordo per quella verticale.

  2. non c’entra nulla, ma visto che si parla di verdicchio, avete provato il san lorenzo 1998(è l’ultima annata!)Ne ho comprate solo due bottiglia, perchè insomma …40 euro in enoteca! Una l’ho bevuta quest’estate…e che bevuta!

  3. conosco sia la Famiglia Ceci che i loro prodotti,ottimi e con rapporto qualità prezzo molto bilanciato,sposo il suo consiglio Ziliani,e di riflesso lo consiglio.

  4. Personalmente ho trovato assolutamente straordinario ed in ripetute occasioni il Meridia della Cantina Belisario di Matelica

  5. Pingback: Verdicchio 2.0, « Wineup

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *