Radici Wines Experience il 21 novembre a Masseria Bàrbera (Minervino Murge). Ovviamente io ci sarò

Forse non farò contento qualcuno di quelli che, sfidando il comune senso del ridicolo, mi hanno descritto recentemente come un “nemico della Puglia”, un ingrato, un provocatore, da prendere magari a “calci in culo” (hanno scritto, senza che nessuno eccepisse alcunché, proprio così…), ma con grande gioia tra meno di un mese me ne tornerò, anche se solo per due giorni, quando vorrei starci molto di più, nell’amata terra pugliese.
Il ritorno è previsto per lunedì 21 novembre, dove presso la Masseria Bàrbera di Minervino Murge in provincia di Bari, azienda agricola e agriturismo, raggiungerò il fraterno amico Nicola Campanile, l’ideatore e deus ex machina di Radici, poi diventata Radici del Sud, ed il collega e amico Luciano Pignataro, autore di uno dei più seguiti wine blog e siti Internet del wine & food italiani.
Questo per dare vita ad una kermesse enogastronomica al cui interno si svolgerà la premiazione ufficiale dei vini selezionati a Radici del Sud. Ovvero quella cosina da poco, come qualche minus habens ha avuto la solenne stupidità di definirla, nonostante sia stata un clamoroso successo e abbia confermato la centralità di questa manifestazione nel discorso di promozione e comunicazioni dei grandissimi e infiniti valori del vino pugliese e delle altre regioni meridionali che hanno scelto di aderire al format, che abbiamo organizzato, Nicola, Luciano, io ed il team di Luciano e dell’Associazione Propapilla, lo scorso giugno in due location da sogno come la Masseria Le Fabriche ed il Resort Borgo Egnazia.
Questo grazie al sensibile ed appassionato sostegno offerto dall’Assessorato regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo e dall’Assessorato regionale alle Politiche Agricole.
Il 21 novembre ci troveremo alla Masseria Bàrbera nelle Murge del nord barese, per il terzo appuntamento di Radici Wines Experience, che in questa circostanza intende fare il punto delle varie iniziative già intraprese e prospettare quelle in programma per il futuro. Alla Masseria di Minervino Murge si riuniranno personalità del mondo della ristorazione, del vino e delle istituzioni insieme a giornalisti, esperti e appassionati di tutto il Sud Italia per partecipare ad un’occasione di incontro che non prevede soltanto l’assegnazione dei premi ai produttori di quei vini che a Radici del Sud hanno collezionato i più alti riconoscimenti.

Alla Masseria Bàrbera si svolgerà un intenso programma che prevede: alle ore 16.00 la presentazione delle tre produzioni editoriali che sempre meglio sposano le esigenze dell’utilizzatore sia per l’immediatezza della consultazione che per la sinteticità e precisione delle indicazioni fornite. Sarà illustrata la seconda edizione di Pizzaviaggiando, unico esempio, in Puglia, di guida alle pizzerie, dove si celebra la potenzialità creativa e la maestria dei migliori pizzaioli pugliesi; sarà poi la volta di Dolceguida – Percorsi Enogastronomici di Puglia e dintorni, giunta ormai alla sua nona edizione, che offre la possibilità di scoprire quanto di meglio e maggiormente autentico e tipico la Puglia e i suoi dintorni offrono in fatto di ristoranti, osterie, b&b, relais e dimore varie  e infine la terza edizione di Radici Wines – Guide on south italian wines for experts and wine lovers, una raccolta delle recensioni di tutti i vini dell’edizione 2011 del festival degli autoctoni meridionali.
A seguire avranno luogo le premiazioni dei ristoranti che maggiormente si sono distinti durante il 2011 e le premiazioni delle pizzerie eccellenti. Intorno alle ore 19,00, avrà luogo la consegna degli attestati di merito per  i vini che si sono distinti a Radici del Sud.
Alle 20,30 avrà inizio “l’Omaggio degli chef pugliesi ai vini di Radici del Sud” , che si preannuncia superlativa, preparata da cinque diversi emeriti  chef: Ippazio Turco – Lemì di Tricase (Le), Maria Galeone – Ristorante Il Castelletto di Carovigno (Br) – Antonio Pulini – Le Giare di Bari, Nicola Maino – Masseria Barbera (Bat), Leonardo Vescera – Il Capriccio di Vieste (Fg), che proporranno personali elaborazioni da abbinare ai migliori vini di Radici del Sud.
Sempre nell’ambito del contenitore Radici Wines Experience i consueti incontri che negli anni scorsi si sono svolti in novembre tra i produttori dei vini di Radici e wine writers e buyer internazionali sono stati rinviati in considerazione dei numerosi impegni che i vari operatori annoverano in calendario nel periodo prenatalizio.
Avranno luogo nella prossima primavera, tra aprile e giugno, proprio per garantire all’importante opportunità commerciale un’efficacia ancora maggiore.
Per maggiori informazioni rivolgersi a Nicola Campanile info@ivinidiradici.com oppure propapilla@libero.it
Sono sicuro che in questa occasione la qualità, l’impegno, i progetti seri (stiamo già lavorando a Radici del Sud 2012), l’attaccamento alla causa dei vini del Sud e segnatamente pugliesi, torneranno, dopo tante inutili chiacchiere, a dominare…

31 pensieri su “Radici Wines Experience il 21 novembre a Masseria Bàrbera (Minervino Murge). Ovviamente io ci sarò

  1. Dopo tante parole cattive scorse anche fra persone buone, questo mi sembra il modo migliore per rafforzare il tuo rapporto privilegiato con la Puglia. Che il soggiorno sia balsamo per la tua anima e sollucchero per il tuo stomaco.

    • che determinate persone fossero “buone” non me n’ero proprio accorto. Sarà sicuramente balsamo per la mia anima l’abbraccio dei tanti amici veri che ho in Puglia, abbraccio che sul piatto della bilancia pesa 1000 volte di più del cerchiobottismo furbo di alcuni presunti “amici”…

  2. non sono un Pugliese ma,seguendo Vino al vino da qualche anno,non ho il minimo dubbio su questa Sua affermazione.

    Mi accontenterò di poco,pensando i Trulli e,sognando la
    Burrata ed ai Taralli. Ognuno ha i suoi limiti.

  3. non sono un Pugliese ma,seguendo Vino al vino da qualche anno,non ho il minimo dubbio su questa Sua affermazione.

    Mi accontenterò di poco,pensando ai Trulli,ma sognando
    la Burrata ed i Taralli. Ognuno ha i suoi limiti.

  4. Mi scusi, dato che lei è sempre così diretto e schietto mi sento in diritto di poter parlare altrettanto schiettamente.
    Che credibilità può mai avere una manifestazione che elegge come miglior vino Fior di Vigna 2009 Cantine Paolo Leo??? Ci voleva una giuria internazionale per estrapolare un risultato così ridicolo???
    Questi sono i veri misteri!!!!

  5. Che belle facce beate che vedo nella foto, come vi invidio!
    Però , il mio occhio clinico mi dice che Voi (Lei e soprattutto Pignataro) sareste sicuramente bocciati alla prova del palloncino (affettuosamente lo faccio notare).
    cordiali saluti
    vincenzo

  6. Signor Ziliani, non sia aggressivo, non appartengo a quella schiera di personaggi da cui è stato aggredito verbalmente.
    Fior di Vigna non ha nessuna caratteristica per poter essere apprezzato da una giuria di esperti, è un vino con ben poche qualità. Ci sono decine di vini pugliesi ben piu apprezzabili! Le ipotesi sono due: o la manifestazione è falsata da motivi economici o questi esperti non sono così esperti. Io escluderei la seconda ipotesi per ovvie ragioni. Non vengo qui ad accusare nessuno, soltanto a dire che Radici del Sud non è credibile finchè produce questi risultati e I CONSUMATORI NON SONO STUPIDI! Spero per lei e per il suo palato che non abbia mai assaggiato questo vino. 🙂 Saluti!

    • domanda: ma chi é lei, chi si crede di essere, da quale arrogante presunzione é animato, da quale sconfinata autoconsiderazione per permettersi di trinciare giudizi non solo velleitari, ma offensivi e diffamatori (perché quando uno ciancia come lei fa “o la manifestazione è falsata da motivi economici”, non critica, diffama e gratuitamente) come i suoi?
      A mio parere lei é della stessa pasta – ovviamente di pessima qualità – degli stessi “signori” che mi hanno aggredito per ora solo verbalmente, perché si permette, quanto meno ci prova, con risultati ridicoli, di gettare ombre su una manifestazione i cui criteri di assoluta onestà e trasparenza sono di pubblico dominio. Chieda a qualche suo amico che in passato ha fatto parte delle commissioni di degustazione. Si informi e poi stia zitto, che fa migliore figura!

  7. Mister Dom,
    le domande si possono formulare anche in altri termini, però immagino che poste in altro modo perderebbero quel che d’urlato che le caratterizza così nettamente proprio come a lei evidentemente piace. Lo so di che pasta lei è fatto… non è cattivo, ma fragile… ci siamo capiti.
    Innanzi tutto la ringrazio per l’attestato di merito di cui involontariamente mi ha onorato e che preferisco ai “siete grandi”, “grandissima manifestazione” o “continuate così” che a volte risuonano di una certa falsità, invece il suo esprime una veracità inequivocabile… 😉
    Ovviamente non mi lancerò in personalissime analisi sulla qualità dell’azienda o del vino che lei cita o di altri, ma la aiuterò a venire a capo in merito alla veridicità dei punteggi.
    Come ben sa le giurie sono due e non una, quella costituita da tecnici internazionali. L’altra, per dovere di cronaca, è composta da esperti/amanti del vino, enotecari, ristoratori, sommelier, ecc. ecc. di tutte le regioni del Sud partecipanti, con una decisa prevalenza pugliese.
    La prego di contattare ogni assaggiatore (ma basterebbe anche che ne contattasse uno sì e uno no) per richiedergli la documentazione sui vini e di mettere insieme i dati per giungere ad una conclusione veritiera. Ha tanti amici, mi risulta, nel gruppo degli assaggiatori del Sud… quest’operazione le dovrebbe risultare facile, facile; ma, se non lo fosse, mi scriva col suo VERO NOME e io volentieri le invio, in forma privata, gli estremi per procedere.
    Se la sua unica volontà è mettere in discussione le 28 persone che hanno testato i vini e gli organizzatori, allora le propongo di farle lei entrambe le giurie alla prossima occasione, e mi scusi l’ovvietà. L’importante è che mantenga la serenità, ci terrei che lo facesse – di rimanere tranquillo, sia ben inteso!!!
    Ciò che mi preme, e la ringrazio per avermene dato un’ulteriore opportunità, è ribadire la finalità di Radici del Sud che fondamentalmente si occupa di promuovere le realtà vitivinicole di Puglia e del Sud da quest’anno. Come? In primis organizzando una serie d’iniziative capaci di coinvolgere giornalisti e buyer provenienti da ogni parte del mondo, poi invitando il grande pubblico a happening molto apprezzati dove si celebra l’eccellenza del talento enogastronomico che il Sud è in grado si esprimere (tour, cene a tema, incontri onetoone, ecc.).
    Sogno che così facendo, insistere sui territori prima o poi porti i conoscitori del vino che ne esercitano la comunicazione ad avere, anche attraverso il festival Radici del Sud, in particolare attraverso il confronto con il gruppo degli assaggiatori locali, una maggiore cognizione di causa che gli consenta di assaporare e comprendere meglio i dei vini del Sud. E questa strada, dica alla sua gang, è lunga! Se poi ci si mette pure lei di mezzo, ci stronca… e noi siamo finiti.
    Abbia pietà la prego.

    • caro Nicola dobbiamo essere pronti anche ad adire a vie legali per tutelare la credibilità, la trasparenza, il profumo di bucato di Radici e Radici del Sud dalle manovre disoneste di chi cerca di sporcarne l’immagine. Ma restando inevitabilmente lordato, con i suoi metodi, dagli schizzi di fango e merda che aveva cercato di lanciare e che sono puntualmente tornati, come é giusto, sulla sua persona. Ormai il disegno è chiaro amico mio, ma dobbiamo essere ancora più uniti per rispedire al mittente e smascherare chi é responsabile di operazioni del genere.

  8. ci tenevo a farle notare una coincidenza. Recentemente una conventicola di enoappassionati pugliesi ha degustato proprio quel vino che secondo tale Dom “non ha nessuna caratteristica per poter essere apprezzato da una giuria di esperti” e mi risulta averlo giudicato molto male. E, guarda caso, ora scatta l’attacco al vino, al produttore e a Radici del Sud. Non le sembra strana la cosa?

    • grazie per avermi fatto notare questa curiosa coincidenza, caro “informato”. Escludo che la “conventicola di enoappassionati” non sia la stessa cui ho immediatamente pensato… Loro, nel caso, attaccano a viso aperto

  9. Campanile, Ziliani, Pignataro, la correttezza del vostro lavoro e la trasparenza di Radici del Sud sono davanti agli occhi di tutti. Non curatevi delle farneticazioni e degli attacchi strumentali di qualche esaltato la cui buonafede é tutta da dimostrare.
    Tanti produttori pugliesi che vi conoscono e vi apprezzano sanno che accuse come quelle sono totalmente ridicole e prive di qualsiasi fondamento. Ignorate i ragli d’asino che salgono al cielo

  10. Questi sono attestati di merito Franco…
    Ma sarà che una mattina si sveglia un psicoturbato per giunta anonimo ( come possono chiamarsi gli individui che lanciano certe accuse in anonimato) dice la sua e mi devo preoccupare. E di cosa???

    Dire, dire, dire, dire. Tanto Tanto dire.

    • nessuno voleva cambiare niente, volevamo fare e vogliamo continuare a farlo, qualcosa di valido e di utile a favore dei vini da vitigni autoctoni pugliesi e del Sud. Ma a qualche “psicoturbato”, come lo definisce bene Nicola e io direi anche a qualcuno in palese malafede, animato da intenti che é facilissimo capire, questo non va bene. E provano a schizzare merda. Che ricade puntualmente, con effetto boomerang, su chi l’ha lanciata. Al diavolo!

  11. Ho visto spesso, purtroppo, questi scenari: quando qualcuno fa qualcosa di eccellente in Italia viene subito attaccato. Per quale motivo?
    In questo caso è evidente: nel Sud si sono spesi milioni e milioni di euro di fondi europei per la comunicazione dell’agroalimentare. Spesso sagre improbabili hanno ricevuto n-milioni senza produrre altro che reddito per studi grafici, progettisti e consulenti.
    Cosa deve pensare adesso un amministratore pubblico se, rimborsando loro solo i biglietti aerei, Franco Ziliani riesce a portare alcuni tra i più illustri critici internazionali europei e americani? Semplice: sostenere con convinzione questa iniziativa.
    Il nodo è tutto qui. Per fortuna Radici è quasi interamente autofinanziata, ma proprio questo da molto fastidio e genere gli attacchi anonimi.
    C’è poi un altro aspetto che mi preme sottolineare da terrone: si tratta del primo concorso in cui i campioni non devono viaggiare al Nord. Per la prima volta il Sud riesce ad organizzare qulcosa di rilevante senza dover prendere la valigia.
    Appare chiaro dunque che chi attacca Radici è al servizio o di interessi minimi locali o di interessi più ampi e scatena il teppismo sul web senza avere nemmeno il coraggio di mostrarsi.
    Quando si pensa al Male, eccolo qui. E’ chiaro che è questa fortezza etica di trasparenza e correttezza sia assediata da piccoli malfattori.

    • hai detto bene Luciano, sono “mariuoli” con la mentalità piccola piccola…
      Gente che lancia il sasso e nasconde la mano. Peccato che non siano nemmeno tanto intelligenti nel mandare i commenti, perché abbiamo perfettamente capito e abbiamo le prove di chi siano e di quali strani giochini stiano facendo. Occhio, perché se vanno avanti, si passa tutto alla Polizia Postale e a qualche avvocato. Non permetteremo che nessuno getti ombre sulla correttezza e trasparenza di Radici del Sud. A’ la guerre comme à la guerre

  12. Siccome:
    1) ho partecipato a più edizioni di Radici, divertendomi e crescendo anche come degustatore e Nicola Campanile sa bene quanti consigli e quante discussioni abbiamo fatto per il bene di questo concorso

    2) siccome ho partecipato recentemente ad una bevutona di primitivi dove, il primitivo citato non ha fatto una bella figura

    mi preme dire ufficialmente che dietro commenti anonimi e denigratori io non ci sono. Quello che devo dire lo dico sempre firmandomi e mai usando nomi altrui o coperto dall’anonimato.

    Trovo anche inutile, se non a peggiorare il clima, questo continuo tornare con rimandi, accuse o rilievi sull’altrui intelligenza, a discussioni ormai chiuse.

    Ciao

    • queste cose le vada a dire a chi fa commenti anonimi, a chi diffama, a chi ritorna a mestare nel torbido, signor Vignadelmar. Io, proprio come lei, faccio nomi e cognomi e non faccio imboscate anonime. Auf wiedersehen

  13. Questa volta devo difendere le giurie di Radici per coerenza come ho fatto per le giurie delle guide che hanno dato l’eccellenza all’ES…..(non potrei fare altrimenti)…..
    Come vede…sig. Ziliani.. quando si mette in dubbio la professionalità di tutti gli assaggiatori di quelle guide che sono molto di più di 28 soggetti……accade esattamente che qualche altro mette in dubbio anche le sue giurie…
    Mi aspettavo proprio che dopo quella querelle arrivasse esattamente qualcosa di ciò…e non capisco perchè si stupisce… è esattamente quello che ha detto lei per chi ha giudicato l’ES…. quindi accetti tranquillamente quello che dicono e rimanga del suo giudizio….
    COSI’ COME NON CI SONO IMBROGLI ECONOMICI DIETRO LE ECCELLENZE… NON CI SONO MOTIVI ECONOMICI DIETRO RADICI…
    Ergo… perchè si arrabbia così tanto???
    Le hanno restituito esattamente quello che lei ha detto nei confronti degli altri…. DOM.. può essere tranquillamente uno dei numerosi assaggiatori che lei ha considerato incapaci di giudicare obiettivamente l’ES… cosa si aspettava che dicesse delle vs. giurie?? quello che lei ha detto di loro…..
    Penso ke sono stato chiaro….e spero di non aver fatto errori di grammatica o come li chiama lei… strafalcioni…

    • domanda, ma lei ci é o ci fa oltre ad avere seri problemi con la grammatica e la lingua italiana?
      Lei ha la faccia di tolla di mettere sullo stesso piano me, che ho semplicemente detto che trovo ridicolo, lo confermo, trovo ridicolo pensare di mettere sullo stesso piano quel vino che lei nomina, che ha una recentissima storia, con tre colonne della storia del vino italiano come il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, il Sassicaia ed il Brunello riserva di Giulio Salvioni, e quei cialtroni, lo confermo, cialtroni (a dire metà del loro nome) che hanno provato a sollevare dubbi sull’onestà e assoluta trasparenza del giudizio delle due giurie di Radici?
      Io ho espresso un giudizio soggettivo, che credo di avere pieno diritto di esprimere. Quei cialtroni, con intento chiaramente diffamatorio, hanno sollevato il dubbio che il premio speciale delle giurie (che hanno degustato rigorosamente alla cieca) fosse andato ad un vino che si era deciso (chissà perché) di far emergere.
      Da una parte l’espressione di un puro giudizio soggettivo, il mio, dall’altro la diffamazione gratuita e volgare. Se per lei le due cose stanno sullo stesso piano…
      E con questo chiudo. Non ho piacere di relazionarmi con la sua persona.

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