Il Web 2.0 fa e farà sempre più rima con Verdicchio. Impressioni a caldo dopo un convegno a Casalfarneto

Per ora non sarà altro, visto il poco tempo a disposizione intercorso dal mio ritorno dalle Marche e i tempi di uscita del blog, che un flash questo post, ma ci tenevo a dire subito, a caldo, che il dibattito dall’accattivante titolo di Verdicchio 2.0, incontro nato per studiare delle nuove e moderne possibilità di promozione del Verdicchio ai tempi del Web 2.0., svoltosi sabato 22 presso le cantine Casalfarneto di Serra de’ Conti in provincia di Ancona, è stato un vero successo.
Organizzato perfettamente dalla simpatica famiglia Togni, una potenza nel campo delle acque minerali, degli “spumanti”, ovvero Rocca dei Forti, e da qualche tempo anche nel campo dei vini di qualità con Casalfarneto, con la regia di quell’eminenza grigia del vino marchigiano che è Alberto “Richelieu” Mazzoni, e la preziosa di un gruppo di giovani entusiasti collaboratori che si sono occupati delle p.r. e della comunicazione (voglio citare, uno per tutti, un solo nome, quello della giovane, deliziosa e bravissima Elisabetta Stacchiotti), l’incontro, che si è svolto alla presenza di un centinaio di persone (mi piace citare Dino Porfiri, enologo di lungo corso, oltre che ultimo presidente di quella splendida cosa che è stata Assivip, e poi di Giancarlo Sagramola, vice presidente e Assessore all’Agricoltura della Provincia di Ancona, nonché del Sindaco di Serra de’ Conti Arduino Tassi oltre che di funzionari della Regione Marche) è andato davvero bene.
E ha proposto, per merito degli intervenuti, che ben moderati dal saggio Giorgio dell’Orefice del Sole 24 ore Agricole http://www.agrisole.it/ sono stati Alberto Mazzoni : Direttore IMT http://www.albertomazzoni.it/Home.aspx Luigi Bellucci : Tigullio vino http://www.tigulliovino.it/ Andrea Petrini: Percorsi di vino http://percorsidivino.blogspot.com/ Monica Pisciella : Wineup http://www.wineup.it/ Vincenzo Reda artista e blogger http://www.vincenzoreda.it/ nonché il sottoscritto, molti spunti di dibattito sul ruolo dell’informazione sul vino via Web e sul suo carattere innovativo e di rottura, sull’interazione tra professionalità e spontaneismo nello scrivere di vino, sulla figura del blogger e sul suo ruolo, sul rapporto con i lettori/consumatori e con le aziende produttrici, sulla fondamentale importanza dei contenuti, che vedrò di sviluppare nei prossimi giorni.
E poi, com’era inevitabile e fondamentale, si è finiti per cantare le lodi e innalzare una sorta di Te Deum profano a Messer Verdicchio, alla sua centralità nel passato, nel presente e ancor più nel futuro del vino marchigiano, alla sua straordinaria duttilità che lo porta ad esprimere livelli di eccellenza sia sotto forma di bollicine metodo classico (ne parlerò nei prossimi giorni su Lemillebolleblog, che vi invito a leggere e visitare come questo blog) sia soprattutto come vini bianchi fermi di varia natura e stile, sia come passito da fine pasto o da meditazione.
E ad un sistema produttivo forte e vitale, che nel Verdicchio trova fondamento e salde radici, che vede interagire in maniera mirabile piccole aziende agricole, spesso simbolo e faro, una rete di validissime cantine cooperative, e grandi aziende private, che producono tutte Verdicchio (dei Castelli di Jesi, ma non dimentichiamoci anche il fratello o cugino di Matelica), di diversificata personalità.

Alcuni capaci di lasciarti letteralmente di sasso, ammirato e soggiogato, com’è capitato a me venerdì di fronte a due strepitosissimi Cuprese targati 2001 e 1991 della Cantina Colonnara Viticultori in Cupramontana, come recita l’esatta dizione che compare sul sito Internet appena rinnovato. E da visitare.
Il dibattito e la “convivenza” con loro da venerdì alla serata di sabato con il gruppo dei partecipanti mi ha portato ad apprezzare e scoprire ancora di più alcuni relatori, voglio citare in particolare Andrea Petrini di Percorsi di vino, che ho trovato ancora più acuto ed intelligente di quanto rivelassero i suoi post, e la simpaticissima Monica Pisciella di Wine Up, che nonostante la sua pericolosissima Iphone-dipendenza ed il vizio di postare su Twitter ogni respiro, ha sciorinato un intervento e ragionamenti, nei discorsi fatti in giro per le terre del Verdicchio e poi sabato sera a cena al Fortino Napoleonico, (ma il mio vertice culinario è stato, segnatevi l’indirizzo, vi sto facendo un regalo, al ristorante Da Rosina di Monte Roberto, a pochi chilometri da Cupramontana, dove sono stato a pranzo gustando un’esemplare gustosa, pulita cucina di pesce, opera del cuoco Andrea Bonvecchi), di grande lucidità, testimonianza di una padronanza del discorso marketing e comunicazione via Web che mi ha colpito.
Sono stati due giorni, che hanno visto anche una bella degustazione di una ventina di vini, Verdicchio, Rosso Conero, Lacrima di Morro d’Alba che si è svolta presso la bella e ospitale Enoteca Regionale di Jesi, dove al nostro gruppo si è aggiunta anche la giornalista anconetana Stefania Zolotti, di assoluta piacevolezza.
Trascorsi in una terra che mi sa frequenterò spesso nel 2012 e al quale mi legano tantissime cose, dai ricordi di vacanze da bambino, 45 anni fa a Civitanova Marche, all’essere questo blog ospitato dalla Simplicissimus blog farm del marchigiano Antonio Tombolini, all’amore per i luoghi, la cucina, le persone, per le opere di marchigiani illustri quali Rossini e Leopardi, sino ad una Verdicchio folgorazione che voglio sempre più sviluppare.
Come ha scritto un’altra giornalista anconetana, Chiara Giacobelli, in un bel libro, (Newton Compton editore) di cui vi consiglio la lettura, ci sono 101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita. E io mi sentirei di aggiungerne molte altre, enoiche e non, ancora…

3 pensieri su “Il Web 2.0 fa e farà sempre più rima con Verdicchio. Impressioni a caldo dopo un convegno a Casalfarneto

  1. Pingback: Franco Ziliani, la sua cronaca a proposito del convegno Verdicchio 2.0 | Vincenzo Reda

  2. Bellissima fotografia, caro Franco, di un weekend dedicato al Verdicchio e alla scoperta del territorio e dei suoi protagonisti.
    Ti ringrazio molto dei complimenti; ne sono davvero onorata, poichè ti considero uno tra i grandi del giornalismo del vino in Italia.

    A presto!

  3. Pingback: Verdicchio 2.0, « Wineup

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