Garantito… da me! Ghemme dei Mazzoni e Ai Livelli 2007

Lo dico subito, questa volta non ho “scoperto” un bel niente visto che a scrivere per primo di questa azienda, nell’ottobre di cinque anni fa, fu, sul bel sito Internet LaVINIum – leggete qui – l’amico Roberto Giuliani, che fu folgorato come me quando lo degustammo insieme durante una manifestazione cui ci trovammo insieme, la versione 2001, alla sua seconda uscita in assoluto, di questo vino.
Siamo ancora nel mondo del Nebbiolo, nell’universo dei
Nebbiolo Alto Piemonte, nel clima della quarta edizione del congresso internazionale Nebbiolo Grapes che si è svolto a fine ottobre a Stresa. E di cui ho scritto, sul sito Internet dell’A.I.S., qui e poi ancora qui.
E così, dopo avervi raccontato del
Gattinara di Franchino e del Bramaterra di Antoniotto, voglio relazionarvi, come ha fatto ancora Giuliani qui, di un altro vino base Nebbiolo, anzi di due vini che mi hanno fortemente impressionato in quel di Stresa, il Ghemme dei Mazzoni 2007 ed il Ghemme ai Livelli 2007 di Tiziano Mazzoni.
Notizie su questo produttore e su questa piccola azienda le trovate
su questo sito Internet molto rudimentale, dove si legge che “i più antichi documenti ritrovati all’archivio di Torino attestano la presenza della famiglia Mazzoni a Cavaglio d’Agogna già dal XIV secolo.
Nel centro storico, dove tuttora è situata la cantina, nell’ anno 1502 Magister Matteo Mazzoni affittava una casa murata con cantina e bottega. Nel 1615 nella sacrestia della Cattedrale di Novara il Canonico Francesco Dulzio, delegato del vescovo, consegnò ad una delegazione di cavagliesi, tra cui Antonio Mazzoni, sindaco e procuratore deputato, le sacre reliquie dei Santi Martiri Antonio e Placida”.

Venendo a tempi più vicini a noi apprendiamo che “negli anni del primo dopoguerra (1940/1945) piano piano il lavoro nelle campagne della parte collinare del Novarese cominciò un lento ma inesorabile abbandono per una più remunerativa vita nelle fabbriche, alla morte del nonno Francesco che con il cavallo ed il carro portava il suo vino e quello di alcuni mediatori locali su nelle valli dell’ Valsesia e dell’ Ossola la piccola azienda  familiare viene divisa tra i figli i quali non avendo più un reddito sufficiente vinificano solo il vino per il proprio fabbisogno e per alcuni clienti della zona, il resto delle uve viene conferito alla cantina sociale per alcuni decenni, per poi smettere completamente negli anni 80”.
La rinascita dell’azienda risale a 12 anni fa, al 1999, quando “Tiziano Mazzoni e la moglie Rita riprendono dopo un salto generazionale l’attività contadina di famiglia acquistando dei vigneti a Ghemme,  reimpiantando un vigneto di Vespolina del suocero Giuliano estirpato solo tre anni prima. Poi Tiziano e il figlio Gilles coronando un sogno mettono a dimora barbatelle di Nebbiolo nei terreni storici di famiglia”.
Ghemme Docg i principali vini (a Stresa ho provato anche un Colline Novaresi, denominato ai Franconi nella sua versione 2009, a mio avviso un po’ rigido e troppo asciutto per il mio gusto per la scelta di affinarlo in barrique vecchie e nuove di acacia), ma Tiziano Mazzoni non tenendo conto del disciplinare della denominazione (50 ettari vitati) che limita all’85% la percentuale minima di Nebbiolo e consente di utilizzare fino ad un 15% di Vespolina e Uva rara (Bonarda novarese), ha scelto la strada del Nebbiolo in purezza.
Le vigne più giovani destinate al Ghemme dei Mazzoni mentre quelle di circa trent’anni riservate alla selezione “ai Livelli”, nome che come scrive Giuliani “deriva dall’area dove è impiantato il vigneto del Ghemme”.
Il Ghemme dei Mazzoni 2007 affinato per due anni in botti grandi, il Ghemme ai Livelli 2007, che “ha subito una macerazione di quasi un mese a contatto con le bucce” affinato per “un anno in tonneau e uno in tradizionali botti di rovere e infine per un lungo periodo in bottiglia (quasi 2 anni)”.
Devo ancora rifarmi a quello che dice, benissimo, l’amico Giuliani quando a proposito dei Ghemme di Mazzoni osserva che “ogni assaggio non fa che stupirmi, il carattere di un nebbiolo di Ghemme è ovviamente differente da quello di un Barolo o di un Barbaresco, ma anche restando in zone più ravvicinate, si differenzia senza problemi anche dal Gattinara”.
L’elemento comune è dato dall’eleganza, soprattutto aromatica, dalla mineralità petrosa, dall’essenzialità ricca di sale, dal carattere inconfondibilmente nebbioloso che questi vini, come il Gattinara ed il Bramaterra che vi ho segnalato sopra, mostrano a piene mani.

Il Ghemme dei Mazzoni dotato di un naso tutto rosa e lamponi, di una magnifica sapidità, di un nerbo preciso, profondo, verticale, anche se la struttura è ben sostenuta e non mancano corpo e persistenza, il Ghemme ai Livelli, sempre 2007, dotato di un naso molto più importante, fitto, denso, già con aromi terziari quasi catramosi, di una vena selvatica e quasi animale, con una struttura tannica potente, ancora bisognosa di tempo per esprimersi pienamente e scatenarsi che lo rendono, se mi passate la metafora albese, più vicino ad un Barolo che ad un Barbaresco, mentre il Ghemme dei Mazzoni appare come un ideale mix tra un Barbaresco ed un Valtellina Superiore Sassella.
Per chi ama già stappare e godersi un Ghemme è naturale il consiglio di orientarsi sul Ghemme dei Mazzoni, per chi ama attendere e vuole più complessità dai vini e dispone di una bella cantina dove lasciare riposare e affinare le bottiglie in tutta tranquillità viene logico orientarsi, trattandosi di un vino importante di cui seguire l’evoluzione e lo sviluppo, sulla selezione ai Livelli. Si scelga un Ghemme o oppure l’altro si casca bene, anzi benissimo, con un’espressione del Ghemme di assoluto livello qualitativo ed esemplare nell’ambito di questa piccola splendida denominazione novarese.

Azienda agricola Tiziano Mazzoni
Cavaglio d’Agogna NO
tel. e fax 0322 806612
e-mail voisma@tin.it
sito Internet
http://www.vinimazzoni.it/


2 pensieri su “Garantito… da me! Ghemme dei Mazzoni e Ai Livelli 2007

  1. Fa piacere tornare a parlare di Ghemme – un vino che mi pare uscito dall’immaginario degli eno-appassionati!
    A dire il vero in questi giorni fa piacere sentire parlare di qualcosa di piacevole o almeno positivo.
    Giorni così bui non me li ricordo, da che vivo. Potrebbero aumentare la voglia di bere un buon bicchiere – se non altro per poter constatare che in Italia qualcosa di buono c’è – che ne dici Ziliani?!
    Commento postato alla salute di Goldmann Sachs.

  2. Trovo il Ghemme dei Mazzoni 2007 un vino davvero emozionante, di un bel colore rosso rubino trasparente con riflessi granata, i suoi profumi di viola e rosa appassita, il suo sapore caldo, armonico ed avvolgente. Un vino che sa essere bevibilissimo ed elegantissimo, del quale mi sono innamorato al primo assaggio effettuato un paio di anni fa al Vinitaly. Quest’anno sempre al Vinitaly Tiziano mi ha fatto assaggiare anche il suo nuovo Ghemme ai Livelli, che come riferito giustamente ha una struttura tannica piuttosto importante e di conseguenza, essendo io portato a preferire vini piuttosto pronti, ma certamente non banali, ho preferito il Ghemme dei Mazzoni che a mio modesto avviso è davvero una perfetta espressione del territorio di Ghemme. Notevole anche il “piccolo” Nebbiolo del Monteregio 2009…

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