Non sono né intendo diventare un “nemico” della Puglia. E chi mi accusa di esserlo è in palese malafede


Ancora a proposito del “caso Es”
Ho già scritto ieri, qui, che considero chiusa e non intendo in alcun modo riaprire la querelle, che continuo a definire una tempesta in un bicchier d’acqua, nata e sviluppatasi oltre misura, con il blog Intravino.
Soprattutto dopo la mail privata, ma che ho ritenuto di rendere pubblica nell’interesse di tutti, anche se contravvenendo alle regole della Netiquette, che mi ha inviato Massimo Bernardi, inventore e responsabile dei blog Dissapore e Intravino.
Voglio però tornare sul caso del vino Es di Gianfranco Fino, che è stata la causa scatenante di questa discussione.
Il mio commento, pubblicato alle 16.46 del 10 ottobre su Intravino recitava testualmente: “Anto’, anche se sei pugliese e magari gioisci per l’exploit del vino tuo conterraneo, mi consenti una domanda? Come direbbe quel tale, ma che ci azzecca, il Primitivo di Manduria Es 2009 di Gianfranco Fino, che ho incrociato nei giorni scorsi in quel di Lecce, con vini veramente straordinari come il Barolo Monfortino Riserva 2004 di Giacomo Conterno, il Brunello di Montalcino 2006 La Cerbaiola-Salvioni, il Bolgheri Sassicaia 2008 di Tenuta San Guido? Ecco il vero insondabile mistero…”.
Lascio a tutte le persone dotate di un minimo di onestà intellettuale giudicare se si tratti di un commento “violento”, offensivo, come alcuni l’hanno definito, oppure degno di scatenarmi contro il fiume di parole, spesso insultanti, diffamatorie e violente, che mi sono state indirizzate su vari siti e blog (alcuni letti solo dagli amici degli amici e quindi veramente in cerca di una qualche visibilità, a qualsiasi prezzo), su qualche pagina facebook di qualche personaggio più o meno rilevante, oltre che su quella del produttore in oggetto.
Poiché “l’affaire” Es ha assunto dimensioni allucinanti, con incredibili risvolti politici e istituzionali, con la chiamata in causa dell’Assessore alle Risorse Agricole della Regione Puglia, l’ottimo Dario Stefàno, che, mi hanno riferito, si sarebbe occupato del “caso” in occasione della conferenza stampa di presentazione di Agrilevante a Bari (leggete qui anche un comunicato stampa), di enti e associazioni varie (con alcune delle quali collaboro), ritengo indispensabile chiarire, una volta per tutte, un’evidenza. Che ritenevo, erroneamente, chiara e solare.
Esprimendo i miei dubbi sul fatto che il Primitivo di Manduria Es 2009 di Gianfranco Fino possa essere messo sullo stesso piano di vini di ben altra storia come il Barolo Monfortino Riserva 2004 di Giacomo Conterno, il Brunello di Montalcino 2006 La Cerbaiola-Salvioni, il Bolgheri Sassicaia 2008 di Tenuta San Guido, non ho inteso in alcun modo, io che la Puglia amo profondamente e dei cui vini scrivo (anche quando molti miei colleghi non si sognavano affatto di farlo) da vent’anni, dichiarare “guerra” al vino pugliese o esprimere l’idea balzana che in Puglia non si possano produrre vini di altissima qualità.
La mia convinzione che vini del genere in terra pugliese si possano produrre e si producano l’ho ripetutamente espressa in tanti articoli, su carta e su Internet, che è facilissimo rintracciare. Verba volant, scripta manent.
Io credo profondamente nelle possibilità e nelle enormi potenzialità del vino pugliese, e ci credo sia come giornalista che in Puglia viene regolarmente più volte ogni anno, che tantissime cantine ha visitato, che tantissimi vini pugliesi ogni anno degusta, e come collaboratore all’organizzazione di una benemerita iniziativa, che fino allo scorso anno si chiamava Radici e ora si chiama Radici del Sud, che tanto ha fatto e tanto farà ancora per fare ulteriormente conoscere e promuovere la consapevolezza e l’orgoglio dei vini pugliesi (e ora anche di altre regioni meridionali) e farli conoscere a fior di esperti italiani e internazionali.
A giornalisti internazionali come Jancis Robinson, a wine buyer ed importatori che hanno partecipato, lo scorso anno ad Altamura, alla prima edizione di Radici wine experience e quest’anno a Radici del Sud e dopo queste esperienze hanno deciso (posso fare nome e cognomi di aziende ed importatori, di primario valore) di inserire nel loro portfolio prodotti, e di distribuire nei loro Paesi, vini di aziende pugliesi partecipanti alla manifestazione.
E’ alla luce di questa incontestabile mia scelta di campo, a favore dei vini pugliesi di qualità, dei tanti produttori di grande valore che agiscono in territorio pugliese, che non posso accettare, anzi respingo sdegnosamente, perché offensiva e ridicola, l’accusa, fatta nei miei confronti, di essere diventato un “nemico” pubblico e dichiarato della Puglia, di agire contro gli interessi dei vini di questa amatissima regione.
Ma stiamo scherzando? Io ho semplicemente espresso delle legittime riserve, che non ritratto in alcun modo e di cui non mi pento affatto o mi sento, come mi è stato intimato da più parti, di chiedere “scusa” per aver espresso perplessità sulla valutazione, a mio avviso iperbolica, da parte delle guide dei vini italiani, del  Primitivo di Manduria Es 2009 di Gianfranco Fino.
Il suo è un rispettabile vino e la sua azienda una rispettabile realtà produttiva, ma non credo proprio, per quanto alcuni suoi sostenitori diano l’idea di pensarlo, che rappresentino in toto la Puglia del vino.
Esprimendo dubbi sulla valutazione di quel vino non ho detto – ed è per me offensivo doverlo ribadire qui – che i vini pugliesi non siano grandi o non possano essere all’altezza di vini mito come il Sassicaia o il Barolo Monfortino. Ho solo detto che non penso che quel vino lo sia o lo possa essere.
Mentre credo che, anche per la loro storia e lunga continuità qualitativa nel tempo vini come il Graticciaia delle Agricole Vallone, per citare un solo caso, oppure il Patriglione di Cosimo Taurino, possano essere considerati allo stesso livello dei più importanti vini italiani.

E chi se ne frega, consentitemelo, se 4 o 5 o 6 guide dei vini italiane dando valutazioni altissime a quel vino hanno consentito a chi ogni anno realizza una classifica dei cosiddetti vini top nel giudizio complessivo delle guide, di raccontarci che il Primitivo di Manduria Es di Fino figura in questa classifica dei primi 4 vini italiani! Io ho solo espresso, e con ironia, un legittimo giudizio, il mio.
Come legittimo è il parere – e non mi sogno di certo di insultarlo o di intervenire nei commenti dei blog che hanno pubblicato articoli del genere per insultare chi del vino di Fino è un convinto sostenitore – di chi pensa invece, de gustibus, che si tratti di un vino imperdibile.
Lo pensa, vedete voi, anche il mio amico Presidente dell’A.I.S. Antonello Maietta, che in un articolo del 2006 sulla rivista dell’Associazione Il Sommelier italiano, pubblicato nella rubrica “Saranno famosi” scriveva del 2004: “ci affascina come vino da conversazione”. A me, invece, non fa impazzire.
Ma esprimendo questo banale convincimento non ho espresso dubbi sull’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, non mi sono recato a San Giovanni Rotondo ad imbrattare la Chiesa di Padre Pio, non ho accusato la Giunta Vendola, di cui l’Assessore Stefàno fa parte e di cui è un eccellente punto di forza, di chissà quali nequizie, o il produttore Fino di essere amico o peggio ancora di usufruire dei servizi di Gianpaolo Tarantini.
Ho solo detto che a me quel vino non entusiasma e che trovo eccessiva la sua valutazione guidaiola.
Ma può tutto questo, a meno di non scadere nel ridicolo o di calarci in una situazione kafkiana o da teatro dell’assurdo (metto i link ad uso e consumo di chi non capisse di cosa stia parlando) tramutarmi, d’emblée, cancellando per default tutto quello che ho scritto e fatto per la Puglia e per i suoi vini, in un suo “nemico”?
A tutte le persone intelligenti e di buon senso la risposta.

28 pensieri su “Non sono né intendo diventare un “nemico” della Puglia. E chi mi accusa di esserlo è in palese malafede

  1. Intanto bisognerebbe riportare la questione con i piedi per terra. E’ stato un equivoco mettere sullo stesso piano vini che non lo sono. Sono state incrociate le valutazioni di tutte le cosiddette guide pubblicate in Italia ed è saltato fuori che l’ES di Gianfranco Fino e’ stato citato da tutte come pochi altri vini. Nessuna di queste ha detto che l’ES o che uno degli altri tre sarebbe uno dei quattro vini più buoni d’Italia, come mi ha fatto gentilmente notare Vinogodi da Cernilli. Come hai messo in dubbio questo, e’ scattato l’orgoglio ferito non tanto del produttore o di un intenditore, ma di un anonimo che ha invitato i Pugliesi (chissa’ perche’) a prenderti a calci nel culo, testualmente. Non e’ possibile, per te come per chiunque abbia la testa a posto, considerare l’ES il non plus ultra assoluto dell’enologia pugliese di qualita’, perche’ la Puglia di vini al top, per i miei gusti, ne fa diversi e non certo soltanto da qualche anno. Gli faremmo soltanto del male, perche’ non è paragonandolo a un Barolo a un Barbaresco ecaezionali che si può far del bene ad un campione di una realtà vinicola completamente diversa come quella tarantina. Se si dovessero prendere a calci nel culo quelli che appunto, come te, ironizzano su quell’accostamento del tutto improbabile, inutile, non cercato nemmeno dalle cosiddette guide, allora il vino non e’ piu’ piacevolezza, goduria, ma un altro dei tanti pretesti per sfogare rabbia, depressione, fobie varie che col vino non c’entrano nulla. E’ come se tu avessi osato dire che le orecchiette con le cime di rapa non ci azzeccano un bel niente con la pizza napoletana, le lasagne bolognesi o il caciucco alla livornese. Calci nel culo anche per questo? Siamo al peggior tifo da stadio ed alle peggiori espressioni di trivialita’ del linguaggio di cui nell’ambiente del vino non c’era sicuramente bisogno. Penso che sappiano giudicare meglio le tue parole proprio i pugliesi che hanno letto i tuoi numerosi articoli in tutti i giornali, le riviste ed i portali dedicati a loro e che ti hanno pure ringraziato per aver loro dato un’attenzione che non gli hanno mai dato invece questi violenti della tastiera, per giunta anonimi. Questi sì che riducono il vino ad una bevanda da ubriaconi, incazzati, rissosi, esagitati, anche col taste-vin come se fosse una molotov. Facendo del male proprio all’enologia tarantina.

  2. Franco credo d non aver mai assaggiato il 2004, ma il 2009, che trovo straordinario, non mi sembra un vino da conversazione. Di certo non lo berrei con delle crudità di pesce, ma con un gulasc o della cacciagione da pelo dal gusto selvatico (lepre, cervo, no daino che è dolciastro) o agnello/pecora in umido o dei formaggi a pasta dura e molti intensi lo berrei eccome. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa anche Maietta.

  3. Dott. Ziliani accetto il suo chiarimento e sono convinto che Lei non voleva accanirsi contro il Vino pugliese… Sicuramente la Politica e tutto il resto non centrano per nulla e condivido che L’Assessore STEFANO è una persona valida e fattiva a prescindere dai colori politici che quando si parla di promozione del territorio “dovrebbero lasciare il tempo che trovano”…….
    RIPORTO IL SUO PASSAGGIO
    “E chi se ne frega, consentitemelo, se 4 o 5 o 6 guide dei vini italiane dando valutazioni altissime a quel vino hanno consentito a chi ogni anno realizza una classifica dei cosiddetti vini top nel giudizio complessivo delle guide, di raccontarci che il Primitivo di Manduria Es di Fino figura in questa classifica dei primi 4 vini italiani! Io ho solo espresso, e con ironia, un legittimo giudizio, il mio.
    Come legittimo è il parere – e non mi sogno di certo di insultarlo o di intervenire nei commenti dei blog che hanno pubblicato articoli del genere per insultare chi del vino di Fino è un convinto sostenitore – di chi pensa invece, de gustibus, che si tratti di un vino imperdibile.”
    CONDIVIDO PERFETTAMENTE…. ED E’ GIUSTO CHE LEI NON RITRATTI IL SUO GIUDIZIO PERSONALE…. SI FIGURI….
    La Querelle è nata da come ha scritto STUPEFATTO MA NON TROPPO…e dagli aggettivi usati…
    IO e tanti altri hanno percepito UNA IRONIA MAL ASSORTITA…
    Se avesse usato queste parole più adeguate nessuno la avrebbe attaccata SEMPRE PER IL SUO PRINCIPIO DEL DE GUSTIBUS..
    Il suo parere è rispettabile ESATTAMENTE come quello degli altri..COME LEI BEN DICE…. sulle GUIDE ho le stesse sue riserve MA VALE PER TUTTI I VINI….
    Quindi per usare una metafora CALCISTICA… alla fine “gli errori arbitrali si pareggiano” anche quelli presunti su ES o su SASSICAIA e gli altri mostri sacri che ha indicato…..
    Mi scuso per il mio “IPERBOLICO TONO DI ALCUNE MAIL”… lo consideri esattamente “COME IL SUO IPERBOLICO PER L’ES”….
    NON SONO UN MALEDUCATO e NON MI SOGNO DI FARLO MAI….
    Intelligenti pauca….. LA saluto… nessuno di noi tarantini ha intenzione di usare “i calci” ma ci siamo risentiti del tono di quegli aggettivi conoscendo personalmente “il lavoro del produttore del nostro territorio”…e ci consenta di metterlo in luce a prescindere dal suo RISPETTABILE giudizio…..
    Mi scusi ancora e buon lavoro…..

  4. sarebbe interessante chiedere a Bernardi e alla band di Intravino se credono all’esistenza di un’etica privata separata da quella pubblica, visto che pensano che le scuse fatte privatamente da Bernardi a Ziliani non valgono dopo che lui ha deciso di renderle pubbliche.
    Ma allora quelle “scuse” erano vere, sincere, o solo un contentino per tenere buono, come se fosse possibile, il padrone di casa?

  5. Se le persone intelligenti e di buon senso fossero la maggioranza in questo paese, forse non ci troveremmo nelle tristi condizioni attuali caro Franco. No le tue parole non arrecano alcun offesa, è un semplice parere personale condivisbile o meno (io personalmente lo condivido), ma un tuo parere. Non il Verbo o la Legge. E poi se l’italiano non è un opinione mi sembra tu dica appunto che c’azzecca codesto vino con gli altri tra cui non è tra pari? Affermazione ben diversa dal dire che non è un buon vino, o peggio. Ma come ben sai non c’è peggior sordo… E meglio ancora conosci il mondo del vino: tutte prime donne, tutti intoccabili. E guai poi a “contestare” i pareri delle Guide e dei super-critici! Si rischia di fare la fine del povero Tersite… Buon lavoro.

  6. Carissimo Franco,

    La ringrazio per il link , che ho letto con attenzione, e per la considerazione che sempre ha di noi.
    Mi sembra incredibile che lei passi per un nemico della Puglia, probabilmente è il giornalista non pugliese più presente nella nostra regione, quindi penso che la sua stima e il suo affetto per la Puglia non possano essere messi in discussione.
    Si tratta, credo, di un grosso equivoco e niente altro, ci tengo comunque a dire che il risultato del Sig. Fino è un grande risultato per tutta la regione, perché è la conferma di quello che noi cerchiamo di dire da anni,
    cioè che la Puglia non è una regione solo da vini di un euro la bottiglia,
    ma si può cercare di fare di più e meglio.

    Cari saluti

    Damiano Calò

    ROSA DEL GOLFO

  7. Buon pomeriggio, vorrei rispondere a Francesco che desiderava conoscere il mio pensiero. Credo che il buon Franco in questo caso mi abbia citato a sproposito riportando solo una piccolissima parte di un mio articolo dell’aprile 2006 (più di 5 anni fa)su Gianfranco Fino e su Es 2004(credo di essere stato uno dei primi a parlarne). Quindi se non si legge tutto il contesto desta un po’ di perplessità la definizione di vino da conversazione. Per fugare ogni dubbio circa il mio pensiero è sufficiente leggere il mio breve editoriale sul Congresso in Puglia sull’home page del sito AIS (www.sommelier.it), dove c’è anche il testo integrale di quell’articolo.
    Un caro saluto e grazie dell’opportunità.

  8. Caro Franco,ho già espresso la mia vicinanza,ma visto che la polemica si rinfocola anzichè scemare ritengo doveroso esprimere il mio pensiero,innanzi tutto affermando che chiunque ti ha apostrofato come traditore della Puglia o non è informato o è in cattiva fede. Suggerisco un pò a tutti di leggere l’ultimo libro di Maria Rita Parsi : Ingrati “La sindrome rancorosa del beneficato”. Tornando allo spinoso equivoco,hai perfettamente ragione a non scusarti,se ognuno che esprime con franchezza il suo pensiero è sottoposto a tale linciaggio vuol dire che un pò tutti hanno dimenticato i valori primari della libertà di pensiero. In definitiva gli amici Gianfranco e Simona possono essere solo grati,involontareamente gli hai fatto molto più pubblicità di quanto la notizia incriminata avrebbe provocata da sola. L’errore è proprio di coloro che facendo gli intrecci delle guide non si rendono conto di aver offerto solo una falsa notizia,quella più calzante è che Gianfranco e Simona sono i più simpatici tanto da meritare la considerazione da più guide. Quanto espresso può non essere capito,quindi perdonami se faccio qualche esempio.Premesso che tale risultato è meritato,se si vuole analizzare nello specifico si arriverà alla conclusione che tutta questa concordia di giudizi è assolutamente artificiosa ed allora che facciamo lapidiamo tutti i curatori delle guide.Per non abusare oltre mi limito a pochi esempi.
    -Vini Buoni d’Italia non ha attribuito la Corona.
    _L’Espresso ha posizionato 5 vini pugliesi e tanti altri nazionali con punteggi più alti.
    -Luca Maroni ,non solo non ha classificato il vino tra i top ma ha premiato diverse aziende semisconosciute e nomi che per quanto validi rappresentano i grandi numeri vedi Cantina Tollo,Valdo e Zonin.
    Mi fermo altrimenti sarà facile accusarmi di essere il censore di Gianfranco e Simona che non solo stimo ma che hanno ricevuto le mie felicitazioni appena ho saputo della notizia,ed ero in un angolo sperduto della Scozia volutamente lontano da quel maledetto strumento chiamato telefono. Non mi resta che auspicare di vedere presto intorno a un tavolo Franco e i Fino a parlare dei nuovi progetti e sancire una sinergica e feconda colloborazione atta alla crescita della nostra meravigliosa Puglia. Tanta Serenità a tutti.Vittorio.

  9. Buonasera Franco,
    io sono allibita,davanti a un tale scempio,io sono orgogliosa di essere Pugliese e produttrice di vino,ma non condivido tutto il polverone che è stato sollevato per aver espresso un giudizio personale su un vino,noi produttori sappiamo che siamo continuamente sottoposti a giudizi,che ci vengono dati,sul prodotto,sull’estetica della bottiglia sul marketing aziendale,ma dovremmo essere tutti un pò più umili e raccogliere l’opinione altrui come spunto a fare meglio,ma se non siamo pronti a fare questo è meglio cambiare lavoro,limitare poi la libertà di pensiero è un concetto che non dovrebbe appartenere alle persone di cultura.Tutto si può dire poi di Te Franco tranne che sei Nemico della Puglia,tu che più di tutti hai cercato di portare giornalisti e buyer per far conoscere i nostri vini,mi sembra di leggere un atteggiamento puerile in tutti coloro che al giorno d’oggi non sono in grado di accettare un semplice giudizio,come dicevano i latini:”De gustibus non disputandum est.”Sarebbe meglio ricordare che noi Pugliesi abbiamo fatto tanto per uscire dai dei retaggi che ci hanno perseguitato per anni,quindi non cadiamo sempre nei soliti errori ma impieghiamo tutta questa energia negativa per fare meglio per la nostra terra e per i nostri vini,concludo dicendo a buon intenditore poche parole.
    Marika

  10. Per la madosca..un po’ esagerata questa storia no? bah se no si può più dare il suo parere sul vino allora che dobbiamo fare? stare zitti? è comico queste guerre di bandiere! Alfonso pugliese DOC

  11. Avete ricominciato di qua??? Non possiamo inseguirvi in tutti i post di tutti i blog del mondo, oh?!? Quelli dell’Unità di Crisi sono scesi in sciopero; non erano neppure arrivati a casa che abbiamo dovuto richiamarli e hanno detto “no, è antisindacale”. Allora, per noi la questione è molto semplice e anche un po’ sillogistica e soprattutto non vogliamo avere beghe con i sindacati marziani. Punto 1) Anche chi ama la Puglia, ha diritto di esprimere la propria opinione; 2)Ziliani ama la Puglia; 3) Ziliani ha il diritto di esprimere la propria opinione. Ipse dixit. Altro sillogismo, che ci sto prendendo gusto : 1) se qualcuno ha qualcosa da dire a un altro, lo dice; 2) qualcuno aveva qualcosa da dire a Ziliani; 3) Ziliani lo ha detto. Regge? Sì, qui a Marte abbiamo deciso che regge, sì. Infine: quand’è che è organizzata la degustazione di questooooooooo vinooooooooooooo, quand’è che un illuminato pugliese (non che gli altri siano al buio, ocio, neh, non appigliatevi a questo) s’inventa che sarebbe il caso di chiamarli tutti insieme, quello di qua e quelli di là, a degustare questoooooo vinoooooooo e che se la vedano di persona tutti quanti e ci lascino finalmente vivere la nostra vita marziana fatta di piccole cose, asteroidi, pulviscoli, polvere di stelle, comete e satelliti? Eh, uf!
    Brisky 🙂
    Noi qui a Marte pensiamo che il post di Franco sia bello, vero e scritto con l’emozione di chi ama una terra e i suoi vini. Rileggetelo e assaporatelo, piano piano. Pensiamo che ci siano stati fraintendimenti, ma che tutti i “fraintesi” abbiano in comune il piacere di una terra bellissima, dei suoi vini e delle sue operosità. Quando riuscirete a capirlo anche voi tutti “fraintesi”, a Marte saremo felici. I Pugliesi l’hanno capito, le Aziende l’hanno capito, persino i Marziani l’hanno capito: mancate solo voi. Spicciatevi. Non mandatevi più mail, oh santo Urano! Parlatevi!

  12. hooo, vivaddio, bravi Damiano, Marika e Vittorio, fuori dal coro dei dico e non dico, vorrei ma non posso, sto un pò di qua ed un pò di là. sceso il polverone si torna a ragionare a mente fredda, si comprende che ognuno ha i propri gusti e che, a parte gli assolutamente inopportune minacce di calci nel sedere, vi è piena legittimazione e cittadinanza di opinione.
    Conosco Franco Ziliani da tanto tempo e posso, senza tema di smentita, dire che è SICURAMENTE, uno dei giornalisti che più AMA, RISPETTA, ESORTA, COMUNICA, PRESENTA, VISITA e fa VISITARE la PUGLIA al punto che forse nella stampa nazionale nessuno merita più di lui il titolo onorario di ambasciatore enoico della nostra regione. Parlava di puglia quando quasi nessuno lo faceva, parlava di Puglia quando per le GUIDE, a malapena esisteva il Patriglione di Cosimo Taurino, da venti e più anni ha profuso a piene mani articoli benevoli ed esortazioni a crescere. Lui, forse prima degli stessi imprenditori pugliesi, ha intravisto le enormi potenzialità della Puglia enologica è stato l’anima ed il motore di manifestazioni come Rosati in terra di Rosati e quando il rosato si beveva praticamente solo in Puglia e non oggi che è richiesto per ogni dove. Insiema a Nicola Campanile e senza che altri se ne abbiano a male è stato ed è pilastro di una manifestazione nata in sordina come RADICI e cresciuta oggi sino ad essere diventata RADICI DEL SUD, la manifestazione che oggi insieme a PUGLIA WINE E LAND è sicuramente il fiore all’occhiello e la vetrina sul mondo dei nostri vini, un mix di press e b to b che trova il favore di decine di produttori pugliesi e l’interesse dei migliori giornalisti internazionali e di ottimi operatori di mercato. Ma adesso basta, non vorrei diventare l’apologeta di Franco Ziliani che non è certo un uomo perfetto, e chi di noi lo è, (e mi auguro davvero che nessuno di noi pensi di esserlo) ma è un uomo con il coraggio delle proprie idee e nel cui cuore, posso affermare senza tema di smentita, la Puglia è seconda forse solo all’amatissimo Piemonte barolesco (mi si perdoni il neologismo).

    • e dopo questo pistolotto, che mi ha quasi commosso, e che é ancora più bello perché viene da un “fratello milanista” (e io sono notoriamente tifoso della Beneamata) posso spegnere il p.c. e posso andare a nanna sereno…
      Grazie Beniami’!

  13. Ciao Franco, non ho avuto tempo di seguire tutta la disputa (causa vendemmia). Comunque sei sempre stato un ottimo promotore della Puglia quindi, queste accuse mi fanno un po’ sorridere.

  14. Caro Franco,
    a corollario di quanto ha scritto Beniamino, vorrei dirti: può l’aggressiva insolenza di soggetti quasi sempre a viso coperto, costringerti a dover fare tutti questi post per tentare di arginare il fango che quei soggetti hanno consapevolmente cercato di buttarti addosso, senza ovviamente minimamente conoscere il tuo operato in Puglia, tutto per una malaugurata frase, a mio avviso davvero moderatissima, ben sapendo di cosa sei capace quando qualcosa non ti va giù sul serio?
    Per me no. Certa gente non merita tanto spazio e tempo, soprattutto su un blog serio e professionale come il tuo. Vai per la tua strada e vivi sereno. Loro rimarranno degli sconosciuti nick, tu sei Franco Ziliani.

  15. Beniamino mi tiri in causa, ho seguito la discussione e intervengo per ringraziarti per avermi citato con Franco fra gli esempi di coloro che si danno da fare per la conoscenza e la valorizzazione dei vini non solo pugliesi e da quest’anno anche del sud Italia. Approfitto per sottolineare quanto il contributo di Franco sia non solo sostanziale ma determinante in questo senso e per ricordare che un altro sostenitore della Puglia, malgrado pugliese anch’egli non sia, si chiama Luciano Pignataro.
    Noto con piacere che i toni si sono smorzati, tutto fa credere che la diatriba andrà a spengersi mi auguro lasciando il tempo che ha trovato,ovvero la solita energia da parte di tutti nel favorire il successo di ogni nostro grande vino; accogliamo il mio appello ad essere costruttivi!

  16. Per la prima volta sono d’accordo con Vittorio Cavaliere. Aggiungo che se fossimo americani avremmo organizzato ad altissimo biglietto di ingresso una storica verticale di Es con Gianfranco e Franco. Ma siamo italiani e ci facciamo del male spesso inutilmente.
    Quoto Roberto.
    Non si tratta di guardare dall’alto in basso, ma è sicuramente il momento di dialogare solo con chi è in condizioni culturali di interloquire.
    Il resto è meglio lasciarlo perdere, per sempre. Perché il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e non possiamo sprecarlo.

  17. Meglio una volta che mai,ma mi va bene così non ho la presunzione di essere infallibile.Colgo l’occasione per ribadire che sarei oltremodo felice se questa insana polemica rientrasse nell’alveo di una vivace ma sana discussione bandendo alcune fantasiose interpretazioni sino a sfociare in invettive sterili quanto fuori luogo.Auspico serenità a tutti e invito Gianfranco e Simona a godersi lo splendido e meritato momento, invece a Franco di continuare con la stessa passione ,sagacia e anche spigolosa scrittura che a tanti pugliesi è stata corroborante e proprio per questo può trovare anche qualche dissenziente.

  18. Sinceramente non riesco a comprendere le ragioni di tutto questo clamore, lo scopro in ritardo perchè sono all’estero per lavoro ma, ne resto negativamente sorpreso. In un Paese dove si critica tutto e tutti, vengo a scoprire che nel mondo del vino esistono vini, produttori o giornalisti che non possono essere criticati. Siamo all’assurdo, i critici, devono fare il loro lavoro anche se dicono cose completamente smentite da colleghi o dal mercato, noi produttori invece dobbiamo cercare di fare prodotti di successo e cercare di venderli in tutto il mondo a beneficio nostro e delle nostre aree di produzione. Non credo che esista, ne potrà mai esistere un vino che mette d’accordo tutti i giornalisti o, tutti i consumatori ma, esistono vini di grande successo che fanno felici tanti consumatori. Continuiamo a lavorare per i consumatori e se, durante questa operazione, troviamo dei critici che non sono d’accordo con il mercato, impariamo a rispettarli perchè nessuno potrà mai oggettivamente smentire delle opinioni personali.

  19. La totale assenza di una pur minima descrizione degli aspetti tecnici da parte di Ziliani inerenti alla sua personale veemenza verso la posizione di vetta raggiunta dal Primitivo di Manduria ES, di Gianfranco Fino, è una palese dimostrazione di quanto tutto questo dialogo o dibattito sia a dir poco inutile. E questo lo dico senza voler per forza di cose mettere in discussione le qualità o presunte tali di conoscitore di vino pugliese di Franco Ziliani.

    Sono state spese centinaia e centinaia di righe, e non ho visto nemmeno quattro parole (ripeto esclusivamente tecniche) scritte da parte del proprietario di questo blog sul perché e sul percome lui non consideri giusto il fatto che Fino abbia raggiunto quel tanto ambito traguardo che dona, senza il benché minimo dubbio, un certo prestigio anche e soprattutto all’intero panorama vitivinicolo pugliese.

    Se avesse scritto su Intravino un parere strettamente tecnico sulle caratteristiche positive o negative, organolettiche o percettive del Primitivo ES, nessuno avrebbe avuto da ridire in quanto si sarebbe trattato appunto di un parere tecnico. Ma il fatto di non considerare Fino meritevole di tale prestigioso traguardo solo perché la sua storia è nettamente inferiore a quella degli altri tre blasoni, mi pare non solo un’uscita senza senso, ma soprattutto una palese dimostrazione di quanto lo stesso dichiarato estimatore della terra Puglia (Ziliani) sia attorniato da preconcetti tipici di chi considera il Sud come un territorio che, per raggiungere il settentrione vitivinicolo, ha bisogno di macinare grano su grano per i prossimi cento secoli a venire.

    La qualità di un vino, Ziliani, si valuta esclusivamente per le sue doti TECNICHE, e non in base all’anno di fondazione di questo o di quest’altro produttore…

    … per concludere, un vero intenditore e conoscitore di vino, tuttalpiù se critico enologico, non deve assolutamente basarsi sui propri gusti personali. Se un vino presenta delle caratteristiche straordinarie il bravo conoscitore e critico sa che quello è comunque un grande vino, indipendentemente se tali particolari caratteristiche organolettiche e sensoriali facciano parte dei suoi gusti preferiti o meno.

    Lungi da me darle un consiglio, ma la prossima volta se proprio vuole esprimere un suo personale e per carità legittimissimo parere su un vino (qualsiasi), provi a farlo in maniera esclusivamente tecnica e non tristemente provocatoria come da lei fatto su intravino, altrimenti anziché divulgare conoscenza, rischia di dimostrare inadeguatezza.

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