Happy end: chiusa (per quanto mi riguarda) la querelle con Intravino

Una tempesta in un bicchier d’acqua, anzi di v(F)ino

Devo segnalare con piacere un happy end, un lieto fine, alla vicenda, che definirei una tempesta in un bicchier d’acqua, nata e sviluppatasi oltre misura, sicuramente oltre alle intenzioni di ognuno, relativa al mio commento delle 16.46 del 10 ottobre in questo post pubblicato dal blog Intravino.
Anche se non ho potuto leggerlo, come avrei voluto, come commento al mio post di risposta, alla lettera aperta ai responsabili di quel blog, ho ricevuto via mail da Massimo Bernardi, inventore e e responsabile dei blog Dissapore e Intravino (mail inviata per conoscenza anche a vari editor di Intravino), le seguenti parole:
“Franco, ho letto solo ora perché impegnato, ma ho letto tutto. Ti chiedo scusa, cerchiamo di far meglio ogni giorno ma qualcosa può sfuggire. Il commento è stato moderato in ritardo, cosa che faremo di tutto per evitare in futuro. Ciao, Massimo”.
Da parte mia, accettando le scuse di Massimo ed essendo sicuro che vengano condivise da tutto lo staff di Intravino (anche se, per inciso, noto, ad esempio qui, che con due “commenti” inviati oggi alle 7.35 e alle 13.12 “il tiro allo Ziliani” tranquillamente prosegue…), considero chiusa la querelle.
Io resto della mia idea, che non ritratto in alcun modo e di cui non mi pento affatto o di cui non devo chiedere “scusa”, sull’Es di Gianfranco Fino (domani tornerò sull’argomento) e sulla sua valutazione da parte delle guide, ritenendomi in diritto di esprimerla senza per questo venire linciato e sottoposto al ludibrio mediatico e penso che Intravino o qualsiasi altro sito o blog abbiano invece il diritto di considerarlo, se lo ritengono, il migliore vino italiano. O del mondo.
Chiusa questa spiacevole querelle mi auguro che ognuno torni a scrivere di vino come vuole, ad interessare/appassionare o annoiare i lettori, a fare discutere.
Siamo ancora in un Paese libero e voglio sperare che il dibattito sul vino, non sul ritorno al nucleare, sulle misure per combattere la crisi economica o la disoccupazione, o sulla validità di un farmaco che sconfigga il cancro, si possa svolgere, anche via Web, con maggiore civiltà e tolleranza rispetto a quelle che hanno fatto difetto in questo caso.

15 pensieri su “Happy end: chiusa (per quanto mi riguarda) la querelle con Intravino

  1. Noi qui a Marte siamo molto felici, soprattutto perchè nella nostra Unità di Crisi si stavano un po’ stufando. Oh, era ora! Non fate mai più una cosa simile e sappiate che stavamo attrezzando una navicella per portare su Ziliani e salvare il mondo (non credetemi, è uno scherzo, non mandate fondi per il reperimento del necessario alla costruzione. Lui sta bene dov’è. Noi anche stiamo bene dov’è).
    Brisky 🙂
    P.S.: questo postscriptum andrebbe inserito prima dello scriptum, però noi Marziani facciamo quello che ci pare. In conclusione del tutto – sperando che conclusione sia, mah! – vorremmo dire ciò: la cosa più difficile sul vostro pianeta è chiedere scusa. Prendete certe guerre, ad esempio. Prendete il ratto delle Sabine (guerra scelta a caso per non toccare tematiche politiche prossime e remote. La prossima volta vi parlerò di Adamo e della prima moglie, Lilith). Nessuno che chiedesse scusa, eppure i Romani qualche ragione l’avevano, i Sabini le avevano tutte, anche se l’esito successivo dimostrò che forse in qualcosa erano stati carenti (che insinuazione marziana subdola e velenosa!). Si sarebbero menati per secoli e secoli, i Romani e i Sabini, se non fossero intervenute le Sabine a dire va be’, questi Romani non sono male (ecco, appunto, riflettete, Sabini), ma voi altri siete nostri parenti, per cui pensiamo che potete far pace. Grazie a un manipolo di donne, come spesso accade ma qui mi fermo perchè è meglio, mala tempora currunt, la guerra era nata e la guerra era finita. In mezzo, i baffi e la coda di un ratto. Romani e Sabini capirono che era loro convenienza chiedersi scusa: una moglie di qua, una figlia di là, che senso ha? E dimostrarono che chiedersi scusa si può. In quanto ai modi di chiedersi scusa, voi Terrestri sapete trovarne di complicatissimi: 1) tendete a chiedere scusa in privato, ma non in pubblico 2) a chiedere scusa in modo tale che sembri l’altro a chiedere scusa 3) a farlo chiedere da un terzo per conto vostro 4) ad aspettare che sia il tempo a chiedere scusa in vostra vece. E se tutto ciò vi pare troppo marziano, vi chiedo scusa. C’est facile!

  2. Chi ti ha dato il permesso di pubblicare una email privata?
    Stai violando la privacy, lo sai?

    Forse, quando il maestro di “Netiquette” spiegava, eri assente dalla lezione?

    • ritenevo di impedire a Tomacelli di fare una cattiva figura pubblicando questo suo commento che mi ha inviato ieri sera e ho trovato stamattina, ma visto che ormai ha dato notizia di questa cosa sulla sua pagina di facebook, rispetto la sua volontà e lo pubblico. Ovviamente senza alcun commento. Io continuo a pensare che il Tomacelli che da qualche giorno si relaziona con me non sia lo stesso Antonio che consideravo un amico. Spero tanto di non sbagliarmi

  3. Bene, benissimo, ora che si beve per festeggiare!

    Ha ragione Briscola e aggiungo: Amare significa non dover mai dire “mi spiace”. Che c’azzecca? Nulla, ma mi sembra adeguato all’happy ending. Con l’augurio che diventi un happy starting, per una collaborazione e condivisione di idee anche vivace ma sempre civile.

    ps alla larga dagli zizzaniologhi di professione.

  4. durante le numerose cene/degustazione a cui mi capita di partecipare, spesso ci troviamo di fronte a vini che a qualcuno emozionano e ad altri no. Sicuramente ognuno esprime le proprie sensazioni (perchè di questo stiamo parlando) senza offendere nessuno e cosi’…un po’ si cresce insieme.
    Personalmente il vino che ha scaturito il dibattito animato e poco simpatico l’ho bevuto solo due volte (non ricordo le annate)una di queste alla cieca in una serata dedicata ai vini del sud: beh…non è arrivato nei primi tre!!! Personalmente, per quel che vale la mia opinione, io la penso un po’ come te Franco, le eccellenze sono altre.
    ciao ciao

  5. Insisto a pensare che qualche granello di sabbia abbia inceppato quell’ingranaggio delicato (e prezioso) che è la solidarietà tra gente che la pensa in modo diverso ma vuole discuterne. E’ una capacità da preservare, in tempi opachi, senza buonismi, ovviamente. (Mi sento un po’ marziana, a scrivere così, ma così penso e questo pensiero mi piace rendere pubblico; sempre in tempo a chiedere asilo politico su Marte).

  6. Sig. ra Silvana…… LEI HA PERFETTAMENTE RAGIONE…. il senso delle sue parole e l’ironia di BRISCOLA…o meglio B…R…I…S…C…O…L…A… fanno bene sempre…
    preserviamo la capacità di comunicare…e difendiamola da comportamenti che la possano ridurre o rendere una guerra…

  7. Franco Ziliani e Antonio Tomacelli, per favore tenete duro! Mi rendo conto che non sia facile mantenere la calma, la testa lucida e il cuore aperto, quando continuano ad aggirarsi su questo e l’altro blog persone che fanno della semina di zizzania la ragione della loro vita virtuale.

    Voi ormai dovreste essere temprati a tali avversità. adesso c’è solo bisogno di un po’di tempo per elaborare la querelle e poi lasciarla cadere nel dimenticatoio.

  8. Incasso obtorto collo l’accusa di “democristianismo”, roba che farebbe rigirare nella tomba i miei cari se non fosse che loro ormai appartengono ad un mondo migliore e distante.

    Va bene così, per quello che possono valere l’amicizia e la stima virtuale entrambe rimangono intatte per te e anche per Tomacelli. Voce dal sen fuggita più ritirar non vale, ma si è scritto già troppo a riguardo.Mi dispiace che ancora ci sia qualcuno che cerchi di fomentare l’inimicizia invece che calmare le acque e andare avanti.

    Dagli sbagli si impara, l’importante è non ripeterli.

    Io sono solo uno dei tanti commentatori che seguono con passione quello che viene scritto sul vino. Con il tempo mi sono affezionata a chi ci fa conoscere questa realtà. Un piede solo non riesce a farmi star dritta, che vuoi, sono fatta così.

  9. Gent.mo dott. Ziliani: sono contento che tutto sia finito bene. Avevo auspicato questo -è scritto- e quindi mi rallegro.
    Spero che l’happy end possa cancellare, o quantomeno attenuare, i Suoi dispiaceri.
    A causa della polarizzazione che ha assunto lo scambio di opinioni ho ritenuto giusto schierarmi con fermezza dalla parte che ho ritenuto giusta (cioè stavolta la sua), sperando in un rinsavimento di tutte le parti coinvolte. E’ un peccato perchè amo le sfumature e raramente la verità sta tutta da una parte, ma stavolta non si poteva altrimenti.
    Non sempre sono stato d’accordo con Lei, benchè non sempre mi vada di postare commenti di disaccordo, e credo che anche nel futuro potrà accadere di non trovarmi in sintonia (per quanto poco possa contare la mia opinione rispetto alla Sua): tuttavia da questa storia ho ricavato la certezza che Lei ed io saremo sempre d’accordo nel contrastare l’arroganza, l’insolenza e la turpitudine di chi esprime maledicenze e contumelie, con l’aggravante -nel caso dei blog- di nascondersi dentro l’anonimato.
    Direi che possiamo affidare al più presto questa cattiva pagina complessiva – il mio post compreso, naturalmente- al fiume Lete.

    • caro Cestari, grazie. Un’opinione simile alla sua, l’invito a lasciar perdere, a chiudere questa polemica, me l’ha espressa pochi minuti fa al telefono uno dei più importanti e storici produttori pugliesi, che conosco dal lontano 1994 e che mi onora della sua amicizia e stima. E che non mi considera certo, come altri che mi hanno scritto via facebook, un nemico della Puglia e dei suoi vini..

  10. The End.
    Brisky 🙂
    and Happy New Year! R…A…Y…O..:—)) (—) …. … ferm…///%..ate…///MI! L’ironia, karo Rayo, è una kosa seria 😉

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