Un moscerino, la Drosophila Suzukii, colpisce i frutteti e minaccia i vigneti del Nord Est

L’allarme lanciato dal blog dei Saggi bevitori
Devo fare ammenda per aver lasciato trascorrere un bel mesetto prima di essermi accorto e quindi di decidermi a segnalarvi questo meritorio e importante post pubblicato dal bravo Alessandro Carlassare, un grande appassionato di vino che risiede nella zona di Conegliano e dintorni che è tra i responsabili dell’associazione culturale no profit denominata Circolo dei Saggi Bevitori, e che è il vivace e mai banale animatore del suo wine blog. Cosa ha fatto Alessandro?
Ci ha parlato del grande pericolo rappresentato dalla Drosophila Suzukii, conosciuta anche come moscerino dei piccoli frutti, ovvero “un parassita polifago che attacca le specie frutticole”.
Nel suo articolo che mi era colpevolmente sfuggito Carlassare lanciava un vero e proprio allarme: “Originario del sud-est Asiatico il parassita si è propagato solo nel 2007-2008 nel nord America (ma in compenso i notevoli danni causati e la velocità di diffusione hanno messo in grande allerta i coltivatori) mentre in Europa ne è stato riscontrata la presenza per la prima volta nel 2009, e nel 2010 si è potuto assistere ai primi veri attacchi in massa sui piccoli frutti e su drupacee (lamponi more, mirtilli, ciliegie, ecc.) Il problema nei frutti rossi è già serio, ma sembrava essere inesistente in viticultura, ma purtroppo così non è: già l’anno scorso si sono registrati attacchi sporadici e limitatissimi sulla vite, ma quest’anno le prime aggressioni di massa hanno fatto comparsa tanto in Trentino ed in alto Adige quanto in Veneto, ma sono certo che anche in altre regioni si comincia a riscontrare la presenza di tale parassita”.
E aggiungeva poi: “io stesso, come scritto ieri, ho avuto modo di vedere dell’uva aggredita (in cui erano state depositate delle uova) e solo grazie alla descrizioni di quanto visto a due carissimi amici (e bravissimi produttori, nonché sagaci interpreti di quanto loro  descritto) Andrea Miotto e Mario Pojer, ho potuto apprendere cosa mi ero ritrovato a vedere. Per farvi comprendere la possibile gravità che potrebbe comportare la diffusione di quest’insetto vi bastino due dati: in campo frutta si sono registrati attacchi che hanno comportato la perdita dell’80% dell’intero raccolto o in taluni casi la perdita totale, e sapere che tale insetto ha una capacita  riproduttiva di 10-13 generazioni all’anno, con la deposizioni di 400 uova per singola femmina. (la quale deposita 2-3 uova per singolo frutto).
Capirete che velocità di propagazione e numero di frutti aggrediti possono dare risultanze spaventose, inoltre sembra alquanto complicato, in forza di quei 13 cicli riproduttivi prima scritti, adottare un’efficace soluzione a base insetticidi, così come danno risultati insignificanti trappole ed altro”.
Una decina di giorni fa, l’11 ottobre, Carlassare è tornato a suonare la carica con un nuovo post, questo, dove oltre ad esprimere stupore per il fatto che nessuno o quasi avesse raccolto il suo grido d’allarme, ha voluto saperne di più, sentendo il parere, come è capitato a me sabato scorso a Brescia, durante l’European Wine blogger Conference, di Mario Pojer, “uomo che conosce molto bene la vigna ed il cui buon utilizzo di materia grigia non è secondo a nessuno”.
Con l’aiuto dello stesso Mario e di molti suoi colleghi (intesi come vignaiuoli) Carlassare ha contattato ricercatori e ricercatrici di mezz’Italia, ricevendo risposte che nelle loro ovvietà sono a dir poco preoccupanti… queste la media delle risposte:
“Domanda: In realtà quanto dobbiamo preoccuparci di questa Drosophila Suzukii?
Risposta: domanda difficilissima, proprio perché l’argomento non lo conosciamo bene non appartenendoci: è la prima volta che attacca in modo così aperto ed evidente sull’uva, e se le cose quest’anno sono andate bene è anche grazie ad una vendemmia precoce e non condizionata dalla pioggia. certo prima di dormire sonni tranquilli sarebbe meglio interessarsi. Domanda: Questo lo capisco, ma, ad esempio, se quest’anno ci fossero state piogge battenti e vendemmie in tempi classici cosa si sarebbe potuto registrare?
Risposta: Chi lo sa… in talune zone si potrebbe ipotizzare una perdita totale del raccolto, di certo vini da uve sovramaturate non se ne sarebbero raccolte da nessuna parte..
Domanda: Ma se la situazione è così grave perché non se ne parla?
Risposta: Semplice: politica e baroni mal volentieri vogliono creare allarme per una cosa che non si conosce, men che meno “disturbare” l’opinione pubblica. Se volete che se ne parli dovete darvi da fare voi che fate comunicazione “non istituzionale”: blog, forum, eccetera..”
E Carlassare aggiunge: “Questo è quanto ho raccolto (di media): alcuni ricercatori mi hanno detto che non vale la pena di perdere più di tanto tempo, e che  la situazione viene sopravalutata, altri (la stragrande grande maggioranza) che è meglio essere giustamente preoccupati, infine alcuni mi hanno presentato uno scenario catastrofico, stile Titanic quando l’ingegnere Tomas Andrews comunica al capitano ed agli ufficiali che la nave non si sarebbe assolutamente salvata”.
Nel frattempo cosa è successo? E’ accaduto che in Trentino la questione, relativamente ai piccoli frutti di bosco, è diventata vera e propria emergenza, e come si può leggere qui, “La Giunta provinciale di Trento ha deciso di integrare, con un finanziamento di 2.800.000 Euro, il fondo rischi, gestito da Cooperfidi, per la prestazione di garanzie a favore delle imprese zootecniche che vengono a trovarsi in difficoltà in conseguenza di crisi di mercato, finanziarie o commerciali.
Il fondo verrà destinato anche a supporto del comparto dei piccoli frutti (40 milioni di euro il fatturato annuo del comparto), nell’interesse delle aziende colpite dal “flagello” della Drosophila suzukii, il moscerino dei piccoli frutti che rischia di mettere in ginocchio uno dei settori di eccellenza del Trentino e che si va ora estendendo anche alla viticoltura.
A lanciare l’allarme sulla pericolosità dell’insetto è lo stesso assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini: “E’ a rischio l’intero settore dei piccoli frutti, e per questo l’Istituto agrario di San Michele si sta impegnando nell’individuare, assieme ad altri centri di ricerca, eventuali principi attivi capaci di contrastarne la diffusione.
Accanto all’intervento attraverso Cooperfidi, ci stiamo parallelamente muovendo, di concerto con il Codipra, anche sul terreno della difesa passiva con l’obiettivo di studiare nuove forme assicurative specifiche per il settore”.
Presso la Fondazione E.Mach la Drosophila suzukii, per la quale sono state promosse campagne di monitoraggio in campo, è diventata da alcuni mesi una priorità nei programmi di ricerca, e se c’è una possibilità di trovare un’arma efficace contro l’insetto è da San Michele che può arrivare una soluzione”.
Del problema si è occupato in un articolo pubblicato sabato 15 ottobre il quotidiano di Trento L’Adige, scrivendo: “Il moscerino Drosophila Suzukii rischia di mettere in ginocchio la produzione trentina di piccoli frutti, uno dei settori di eccellenza dell’agricoltura provinciale.
In tutte le zone di raccolta, dalla Valsugana alla Valle del Chiese all’alta Val di Non, si lamentano gravi riduzioni nella produzione, fino a punte del 40%. In carico ai produttori sono ormai stimati danni per oltre 2 milioni di euro, mentre le organizzazioni produttive perdono dai 500 ai 600 mila euro, per un totale che si avvicina ai 3 milioni.
La Provincia ha quindi deciso di intervenire attraverso Cooperfidi e Codipra per sostenere gli agricoltori colpiti. Nei vigneti i danni si cominciano a vedere in Alto Adige, soprattutto per le uve Schiava e Traminer.
«La patologia sta intaccando anche la viticoltura – afferma Mellarini – sarebbe un danno ..enorme». La Fondazione Mach a San Michele, che lavora per trovare una soluzione, è stata chiamata a rappresentare l’Italia in sede Eppo a Parigi per definire lo studio di impatto dell’insetto su scala europea e mediterranea”.
Ora, anche se in ritardo, spero di aver contributo non tanto a fare dell’allarmismo, ma a richiamare l’attenzione, proprio come intendeva fare Carlassare, su questo potenziale grande pericolo anche per il mondo del vino, di cui si parla anche in Alto Adige.
E intrecciamo le dita perché i ricercatori sappiano trovare la soluzione giusta per tempo!

14 pensieri su “Un moscerino, la Drosophila Suzukii, colpisce i frutteti e minaccia i vigneti del Nord Est

  1. Ciao Franco,
    volevo ringraziarti per quanto hai scritto: non solo per le belle parole (graditissime comunque) quanto per aver dato maggiore visibilità al problema Drosophile Suzukii.
    Nell’ultimo mese ho dedicato tutto il tempo possibile per informarmi su quest’insetto, il quale potrebbe creare un flagello secondo solo alla filossera, e solo il tam-tam di noi tutti può smuovere le istituzioni che si ostinano nell’ignorare il problema!
    Ovviamente un blog di altissima lettura come Vino al vino può fare molto di più di quanto a me possibile, e per questo ci tenevo a ringraziarti!

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  4. Ho letto attentamente questo articolo molto ben fatto e purtroppo decisamente allarmante.
    Mi sorge spontanea una domanda preciso che faccio agricoltura biologica e che coltivo anche se in misura limitata fragole lamponi e quant’altro.
    Questa Drosophila Suzukii nel suo areale di diffusione, il Sud Est asiatico avrà dei naturali nemici e sarà combattuta dagli agricoltori di quelle regioni certamente. Bisognerebbe sapere come e se quelle lotte possono essere proposte qui da noi.
    Per es. il bacillus turingensis è efficace contro l’infantria americana importata dall’America che fece molti danni.
    Insomma bisognerebbe indagare nell’areale di diffusione di questo insetto per saperne di più.
    Io spero che presto venga debellato e non costituisca più una minaccia nel frattempo continuerò a proporre la coltivazione di verdure e piccoli frutti nel mio blog http://www.ortopertutti.com
    Riccarda

  5. Non disperate amici che una soluzione è in arrivo una metodo che poi va sviluppato per le diverse colture, frutto di un’attenta osservazione sul comportamento degli adulti per il momento è stato testato in ambiente semiprotetto piccoli frutti ma non è esclusa l’applicazione anche in pieno campo.
    Tale metodo non prevede assolutamente l’utilizzo di principi attivi e perfettamente compatibile con le tecniche di produzione biologica e non si esclude l’efficacia anche contro altri parassiti.
    Per ulteriori aggiornamenti scrivere a fruitculture@gmail.com
    Saluti a tutti
    Fruitculture

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